Marina ha scritto:
Ma si', e' un giornalino animalista, non credo ci siano problemi di copyright, anzi, piu' si diffonde meglio e'!
OK allora ecco qua (spero non siano rimasti errori di scansione OCR)
ciao
Melania
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Raccoglierli o no? e come si curano i piccoli pennuti
Non sempre i pulcini caduti mentre tentavano il volo hanno bisogno di noi. Anzi: è molto probabile che lì intorno ci siano i genitori pronti a intervenire non appena ci allontaniamo. Se invece fossero palesemente persi o feriti ecco come fare
Cincie, cinciallegre, cinciarelle. E poi rondini, rondoni e balestrucci, passeri domestici e passeri solitari che gorgheggiano in gara con i merli ...gli uccellini che abitano in città sono ormai un piccolo esercito, che comprende storni e cardellini, fringuelli, capinere, pettirossi, codirossi... Sono tanti, questi uccellini, e in primavera può capitare di trovare dei pulcini in
difficoltà.
Molto spesso però non sono caduti dal nido: hanno solo fallito un primo tentativo di volo! E quasi sempre, vengono comunque accuditi dai genitori, che nei pressi attendono che ci allontaniamo per tornare da loro. Bisogna quindi valutare attentamente la situazione:
LASCIARLO
Raccogliere uno di questi piccolini significa strapparlo alle cure dei genitori, sicuramente più valide del più esperto e attento veterinario. Allevandoli si corre inoltre il rischio di "imprintarli" sull'uomo, facendone animali con una identità specifica deviata in modo irreversibile e non più in grado di affrontare una normale vita libera. Non bisogna quindi portarli via a tutti i costi. E' importante, invece, evitare che finiscano sotto una macchina o nelle fauci di un gatto: prendeteli con la massima dolcezza (ne avranno di paura!) e posateli sul ramo dell'albero più vicino o su un muretto protetto. La madre, da lì, continuerà a prendersene cura. Gli uccelli non hanno l'olfatto dei mammiferi, perciò non c'è pericolo che le madri li rifiutino perché sentono il vostro odore.
TENERLO
Se invece il pulcino è molto piccolo, non ha penne sviluppate e, soprattutto, mostra ferite, allora forse è il caso di intervenire senza abbandonarlo.
Posatelo con delicatezza in una scatola sopra dei fogli di giornale che andranno cambiati quotidianamente o anche più spesso se necessario. Qualunque tipo di stoffa rischia di rimanere impigliata negli artigli causando seri problemi al pulcino. Sul fondo della scatola, sopra il giornale sarebbe meglio piazzare dei posatoi - per esempio dei rami o dei sassi ma solo se il piccolo non è ferito e riesce a reggersi bene sulle zampette. Fate in modo che respiri sempre aria pulita: a questo scopo praticate dei fori abbastanza grandi nella scatola. Via via che il pulcino cresce anche la scatola sarà più grande fino a diventare uno scatolone alto 30-40 centimetri.
1. Curare le ferite: non improvvisate cure veterinarie. Come pronto soccorso, limitatevi a disinfettare le eventuali ferite con acqua os-sigenata diluita.
2. Reidratare e tenere al caldo. Spesso un pulcino ritrovato dopo ore dalla caduta è disidratato e infreddolito: le prime due cose da fare sono quindi reidratarlo e riscaldarlo.
Reidratare.
Per reidratare i piccolini, preparate una soluzione isotonica (un litro di acqua calda, un cucchiaio di zucchero, un cucchiaino da tè colmo di sale fino) e fatene cadere delicatamente qualche goccia (con una siringa senza ago o con il dito pulito) sul becco del piccolo (se non avete nulla a portata di mano dategli comunque dell'acqua). In ogni caso, a disposizione del piccolino va sempre lasciata dell'acqua pulita
Riscaldare.
Se si tratta di un pulcino passeriforme (o nidicolo: che nasce, cioè, "nudo" e con gli occhi chiusi) e non ha penne, deve stare al calduccio, a una temperatura di 30°-32° gradi, mentre dopo circa una settimana di vita, quando ha già le penne sviluppate, il calore si può abbassare a 21°-21° gradi, in questo caso è meglio preparare un "nido" per i primi giorni: prendete un contenitore a coppa, imbottitelo con carta di giornale ma a contatto col piccolo lasciate due o tre strati di carta da cucina (tipo Scottex), da cambiare ogni volta che mangia o che la sporca.
Altre specie che nascono già coperte di piumino (sono dette nidifughe e il loro nido è costruito a terra, come oche o cigni) sono meno sensibili alla temperatura ed è sufficiente tenerle riparate su un panno caldo o - se l'avete in casa - scaldarli con un lampada infrarossa, (non una lampada normale!). Un altro sistema per tenerli al calduccio è mettere accanto o sotto la scatola una borsa d'acqua calda oppure una bottiglia di plastica riempita con acqua calda. Ma attenzione: non mettete mai la scatola con l'animale sopra stufe o termosifoni accesi.
3. La pulizia. E' importante tenere sempre pulito l'alloggiamento dei piccolini, anche da eventuali residui di cibo, che potrebbero deteriorarsi ed intaccare la già precaria salute del pulcino.
4. Lo svezzamento. Per quanto riguarda l'alimentazione e lo svezzamento, attenzione a capire a quale famiglia appartiene il piccolino che avete trovato: se si tratta di un granivoro, infatti, il menu sarà diverso da quello di un insettivoro.
I granivori hanno per lo più il becco corto e grosso: sono i passeri, i verdoni, i cardellini, le tortore. Per loro potete acquistare il pastone per canarini e arricchirlo con un po' di farina, omogeneizzato di verdura e acqua. Nei negozi specializzati si può trovare anche una farina vitaminizzata speciale per l'imbecco dei nidiacei, da mescolare con acqua e somministrare con una siringa senza ago.
Gli insettivori hanno per lo più il becco lungo e sottile: sono le cincie, le capinere, i codirossi, le rondini, i rondoni, i merli, gli storni. Per loro ci vorrà omogeneizzato di carne o carne macinata. Nei negozi per animali o in quelli per la pesca si possono trovare delle confezioni con dentro quello che occorre, principalmente camole della farina e camole del miele.
Le camole NON vanno però somministreate ai piccoli di rondine e di rondone: per loro ci vuole di preferenza carne macinata magra con la quale si fanno piccolissime palline. Una o due palline al giorno si possono intingere in una soluzione di sali minerali, ottenuta diluendo poche gocce di Idroplurivit in un bicchierino d'acqua. In alternativa potete somministrare qualche goccia di questa di-luizione alla fine di uno o due pasti al giorno, un pasto ogni 3 ore dalle 8 alle 20).
Nel frattempo appoggiatevi a un veterinario esperto in volatili e procuratevi un buon manuale: vi aiuteranno a proteggere l'uccellino, a farlo crescere e a prepararlo all'involo.
Ma ATTENZIONE: ricordate che si tratta necessariamente di una situazione transitoria perché LA LEGGE VIETA LA DETENZIONE DI ANIMALI SELVATICI. DOVETE QUINDI CONTATTARE AL PIÙ' PRESTO UN CENTRO DI RECUPERO SPECIALIZ-ZATO (Lipu o altri organismi presentì nella vo¬stra zona), CHE VI DARÀ' I CONSIGLI DEL CASO E, QUANDO POSSIBILE, PROWE-DERA' ARITIRARE L'ANIMALE.
Ha collaborato Annalisa Tortelli, volontaria crfs Lipu "La Fagiana".
Libri consigliati: il manuale di ornitologia Guida degli Uccelli d'Europa di Peterson/ Mountfort/Hollom, Franco Muzzio Editore.
Recapiti utili: Centro di Recupero Fauna Selvatica "La Fagiana" - Pontevecchio di Magenta - celi. 3383148603. Link:
www.lipu.it/oasi/animaliferiti.htm