Ho riletto la lettera di Marina; pagina 4

Gli utenti registrati possono scrivere una risposta

Pagina 4 di 4

46 LadyMe, 11/02/08 10:37

Andrea ha scritto:
Per come la vedo io questo parallelismo va bene con la caccia e la vivisezione, dove ci sono pochi che uccidono animali contro la volonta' dei molti.

Il problema dell'alimentazione e' diverso perche' il "nemico" sono quasi tutti coloro che ci circondano, il 99% delle persone.

Ci avevo anche pensata, in verità, ma non ne sono convinta, nella lotta dei neri, d' altronde, inizialmente furono pochissimi i bianchi che li sostennero e anche lì si trattava di combattere l' opinione pubblica, che credeva nel trattamento assolutamente diseguale tra loro e la gente di colore e, anche in quel caso, la cosa li toccava da molto vicino.

Il problema e' che le persone che formano la cosiddetta "opinione pubblica" sono i mandanti di queste violenze e non solo non le considerano inaccettabili ma le esigono per poter mangiare carne.

A maggior ragione non si può fare affidamento più di tanto su di loro per il cambiamento.

Per questo secondo me servono metodi completamente diversi per affrontare vivisezione, caccia ecc. o alimentazione.

Per quanto riguarda i macelli vengono costruiti lontano dai centri abitati appositamente perche' la gente non pensi troppo alla provenienza della carne.

A parte in un paese vicino al mio che è appena fuori città con la scritta enorme "mattatoio", comunque, sto
divagando, in genere è come dici tu.
Una cosa del genere tuttavia va a finire su tutti i giornali.

Per manifestazioni
piu' "aggressive" in campo alimentare vedo piu' adatti simboli come McDonald's , oppure macellerie.

Si, ma il principio era di opporsi alla violenza quando si appresta ad essere attuata, inoltre, ostruire il passaggio di una macelleria da l'impressione alla gente di negargli il diritto di andare a fare la spesa, mentre pensare "la produzione di carne è ostacolta da un gruppo di persone che non permette ALLE BESTIE DI ENTRARE NEI MATTATOI" già permette "associazioni migliori".

47 LadyMe, 11/02/08 10:53

Marina ha scritto:
No, non e' esattamente cosi', non stiamo ad aspettare "conversioni", ma sbattiamo in faccia alla gente le cose che non vuole vedere

Quello che dicevo su quello a cui ti riferivi.

e cerchiamo in ogni modo di mettere i
bastoni fra le ruote a chi amamzza animali.

Ma non è "ogni modo", sono modi relativamente deboli, almeno rispetto a quello che si potrebbe realmente
attuare.

"Siamo ovviamente troppo pochi perchè la cosa abbia un > senso"? : ovviamente no, la carboneria è iniziata con > pochi adepti, anche i ribelli che danno e hanno dato filo > da torcere alle varie dittature nel mondo, hanno iniziato > con piccoli gruppi.

Stiamo parlando di animali, non di umani, quando si parla di animali non valgono le stesse regole che si possono applicare alla "ribellioni" per gli umani, perche' dalla gente sono considerati "altro" e perche' non possono
loro stessi agire ed essere coinvolti.

Per questo, anzichè agire gli animali stessi, agiamo noi. Anche i neri erano considerati altro, per non parlare degli indiani, sotto la dominazione inglese.

Certo, e tu credi che se non si riesce a far muovere abbastanza persone per cose molto piu' semplici che comportano poche ore la settimana, le si smuova, e in numero 10 volte maggiore, per cose molto piu' complicate in cui bisogna mettersi piu' in gioco?

E io secondo te cosa stavo dicendo? ho scritto appunto che gli attivisti preferiscono tutelare sè che sacrificare parte della loro libertà per la salvezza degli animali.
Ma non aspetterei necessariamente che tutto il movimento sia bello e d'accordo, lo farei anche solo con 4-5
persone, poi, probabilmente, altri seguirebbero l'esempio (prendo sempre spunto dalla Storia, la lotta organizzata dei neri esplose dopo piccoli casi di ribellione, come quello di Rosa Parks), d'altronde è così che si è diffuso l' Alf.

Inutile fare discorsi teorici quando la pratica poi e' mille miglia lontana dalla fantasia.

Ah!, scusami, credevo di avere tutto il diritto di esprimere, peraltro, in quattro righe, ciò che mi piacerebbe facessero gli attivisti, se ti interessa solo ciò che si fa oggi e ciò che si farà domani, puoi anche ignorare messaggi di questo tipo.
A parte, che di strategie è sempre utile parlarne, non foss' altro perchè magari trovi qualcuno vicino a te che
la pensa come te.

Certo che sarebbe bello scegliere un dato macello e dire "Ci mettiamo in 50 ogni giorno qui davanti, a turno, impedendogli di 'lavorare'".

Basterebbero pure cinque persone incatenate.

altrimenti il non riuscire a
fare cose piu' "eclatanti" diventa solo una scusa per
non fare niente.

Che assurdità!, le altre cose si fanno e le faccio comunque, se e fino a quando non trovo persone disposte a fare di più.
Io non le trovo solo più eclatanti, ma più efficaci.

E comunque un tipo di approccio non esclude l'altro, perche' si attacca su vari fronti.

Assolutamente, la sensibilizzazione rimane importante.

quello che riusciamo a fare con le forze in gioco e' un'altra.

Non escludo che nella non perfetta legalità o nella non totale legalità le cose che si potrebbero fare son diverse e ognuno ha la sua opinione sulle medesime.

48 Marina, 11/02/08 11:15

LadyMe ha scritto:
Ma non è "ogni modo", sono modi relativamente deboli, almeno rispetto a quello che si potrebbe realmente attuare.

Ma non si possono realmente attuare.
Prova, e vedrai.

Stiamo parlando di animali, non di umani, quando si parla > di animali non valgono le stesse regole che si possono > applicare alla "ribellioni" per gli umani, perche' dalla > gente sono considerati "altro" e perche' non possono > loro stessi agire ed essere coinvolti.

Per questo, anzichè agire gli animali stessi, agiamo noi. Anche i neri erano considerati altro, per non parlare degli indiani, sotto la dominazione inglese.

Non e' la stessa cosa lo stesso.
C'e' una differenza abissale, purtroppo.
Di cui dobbiamo tener conto per agire nei modi piu' efficaci.

Ma non aspetterei necessariamente che tutto il movimento sia bello e d'accordo, lo farei anche solo con 4-5 persone, poi, probabilmente, altri seguirebbero l'esempio

Purtroppo, non e' cosi'.
E' semplicemente una questione di esperienza rispetto a quanto gia' accaduto pochissimi anni fa su altri fronti. Personalmente, sono la prima che farebbe solo "pressione costante", ma nella pratica mi sono resa conto che non e' attualmente possibile, magari fosse.
Relativamente ai macelli, poi, ancora meno che su altre cose.

Inutile fare discorsi teorici quando la pratica poi e' > mille miglia lontana dalla fantasia.

Ah!, scusami, credevo di avere tutto il diritto di esprimere, peraltro, in quattro righe, ciò che mi piacerebbe facessero gli attivisti, s

E io ho il diritto di esprimere allo stesso modo quel che penso, e se penso che una cosa non sia come viene descritta, lo dico :-)
Dove sta il problema?
Non ho mica detto di non parlarne.
Ho detto di fare attenzione al divario che c'e' tra la teoria e la pratica.

Certo che sarebbe bello scegliere un dato macello e dire > "Ci mettiamo in 50 ogni giorno qui davanti, a turno, > impedendogli di 'lavorare'".

Basterebbero pure cinque persone incatenate.

Una volta sola serve a poco, e farlo in modo costante e' praticamente irrealizzabile.

altrimenti il non riuscire a
fare cose piu' "eclatanti" diventa solo una scusa per > non fare niente.

Che assurdità!, le altre cose si fanno e le faccio comunque,

Mica parlavo di te, ci manchrebbe altro, io non so cosa tu fai o non fai, quindi non posso giudicare questo.
Dico che in generale il pensare a tante cose che sarebbe bello fare, senza farle, porta spesso a trascurare quelle fattibili, purtroppo e' un problema. Questo soprattutto mi preme sottolineare, poi chiunque voglia tentare di fare anche altro, tanto meglio, piu' si fa meglio e', ma senza illudersi che le cose siano piu' facili di quel che sono, perche' senno' poi quando ci si scontra con la realta',
si molla tutto, come avviene spesso.

Ciao,
Marina

49 Babai, 11/02/08 12:02

Sono del tutto nuovo del mondo animalista (anzi non lo conosco per niente) però sulla scorta di altre esperienze di attivismo associazionista, politico, sindacale vorrei dire che almeno due cose le ho imparate: la prima è che al di là dell'obiettivo finale e delle tappe intermedie, di quali azioni ci piacciano di più o ci sembrano più funzionali, se debbano essere azioni sostanziali o esemplari, la cosa da capire è quali sono i "rapporti di forza" in campo.
Siccome da che mondo è mondo pare proprio che i "buoni" siano quelli messi peggio nei rapporti di forza, allora in un modo o nell'altro bisognerebbe prima capire in che rapporto di forza si è con i cattivi e - se il rapporto di forza non esiste proprio - costruirlo.
Rosa Parks ha dato un esempio ed è stata seguita perchè il boicottaggio dei mezzi pubblici da parte di una fetta consistente della popolazione era un'azione vincente, i mezzi pubblici cioè col boicottaggio perdevano soldi, quindi il rapporto di forza era a favore dei neri (ovvero non è che i neri avssero convinto i bianchi a non essere razzisti, semplicemente li avevano battuti. Poi il lavoro sulle coscienze sul razzismo è cominciato da lì, e non è acora finito). Ad Auschwitz non poteva essere così, che tipo di boicottaggio o azione di forza si potevano organizzare? Lì l'obiettivo era la sopravvivenza. (Non sto paragonando l'animalismo co queste cose perchè purtroppo gli animali credo non siano in grado di ribellarsi dall'interno...).

La seconda cosa che vorrei segnalare è che in tutte le sconfitte che ho vissuto (sniff...) il giorno dopo è veramente un "day after": cioè un disastro; il "nemico"
è più forte, tu sei pù debole, stanco ecc. e le malefatte del nemico saranno più deliberate perchè sanno che in un'altra eventuale prova di forza ti schiaccerebero (classico esempio dell'azienda di fiji de 'na mignotta
che dopo uno sciopero contro la chiusura della mensa che non ha visto l'adesione di almeno l'80% dei lavoratori rincarano la dose e chiudono pure il bar).

50 Andrea, 11/02/08 12:48

Andrea ha scritto:

Il problema dell'alimentazione e' diverso perche' il "nemico" sono quasi tutti coloro che ci circondano, il 99% delle persone.

LadyMe ha scritto:

Ci avevo anche pensata, in verità, ma non ne sono convinta, nella lotta dei neri, d' altronde, inizialmente furono pochissimi i bianchi che li sostennero

OK, ma una cosa e' non sostenere i "buoni", cosa sicuramente grave, altra cosa e' essere parte del
massacro.

Banalizzando, per lo schiavismo c'erano
1) i cattivi
2) buoni
3) una stragrande maggioranza di persone che non contribuivano allo schiavismo ma neppure facevano qualcosa per migliorare la situazione

Uno scenario per certi versi analogo si ha con la vivisezione o la caccia.

L'alimentazione e' una cosa completamente diversa,
perche' parliamo di crimini commessi dal 99% delle persone quindi tutti i parallelismi con le vicende umane sono difficili.

Si, ma il principio era di opporsi alla violenza quando si appresta ad essere attuata, inoltre, ostruire il passaggio di una macelleria da l'impressione alla gente di negargli il diritto di andare a fare la spesa, mentre pensare "la produzione di carne è ostacolta da un gruppo di persone che non permette ALLE BESTIE DI ENTRARE NEI MATTATOI" già permette "associazioni migliori".

Non so, ribasdisco di essere molto scettico, comunque non pretendo di avere la verita' in tasca.

Non sono contrario alle cose che suggerisci, ma penso che viste le limitate risorse, il modo piu' efficace di sfruttarle sia diverso. Ossia, nel momento in cui si riesce a mettere su una campagna di pressione costante, o un certo tipo di proteste, penso che sarebbe molto piu' efficace rivolgerle contro obiettivi legati, ad esempio, alla vivisezione.

Pagina 4 di 4

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!