Il libro di Mirdad

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1 bethlight, 6/08/08 16:13

...lo sto leggendo e questo capitolo mi è piaciuto tanto:

Capitolo 24. E’ lecito uccidere per mangiare?

Appena Shamadam ed il macellaio se ne furono andati, Micayon si rivolse al Maestro e gli chiese:
Mycayon: Non è lecito, Maestro, uccidere per mangiare? Mirdad: Nutrirsi della Morte, significa diventare cibo per la Morte. Vivere sulle altrui pene, vuol dire diventare preda del dolore. Così è stato decretato dal Volere Supremo. Sappi ciò, Micayon, e regolati di conseguenza. Micayon: Se avessi la facoltà di scegliere, deciderei di nutrirmi come fa una fenice dell’aroma delle cose, non della loro carne.
Mirdad: Un’eccellente scelta, non c’è dubbio. Sappi, o Micayon, che è prossimo il giorno in cui gli uomini si nutriranno dell’aroma delle cose- cioè del loro spirito- e non delle loro carni e del loro sangue. E quel giorno non è lontano per coloro che bramano.
Sappi che per chi anela, la vita della carne è solo un ponte che conduce alla Vita senza carne.

E coloro che desiderano ardentemente sanno che tutta la carne che essi lacerano, deve, presto o tardi, essere riparata con la loro carne; ed ogni osso che essi schiacciano deve essere ricostruito con le loro ossa; ed ogni goccia di sangue che essi versano deve essere rimpiazzata dal loro sangue. Poiché tale è la legge della carne. E dato che coloro che bramano desiderano liberarsi dell’asservimento a questa legge, essi riducono al minimo le proprie esigenze corporee, riducendo in tal modo il loro debito verso la carne, che è invero un debito verso il Dolore e verso la Morte.

Mentre il non-aspirante cerca avidamente d’afferrar più che può per riporlo nelle tasche o nella pancia, l’aspirante va per la sua strada senza tasche e con la pancia libera dal sangue e delle convulsioni di qualsivoglia creatura.
Ciò che il non-aspirante guadagna, o crede di guadagnare, in peso, l’aspirante consegue in leggerezza di spirito e in dolcezza di discernimento.
Di due uomini che guardano un verde campo, l’uno stima la sua resa in staie e calcola il loro valore in argento e in oro; l’altro beve il verdeggiante campo con gli occhi, bacia ogni filo d’erba col pensiero e lascia che la propria anima fraternizzi con ogni piccola radice e ciottolo e con ogni zolla di terra.
Io vi dico: è il secondo il legittimo proprietario di quel campo, sebbene di fatto il primo ne sia il beneficiario.
Di due uomini che spartiscono con un vitello il latte della mucca, uno di essi guarda il vitello pensando che la sua carne costituirebbe buon cibo per se stesso e per i suoi compagni nei festeggiamenti del proprio imminente compleanno; l’altro considera il vitello come il proprio fratello di latte ed è pervaso d’affetto per il giovane animale e per la sua madre.
Io vi dico: mentre il secondo è veramente nutrito dalla carne di quel vitello, il primo è da essa avvelenato.
Sì, molte delle cose che vengono messe nella pancia, dovrebbero essere poste nel cuore.
Molte delle cose che vengono riposte nei portafogli e nella dispensa, dovrebbero venir rinchiuse nell’occhio e nel naso.
Molte delle cose che che vengono stritolate con i denti, dovrebbero essere schiacciate con la mente.
Il corpo ha bisogno di ben poco per essere sostentato. Meno gli date, più esso vi restituisce. Più gli date, meno esso vi rende.

se voi, mangiando dal cuore della Terra, sarete guidati da tale spirito, allora poco importerà ciò che mangerete.
Ma se voi foste veramente guidati da tale spirito, allora avreste la saggezza e l’amore di non privare la Terra di alcuna delle sue creature, specialmente di quelle che sono venute a sperimentare il piacere di vivere ed il dolore di morire, cioè di quelle che hanno raggiunto il segmento del Dualismo. Poiché anch’esse hanno da percorrere il loro lento e laborioso camino verso l’Unità. E la loro strada è più lunga della vostra. Ritardate la loro marcia, ed esse ritarderanno la vostra.
Abimar: Dal momento che tutto ciò che vive è destinato per una ragione o per l’altra a morire, perché dovrei sentire il dovere di non causare la morte di animale alcuno?
Mirdad: benché sia vero che tutti i viventi sono condannati a morire, guai a colui che causa la morte di un qualunque essere vivente.
Come tu non mi incaricheresti di uccidere Naronda, ben sapendo che egli mi è caro e che il mio cuore non è assetato di sangue, così il Vostro Supremo non incaricherebbe uomo alcuno di uccidere un suo simile o un animale se non lo ritenesse uno strumento adatto ad uccidere.
Fino a quando gli uomini resteranno quel che sono, ci saranno fra loro furti e rapine, guerre e assassini, menzogne ed ogni altro tipo di oscure e perverse passioni. Ma guai al ladro e al rapinatore, e guai al bugiardo, al guerrafondaio, all’assassino e ad ogni uomo nel cui cuore alberghino oscure e perverse passioni. Poiché essi, essendo pieni di malvagità, verranno usati dal Volere Supremo come messaggeri del male.
Ma voi, o miei Compagni, dovete eliminar dai vostri cuori ogni oscura e perversa passione, sì che il Volere Supremo possa ritenervi idonei a portare al sofferente mondo il messaggio del superamento; il messaggio della Libertà conseguita attraverso l’Amore e il Discernimento.
Così ho insegnato a Noè.
Così insegno a voi.

2 samizdat, 13/08/08 13:16

Che libro è?

3 bethlight, 14/08/08 09:58

si intitola proprio "Il libro di Mirdad".

Ciao!

Betta

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!