Mipam

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1 shivers, 13/04/06 10:06

"La notte che Mipam trascorse nella capanna dell'eremita doveva rimanere per molto tempo impressa nei ricordi del fanciullo. Sulle assi tagliate rozzamente che costituivano il povero altare non vi era alcuna statua e il muro al quale era appoggiato non era adornato da alcuna immagine. Il gomchen sedeva con le gambe incrociate, i piedi sopra le cosce e le pale rivolte verso l'alto, teneva la testa e il busto diritti e rigidi e in questa posizione meditava, immobile e silenzioso. Attraverso le numerose fessure della capanna entrava l'aria umida e profumata della foresta. Un coro languido e appassionato usciva dall'oscurità. Parlava del dolore di esseri che venivano sacrificati in nome di altrui necessità, delle foglie bruciate, degli insetti mangiati e del dolore di coloro che se ne cibano; di esseri che spalancano impauriti gli occhi e tendono timorosi le orecchie con il cuore tremante di paura poiché sanno che a loro volta devono temere esseri più forti di essi che li cercano per cibarsene. Altre voci laceravano il silenzio della foresta parlando dell'orrore di alcuni esseri per le proprie azioni che li portavano a causa della fame a strappare piante indifese e impotenti o sentivano pulsare sotto i loro denti la creatura che stavano sbranando. Le voci stridenti o possenti della foresta urlavano di terrore e disperazione, e quello che queste voci non esprimevano, quello che questi tristi e sconosciuti cantori non erano stati capaci di comprendere nel loro oscuro pensiero era una sete di bontà, di amore e di amicizia che non trovavano intorno a sé e nemmeno in se stessi.
Il gomchen rimaneva immobile nella sua meditazione. La piccola lampada dell'altare si era spenta da molto tempo: rimaneva un unico bastoncino d'incenso che fisso nella sua custodia mandava ancora una punta di luce rossastra. Il piccolo puntino di fuoco che emanava un leggero chiarore nelle tenebre della capanna mandò all'improvviso due bagliori più intensi e si spense lasciando dietro di sé la più totale oscurità. Mipam si mise a piangere in
silenzio".

"A chi dunque mi chiedesse: ma allora come si risolve il problema teodicea e condizione animale?, probabilmente risponderei (e non è risposta definitiva): sii un lucido mistico non quietista, sii il santo degli animali, e saprai".

Luigi Lombardi Vallauri, "Teodicea e codizione animale".

"Razionalmente sogno la vittoria dei vegetariani, ma nel mio profondo bramo per una bistecca al sangue".
da "Stalker" di Andreij Tarkovskij

2 lory_e_nuvola, 13/04/06 10:47

ma chi decide cosa è giusto? e questo giusto deve coincidere per forza con quello che è naturale?
mi rendo conto che ho ancora molto da imparare ma sono tante le domande che mi passano per la testa...
possiamo noi decidere per i predatori, per un leone o il nostro gatto? io, per esempio, cerco di mandar via le formiche mettendo del borotalco o se trovo qualche insetto o ragno cerco di farlo uscire senza ucciderlo..
ma un leone che per natura mangia carne? e il mio gatto che mi portava le talpe che prendeva nel giardino?

lory

3 Zorro, 13/04/06 11:10

Se sapessi scrivere così...
Z

4 Ali, 13/04/06 11:15

lory e nuvola ha scritto:
ma chi decide cosa è giusto? e questo giusto deve coincidere per forza con quello che è naturale?
mi rendo conto che ho ancora molto da imparare ma sono tante le domande che mi passano per la testa...
possiamo noi decidere per i predatori, per un leone o il nostro gatto? io, per esempio, cerco di mandar via le formiche mettendo del borotalco o se trovo qualche insetto
o ragno cerco di farlo uscire senza ucciderlo..
ma un leone che per natura mangia carne? e il mio gatto che
mi portava le talpe che prendeva nel giardino?

lory

che male c'è nel leone che mangia la gazzella? lo fa SOLO per nutrirsi, lo fa perché può solo mangiare carne... altrimenti sarebbe un altro animale... avrebbe denti diversi, zampe diverse...
che male c'è nel gatto che ti porta una talpa? è segno del suo amore per te. che male c'è in un gatto che si mangia
un uccellino? E' molto iù innaturale dare ad un gatto croccantini vegetali. io non lo farei mai se non fosse che non voglio contribure alla barbarie del mercato della carne. Se il mio gatto potesse girare sempre liberamente fuori sarei felice se vivesse la sua vita libera.

5 lory_e_nuvola, 13/04/06 11:24

infatti credo che non ci sia nulla di male nella loro
vita.

ma allora, qual'è la natura dell'uomo?
come si è evoluta?
possiamo comunque accettare che i nostri antenati si siano cibati anche di carne per sopravviere?
lory

6 Ali, 13/04/06 11:34

lory e nuvola ha scritto:
infatti credo che non ci sia nulla di male nella loro vita.

ma allora, qual'è la natura dell'uomo?
come si è evoluta?
possiamo comunque accettare che i nostri antenati si siano cibati anche di carne per sopravviere?
lory

assolutamente si
altra cultura, altro modo di vivere, altri problemi... non si sopravvieva ad un raffreddore...un'appendicite ti mandava al creatore...vivere era già complicato... non esisteva il problema degli animali...
il latte di soia, la soia, il seitan ... sono tutti lussi che noi possiamo permetterci perché siamo nati in questa società. Ok in oriente magari già venivano usati, ma noi siamo occidentali. L'abbondanza di cibo e la varietà che c'è ora prima se la sognavano solamente. E quando il problema diventa la tua sopravvienza il resto va in secondo piano.
Il massacro che stiamo facendo noi mi disgusta... quando si mangia carne anche quando non ce ne sarebbe bisogno, quando gli animali vengono tenuti in gabbie, torturati come se non provassero dolore... questo mi fa schifo.

7 lory_e_nuvola, 13/04/06 11:41

quindi il vero problema sta nel mettere gli animali al nostro stesso piano?
è l'idea che ognuno ha degli animali che ci porta a essere così diversi? eppure credo che la maggiorparte delle persone abbia una certa sensibilità...o almeno spero..

lory

8 Skorpio81, 13/04/06 11:41

Ali ha scritto:
il latte di soia, la soia, il seitan ... sono tutti lussi che noi possiamo permetterci perché siamo nati in questa società. Ok in oriente magari già venivano usati, ma noi siamo occidentali.

In Italia fino a cinquant'anni fa mangiavano pasta e fagioli...

9 shivers, 13/04/06 11:44

il problema dei nostri antenati non sussiste in quanto in nostri antenati (e mi riferisco comunque alla nostra specie e non ad altri ominidi), oltre al fatto che spesso dovessero mangiar carne per sopravvivere, non avevano sviluppate coscienza, etica e morale, tantomeno di carattere animalista.
Sul punto "necessità e sopravvivenza", comunque, per allargare il tema, rilevo che gandhi ha dichiarato "se per vivere dovessi privare un'altra creatura della sua vita, sceglierei di morire". Ricordo che Gandhi era stato incalzato dal medico di famiglia a dar da bere a suo figlio, in gravissime condizioni e a rischio della vita, del brodo di pollo. Il Mahatma rifiutò di farlo, basando tale sua scelta sul fatto che a noi non è dato il diritto di scegliere una vita per l'altra. Il figlio comunque si salvò.

10 lory_e_nuvola, 13/04/06 11:49

shivers ha scritto:
il problema dei nostri antenati non sussiste in quanto in nostri antenati (e mi riferisco comunque alla nostra specie e non ad altri ominidi), oltre al fatto che spesso dovessero mangiar carne per sopravvivere, non avevano sviluppate coscienza, etica e morale, tantomeno di carattere animalista.
Sul punto "necessità e sopravvivenza", comunque, per allargare il tema, rilevo che gandhi ha dichiarato "se per vivere dovessi privare un'altra creatura della sua vita, sceglierei di morire". Ricordo che Gandhi era stato incalzato dal medico di famiglia a dar da bere a suo figlio, in gravissime condizioni e a rischio della vita, del brodo di pollo. Il Mahatma rifiutò di farlo, basando tale sua scelta sul fatto che a noi non è dato il diritto di scegliere una vita per l'altra. Il figlio comunque si salvò.

l'anno scorso, a settembre, ottobre ho proprio un libro sulla vita di gandhi e ricordo bene quella frase... e infatti, la mia scelta di diventare vegetariana era nata da quella lettura.

l'evoluzione dell'uomo sembra però quasi un controsenso: man mano che acquisiva coscienza, morale, etica...ha cominciato a far soffrire gli animali per scopi ben diversi dalla sopravvivenza... quasi fossero cose e non essere viventi.

lory

11 dada, 13/04/06 11:56

shivers ha scritto:
Sul punto "necessità e sopravvivenza", comunque, per allargare il tema, rilevo che gandhi ha dichiarato "se per vivere dovessi privare un'altra creatura della sua vita, sceglierei di morire". Ricordo che Gandhi era stato incalzato dal medico di famiglia a dar da bere a suo figlio, in gravissime condizioni e a rischio della vita, del brodo di pollo. Il Mahatma rifiutò di farlo, basando tale sua scelta sul fatto che a noi non è dato il diritto di scegliere una vita per l'altra. Il figlio comunque si salvò.

Confermo. Ho da poco finito di leggere la biografia di Gandhi.. è stata una lettura che mi ha rinvigorito.. pensare che possano esistere persone così, fa davvero sperare!
Consiglio a tutti di leggerlo..

12 Sara, 13/04/06 14:45

Skorpio81 ha scritto:
Ali ha scritto:
il latte di soia, la soia, il seitan ... sono tutti lussi > che noi possiamo permetterci perché siamo nati in questa > società. Ok in oriente magari già venivano usati, ma noi > siamo occidentali.

In Italia fino a cinquant'anni fa mangiavano pasta e fagioli...

Infatti, non parliamo di veganismo in quanto lusso, perchè se è così è grazie a chi si nutre a dismisura di sostitutivi spendendo un capitale.

Non servono il latte di soia, il tofu e il seitan per essere vegan, io mi nutro quasi esclusivamente di legumi, cereali, frutta e verdura.Ovvero quello che mangiano TUTTI, onnivori compresi.

Perchè già non mi piaceva prima spendere un capitale al negozio bio, ora che ho anche meno soldi, non mi piace proprio per nulla, quindi se proprio voglio mangiare il seitan cerco di farmelo in casa (vabbè non ho mai ottenuto risultati decenti) e non mi manca comunque nulla.

Vegan non vuol dire "persona ricca", anzi, il veganismo senza prodotti sostitutivi è decisamente più economico rispetto a qualunque altra alimentazione, onnivora o vegetariana.

13 Skorpio81, 13/04/06 14:56

Sara ha scritto:
Perchè già non mi piaceva prima spendere un capitale al negozio bio, ora che ho anche meno soldi, non mi piace proprio per nulla, quindi se proprio voglio mangiare il seitan cerco di farmelo in casa (vabbè non ho mai ottenuto risultati decenti) e non mi manca comunque nulla.

Vegan non vuol dire "persona ricca", anzi, il veganismo senza prodotti sostitutivi è decisamente più economico rispetto a qualunque altra alimentazione, onnivora o vegetariana.

Ma dai, il seitan fatto in casa non è così difficile! :-P io e la mia ragazza ormai ce lo facciamo da soli, e anche il costo è quasi pari a zero (tipo 2 euro al kg). Se proprio uno vuole questi alimenti "particolari" e non
vuole spendere soldi, per me deve provare a farseli da solo. Se non ha tempo e voglia, invece, può farne benissimo a meno e vivere benissimo con cereali-legumi-frutta-verdura :-)

Non è vero che il veganesimo è un fenomeno recente perchè solo adesso sono disponibili latte di soia-tofu-cotolette vegetali nei supermercati, è da secoli che nelle culture più povere, nelle campagne cinesi, in India, ma anche in Italia quando la gente non aveva i soldi per la carne si aveva un'alimentazione prevalentemente basata sui
vegetali.

14 Lucik, 13/04/06 14:58

Nell"Ultimo cantico del Paradiso" fatto da Benigni qulla famosa sera di qualche anno fa... ci fu una sequenza di immagini da lui narrate, in cui disse (sintesi mia) che un giorno noi si sarebbe capito il tutto e l'insieme... che saremmo stati il tutto e l'insieme... che saremmo stati lo il cavallo di Napoleone, lo zoccolo del cavallo di Napoleone, la terra nello zoccolo (non so se c'era anche quest'ultima ma il concetto filava così)... e che saremmo stati anche la volpe, la volpe che addenta il coniglio, saremmo stati il coniglio addentato, e il sangue che ne usciva... e che avremmo capito tutto...

Effettivamente il fatto che questo mondo sia concepito sul fatto che qualcuno deve morire per far vivere un altro, in questo giro della vita, non è esattamente (agli occhi dell'uomo) bellissimo... Sarebbe bello vivere con la luce del sole e con l'acqua come le piante... invece siamo sangue, paura, adrenalina e dolore... polvere, e pace... Dopo una cruenta battaglia, il soffio di vento e il silenzio... l'erba che cresce, il sole e la primavera che fa rivivere la natura...

Diciamo che possiamo avere la felicità di vivere tutta una vita finchè dura... e che il pegno è solo un momento, un istante di dolore, come può essere per la zebra essere sbranata... che per quel che può durare o per il male intenso che può fare... è solo un momento... che passa, non sentendolo più alla fine.

Possiamo avere il tutto... mettendo da conto, nel viverlo, anche un momento che può essere atroce.
Come diceva un grande poeta che si chiamava Fabrizio... di Genova... "dormono, dormono sulla collina"...
Vado a finire di talgiare l'erba... col filo che gira a mille ucciderò violentemente qualche insetto (difficilmente evitabile, mio malgrado)... che morirà in un istante... così come succede a tante persone, in tanti momenti... così come succede a tutti, in un isatante della vita. L'importante è godersi il sole e l'aria di primavera per chi non sta nella parte di chi muore, ma in quella di chi ancora vive.

Ciao!

15 Sara, 13/04/06 15:05

Skorpio81 ha scritto:
Ma dai, il seitan fatto in casa non è così difficile! :-P

Posti la ricetta che usate in salute e cucina? :D

Magari è la volta buona che riesco a combinare qualcosa di decente :P

"Papà, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

Scrivi la storia con noi