all'assessore alle politiche sociali Gianni
Zanolin, del comune di Pordenone, in merito all'iniziativa descritta
nell'articolo qui sotto.
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Dal Gazzettino, 26 novembre 2005
Per l'amore degli anziani ospiti di Casa Serena
l'assessore alle
politiche sociali Gianni Zanolin, da sempre attento al benessere degli
animali, che ha fortemente voluto vietare sul territorio comunale ogni
forma di violenza e di costrizione nei confronti di bestie, volatili e
pesci, farà uno strappo alla regola. Ha infatti detto sì al recupero di
una tradizione che risale alla notte dei tempi:
l'uccisione del maiale .
Il rito contadino si consumerà dunque sul retro della casa di riposo
all'aperto, conivolgendo nell'opera i nonni autosufficienti, «che
sicuramente - ha detto il direttore della struttura, Giovanni Di Prima -
ne sanno più di noi in materia. Ora ci stiamo organizzando per l'evento,
coinvolgendo gli operatori sanitari e un norcino. Credo che ci vorrà una
quindicina di giorni». Dal canto suo, l'assessore Zanolin, di fronte
alla considerazione che si tratta di un rito piuttosto violento, ha
risposto con tono scherzoso: «Non credo si possa fare diversamente.
Eppoi noi siamo animalisti, mica vegetariani».
L'uccisione del maiale già da quelche tempo viene proposta con grande
successo nella casa di riposo di Castions e, dallo studio effettuato per
conto della Provincia dagli psicoterapeuti Carla Maria Brunialti e da
Paolo Miorandi, al fine di migliorare le condizioni di vita dei nonni
che non possono continuare a vivere in famiglia, è emerso che quella
della frazione di Zoppola è una delle strutture dove stanno meglio. «Le
case di riposo dove gli ospiti hanno dimostrato di
trovarsi
psicologicamente meglio - ha detto la Brunialti - sono quelle che hanno
un costante contatto con il territorio, dove c'è osmosi
con la vita
quotidiana».
Sabato intanto durante le feste di compleanno di più ospiti, il gruppo
Anla (Associazione degli anziani del lavoro) dell'Electrolux ha donato
ai nonni un telvisore nuovo (di 30 pollici) e, in collaborazione con
l'Acc Group della Comina, si sono ripromessi di dotare gli anzinai anche
di una lavatrice, affinchè non perdano l'autonomia e si facciano da
soli il bucato.
AS
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Anche se l'assessore - per ovvii motivi di igiene ma anche per evitare
che la sofferenza e morte di un animale diventasse uno "spettacolo
pubblico" - ha fatto in modo che il maiale venga prima ammazzato in un
macello autorizzato, e DOPO i vecchietti "festeggino" preparando i
salami, rimane comunque agghiacciante che si pensi al giorno oggi
all'uccisione del maiale come a un "rito" in positivo!
Che questo punto di vista lo sostenga una persona che si definisce
addirittura "animalista" e' oltraggioso.
Scriviamo a:
giovanni.zanolin@comune.pordenone.itIn questo caso, e' estremamente importante scrivere un messaggio
personale, anche solo di 2 righe, per esprimere la propria riprovazione,
sia per l'uccisione del maiale per far divertire gli anziani, che
possono pero' essere intrattenuti in mille altri modi
senza ammazzare
nessuno, sia per l'agghiacciante frase "noi siamo animalisti, mica
vegetariani", come se fosse possibile definirsi animalisti e poi
ammazzare animali per i piaceri della tavola.
Proponiamo comunque un messaggio-tipo, che vi preghiamo pero' di
modificare almeno in parte:
Egregio Assessore,
mi unisco alla protesta per l'uccisione del maiale
prevista tra pochi
giorni: gli anziani della casa di riposo possono essere intrattenuti e
divertiti con mille altre attivita' che non comportino l'uccisione di
alcun essere senziente. Le chiedo inoltre di astenersi dal definirsi
animalista, se considera lecita l'uccisione di un animale per scopi
futili quali la golosita' o il divertimento di fare salami con le sue carni.
Distinti saluti,
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