Plauso per l'ENPA di Savona

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Se trovate un piccione in difficoltà ma anche se volete sapere cosa fare in caso di necessità leggete la guida:

Come prendere un piccione in difficoltà per soccorrerlo e aiutarlo

1 verdetartarugo, 5/05/10 22:30

Oggi ho raccolto un piccolo di piccione caduto dal nido:era spiumato, ferito ,sanguinante,raggomitolato al bordo del marciapiede in mezzo ai passanti indifferenti.Ho chiesto un sacchetto di carta ad una boutique e l'ho portato subito alla sede enpa della mia città.L' hanno accolto subito,disinfettato e curato con medicinali adeguati da una premurosa veterinaria.Nei pochi minuti che sono stato nella sede ho visto molti animali accolti per essere poi reinseriti nel loro ambiente,tra cui moltissimi piccioni e tortore,creature che generalmente vengono lasciati morire agli angoli delle strade come rifiuti urbani.La volontaria mi ha assicurato che il cucciolo dovrebbe riprendersi e che non aveva niente di rotto.Fanno veramente un grande lavoro, ancora complimenti.
Ogni tanto una storia a lieto fine ci vuole....
Ciao a tutti

2 FrancescaF, 6/05/10 09:52

Bravi.

Al contrario della Guardia Forestale di Varese che mi è stata consigliata dalla Lipu di Varese (che si è lavata subito le mani) in seguito al ritrovamento di una tortorella.

<<Le tortore e i piccioni sono uccellacci che portano solo malattie. Non hanno alcun interesse naturalistico. Lo lasci pure morire>>

(peccato fossi sul treno altrimenti gli avrei spaccato i timpani coi miei decibel)

Ci ho pensato io ad aiutarla. Si è ripresa. Poi, dopo qualche tempo, purtroppo, si è ammalata e nonostante l'abbiamo portata da un veterinario aviario specializzato non ce l'ha fatta.
Che pena.

Si chiamava Muesli.

3 fiordaliso09, 6/05/10 10:05

Anch'io ebbi pessima esperienza con un numero segnalato dalla Lipu. Contattato per il ritrovamento di un rondone giovane, mi fu segnalato il numero di un corpo forestale di non ricordo piu' dove, e la persona che mi rispose mi sgrido' dicendo che noi raccogliamo i cuccioli e poi le madri non li ritrovano, e mi invito' a riportarlo dove l'avevo trovato . Mi sembro' molto poco informato sulle specie di uccelli, la sua risposta sarebbe andata bene se avessi trovato un cerbiatto nel bosco! Mi sono sempre chiesta se ho parlato con un cacciatore o con un esperto segnalato dalla Lipu.
Quando poi,qualche anno dopo ritrovai una rondine, senza indugio mi rivolsi all'Enpa di Milano che lo accolse.

4 verdetartarugo, 6/05/10 11:03

Cavolo che brutte esperienze!Già è difficile soccorrere gli animali in città, se in più ti trovi davanti un muro di indifferenza ci si demoralizza proprio.Purtroppo talvolta il faidate non è possibile perchè si rischia di fare del male agli animali già stressati e diventa indispensabile la collaborazione di enti che hanno esperienza nel soccorso.Io ho sempre raccolto di tutto:pippistrelli,rane,rospi,insetti,gatti,gechi,uccellini e anche un' anatra e mi sono sempre arrangiato fino al loro reinserimento in natura.Quando li vedi lì sull' asfalto ad agonizzare non si può fare diversamente ed è indegno che un ente animalista dia delle risposte come quelle che avete scritto prima.Fanno schifo loro,non i piccioni costretti a vivere tra le nostre immondizie!

5 Serendip, 6/05/10 12:06

Anche io telefonai alla Lipu anni fa, quando raccolsi un piccolo di merlo ferito caduto dal nido. Non c'era traccia della madre e io non sapevo che fare. Mi diedero il numero di un veterinario specializzato in volatili, ma allo studio non rispondevano mai al telefono, andai sul posto ma, nonostante fossi entro l'orario di apertura, non si presento' nessuno, nessun avviso sulla porta, niente.
Lo portai con me, e nel giro di un paio di giorni era pronto per spiccare il volo... Non ho mai piu' voluto sapere di quel veterinario, ne' della Lipu, adesso se ho emergenze vado direttamente alla clinica vet.

6 Marina, 6/05/10 12:20

fiordaliso09 ha scritto:
Anch'io ebbi pessima esperienza con un numero segnalato dalla Lipu. Contattato per il ritrovamento di un rondone giovane, mi fu segnalato il numero di un corpo forestale di non ricordo piu' dove, e la persona che mi rispose mi sgrido' dicendo che noi raccogliamo i cuccioli e poi le madri non li ritrovano, e mi invito' a riportarlo dove l'avevo trovato .

Per amor di verita', questa cosa e' corretta, cioe' quando si trova un piccolo di uccello e' meglio lasciarlo li' e lasciare che i genitori lo accudiscano, ha molte piu' probabilita' di sopravvivenza.
Pero' si puo' stare li' un po', 1-2-3 ore, nascosti, e vedere se davvero i genitori sono nei pressi.
Se non ci sono proprio, conviene provare a prenderlo, anche se le chance di poterlo aiutare sono basse.
Pero' a volte si riesce.

Ciao,
Marina

7 FrancescaF, 6/05/10 12:42

Giusto, il piccolo, se i genitori ci sono, bisogna lasciarlo sul posto: le probabilità di sopravvivenza sono più alte.
Ed eventualmente seguirlo da lontano.

Questo è vero in particolare per i passeriformi (passeri, merli, cincie) oppure anche per i rondoni.
Sono molto fragili. I genitori danno loro cibo che noi non siamo in grado di fornire.

Ho provato per anni a salvare uccellini caduti dai nidi senza successo, specialmente nel periodo primaverile.
I columbidi, c'è da ammetterlo, sono molto più facili da allevare: tortore, tortoroni, piccioni.
E possono tranquillamente sopravvivere anche se allevati da un uomo.

Il punto è che i piccoli non hanno bisogno solo di cibo, ma anche di anticorpi e di tutti gli insegnamenti che solo i genitori possono trasmettere.

Io ora ho a casa un piccione adorabile, Picio, che è stato trovato da mia mamma, all'inizio dell'inverno scorso, sulla strada, quando era ancora pulciotto.
Purtroppo, non ha visto i genitori, sarà caduto prematuramente da qualche nido.

E ora? Ora è un piccione magnifico, chiede le coccole quando rientro a casa, tuba quando i miei cani fanno le feste e ascolta la lirica insieme a me, mangia quando noi mangiamo, quando era piccolo prendeva i semi dalla mia bocca.

Il punto è: come facciamo a reintrodurlo ora?

Non sarà facile. Odio vederlo costretto in casa e in gabbia, ma tremo all'idea di liberarlo senza che abbia le conoscenze che gli servono per sopravvivere.
Lui non sa chi sono davvero i gatti (perché la mia micia sta ore a guardarlo senza attaccarlo) e che pericolo sono le auto.
Non sa come fare a ripararsi dal freddo.

Sarà complesso lasciarlo e dovremo comunque lasciarlo in un ambiente protetto, non certo dov'è stato trovato.
O forse potrebbe tornare sul nostro balcone quando avrà fame.

Quindi, onde evitare questi problemi, se ci sono i genitori, e il piccolo non è ferito, meglio lasciarlo ai genitori. Sono enormemente più saggi di noi.

8 fiordaliso09, 6/05/10 13:11

Il fatto e' che il rondone era vicino al muro di un parco pubblico, e vicino ad una corte con molti gatti, si trovava per terra e poiche' non sapeva ancora usare le zampette, nemmeno si alzava.Non mi sembrava il caso di lasciarlo li' vicino al passaggio di bici e bambini curiosi, e intorno, a meno di arrampicarmi su un'albero non c'era posto sicuro.Comunque ho fatto quello che mi ha detto, l'ho appoggiato sul muretto li' vicino a dove l'avevo trovato,celandolo sotto il'ombra dei rami di un alto Tasso , dopo 2 ore era sparito, ma non so se l'ha raccolto qualcun altro, oppure se la madre e' tornata. Certamente da un muro alto 1,50 metri non e' possibile spiccare il volo per un rondone. Dubito che la madre se lo sia portato via...Per questo non mi sono fidata poi con la rondine (che fra l'altro era invece adulta).Ammiro Francesca , ma lavorando non posso accudire piccoli volatili, che invece richiedono pasti frequenti, posso solo tenerli per poco tempo e poi affidarli. Sinceramente, a tutt'oggi sono convinta di aver sbagliato a riportare indietro il rondone.

9 FrancescaF, 6/05/10 14:35

Guarda, Fiordaliso, io in tempi passati avevo la fortuna di studiare e oggi ho la fortuna di avere mia mamma a casa, altrettanto fuori di testa come me nell'amore per gli animali quindi è comprensibile non poter accudire gli animali se lavori, specialmente gli uccelli.

Puoi essere convinta di aver sbagliato con il rondone. Non siamo eroi, non possiamo salvare il mondo.
Se l'avessi preso, magari non ce l'avrebbe fatta e ti saresti detta che sarebbe stato meglio lasciarlo dov'era. Quante volte me lo sono ripetuto!

Ho avuto una sola esperienza con un rondone. E' stata devastante.

Fu trovato da mio padre in giardino, appena uscito dal nido.
Era completamente formato, dal piumaggio all'ossatura.
Era stupendo, aveva delle unghiette da vero rapace.
La cosa che notammo subito era che aveva un'ala più corta dell'altra.

Sulle prime pensammo che fosse stato un gatto l'artefice di quella mancanza.

Solo che non era così. Passarono settimane e l'ala non ricresceva.

La verità era che era nato con un'ala più corta dell'altra. Per qualsiasi uccello è una tragedia nascere con un'ala più corta dell'altra.
Ma, oserei dire, che per un rondone lo è di più dato che i rondoni, come noto, vivono in volo.
Atterrano pochissimo, anzi, per loro ripartire da terra può essere spesso un problema.

Lo tenemmo comunque, ci mancherebbe, sapendo che la vita che aveva dinnanzi a sè era poca e disgraziata.
Mi ricordo i pomeriggi passati in giardino tentando di farlo volare e per rinforzargli i muscoli delle ali.
Sognare di vederlo spiccare il volo per sempre, ma non c'era nulla da fare.

Quando andammo una giornata al mare ce lo portammo dietro. Lui stava con la mia cagnetta sotto la sdraio, al fresco. Girava la testolina verso l'alto, perché sentiva i gabbiani urlare.
Con quegli occhietti svegli e neri, un po' corrucciati. Guardava ciò che non avrebbe mai potuto avere.

Dopo circa qualche mese, nonostante mangiasse con appetito, cominciò a dimagrire e a riempirsi di parassiti.
Le sue difese immunitarie, proprio perché non conduceva la vita per cui era nato, cominciarono a crollare.
Si sa, gli uccelli, quando cominciano a stare male, crollano.
E poi quale veterinario poteva prendersi cura di un rondone? In un paese in cui i veterinari controllano lo stato di salute di mucche e vitelli per la macellazione quindi il ritratto della bastardaggine totale?

Morì una notte, nella nostra casa in montagna, sulla pancia di mia mamma.

Nel momento in cui stava spirando le gazze intorno alla casa urlavano come impazzite, come se cantassero una marcia funebre.
Non le abbiamo mai più sentite urlare così.

10 Serendip, 9/05/10 21:04

Segnalo che nel numero di aprile del giornale della Leal "La voce dei senza voce" c'e' proprio un breve articolo sull'argomento del recupero dei pennuti. Se qualcuno lo desidera gli posso inviare la scansione in PDF (non credo si possa postare qui il testo), in caso contattatemi all'indirizzo del mio profilo.

Melania

11 Marina, 9/05/10 21:45

Serendip ha scritto:
Segnalo che nel numero di aprile del giornale della Leal "La voce dei senza voce" c'e' proprio un breve articolo sull'argomento del recupero dei pennuti. Se qualcuno lo desidera gli posso inviare la scansione in PDF (non credo si possa postare qui il testo),

Ma si', e' un giornalino animalista, non credo ci siano problemi di copyright, anzi, piu' si diffonde meglio e'!

Ciao,
Marina

12 Serendip, 9/05/10 22:35

Marina ha scritto:
Ma si', e' un giornalino animalista, non credo ci siano problemi di copyright, anzi, piu' si diffonde meglio e'!

OK allora ecco qua (spero non siano rimasti errori di scansione OCR)
ciao
Melania
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Raccoglierli o no? e come si curano i piccoli pennuti

Non sempre i pulcini caduti mentre tentavano il volo hanno bisogno di noi. Anzi: è molto probabile che lì intorno ci siano i genitori pronti a intervenire non appena ci allontaniamo. Se invece fossero palesemente persi o feriti ecco come fare

Cincie, cinciallegre, cinciarelle. E poi rondini, rondoni e balestrucci, passeri domestici e passeri solitari che gorgheggiano in gara con i merli ...gli uccellini che abitano in città sono ormai un piccolo esercito, che comprende storni e cardellini, fringuelli, capinere, pettirossi, codirossi... Sono tanti, questi uccellini, e in primavera può capitare di trovare dei pulcini in
difficoltà.
Molto spesso però non sono caduti dal nido: hanno solo fallito un primo tentativo di volo! E quasi sempre, vengono comunque accuditi dai genitori, che nei pressi attendono che ci allontaniamo per tornare da loro. Bisogna quindi valutare attentamente la situazione:

LASCIARLO

Raccogliere uno di questi piccolini significa strapparlo alle cure dei genitori, sicuramente più valide del più esperto e attento veterinario. Allevandoli si corre inoltre il rischio di "imprintarli" sull'uomo, facendone animali con una identità specifica deviata in modo irreversibile e non più in grado di affrontare una normale vita libera. Non bisogna quindi portarli via a tutti i costi. E' importante, invece, evitare che finiscano sotto una macchina o nelle fauci di un gatto: prendeteli con la massima dolcezza (ne avranno di paura!) e posateli sul ramo dell'albero più vicino o su un muretto protetto. La madre, da lì, continuerà a prendersene cura. Gli uccelli non hanno l'olfatto dei mammiferi, perciò non c'è pericolo che le madri li rifiutino perché sentono il vostro odore.

TENERLO

Se invece il pulcino è molto piccolo, non ha penne sviluppate e, soprattutto, mostra ferite, allora forse è il caso di intervenire senza abbandonarlo.
Posatelo con delicatezza in una scatola sopra dei fogli di giornale che andranno cambiati quotidianamente o anche più spesso se necessario. Qualunque tipo di stoffa rischia di rimanere impigliata negli artigli causando seri problemi al pulcino. Sul fondo della scatola, sopra il giornale sarebbe meglio piazzare dei posatoi - per esempio dei rami o dei sassi ma solo se il piccolo non è ferito e riesce a reggersi bene sulle zampette. Fate in modo che respiri sempre aria pulita: a questo scopo praticate dei fori abbastanza grandi nella scatola. Via via che il pulcino cresce anche la scatola sarà più grande fino a diventare uno scatolone alto 30-40 centimetri.

1. Curare le ferite: non improvvisate cure veterinarie. Come pronto soccorso, limitatevi a disinfettare le eventuali ferite con acqua os-sigenata diluita.

2. Reidratare e tenere al caldo. Spesso un pulcino ritrovato dopo ore dalla caduta è disidratato e infreddolito: le prime due cose da fare sono quindi reidratarlo e riscaldarlo.

Reidratare.
Per reidratare i piccolini, preparate una soluzione isotonica (un litro di acqua calda, un cucchiaio di zucchero, un cucchiaino da tè colmo di sale fino) e fatene cadere delicatamente qualche goccia (con una siringa senza ago o con il dito pulito) sul becco del piccolo (se non avete nulla a portata di mano dategli comunque dell'acqua). In ogni caso, a disposizione del piccolino va sempre lasciata dell'acqua pulita

Riscaldare.
Se si tratta di un pulcino passeriforme (o nidicolo: che nasce, cioè, "nudo" e con gli occhi chiusi) e non ha penne, deve stare al calduccio, a una temperatura di 30°-32° gradi, mentre dopo circa una settimana di vita, quando ha già le penne sviluppate, il calore si può abbassare a 21°-21° gradi, in questo caso è meglio preparare un "nido" per i primi giorni: prendete un contenitore a coppa, imbottitelo con carta di giornale ma a contatto col piccolo lasciate due o tre strati di carta da cucina (tipo Scottex), da cambiare ogni volta che mangia o che la sporca.
Altre specie che nascono già coperte di piumino (sono dette nidifughe e il loro nido è costruito a terra, come oche o cigni) sono meno sensibili alla temperatura ed è sufficiente tenerle riparate su un panno caldo o - se l'avete in casa - scaldarli con un lampada infrarossa, (non una lampada normale!). Un altro sistema per tenerli al calduccio è mettere accanto o sotto la scatola una borsa d'acqua calda oppure una bottiglia di plastica riempita con acqua calda. Ma attenzione: non mettete mai la scatola con l'animale sopra stufe o termosifoni accesi.

3. La pulizia. E' importante tenere sempre pulito l'alloggiamento dei piccolini, anche da eventuali residui di cibo, che potrebbero deteriorarsi ed intaccare la già precaria salute del pulcino.

4. Lo svezzamento. Per quanto riguarda l'alimentazione e lo svezzamento, attenzione a capire a quale famiglia appartiene il piccolino che avete trovato: se si tratta di un granivoro, infatti, il menu sarà diverso da quello di un insettivoro.
I granivori hanno per lo più il becco corto e grosso: sono i passeri, i verdoni, i cardellini, le tortore. Per loro potete acquistare il pastone per canarini e arricchirlo con un po' di farina, omogeneizzato di verdura e acqua. Nei negozi specializzati si può trovare anche una farina vitaminizzata speciale per l'imbecco dei nidiacei, da mescolare con acqua e somministrare con una siringa senza ago.
Gli insettivori hanno per lo più il becco lungo e sottile: sono le cincie, le capinere, i codirossi, le rondini, i rondoni, i merli, gli storni. Per loro ci vorrà omogeneizzato di carne o carne macinata. Nei negozi per animali o in quelli per la pesca si possono trovare delle confezioni con dentro quello che occorre, principalmente camole della farina e camole del miele.
Le camole NON vanno però somministreate ai piccoli di rondine e di rondone: per loro ci vuole di preferenza carne macinata magra con la quale si fanno piccolissime palline. Una o due palline al giorno si possono intingere in una soluzione di sali minerali, ottenuta diluendo poche gocce di Idroplurivit in un bicchierino d'acqua. In alternativa potete somministrare qualche goccia di questa di-luizione alla fine di uno o due pasti al giorno, un pasto ogni 3 ore dalle 8 alle 20).

Nel frattempo appoggiatevi a un veterinario esperto in volatili e procuratevi un buon manuale: vi aiuteranno a proteggere l'uccellino, a farlo crescere e a prepararlo all'involo.
Ma ATTENZIONE: ricordate che si tratta necessariamente di una situazione transitoria perché LA LEGGE VIETA LA DETENZIONE DI ANIMALI SELVATICI. DOVETE QUINDI CONTATTARE AL PIÙ' PRESTO UN CENTRO DI RECUPERO SPECIALIZ-ZATO (Lipu o altri organismi presentì nella vo¬stra zona), CHE VI DARÀ' I CONSIGLI DEL CASO E, QUANDO POSSIBILE, PROWE-DERA' ARITIRARE L'ANIMALE.

Ha collaborato Annalisa Tortelli, volontaria crfs Lipu "La Fagiana".
Libri consigliati: il manuale di ornitologia Guida degli Uccelli d'Europa di Peterson/ Mountfort/Hollom, Franco Muzzio Editore.

Recapiti utili: Centro di Recupero Fauna Selvatica "La Fagiana" - Pontevecchio di Magenta - celi. 3383148603. Link: www.lipu.it/oasi/animaliferiti.htm

13 fiordaliso09, 11/05/10 10:20

Io ho in casa da anni "piccoli volatili trovatelli" della Edagricole, sicuramente un po' datato ma sempre utile.

14 daniela1971, 21/05/10 21:45

cara amica e' stata simpaticissima la tua risposta e non credo ti sia allontanata troppo dalla verita' purtroppo in nome del denaro si fanno molte cose cattive altrimenti come farebbero ad esistere i cacciatori di frodo?

Admin:

Se trovate un piccione in difficoltà ma anche se volete sapere cosa fare in caso di necessità leggete la guida:

Come prendere un piccione in difficoltà per soccorrerlo e aiutarlo

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!