I risultati dell'essere veg
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Lucik,
18/04/07 17:29
Diventare veg, rendersi conto di un'ingiustizia enorme vissuta per tanto tempo in tutta naturalità senza rifletterci, scoprire che fino ad un certo punto non si è mai realmente riflettuto, uscire quindi da un’abitudine paradossale, non contribuire più a dare morte, dolore, agonia e sofferenza inutili ed insensate… è doveroso, giusto, sano, positivo. E’ semplicemente una cosa da fare perché non è giusto togliere la vita ed il diritto all’esistenza agli altri in questo modo.
Ognuno lo fa semplicemente di suo, e, con questo senso, lo farebbe anche se fosse l’unico al mondo. Per il buon senso, il proprio sentire, la propria coerenza ed il proprio senso del far bene e del far male.
Tuttavia le persone (persone comuni, come chiunque altro che scambia semplicemente nuove con vecchie abitudini) che si rendono conto di questa scelta hanno uno scopo. Far sì che sempre meno animali vengano uccisi. Facendo in modo che sempre più persone smettano di comprare prodotti che ne comportano la morte e l’uccisione.
Ogni persona in più fa la differenza non perché è sola, ma perché sommata alle altre. Una differenza pratica, concreta, reale, effettiva, pragmatica… visibile ogni volta che vai al supermercato.
Il mercato, al di là di chi pensa che bisogna aver letto dei libri per capire le cose, è una cosa alla portata di tutti. Il mercato siamo noi: ognuno di noi, sommato agli altri. E il suo funzionamento è molto semplice. Per i produttori ogni cosa persa, inutile, inutilizzata, invenduta, scartata, rappresenta un costo. L’industria produce per vendere. Se prima uno, poi un altro, poi un altro ancora cominciano a non comprare più un certo prodotto, le aziende non continueranno a fare la stessa quantità per farla restare “sullo scaffale”. La domanda guida, la produzione si adegua. A un certo punto entreranno di mezzo le sovvenzioni (Regionali, Nazionali, Europee), che, risultanti da un confronto tra politici (cercatori di consenso) e lobby economiche (portatrici di interessi) permetteranno di continuare a produrre anche quando le cose non si comprano (e verranno buttate via a spese dei contribuenti… e degli animali). Oppure faranno restare in vita quelle aziende, coprendone i costi in varie forme (sgravi ed incentivi fiscali), che altrimenti avrebbero già chiuso (sempre a spese dei contribuenti e degli animali). Ma continuando ad aggiungersi, una ad una, individuo ad individuo, altre persone, il processo riprende come prima, facendo chiudere chi ormai è oltre il limite anche usando le sovvenzioni, e continuando a far diminuire la quota di produzione per cui non c’è mercato.
E’ una cosa che sta già succedendo. E’ una cosa che continuerà inarrestabile. E’ una cosa che sarà sempre più evidente, come sempre più evidente è la crescita esponenziale delle persone che diventano veg. E tutto questo è facilmente osservabile non solo con la logica ed il buon senso. Basta dare un’occhiata agli scaffali dei supermercati… la quota del venduto dei prodotti veg sono quote relative (benché non interamente proporzionali) sottratte alle precedenti quote di acquisto di prodotti (più o meno analoghi) di origine animale.
Il mercato è una bellissima cosa. Quando guidato in direzioni positive. OGNUNO fa “ormai” un’enorme differenza, ognuno che si aggiunge contribuisce a diminuire il numero degli animali uccisi.
Poi fate attivismo che ce n’è bisogno (ed è anche molto bello), ma questa è un’altra cosa.
Ciao, grazie. Luciano.
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Andrea,
18/04/07 17:49
Poi fate attivismo che ce n’è bisogno (ed è anche molto bello), ma questa è un’altra cosa.
A questo proposito, chi non l'avesse gia' fatto si
iscriva alla NewsLetter di AgireOraNetwork: vengono segnalate iniziative di ogni tipo: dalle conferenze ai banchetti infomrativi, dalle proteste via mail a manifestazioni e presidi.
Impossibile non trovare qualcosa che si puo' fare: le proteste via mail ad esempio portano via pochi minuti la settimana, ovviamente non e' molto ma si puo' iniziare cosi' e poi farsi coinvolgere maggiormente (Se poi si
parte subito con un impegno maggiore tanto meglio..)
https://www.agireora.org/info/mailinglist.phpAlcuni esempi e testimonianze poi sono qui:
https://www.agireora.org/intro/risultati.php
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Zorro,
21/04/07 09:06
Lucik hai colpito nel segno...
Z
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Lucik,
21/04/07 11:53
Nel segno...
Detto dall'uomo della Z ha il suo peso :-)
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Lucik,
17/01/09 11:16
Son passati quasi due anni. Lo riporto in evidenza sia per chi ci trovasse uno spunto per rispondere a un'affermazione che si sente spesso ("tanto non cambia niente"), sia per l'invito a fare attivismo e ad iscriversi alla mailing
list.
Ciao :-)