su Selezione di questo mese c’è un articolo sui topi utilizzati per la sperimentazione. Si intitola “La fabbrica dei topi”, sottotitolo “Perché per studiare l’uomo creano animaletti che somigliano sempre di più”. È scritto da Valentina Morelli.
Ovviamente è un articolo assolutamente a tristemente a favore della sperimentazione. Ti copio alcuni stralci (ti serve tutto l’articolo?). Le parti in maiuscolo sono mie:
La prossima volta che vedete un topo non saltate su una sedia: andate piuttosto a stringergli la zampa, perché proprio uno dei suoi fratelli potrebbe, un giorno, salvarvi la vita. Attorno al topo ruota infatti buona parte della ricerca biomedica, grazie ad esperimenti che permettono agli scienziati di capire le basi molecolari delle nostre malattie, e di provare gli effetti e la sicurezza dei nuovi farmaci.
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Oggi, praticamente, non c’è numero delle principali riviste scientifiche che non contenga almeno un articolo con i risultati di studi condotti sul topo. È di poche settimane fa, per esempio, l’annuncio della creazione di un “modello murino” […]per la sindrome di Down ….
Perché migliaia di laboratori in tutto il mondo hanno eletto proprio il topo “organismo modello”? […] “Se vogliamo comprendere come funzionano le reti molecolari di una cellula dobbiamo innanzitutto capire come le variazioni nella sequenza di Dna influenzano il comportamento di singole molecole o di complessi di molecole”, afferma Tocchini Valentini. “E il modo corrente per farlo è quello di modificare il Dna e stare a vedere che cosa succede”. Nell’uomo, però, tutto questo non è possibile: ecco perché occorre un modello animale. Ed ecco perché il topo, avendo un menoma molto simile al nostro (circa il 99 per cento dei nostri geni sono anche i suoi), può infatti essere considerato un piccolo uomo. In più, si riproduce molto velocemente, semplificando la vita ai ricercatori. ( POVERI PICCOLI RICERCATORI AFFATICATI!!!!!!!) Uno degli utilizzi più classici del topo è quello di “modello” per le malattie umane: si tratta, in pratica, di modificare il suo patrimonio genetico per provocare patologie simili a quelle che colpiscono la nostra specie. Una volta che si ha a disposizione questo modello, questo può essere utilizzato per comprendere meglio i meccanismi di insorgenza e sviluppo della malattia o per controllare la validità di un test diagnostico, di un protocollo terapeutico o di un vaccino.
AD UN CERTO PUNTO C’è UN PICCOLO RICHIAMO AL FATTO CHE NON I TOPI COME MODELLI NON SONO COSì SICURI (6 righe su 8 facciate di articolo, foto comprese) DOVE DICONO: “nonostante la grande somiglianza, un topo resta però pur sempre un topo, e così spesso non basta alterare un gene o introdurne uno nuovo, per avere un modello di malattia valido” avverte Tocchini Valentini.
PERò SUBITO DOPO LA RIVISTA AGGIUNGE
Sono comunque numerosissime le malattie umane di cui esiste un corrispondente murino.
E FA L’ESEMPIO DI COME, PUR ESSENDO STATO MOLTO DIFFICILE RIPRODURRE LA SINDROME DI DOWN NEI TOPI ALLA FINE CE L’ABBIANO FATTA. IN QUESTO MODO FA SEMBRARE L’AFFERMAZIONE DI TOCCHINI RIFERITA AL FATTO CHE SIA DIFFICILE RIPRODURRE LE COSE NEI TOPI, NON TANTO CHE I TOPI SIANO COMUNQUE DIVERSI!
L’ARTICOLO CONTINUA, IN MODO ABBASTANZA TRISTE....
L’INDIRIZZO E-MAIL DI REDAZIONE è:
rdigest@tin.it ED IL DIRETTORE è Remo Guerrini.
E QUESTA è LA MAIL CHE GLI HO SPEDITO.
Spett.le Redazione,
vorrei esprimere il mio parere in merito ad un articolo del vostro numero di Gennaio intitolato “La fabbrica dei topi” e che presenta i topi e la sperimentazione animale come la giusta strada della ricerca.
Personalmente, e come per me anche per tante altre persone, la sperimentazione è una cosa assolutamente contraria ad ogni tipo di etica. Ma non voglio entrare nel merito della morale.
Voi presentate la cosa dal punto di vista scientifico ed è da questo punto di vista che io vorrei delle spiegazioni per quanto, non essendo medico, le mie argomentazioni saranno molto semplici.
Com’è possibile, vi chiedo, che se quello che voi dite è vero (e cioè, che il topo per l’elevato numero di geni simili ai nostri, possa essere considerato un piccolo uomo) esistano dei prodotti topicidi, che siano tossici per i topi e non facciano assolutamente nulla all’uomo?
Com’è possibile che ci siano sostanze per noi cancerogene e per loro assolutamente innocue?
Ormai è noto come le differenze tra le specie siano enormi e come le patologie indotte diano risultati molto diversi da quelli riscontrabili nella realtà.
La sperimentazione animale, oltre alla insensata e crudele strage di animali di cui si fa portatrice ogni anno, è anche responsabile della morte di tantissime persone. Volete qualche esempio? Eccovi un link molto illuminante:
https://www.novivisezione.org/info/50disastri.htmOnestamente spero di non ritrovarvi ancora a favore della vivisezione.
Distinti Saluti
Laura Panini
Modena
p.s.
scusate se ho scritto in maiuscolo, ma avevo paura di fare casino altrimenti!