Visita domenicale all'ikea

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1 fasguvh, 25/10/10 12:24

In previsione del nuovo ingresso in famiglia
come molti mi son recato all'ikea domenica per acquisti e gia' che c'eravao abbiamo mangiato, visto che si trovano perlomeno un paio di piatti sempre vegan in quel posto (che si lo so sarebbe meglio evitare)

quale la nostra sorpresa nel vedere questa roba: http://www.ciwf.org.uk/it/

come lavarsi la coscienza con una tovaglietta...

2 fasguvh, 25/10/10 12:25

scusate, in particolare intendevo questa: http://www.ciwf.org.uk/it/nuove_tovagliette_ikea.aspx

3 eweg, 25/10/10 12:31

"Scarica qui la tovaglietta"

Saprei io dove scaricarla.

4 Vale_Vegan, 25/10/10 15:33

Compassion Award... eeeeh... beate le galline ...loro almeno hanno qualcuno che si preoccupa di loro e del loro benessere.... invece io sono rinchiusa qui sotto la luce al neon 5 ore al giorno senza la possibilità di muovermi, sotto gli occhi dei visitatori, costretta ad un lavoro ripetitivo e monotono... e manco una tovaglietta mi dedicano!!! >:-( TZ!

5 Tableboy, 25/10/10 18:20

Vale_Vegan ha scritto:
Compassion Award... eeeeh... beate le galline ...loro almeno hanno qualcuno che si preoccupa di loro e del loro benessere.... invece io sono rinchiusa qui sotto la luce al neon 5 ore al giorno senza la possibilità di muovermi, sotto gli occhi dei visitatori, costretta ad un lavoro ripetitivo e monotono... e manco una tovaglietta mi dedicano!!! >:-( TZ!

te tu sei una granata nel ripostiglio ti dovrebbero mettere. ;-)

6 Vale_Vegan, 25/10/10 18:31

Table... dopo l'ennesima sconfitta....ma perchè infierisci... non lo vuoi pure te il premio Gobbo Compassion 2010???? ;-)

7 chaval, 26/10/10 19:27

fasguvh ha scritto:
scusate, in particolare intendevo questa: http://www.ciwf.org.uk/it/nuove_tovagliette_ikea.aspx

ma secondo voi non è meglio di niente? o è meglio niente? (io non lo so)

8 fasguvh, 26/10/10 20:51

non saprei, probabilmente si, meglio di niente
contestavo pero' in particolare il fatto che fosse fatto apposta per rassicurare un certo tipo di consumatore

mi sta sulle scatole in particolare l'immagine idilliaca che si vogliono costruire tutti quelli che hanno a che fare con lo sfruttamento animale compassionevole: http://www.ciwf.org.uk/images/2010/i/ikea_tovaglietta_large.jpg

9 Marina, 26/10/10 21:57

Uhm, no, secondo me non e' megli di niente, e' peggio di niente...

Ciao,
Marina

10 Rioken, 27/10/10 17:21

A mio avviso è mooolto peggio di nulla, perché introduce l'idea di allevamenti e macellazione 'etica', facendo sembrare il rispetto per gli animali non umani una sorta di 'gentil concessione' che persone magnanime e di buon cuore fanno a creature inferiori e destinate 'per natura' ad essere ammazzate. Io la chiamo ipocrisia e basta!

11 giok, 27/10/10 20:41

Attenzione che etica non diventi alibi....

12 chaval, 31/10/10 14:06

beh è ovvio che sono completamente d'accordo con voi, quale vegano non lo sarebbe? ma dal punto di vista di un carnivoro, che vede l'animale come una sorta di materia prima per prosciutti e bistecche, questo non può spingerlo a rivalutare un po' la sua posizione e a rendersi conto che in fondo anche gli animali hanno un cervello, un cuore, provano emozioni..?

ammettiamo che il signor x compri regolarmente la carne al supermercato fregandosene di come è vissuto e morto l'animale. a un certo punto legge su una tovaglietta o da qualche altra parte di questa storia degli allevamenti biologici dove gli animali vengono cresciuti con rispetto e amore. il signor x realizza che anche gli animali possono provare dolore e che in fondo si tratta di VITA.. il signor x inizierà a comprare carne biologica fino a quando non verrà a conoscenza che anche negli allevamenti biologici gli animali sono comunque trattati male eccetera eccetera.. insomma, non può essere l'inizio di un percorso di sensibilizzazione? ribadisco che per noi è comunque pazzesco, ipocrita e palesemente FALSO, ma perché dite che è controproducente? può essere questa la causa di un effettivo aumento della sofferenza e dello sfruttamento animale?

scusate ma è sempre quello il punto: dalle mie parti si dice "piutòst che gnint l'è mej piutòst".

13 Marina, 31/10/10 15:08

chaval ha scritto:
beh è ovvio che sono completamente d'accordo con voi, quale vegano non lo sarebbe? ma dal punto di vista di un carnivoro, che vede l'animale come una sorta di materia prima per prosciutti e bistecche, questo non può spingerlo a rivalutare un po' la sua posizione e a rendersi conto che in fondo anche gli animali hanno un cervello, un cuore, provano emozioni..?

No, lo spingerebbe solo a dire "ma che bastardi questi allevatori, perche' non fanno vivere meglio gli animali e gli danno una morte indolore?"

Perche' questo chiede quella campagna: che gli animali siano tenuti meglio.
Il che non ha senso.

ammettiamo che il signor x compri regolarmente la carne al supermercato fregandosene di come è vissuto e morto l'animale. a un certo punto legge su una tovaglietta o da qualche altra parte di questa storia degli allevamenti biologici dove gli animali vengono cresciuti con rispetto e amore. il signor x realizza che anche gli animali possono provare dolore e che in fondo si tratta di VITA.. il signor x inizierà a comprare carne biologica fino a quando non verrà a conoscenza che anche negli allevamenti biologici gli animali sono comunque trattati male eccetera eccetera..

E perche' allora fare 2 passaggi?
Che gli si dica subito di non mangiar carne, o almeno limitare i consumi.
Senno' si ferma al passo 1 e non serve a nulla, mentre se arriva al passo 2 gli allunghi la strada per nulla.

insomma, non può essere l'inizio di un percorso di sensibilizzazione? ribadisco che per noi è comunque pazzesco, ipocrita e palesemente FALSO, ma perché dite che è controproducente? può essere questa la causa di un effettivo aumento della sofferenza e dello sfruttamento animale?

Perche' nella migliore delle ipotesi rimane tutto uguale, nella peggiore hai tranquillizzato il "consumatore" dicendogli che la sua "carnina" gli viene fornita senza far soffrire gli animali, e quindi e' tutto contento e non cambia abitudini di consumo.

scusate ma è sempre quello il punto: dalle mie parti si dice "piutòst che gnint l'è mej piutòst".

Infatti e' sempre quello il punto: piccoli passi nella direzione giusta vanno bene, meglio di niente, appunto, ma nella direzione sbagliata, cioe' quella di tacitare le coscienze e lasciare i consumi inalterati, no, non e' meglio di niente, e' peggio che niente, perche' dai solo ulteriori alibi alla gente.

Ciao,
Marina

14 Andrea, 31/10/10 18:05

chaval ha scritto:
ammettiamo che il signor x compri regolarmente la carne al supermercato fregandosene di come è vissuto e morto l'animale. a un certo punto legge su una tovaglietta o da qualche altra parte di questa storia degli allevamenti biologici dove gli animali vengono cresciuti con rispetto e amore. il signor x realizza che anche gli animali possono provare dolore e che in fondo si tratta di VITA.. il signor x inizierà a comprare carne biologica fino a quando non verrà a conoscenza che anche negli allevamenti biologici gli animali sono comunque trattati male eccetera eccetera.. insomma, non può essere l'inizio di un percorso di sensibilizzazione?

Per me le probabilità che questo accada sono nettamente inferiori rispetto a quelle che al contrario una persona che inizia a riflettere su queste cose venga portata a pensare che non serva eliminare la carne.

Poi ormai è impossibile che una persona non senta mai parlare di alimentazione vegetariana e vegan. Magari 30 anni un messaggio del genere poteva essere meglio che niente ma non adesso.

15 a_chichi, 4/11/10 12:13

sono d'accordo con voi. però non mi soprende dall'ikea.
ho studiato l'ikea (davvero, non nel senso che l'ho guardata bene, ho fatto uno studio sull'ikea) e, sinceramente, le mie conclusioni sono che è meglio di niente.
si, è vero tutto quello che dite, ma considerando il colosso di ikea e il fatto che concorre su un mercato di grande industria, si può darle una nota di merito in confronto a molte altre sue concorrenti. certo, non è giusto, e tutto può diventare un alibi.
personalmente avrei voluto non andare più all'ikea quando ho saputo di cose come traffici di legname da foreste vergini, finanziamento per ricostruzione di foreste che non sono mai state ricostruite, sfruttamento e soprattutto preferenza per personale europeo trapiantato nelle diverse filiali con grossi stipendi, costruzione di case e asili nido per le loro famiglie in luoghi dove la conoscenza e l'esperienza locale valgono molto di più di quella europea importata, ma ikea la conoscenza locale la snobba e la sottopaga.
ikea si trova ad essere, spesso, il principale finanzatore di progetti di Greenpeace, UNICEF, WWF, Global Forest Watch. oltre alle azioni non proprio etiche di alcune di esse (come WWF che non condanna la vivisezione), ikea ha stabilito la "strategia del teflon" per cui si ACCATTIVA il favore di queste organizzazioni di grande fama, gli dà dei soldi (nemmeno tanti, Greenpeace prende lo 0,3% degli introiti annuali, una cifra irrisoria considerando che Ingvar Kamprad è uno degli uomini più ricchi del mondo) a patto che queste la tirino fuori dai guai quando combina qualcosa. è una strategia "tanto ben congegnata quanto cinica" (J.Stenebo) il catalogo ikea è il libro più stampato, supera anche la bibbia. personalmente adotterei un'altra linea all'insegna di un minore spreco.
inoltre ikea ha un giro di soldi che non si può spiegare a parole, pare che a monte di tutto vi sia il cosiddetto Sign.Ikea (Ingvar Kamprad), ma fa circolare i soldi tramite un percorso intricatissimo, chiaramente passando alla grande per paradisi fiscali.
per alcuni scandali ha ammesso le sue colpe e si è scusata, ma è stata superlativamente brava a crearsi una facciata che non si può scalfire e che, soprattutto, la maggior parte del suo pubblico non si preoccupa di voler scalfire perchè gli basta leggere "bio" o "eco" che è contento!
ikea fa dei report periodici sui suoi operati per sembrare sempre più verde e attenta a tutto: un modo per dire "vedi come sono brava?" e gioca su questo perchè molti sanno che esiste il biologico, l'ecologia e altre questioni, ma non sono abbastanza informate per vedere che sotto-sotto ikea non è così "giusta" come dice.
in verità su molte cose merita, tipo la campagna di sostituzione delle lampadine e così via. ma su molte altre pecca.
purtroppo io sono molto scettica: ci sono altre grandi industrie che non si preoccupano di niente, ambiente, animali, niente. ikea qualcosa lo fa, seppur nei suoi limiti. io preferisco ikea a tantissime altre cose, anzi, la mia casa è SOLO ed esclusivamente ikea o made-by-mio-babbo. non per questo sono di parte, anzi, ribadisco che tutte le vostre considerazioni sono giuste, ma io re-inquadrerei la questione nella logica dell'industrializzazione e soprattutto della pubblicità industriale e direi "cavoli, merita!".
consideriamo che il suo pubblico non è fatto di soli vegani, anzi, i vegani sono la minor parte. il suo pubblico è pieno di gente che vuole risparmiare e di gente che crede nella sua politica verde pur non sapendone niente (e magari non fa nemmeno la differenziata e compra uova da allevamento intensivo). pensate agli "scontri" quotidiani che abbiamo noi con gli altri per il nostro essere vegan, se lo fosse una grande industria secondo me non servirebbe a diffondere questo stile di vita (forse minimamente), ma piuttosto a creare scetticismo nell'industria. la gente è ignorante forte. e c'è chi non va all'ikea solo perchè è svedese (io amo la svezia, lo svedese, le persone svedesi, e mi chiedo sempre come si fa ad essere "razzisti" sulla svezia? per di più in svezia con il veg*an sono molto più avanti di noi). insomma, se dovessi essere colui che sceglie queste cose per ikea, farei la stessa scelta. un'industria può essere etica fino ad un certo punto. e ikea ha fatto anche altre scelte tra cui i prezzi, il basso inquinamento nei trasporti di materiale, il design locale, il risparmio energetico e così via. combinare le diverse scelte è pressochè impossibile.

non so, è solo una mia idea,
ripeto che secondo me avete ragione,
ma re-inquadro la questione secondo una politica
industriale
e secondo le opinioni della maggior parte della gente.

in sostanza ikea, in quanto impresa, agisce per sè stessa (apertamente dichiarato), pensa pertanto a ciò che è meglio per sè e non per il resto del mondo. Fa accordi con Greenpeace non perchè Ingvar Kamprad è sensibile alle sue politiche, ma per la suddetta "strategia del teflon".

per di più mi chiedo, sulla tovaglietta la dicitura "da allevamento" cosa significa esattamente? avrebbero potuto scegliere uno slogan che spiegasse meglio la differenza con gli allevamenti intensivi o quant'altro (vedo se la trovo in versione svedese originale). ma ad ikea non interessa affatto, purtroppo.
SICURAMENTE condannabile dai vegani, ma i tontoloni imbamboliti dalla pubblicità ci credono alla grande!

scusate la lungaggine, ma non sapevo come spiegare quello che volevo dire, Ann.

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

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