Grattacielo - Max Horkheimer
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Zazen,
4/05/13 14:55
Ciao a tutti, sto leggendo Restiamo Animali di Lorenzo Guadagnucci.
Condivido con questo passaggio che da una rapida ricerca sembra non ancora postata qui sul forum!
Le contraddizione della società - GRATTACIELO (Poggia tutto sugli ANIMALI)
Vista
in sezione,
la struttura sociale
del presente dovrebbe
configurarsi all’incirca così:
Su in alto i grandi magnati dei
trust dei diversi gruppi di potere
capitalistici che però sono in lotta tra di
loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi
proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati –
le
masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore,
della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei
capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome,
gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti quanti, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati
meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi
e ai malati. Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza
questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall’orribile
apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo. Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali. Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato. (Max Horkheimer)
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Zazen,
4/05/13 14:56
P.s.
All'interno del libro sul capitolo dell'antispecismo da dove ho preso questo passaggio, vengono consigliati alcuni libri tra i quali compare anche quello di Marina.
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cristy,
4/05/13 14:58
L'avevo messa nel mio profilo , è una descrizione triste e vera.
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Marina,
4/05/13 17:29
Trovo abbastanza inutile fare delle distinzioni tra gli umani di chi sta sopra e chi sta sotto, quando poi tutti loro, indistintamente, torturano e massacrano animali senza alcuna ragione.
Per gli animali tutti gli umani sono dei boia e sfruttatori, ogni distinzione è irrilevante.
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Zazen,
4/05/13 17:44
Ma infatti è quello che l'autore intende: descrive la triste realtà.
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Marina,
4/05/13 17:51
Zazen ha scritto:
Ma infatti è quello che l'autore intende: descrive la triste realtà.
Non so, da quel brano non mi sembrava esattamente così, comunque non importa.
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Zazen,
4/05/13 17:52
Dire che l'unica distinzione che è lecito fare però è: vegani e... e poi tutto il resto.
Gli animali non lo sanno vero, ma non sono tenuti a saperlo, non abbiamo il diritto di credere o pensare a cosa possono credere o pensare loro ma pur non sapendolo un qualsiasi di loro da noi non ha avrà mai nulla da temere.
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Zazen,
4/05/13 18:19
Ma è un libro VEGAN e l'autore lo ha riportato proprio per questo. Non avrebbe senso se no, descrive l'assurdità di queste SISTEMA gerarchico.
Gli animali al fondo, i potenti, umani, in cima. Antispecismo appunto.
Comunque, mi era piaciuta, lette in questa ottica... di accusa.
Z.
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kiwana,
5/05/13 09:18
Zazen ha scritto:
Dire che l'unica distinzione che è lecito fare però è: vegani e... e poi tutto il resto.
Con tutto il rispetto per "noi", siamo comunque dannosi, un po' meno certo, ma lo siamo.
10
danvegan,
5/05/13 10:28
PEr me l' autore voleva trasmettere il messaggio che proprio chi viene vessato, chi viene oppresso, dovrebbe capire ancora meglio l' oppressione che vivono gli animali.
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Carlovegan,
11/05/13 17:27
kiwana ha scritto:
Zazen ha scritto:
Dire che l'unica distinzione che è lecito fare però è: > vegani e... e poi tutto il resto.
Con tutto il rispetto per "noi", siamo comunque dannosi, un po' meno certo, ma lo siamo.
Certo, condivido!
Io appena letto quel pezzo ho pensato ai lavoratori vessati che alle manifestazioni gridano "NON SIAMO CARNE DA MACELLO", quindi quella distinzione fra classe sociali, anche secondo me, non ha senso visto che persino il povero che si reca alla mensa e mangia cadaveri contribuisce ad uccidere esseri viventi!
Qualsiasi animale ucciso per la sua carne, imprigionato e sfruttato per il proprio latte, per le proprie uova, per il proprio miele, per la propria lana, per la propria seta, per il proprio colore, etc. VORREBBE ESSERE AL POSTO DI UN POVERO!
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kiwana,
13/05/13 11:48
Carlovegan ha scritto:
Io appena letto quel pezzo ho pensato ai lavoratori vessati che alle manifestazioni gridano "NON SIAMO CARNE DA MACELLO", quindi quella distinzione fra classe sociali, anche secondo me, non ha senso visto che persino il povero che si reca alla mensa e mangia cadaveri contribuisce ad uccidere esseri viventi!
Infatti io ho non riesco più a simpatizzare con le varie cause umane, non più di tanto almeno, perchè quando alla fine di tutto anche l'umano più oppresso è comunque egli stesso un oppressore, ogni protesta perde un po' del suo significato profondo e parte sempre da una base sbagliata.
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cristy,
13/05/13 17:12
kiwana ha scritto:
Carlovegan ha scritto:
Io appena letto quel pezzo ho pensato ai lavoratori vessati > che alle manifestazioni gridano "NON SIAMO CARNE DA > MACELLO", quindi quella distinzione fra classe sociali, > anche secondo me, non ha senso visto che persino il povero > che si reca alla mensa e mangia cadaveri contribuisce ad > uccidere esseri viventi!
Infatti io ho non riesco più a simpatizzare con le varie cause umane, non più di tanto almeno, perchè quando alla fine di tutto anche l'umano più oppresso è comunque egli stesso un oppressore, ogni protesta perde un po' del suo significato profondo e parte sempre da una base sbagliata.
come ho scritto in un'altra discussione , ho molto apprezzato l'iniziativa di un'associazione che nella mia città lavora molto con i migranti, che ha organizzato raccolta fondi con apericena completamente vegan. Mi pare molto coerente, le raccolte fondi a favore di qualcuno non devono sacrificare nessuno!
Non so quanto incida la fascia sociale sulla scelta vegan, immagino che sia legata alla sensibilità del singolo; certo anche alla possibilità di accedere alle informazioni , che direi che in Italia non costituisce un problema per nessuno.