salvataggio fallito
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devotchka,
2/06/06 13:55
ieri ero stanchissima, ero sulla Casilina, tornavo a casa dal lavoro e già da lontano mi sembrava di aver visto qualcosa di strano, un furgone che sterza improvvisamente, un motorino fermo al lato della strada, forse un incidente...più precisamente un gatto era stato investito, mi fermo davanti al gatto perchè era ancora mezzo vivo, muoveva la testina, solo quella, allora tiro il frenoa mano, metto le 4 frecce e mi metto proprio davanti al gatto in modo che le macchine che venivano da dietro non potessero schiacciarlo di nuovo. Convinta di voler almeno tentare di salvarlo, apro il cassetto e prendo i guanti in lattice, ma non faccio in tempo ad aprire lo sportello che una macchina, si immette nella corsia da una strada laterale e me lo finisce davanti agli occhi. Voi come avreste reagito?Io ho strillato come una pazza per un'ora ferma sulla casilina, ancora ci piango, non ho mai visto nessuno morire, neanche un lumaca, e stavolta m'è preso brutto...credo di aver bisogno di uno psicologo, solo per gli attacchi di panico.
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lleo,
2/06/06 14:15
Mi dispiace per te, spero di non trovarmi mai in una situazione del genere. Preferirei sempre che a rimanere sull'asfalto sia un cristiano anzichè un animale.
In questi casi qualsiasi cosa ti venga detta serve a poco. Devi uscirne da sola.
Hai tutta la mia comprensione comunque.
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LuisaTo,
2/06/06 21:57
devotchka ha scritto:
ieri ero stanchissima, ero sulla Casilina,> e stavolta m'è preso brutto...credo di aver bisogno di uno psicologo, solo per gli attacchi di panico.
E' brutto lo so :-((
Hai fatto quello che potevi .
Luisa
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asia,
3/06/06 11:09
hai fatto tutto quello che potevi, gli idioti crudeli esistono e purtroppo non possiamo farci più di tanto. Tre anni fa anche il mio cane è stato investito da un'auto, dubito che sia morto sul colpo. Era andato a farsi una giratina e non è più tornato. L'ho cercato per tre giorni di seguito senza risultati. Poi un mio vicino di casa ha chiamato e mi ha detto di averlo visto, morto, vicino a un cassonetto dell'immondizia. Ci sono andati i miei genitori a riprenderlo, non hanno voluto che lo vedessi. Chi lo ha investito molto probabilmente lo ha lasciato in mezzo alla strada e qualcuno passando di lì lo ha spostato vicino a un cassonetto.
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devotchka,
3/06/06 18:49
CI PUO ESSERE UN MODO PER SUPERARE QUESTO DOLORE?iNSOMMA MI RENDO CONTO CHE SIAMO TUTTI NELLA STessa barca, soltanto che reagire come ho reagito io mi sembra esagerato. Anche a voi prendono gli attacchi di pianto isterico?Io non so se è giusto così, so solo che di animali morti ne vedro' a bizzeffe nella mia vita e devo cercare di farmene una ragione, a partire dal mio cane che nel giro di qualche anno purtroppo dovrà lasciarmi. Ovviamente portebbe succedere che sia io a lasciarla, ma se tutto va secondo le regole, un giorno probabilmente mi trovero' col suo corpicino senza vita in mano senza poter dare una spiegazione a quella situazione. Allora ho pensato ad uno psicologo, ma non so, io li odio gli psicologi, ma in questo caso mi sembra l'unica soluzione....ricordo che a sei anni mio padre trovò un geco nella casa in campagna, e tento' di ucciderlo davanti a me, il geco fortunatamente
si mosse e perse solo la coda...ero convinta che fosse morto di lì a poco e scoppiai a piangere...avevo 6 anni...mio padre mi disse di non piabgere che la coda gli sarebbe ricresciuta, ma dopo un tentativo di omicidio suonava molto come scusa per farmi stare zitta...
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pleiadi,
3/06/06 18:57
Guarda io per altri motivi sono stata da una psicologa e mi ha aiutato, però, per cosa servirebbe a te? Per superare queste crisi di pianto isterico? Non ci riuscirai, questi pianti derivano solo dall'immenso amore che hai per gli animali e per la profonda rabbia verso gli esseri umani insensibili al dolore e alla sofferenza, due cose, che ahimè (perchè anche a me capita, ieri stavo per piangere per delle lumache rinchiuse in una gabbia e pronte ad essere cucinate) non puoi cancellare, non è una fobia, non è una malattia da cui guarire, sei tu, sei fatta così, hai amore e sensibilità, perchè "guarirne"?
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lleo,
3/06/06 21:03
Devo, come ti ha detto pleiadi non ti serve uno psicologo. E' normale nascere ed è normale morire anzi, applicato all'uomo, penso che con il mondo di m***a che c'è intorno morire sia quasi una liberazione.
Ovvio che come è successo a te, vedere un animale che muore prima del momento in cui deve morire è innaturale.
A me è successo qualche mese fa con la gatta che avevo in casa. Aveva 18 anni e ormai i reni erano andati tant'è che mia madre le faceva due iniezioni formato elefante tutti i giorni. La veterinaria ci ha consigliato di sopprimerla perchè in quel modo non stava vivendo una vita dignitosa, che poi non ho ancora capito cosa significa, e che nonostante tutte le iniezioni non stava migliorando e sarebbe soltanto peggiorata.
Naturalmente il compito di portarla dalla veterinaria è toccato a me, ed è stato un pianto tutta la strada fino all'ambulatorio. Quando la veterinaria mi ha visto mi ha detto :"...non credevo che l'avrebbe presa in questo modo..." al che io le ho risposto:"...non pensava mica
che sarei venuto qui saltando e ballando".
La stronza.
Per una settimana non ho parlato con nessuno e ho rischiato di farmi licenziare al lavoro per i casini che ho combinato, dato che tutto era passato in secondo piano. Fortunatamente ho un altro gatto.
La cosa che mi ha segnato è che ho partecipato a far togliere una vita volontariamente, anche se la decisione l'ha presa mia madre per la paura che se la mangiava di vedersi la gatta morire in casa.
Non so quanto sarebbe vissuta ancora la gatta, forse una settimana, forse un mese. Ormai quasi non mangiava più. Ma non credo sia stata una ragione valida per portarla a sopprimere.
Comunque al tuo posto avrei sicuramente reagito allo stesso modo: figurati che ogni volta che vedo un animale morto in strada bestemmio, anche se sono ateo, maledicendo il fatto che al suo posto non ci sia un cristiano.
Non ti dico che ci farai il callo perchè non è vero, devi solo aspettare un pò di tempo per cui il ricordo sbiadirà permettendoti di andare avanti.
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heaven85,
3/06/06 21:48
ti capisco molto bene, purtroppo. Anche a me circa due anni fa è successa una cosa simile. io e il mio ragazzo abbiamo trovato un gatto vicino alle cantine del mio palazzo, ci siamo avvicinati e abbiamo notato che respirava male e oscillava la testa.ovviamente abbiamo chiamato il veterinario e con lui siamo andati in ambulatorio. Lì mi sono resa conto realmente delle sue condizioni...il suo respiro era una specie di rantolo e così ho capito che stava morendo...anch'io sono scoppiata in un pianto isterico, non riuscivo + a calmarmi, dopo pochi giorni avrei avuto l'esame di maturità ma continuavo a sentire in testa solo quel suono straziante...il giorno dopo, nonostante le cure, è morto. con il tempo sono riuscita a metabolizzare il tutto, a prenderla con "filosofia"...ho iniziato a pensare che quella fosse davvero la sua ora e che forse il nostro incontro e quindi le cure dal veterinario abbiano potuto allievare un pò la sua sofferenza. Credo che anche tu, nonostante la tua esperienza sia stata + traumatica, con il tempo possa guardare a questa esperienza con tristezza sicuramente, ma anche con meno angoscia e con la consapevolezza che quel gatto aveva trovato una bella persona, tu, disposta ad aiutarlo...
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Violet,
3/06/06 22:32
Ciao a tutti, sono nuova qui, ma di esperienze con animali, anche morenti, o così in fin di vita...da dover essere aiutati ad andare, ne ho vissute diverse... Certo, stare lì lì per aiutare un animale investito e vederselo re-investire davanti...è cosa tremenda.E ti capisco, è un dolore molto difficile da metabolizzare anche perchè nemmeno hai potuto renderti conto se veramente poteva ancora essere salvato oppure no... forse cmq non ce l'avrebbe fatta o le possibili cure non l'avrebbero
salvato ma...non hai potuto verificarlo da te.
La vita breve, generalmente, rispetto alla media della nostra, degli animali che ci accompagnano io ho sempre considerato fosse, almeno in uno dei suoi aspetti, il nostro "addestramento" all'incontro con la morte. Non
solo, non necessariamente , la nostra. Se ne avete avuto esperienza sapete in quale semplice dignità,pazienza e coraggio gli animali affrontano dolore e morte,anche in condizioni che un "umano" difficilmente riuscirebbe a vivere senza fare di sè stesso una vittima. Gli animali no. Sanno? Sentono la loro morte? Forse. Comunque sanno arrendervisi, sanno accettarla senza sprecare energie in rimpianti o vittimismi, per loro non è un tabù come per noi.
Ed in questo sono nostri grandi maestri. Tanto quanto sono capaci di incredibili riprese, ed aggiustamenti di fronte a traumi o menomazioni, tanto quanto sanno trovare sempre una soluzione di sopravvivenza per la vita, così sono semplici e naturali al momento della loro morte, anche se difficile o dolorosa. Certo noi possiamo fare molto per aiutarli, curarli, assisterli, ma sono loro i maestri nelle risposte, sia nei si alla vita che nei si alla morte. Noi raramente abbiamo la saggezza di saper dire si alla morte, quando è ormai il caso, così come spesso ci perdiamo in 1000 pensieri mentali, rimpianti, recriminazioni, o paure, anche davanti ai possibili si alla vita, e a volte anche la vita...ci sfuma tra le mani e ci scorre..a lato.
Per il tuo dolore, se persiste a lungo nei giorni, al posto dello psi, o perlomeno prima, ti consiglierei l'assunzione di fiori di Bach, possono aiutare molto in queste esperienze. Se conosci una persona di fiducia che sa prepararli, prova., se te la senti.
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Kalpoternit,
3/06/06 22:51
Devi essere fiera di te stessa per il tentativo di salvare il gatto,a volte le cose riescono a volte no fa parte della vita.Tutte le mattine che ti svegli con la tua scelta salvi una o più vite mi pare che ciò sia confortante.......
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Neomys,
3/06/06 23:02
Ragazzi, è ancora peggio essere l'artefice dell'investimento...
A me è successo ben due volte, con due uccellini, entrambi mi si sono buttati sul vetro della macchina...
Mi sono fermta tutt'e due le volte, li ho presi e li ho portati dal vet, ma niente da fare...
Mi dispiace, ma questo dolore non passa. No, non passerà mai.
E' ancora vivissimo dentro di me, misto al senso di colpa, fortissimo, e al senso di impotenza, devastante.