la crisi di uno studente vegetariano

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1 Jackochan, 17/12/10 11:22

Ciao a tutti! Sono Giacomo alias Jackochan, ho 22 anni.
Sono diventato latto-ovo-vegetariano nel novembre 2009 e negli ultimi mesi ho approfondito molto venendo a conoscenza dell'igienismo, scoprendo Valdo Vaccaro ed Arnold Ehret. Dell'ultimo ho letto e riletto il suo Sistema di Guarigione della dieta senza Muco e da un settimana sono in dieta di transizione.

Sto però attraversando un periodo di crisi con me stesso perchè non so veramente che fare del mio percorso di studi, alla luce delle verità sul cibo e sull'alimentazione di cui sono venuto a conoscenza.
Studio infatti al corso di scienze eno-gastronomiche, un curriculum di Tecnologie delle trasformazioni e qualità dei prodotti agroalimentari alla facoltà di Agraria di Bari.
E' un corso che prepara alla professione futura di tecnologo dell'industria alimentare (in special modo produzione di olio, vino, formaggi, pasta e prodotti lievitati da forno) ma anche ad esperto di enogastronomia (salumi e formaggi a gogo)

Sapendo che quasi il 90% di quello che ho studiato e di quello che studierò per dovermi laureare è basato su falsità e forzature...non trovo lo stimolo per ricominciare a studiare.

E' come se una parte di me non accettasse anche l'idea di dover lavorare in un sistema che non condivido.
Chi mi sta attorno mi suggerisce di finire gli studi per poi magari deviare verso ambiti a me più affini ma questo non mi basta...e nel frattempo avverto che le settimane passano...mi annoio e mi butto un po' giù...e in più si aggiungono le pressioni psicologiche dei miei genitori...insomma un periodaccio!

Perdonatemi lo sfogo ma ritenevo necessario raccontarvi la mia situazione attuale.
E ritengo che chi meglio di voi può comprendere il mio disagio e magari darmi qualche consiglio...ve ne sarei grato!

2 Marina, 17/12/10 11:28

Secondo me invece in quel settore c'e' proprio bisogno di persone vegan, e quindi credo sia molto utile se continui a studiare e lavori poi proprio in quel settore li'.

Certo, dovrai studiare cose false e stupide, almeno per tutta la parte che riguarda i cibi animali, pero' non e' fai del male agli animali solo studiandole, quindi lo puoi fare, e poi invece farai qualcosa di utoile terminati gli studi. Prova a pensare a quello come obiettivo, per trovare l'energia per continuare!

Ciao,
Marina

3 Andrea, 17/12/10 11:31

Il punto fondamentale è se il tuo futuro lavoro potrai farlo senza promuovere in qualche modo prodotti animali.

4 Marina, 17/12/10 11:33

Andrea ha scritto:
Il punto fondamentale è se il tuo futuro lavoro potrai farlo senza promuovere in qualche modo prodotti animali.

Secondo me si', ormai l'alimentazione vegan e' sempre piu' diffusa ed e' una cosa che attira, si possono fare tante iniziative in merito.

Ciao,
Marina

5 Andrea, 17/12/10 11:42

Se si lavora per conto proprio sì, non vorrei che il 99 % dei lavori in quel settore obblighino a sostenere conusmo e/o produzione di alimenti non vegan.

6 Jackochan, 17/12/10 12:14

Si ci ho pensato al fatto che è positivo che un vegano lavori in un settore del genere, ma secondo me è un sacrificio un po' troppo grande. Combattere tutti i giorni contro l'ignoranza non è da tutti...e alla lunga fa male... Comunque il mio rifiuto non è solo per i prodotti animali ma anche per quelli trattati termicamente e sofisticati dall'aggiunta di conservanti, coloranti e schifezze varie...qua mi rendo conto che più si va avanti e più l'uomo ha la pretesa di soverchiare la natura, bramando un cibo che deve essere sterile, a lunghissima conservazione, praticamente un cibo morto!!!

Mi serve un'idea innovativa. Ho pensato anche al discorso imprenditoriale: aprire un ristorante o insalateria o frullateria vegan...che ne pensate? E' fattibile ma per il momento i miei genitori, finche non termino gli studi, non intendono darmi credito (in tutti e due i sensi)...

7 Andrea, 17/12/10 12:23

Jackochan ha scritto:
Mi serve un'idea innovativa. Ho pensato anche al discorso imprenditoriale: aprire un ristorante o insalateria o frullateria vegan...che ne pensate? E' fattibile ma per il momento i miei genitori, finche non termino gli studi, non intendono darmi credito (in tutti e due i sensi)...

Servono soldi, e poi se dici che non ti basta che sia vegan ma che deve soddisfare vari altri requisiti non vorrei diventasse ancora più difficile. Oppure puoi "Passare sopra" il discorso dell'igienismo pensando che comunque con un locale vegan farai mangiare la gente infinitamente meglio che in un altro locale (oltre ovviamente a non uccidere animali).

8 Jackochan, 17/12/10 13:13

Andrea ha scritto:
Oppure puoi "Passare sopra"
il discorso dell'igienismo pensando che comunque con un locale vegan farai mangiare la gente infinitamente meglio che in un altro locale (oltre ovviamente a non uccidere animali).

Certamente...tenendo conto che il cambiamento delle abitudini alimentari della gente non può essere improvviso...iniziamo a proporre l'alternativa e poi col tempo si vedrà.

9 erbaluna, 17/12/10 14:31

ti capisco, è difficile continuare a studiare cose in cui non credi e che quindi non solo non ti stimolano, ma proprio ti "schifano" (non mi viene un termine migliore)
non esiste un corso di studi simile ma più vicino alle tue idee? che so, qualcosa sulla nutrizione o altro..
sennò davvero non ti resta che aggrapparti all'idea che una volta laureato potrai approfondire meglio la parte veg della questione e dare il tuo contributo alla causa veg e igienista.

10 Jackochan, 17/12/10 17:19

beh cara Erbaluna di corsi universitari sulla nutrizione vegetariana non penso ce ne siano (per quanto ne sappia tuttora). Da poco invece è stato attivato un Master a riguardo ma è indirizzato più verso medici/dietisti/biologi.

11 nina_quick, 19/12/10 22:10

In effetti quello del lavoro è davvero un problema, ci penso spesso anch'io. Non penso che siano in tanti a poter affermare felicemente di lavorare in un ambito totalmente cruelty free, perchè lo sfruttamento degli animali è più o meno nascosto in ogni angolo. All'università ho studiato tutt'altro, ma poi sono finita a lavorare in un'azienda alimentare. Niente carne nè latticini nè derivati vari, per carità, ma qualche prodotto non totalmente vegan c'è eccome, e la cosa mi diventa pesante ogni giorno di più. E la cosa peggiore è che essendo una presenza così poco evidente, così "velata", ho il terrore di finire con il ritrovarmi a far finta di non vederla. Vedi il lato positivo, Giacomo: nella tua situazione, in quello che immagino potrà essere il tuo lavoro futuro, tu avrai una posizione sicuramente più "attiva" nei confronti del tuo ambito lavorativo, quindi se vorrai potrai forse anche girarla a tuo favore, o meglio, a favore della causa animalista.

12 seitanterzo, 20/12/10 18:53

Jackochan ha scritto:
Da poco invece è stato attivato un Master a
riguardo ma è indirizzato più verso medici/dietisti/biologi.

Più che altro è consigliato a queste figure, ma nulla vieta l'iscrizione a un laureato di altra facoltà, e quello che studi ti darà l'opportunità, eventualmente, ci arrivarci con una certa preparazione! Sono d'accordo con quanto già detto, vai avanti e fregatene di quello che cercheranno di passarti come verità assoluta, di persone come te, preparate con un corso di questo tipo, ne servono a palate! ;)

13 Andy82, 24/12/10 00:41

Situazione quasi analoga alla mia, Jackochan.
Io sono farmacista e la professione obbliga (almeno sulla carta) di fare anche educazione sanitaria e educazione alimentare.
Per esempio prima da dare un lassativo irritante al pz (come fa la stragande maggioranza in pochi nanosecondi), analizzare e migliorare la dieta, oppure cercare di migliorare lo stato pressorio abolendo sale e cattivi vizi e così via.
Sono cose che richiedono tempo e pazienza sia per me che per il paziente.
Ma la gente oggigiorno va di fretta. Vuole il suo bel rimedio che funzioni ISTANTANEAMENTE e non vuole sentir parlare di modificare qualche che sua abitudine nefasta. Questa cosa dell'educazione alimentaria dovrebbe essere fatta dal medico nella sua stanza in piena privacy e non in piedi con la fila dietro ma sappiamo come vanno le cose... In più il paziente oltre a essere ignorante in materia non vuole neanche recepire e si trincera dietro la frase che tutti i medici dicono: "Devi mangiare di tutto un pò"...come dire..."Fai quello che cavolo ti pare basta che ti togli dalle scatole".
A volte li ho visti anche sorridere beffardi dietro il mio cortese consiglio, per esempio, di aumentare la quota di verdure crude e frutta per migliorare lo stato dell'intestino.
Diciamo quindi che sono in una situazione dove nessuno rema a mio favore e, vista anche la figura professionale e istituzionale che ricopro, sono un vero giano bifronte e solo in rare occasioni, e con persone che conosco bene e so essere molto aperte e recettive, posso realmente consigliare in piena scienza e coscienza.
Per il resto delle occasioni mi devo, a forza, attenere alle famose linee guida e rispettare i protocolli terapeutici imposti.
Andy82

14 seitanterzo, 24/12/10 01:37

Andy82 ha scritto:
Questa cosa dell'educazione alimentaria dovrebbe essere fatta dal medico nella sua stanza in piena privacy e non in piedi con la fila dietro ma sappiamo come vanno le cose...

Altrochè! Ci vuole una bella anamnesi alimentare e il tutto andrebbe assolutamente connesso con una seria attività fisica. Ma se le cose funzionassero così, di medicinali se ne venderebbero ben pochi....

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!