http://www.coldiretti.lombardia.it/notizie08/CR/w%20l'agricoltura%20Coldinforma%20n.%2022.pdf Crisi della suinicoltura. Allevatori italiani pronti allo sciopero:
Tavolo di filiera al Ministero e incontro con Assica ieri a Roma
Crisi della suinicoltura
prosegue l’azione
Coldiretti Cremona invita gli allevatori del territorio a raccolta,
martedì 3 giugno, per fare il punto della situazione
e dare avvio allo ‘sciopero del prosciutto’
Prosegue l’azione a tutela della suinicoltura italiana, messa in campo dagli allevatori, dalle
Organizzazioni agricole e dalle Associazioni di prodotto. Ieri è stata una giornata decisiva:
dopo i lavori di Reggio Emilia (il 20 maggio si era tenuto un incontro delle Organizzazioni
agricole con Assica e i Consorzi di Tutela Parma e San Daniele, seguito da un’assemblea dei
suinicoltori italiani), si è svolta a Roma un’altra serie di incontri. Presso la sede
dell’Associazione Nazionale Allevatori Suini nella mattinata si è tenuto un primo vertice fra i
rappresentanti dei suinicoltori, Assica e i Consorzi di tutela. L’intento delle Organizzazione
Agricole era, naturalmente, quello di far comprendere ai rappresentanti della grande industria
di trasformazione e stagionatura dei prosciutti Dop le grandi difficoltà che il comparto sta
attraversando, di fronte ai continui aumenti dei costi di produzione e al bassissimo prezzo
riconosciuto per i suini.
“Assica ha dato atto del periodo nero che gli allevamenti italiani stanno vivendo, ma non ha
concesso una vera apertura sulla questione – rimarca Assuero Zampini, Direttore di Coldiretti
Cremona, presente al vertice –. Gli industriali, purtroppo, perseverano in una posizione che
non vuole riconoscere né premiare la qualità che nasce nei nostri allevamenti, base
imprescindibile per le grandi Dop. Di fronte a questi interlocutori, che ammettono la
gravissima crisi in atto ma non prospettano alcun cambiamento di rotta per aiutare la filiera a
superarla, la suinicoltura italiana è determinata ad andare fino in fondo, compiendo tutti i
passi che portino a mettere in campo iniziative atte a sottrarre suini dal circuito delle dop,
come la vendita di animali all’estero e lo sciopero del prosciutto”.
Lo sciopero, lo ricordiamo, prevede che i suinicoltori non consegnino più, insieme ai maiali,
le certificazioni di qualità che consentono la commercializzazione della salumeria a marchio
d'origine. E’ un’azione che rischia di provocare la scomparsa di prosciutto e salumeria
certificata Made in Italy dalle tavole degli italiani.
La giornata di ieri, a Roma, è proseguita con la convocazione del ‘tavolo della filiera
suinicola’ presso il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali, nel quale gli
allevatori e i loro rappresentanti hanno ribadito la gravità della situazione e la necessità di
agire per imprimere una netta inversione di marcia. “Nel rispetto dell’impegno che avevamo
preso con i nostri imprenditori agricoli, posso confermare che il Ministro per le politiche
agricole è già stato coinvolto in merito alla difficile situazione del comparto e alle azioni che
l’agricoltura italiana sta mettendo in campo e che condivide moltissime delle posizioni
espresse dalla parte agricola” testimonia Zampini.
Con l’obiettivo di informare pienamente gli allevatori in merito a quanto emerso nel corso
degli incontri ‘romani’ e di pianificare insieme le prossime mosse, Coldiretti Cremona ha
convocato i suinicoltori del territorio per una nuova verifica, fissata per martedì 3 giugno a
Cremona, alle ore 10.30 presso l’Ufficio Zona in via Ruffini.
“Intendiamo fare il punto della situazione, alla luce degli importanti appuntamenti tenutisi
nella giornata di ieri, sia con il tavolo di filiera sia con i rappresentanti di Assica e dei
Consorzi di qualità – conferma Pietro Scolari, responsabile dell’Ufficio Economico di
Coldiretti Cremona –. Siamo decisi a dare forma alla nostra azione di protesta, tesa a
denunciare l’impossibilità di allevare maiali italiani di qualità e a spingere la grande industria
a riconoscere agli allevatori un prezzo più equo”.
“Mentre i consumatori affrontano le difficoltà degli alti prezzi al mercato, ai nostri allevatori
vengono riconosciute quotazioni inaccettabili. E intanto le spese di produzione, per le
imprese agricole, sono drasticamente aumentate: basti pensare che, per ogni suino grasso
allevato, l’impresa agricola ha una perdita di oltre 40 euro – argomenta Scolari –. E’
importate ribadire che la decisione di sottrarre milioni di maiali dal circuito delle produzioni
a denominazione di origine non rappresenta un’azione contro i cittadini. Al contrario, è il
modo con cui gli allevatori italiani cercano di contrastare una situazione ormai insostenibile,
a tutela del comparto e della qualità italiana”.
L’adesione degli allevatori allo sciopero del prosciutto ha superato gli otto milioni di suini
certificati, pronti ad essere sottratti dal circuito delle grandi dop.
CHE PECCATO SONO IN CRISI!!! GIAMMANNAGGIA....