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61 pamela, 3/09/11 18:48
62 Andrea, 3/09/11 19:32
Lucioveg ha scritto:
Per me no, e non per questo non sono etico. E' una questione in primo luogo di scelte personali oltre che organizzative: posso anche semplicemente decidere di fare scelte etiche ed ecologiche di alimentazione, di stile di vita e di acquisti 8 oltre che di donazioni), che sono quelle che numericamente fanno la differenza, rispetto al salvare di persona qualche animale (magari nemmeno adatto per quell'habitat) creandomi problemi che non riuscirei a gestire, in una situazione sperimentale di campagna che è molto difficile di per sè.
Se per i partecipanti l'animalismo è un valore importante, com'è molto probabile, mi organizzo nei limiti delle mie possibilità per coltivarlo in maniera significativa: una donazione consapevole e documentata, ad un autorevole ente specifico organizzato, secondo criteri intelligenti, può salvare molti più animali e meglio di quanto potrei fare io personalmente, e rispettando anche altri equilibri che io magari nemmeno conosco non essendo del ramo.
Stesso dicasi
anche se voglio adottare qualche animale salvato, potendomelo permettere e se la situazione lo consente. A quel punto però se voglio posso farlo da solo o in gruppo, non può essere una cosa imposta anche ad altri.
63 Lucioveg, 3/09/11 20:11
scusate, forse sono io che sono troppo semplicistica, ma se un gruppo si organizza in due sottogruppi, di cui uno porta avanti il progetto oasi e l'altro l'ecovillaggio vegan, ognuno con la sua autonomia, risorse indipendenti ecc, e poi ovviamente ci sono sinergie?
all'interno di un progetto del genere la teoria vale solo fino ad un certo punto, e tutti dovranno fare tutto, altrimenti non si va avanti. Sopratutto quando saltano gli schemi.
poi anche io penso che nel momento in cui un veg trova uno > spazio di questo genere, alla prima occasione 9 su 10 non > diranno di no all'animale da salvare...
però questo puo essere fatto quando ci si ritrova a gestire qualche animale domestico, e già sarebbe complicato, per il resto non si può lasciare nulla al caso, dato che si sono costi da sostenere, sia per cibo che per cure veterinarie, e strutture in cui devi farti conoscere ben prima dell'emergenza. In più non si può decidere di andare tutti al mare per 10 giorni, gli animali vanno gestiti in ogni caso.
Io in un villaggio senza animali non ci vorrei stare.
Sono un tipo asociale e forse
in un villaggio non riuscirei proprio a stare, a meno che non assomigli ad un quartiere di case individuali
64 Lucioveg, 3/09/11 21:33
Andrea ha scritto:Se per i partecipanti l'animalismo è un valore importante, > com'è molto probabile, mi organizzo nei limiti delle mie > possibilità per coltivarlo in maniera significativa: una > donazione consapevole e documentata, ad un autorevole ente > specifico organizzato, secondo criteri intelligenti, può > salvare molti più animali e meglio di quanto potrei fare io > personalmente, e rispettando anche altri equilibri che io > magari nemmeno conosco non essendo del ramo.
No, questo non lo credo possibile. Le vere realtà animaliste ti dicono sempre che se vuoi aiutare animali è infinitamente meglio che te li curi tu piuttosto che dare loro dei soldi. E non stravolgi nessun equilibrio creando un ampio recinto per oche e galline, o se hai la possibilità, un'area in cui tenere delle mucche.
65 dantalian1976, 3/09/11 21:58
Lucioveg ha scritto:
Francine e le altre che fine hanno fatto?
66 pamela, 3/09/11 23:29
Lucioveg ha scritto:Io in un villaggio senza animali non ci vorrei stare.
Ci sarebbero, ma sarebbero al massimo i nostri domestici e i selvatici del luogo.
Tuttavia l'isolamento totale, oltre che impossibile,non sarebbe una soluzione in quanto non soddisfa il pur minimo bisogno di contatto che tutti abbiamo, e non dà i vantaggi che un gruppo si persone simili a noi offre.
isolarti in campagna e sei completamente diverso da tutti quelli che ti circondano, non andrai lontano. Alla prima difficoltà non puoi contare su nessuno, non hai nessuno con cui parlare senza essere giudicato strano, nè condividere le tue esperienze, nessuno che ti apprezzi... Sono fattori che hanno un grande peso. Se vedi i miei post precedenti vedrai che la mia idea è praticamente quella che hai descritto tu, dove viene comunque prima la libertà e l'indipendenza del singolo, e poi eventualemente la condivisione, laddove ognuno vuole e nel rispetto di TUTTI gli altri, non solo della maggioranza.
67 Andrea, 4/09/11 00:25
Lucioveg ha scritto:
Sulla base di quello che so, non potrei pensarla più diversamente. Non posso salvare i tonni e i delfini personalmente, le foche, gli animali da vivisezione magari dall'altra parte del globo, e le specie a rischio, e come me non possono la maggior parte delle persone, anche quelle più sensibili alla causa. Per non parlare del disboscamento e del fitoplancton, che non sono animalismo ma sono strettamente connessi e per l' equilibrio degli ecosistemi sono altrettanto importanti, sui quali pure sono posso agire personalmente.
Forse anche potendo non lo farei perchè c'è
qualcuno di cui mi fido che lo sa fare meglio di me, ed ha deciso di dedicare la sua vita a questo.
Non mi risulta
inoltre che nessuna associazione, seria o non (questo è tutt'altro paio di maniche ovviamente) abbia mai rifiutato un aiuto economico o scoraggiato in tal senso.
68 Andrea, 4/09/11 00:28
Lucioveg ha scritto:
In teoria sarebbe fattibile, in pratica, se ci pensi, tempo e risorse sono limitati e o fai una cosa seriamente o ne fai un altra. Non posso mandare avanti un ecovillaggio con tutte le attività agricole ed artigiane che garantiscono (forse!) una certa sussistenza, ed un ricovero.
Potrebbe essere
possibile una volta avviate e consolidate le attività, coordinate bene le energie, rinsaldati i rapporti, ecc.. ma si parla di processi che prendono anni. In ogni caso ripeto, sarebbe sempre una cosa simbolica (mettiamo, quanto animali? 20? Anche se fossero 50 sono sempre molti meno di quelli che potremmo salvare se avessimo delle attività produttive e donassimo ad associazioni contro i macelli e/o per la salvaguardia ambientale -pensa comunque quanto avresti contribuito a cambiare le cose facendo, per dire, vestiti etici ed ecologici a prezzi realmente abbordabili, seitan, tofu, alimentari e sostitutivi vari a prezzo inferiore a quello del pollo e di formaggio, e parte del ricavato POTRESTI donarlo a chi vuoi, oltre che mantenerti!
Il tutto
vivendo in un ambiente naturale, avendo comunque il tuo/i tuoi domestico/i, e se nel (poco, all'inizio) tempo libero ti avanzano energie puoi fare ciò che vuoi, volontariato in un oasi seria ed attrezzata, o qualsiasi altra cosa!
Esatto. Concordo pienamente: prima ne si prende atto meglio è. Sanguina il cuore a dire di no ad un salvataggio, ma ci sono delle priorità se si vuole fare una cosa sensata all'interno di questo progetto.
Le altre, ripeto all'interno
di questo progetto, non sarebbero soluzioni, ma solo un modo per mettersi a posto la coscienza nell'immediato senza aver risolto davvero il problema.
Senza contare che il progetto
che propongo può essere d'esempio a molti - e ripeto, sono i numeri a fare ahimè la differenza, ciò che conta è che per ogni onnivoro che mangia seitan invece che cadaveri, a differenza di tutto il resto, per un attimo si ferma davvero la devastazione del mondo, oltre che la barbarie sui nostri fratelli- un modello di vita perfino invidiabile per certi aspetti. Sarebbe un invito che potrebbe invogliare molte persone a sperimentare delle pratiche giuste, e poi chissà... Chiudo qui l'argomento, spero ci saranno migliaia di ricoveri gestiti come si deve, ma qui sto parlando di qualcos'altro.
69 Andrea, 4/09/11 00:29
dantalian1976 ha scritto:
Beh, io ho lasciato stare il discorso semplicemente perchè un ecovillaggio come lo vedi tu non mi suscita il minimo interesse. Io non ci verrei a stare. Se mi dovesse capitare di salvare un animale mi ritroverei nelle stesse condizioni in cui mi sono trovata tante volte: disperarmi per trovargli il posto in cui stare. E pensare che intorno a me ci sono dei veg che avrebbero potuto creare un piccolo rifugio all'interno della loro piccola comunità, mi susciterebbe solo rabbia nei loro confronti.
70 Lucioveg, 4/09/11 14:01
71 seitanterzo, 4/09/11 18:48
Lucioveg ha scritto:
L'animalismo non è il motivo principale
per cui sono vegan, e questo evidentemente rende inconcilabile il mio progetto con le vostre esigenze. Fare un processo a quali valori siano più importanti e quale progetto sia più fattibile porterebbe solo ad una sterile diatriba, e credetemi è l'ultima cosa che voglio. Mi dispiace vedere quanto facilmente si diano giudizi sull'etica altrui.
gestita ci sono buone probabilità che sia anche un modo per vivere davvero una vita migliore.
72 Andrea, 4/09/11 23:19
Lucioveg ha scritto:
E' il mio ultimo post sull'argomento. Non continuerò questa discussione perchè non intendo convincere nè insegnare niente a nessuno.
Fare
un processo a quali valori siano più importanti
Mi dispiace vedere quanto facilmente si diano giudizi sull'etica altrui.
La cosa che propongo è basata su un lungo
studio ed una certa esperienza (non solo mia ovviamente), è realistica e molto sensata in un'ottica sociale ed ambientale, cosa che per me è prioritaria, fa la differenza più di molte altre iniziative
e se ben organizzata e
gestita ci sono buone probabilità che sia anche un modo per vivere davvero una vita migliore.
73 francine, 25/09/11 01:32
74 Drifoadr, 25/09/11 13:58
75 moon, 12/12/11 16:35
Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.
Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!