Marina ha scritto:
Che poi non capisco dove stia la "bellezza" del botto: (...) Mai capito dov'e' il gusto a fare "BUM" e basta...
ivy83 ha scritto:
Neanche io l'ho mai capita questa cosa.. Io mi spavento proprio come un gatto.. anche quando stappano lo spumante :-/
E' quanto ho chiesto, in più di un' occasione, a coloro che intendono sparare beatamente ed a tutto spiano per "festeggiare" il nuovo anno. In particolare a coloro che fanno "brillare" veri e propri ordigni bellici. Ebbene, dal tono e dal contenuto delle loro risposte ho percepito come una sorta di ostentazione, quasi come se lo sparare rappresentasse uno status symbol. Il comprare i botti, accendere la miccia, sentirne il fragore di tuono dopo pochi istanti alla stregua quindi di un' auto costosa, un cellulare ipertecnologico ultimissimo modello o un capo di vestiario firmato. E maggiore è il boato, il fracasso, il fumo, i bagliori e quindi il terrore che si riesce ad incutere nel circondario, più queste persone si sentono forti, tronfi, spavaldi, dominatori. Tant' è che l'indomani c'è chi riesce perfino a vantarsi con amici, familiari e conoscenti di "quanto fuoco sono stati capaci di sparare" e di come "i loro botti abbiano dato vita ad un fragore decisamente maggiore rispetto a quelli di tizio o di caio". Alcuni addirittura, nei giorni precedenti, arrivano a decantare l' armamento che quell' anno sono riusciti a mettere insieme, descrivendo nei minimi dettagli la propria, personale Santa Barbara.
Inoltre elencare uno per uno i propri "pezzi bellici", riflette nel contempo, in modo chiaro e preciso, la spesa che questi "artiglieri dell' esercito di Capodanno" hanno dovuto far fronte, mettendo personalmente mano al portafoglio. E qui sconfiniamo nuovamente nel mero concetto di status symbol. C'è addirittura chi, pur di non sfigurare, ma non potendosi permettere una spesa non da poco, arriva a coalizzarsi: due o più persone infatti mettono insieme i propri fuochi, con il pretesto di trascorrere la notte di fine anno insieme, dando vita così a molteplici esplosioni. E tutto questo fino ad arrivare poi all' estrema esaltazione, mista a cieca follia, di coloro che si mettono a sparare all' esterno con pistole e fucili, esplodendo i cosiddetti "proiettili vaganti" (che di vagante non hanno proprio nulla) spegnendo la vita di gente ignara e sfortunata. Quest' anno è toccato ad un ragazzo di 25 anni, affacciato al balcone di casa sua, nel centro storico di Napoli. Lo scorso anno fu invece la volta di un uomo che stava giocando a carte con i propri familiari nel soggiorno del proprio appartamento, a Torre Annunziata.
Lo sconfortante paradosso è che non resta che consolarsi, come quest' anno, quando, nello stilare il tradizionale bollettino di guerra, il numero dei feriti risulta inferiore a quello dell' anno precedente. Per la cronaca il bilancio complessivo ed aggiornato di fine 2008 recita: 382 feriti in tutta Italia, di cui 354 con prognosi inferiore ai 40 gg. e 28 con prognosi superiore. A fronte di quello dello scorso anno che presentava rispettivamente 449 e 24 feriti.
Quando ho fatto osservare ai suddetti fuochisti che con il loro "divertimento" di mezzanotte possono ferirsi gravemente, fino a far perdere la vita o a toglierla di colpo ad altre persone, ai familiari, ai propri figli, la risposta, come il tono di disarmante sufficienza della stessa, è stata pressocchè unanime: "capita agli altri; a me invece non accaderà mai". Oppure: "si fa male chi non sa sparare". Come se questi potessero avere il pieno e totale controllo di ciò che stanno facendo; come se si sentissero in pieno diritto, nel loro delirio di onnipotenza, di essere "liberi di potersi esprimere" come a loro pare a piace. Come se una "capa di Lavezzi", versione rivista e corretta del famigerato "pallone di Maradona", una sfera del diametro di 40 cm imbottita di polvere da sparo, del peso di 15 kg e del "modico" costo di 300 euro, fosse sempre perfettamente, maledettamente funzionante, pur nella sua artigianalità. Basta trovare un pò di spazio, accendere la miccia, allontanarsi (ma tanto c'è tutto il tempo) e ...
Mi fermo qui. Se vado oltre, tiro certamente fuori tutta una seria di considerazioni di vario tipo e natura che, data anche l'ora, non è il caso. Nè questa è la sede.
Buona notte ed auguri a tutti per un sereno 2009.
Che anche soltanto uno dei vostri desideri, dei vostri progetti si possa realizzare nel corso di questo nuovo anno.
Ciao
Daniele