Cosa significa il mio essere vegetariana
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Goofy,
19/08/07 01:14
Come ho già scritto nel mio primo topic di presentazione, sono vegetariana da 15 anni. Molti mi chiedono perchè lo sono diventata ma in realtà non credo di saper dare una vera e propria risposta, voglio dire il mio rapporto con la carne o il pesce è sempre stato traumatico sin da che io ricordi, la sofferenza inferta agli animali mi ha sempre disgustato ma non penso di aver mai razionalizzato queste sensazioni finchè non ho "capito" come volevo vivere. Ricordo che la goccia che ha fatto traboccare il vaso fu la scena di una mucca preparata per la macellazione, non c'erano ne sangue ne membra sventrate ma un'unica inquadratura sull'occhio terrorizzato di un animale,
appeso a testa in giù, che sicuramente non capiva perchè gli venisse fatto tutto questo fma che sembrava consapevole del proprio destino da lì a poco.
In tutti questi anni ho fatto tanti errori dovuti ad una cattiva informazione, ho internet da solo 7 anni ma ciò non significa che le informazioni che ho, sebbene in quantità maggiore, siano sempre corrette.
Sono convinta che in una società civilizzata ed evoluta, come dovrebbe essere la nostra, sia assolutamente deprecabile continuare a basare la propria sopravvivvenza sull'uccisione di un animale, questo a partire dal cibo sino al vestiario eccetera.
Per me tutto ciò che implica l'uccisione di un essere vivente provvisto di circolazione sanguigna, capace di provare paura o dolore non deve essere parte della mia vita. Non m'interessa se io come essere senziente sono scientificamente superiore, proprio per questa mia superiorità dovrei essere così intelligente da capire l'orrore che sto perpretando.
Detto questo, non penso sia incoerente credere nella ricerca e nelle risorse scientifiche, non è la disciplina da condannare bensì le modalità (vedi la sperimentazione su animali) e l'uso improprio delle scoperte scientifiche
(OGM ecc...). Sono convinta che l'ingegneria genetica sia il futuro dell'umanità ma solo se utilizzata
correttamente, malattie piccole o grandi un giorno potranno essere curate grazie alla terapia genica ma non abbiamo certo bisogno degli obrobri creati dalle multinazionali per raggiungere questo scopo!
Il mondo vegetale è capacissimo di offrirci tutto ciò di cui abbiamo bisogno ma continuando a distruggerlo si arriverà ad un punto di non ritorno. L'uso equilibrato e consapevole delle risorse è stata la chiave, in passato, per creare le fondamenta della nostra società, l'industrializzazione ha portato una voragine che non si è più riusciti a colmare, quando impareremo a usare con raziocinio ciò che ci viene offerto forse potremmo dire di aver fatto un piccolo passo verso la civiltà.
Sono consapevole che il mio sia un discorso utopistico e che per molti possa essere ingenuo o poco coerente ma credo fortemente nel confronto e se un giorno potrò imparare dalle vostro giudizio critico ne sarà valsa la pena ;-).
Goofy
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Lucik,
19/08/07 08:39
Ciao Nicoletta. Hai scritto cose assolutamente condivisibili. Sul fatto dell'utopia, non resta che osservare, sperando che non lo sia. Ma a prescindere da ciò, facendo ognuno la nostra parte come se il mondo dipendesse solo da noi :-) Che poi siam responsabili solo del "nostro" mondo individuale. Su quel che fanno gli altri, possiamo influire con l'informazione ed altro, ma resta una cosa che non è un obbligo, ma una libertà (un dovere) che si affida a persone capaci di ragionare, di mettersi in discussione, di trarre conseguenze dai principi e non viceversa (sprofondando nella comodità dell'immobilismo e del menefreghismo), di prendere atto delle cose e andare oltre l'abitudine senza arrampicarsi sugli specchi trovando di tutto per evitare di accettare quello che tocca la loro responsabilità.
Ciao :-)
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Kalpoternit,
19/08/07 09:12
Ciao Nicoletta,sono daccordo con ciò che hai scritto,un analisi lucida e intelligente,complimenti.
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Goofy,
19/08/07 17:39
Kalpoternit ha scritto:
Ciao Nicoletta,sono daccordo con ciò che hai scritto,un analisi lucida e intelligente,complimenti.
:-D All'una di notte do' il meglio di me :-D
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bethlight,
20/08/07 10:08
ciao Goofy, io voglio solo dirti di continuare a credere nelle tue "utopie" perchè anche se spesso sembrano irrealizzabili e lontanissime dalla vita di tutti i giorni, servono a guidarci proprio come un faro nella notte verso la giusta direzione, quella della compassione e della giustizia per tutti gli esseri di questa terra. siamo tutti daccordo con te e con i tuoi ideali, siamo qui per questo, per condividerli e non sentirci estranei nel mondo in cui viviamo.
Betta
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lleo,
27/08/07 21:56
In un mondo civilizzato la parola "utopia" non
esisterebbe sul dizionario.
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Goofy,
2/09/07 14:27
lleo ha scritto:
In un mondo civilizzato la parola "utopia" non esisterebbe sul dizionario.
Non precisamente, secondo me in un mondo civilizzato la parola utopia servirebbe per descrivere il nostro mondo
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Kalpoternit,
2/09/07 14:28
Goofy ha scritto:
Non precisamente, secondo me in un mondo civilizzato la parola utopia servirebbe per descrivere il nostro mondo
Giusto :)
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Stillnox,
17/11/07 12:44
L'utopia è, con poche, forse, anestesia valida a quel dolore accecante che l'anima divelta dalla ragione, aperta da uno squarcio non suturabile arreca davanti al riflesso che ognuno ha di sé. Continua a sognare, continua e continuate, perché come dice Pino Scotto "la razza umana
fa veramente schifo". Sono VEGETARIANO, per cui il
disgusto che ho di me si acuise quando sbavo guardando la R8-emissioni co2 326g/km che vorrei o mentre, sul calesse-177g/km di cui dispongo, con una mano inserisco nel lettore cd IN UTERO dei Nirvana fino alla traccia 6, e con l'altra, sul volante in pelle, tengo a bada i suoi 135 cavalli. I HATE MYSELF AND I WANT TO DIE. Questo era primariamente il titolo di IN UTERO. ODIO ME STESSO E VOGLIO MORIRE. Sono pronto a tatuarmelo sull'avambraccio. Andrebbero a coprire vene il cui sangue é solo mio; la poesia, la musica che ascolto, tanta soia, non un maiale sgozzato per il mio sostentamento. Non voglio nutrirmi di questo. Un distacco che va stabilito, perché non mi sento affatto accondiscendente e né voglio essere partecipe di quanto sia "normale" che accada. E perlomeno, quando
prendo il respiro, fisso, osservando mani e polsi, posso sentirmi un briciolo vivo. E' l'eccezione, perché per continuare a farlo dovrei lasciare il lavoro(pennelli in setola di cinghiale), la casa(soffitti con travi a vista), smettere di usare internet(la platica usata per le parti di un pc è derivata dal petrolio)e.. inutile aggiungere altro. Non credo esista un'azione che non implichi DISTRUZIONE e ALTRUI SOFFERENZA. Nessuna. E' per forza di cose così. L'uomo ha imparato a "trasformare", ha mutato ciò che lo circondava, spezzando così sulla terra un equilbrio di milioni di anni. La natura ha imposto la sua legge, e l'uomo, ancor prima di vaneggiarsi a padrone di tutto,
l'ha violata: ha mutato l'ecosistema. Rischio di passare per catastrofico, ma sempre meglio che distratto. Mi viene da ridere quando leggo sui sacchetti di malta da rifinitura per intonaco ECOLOGICO. Ecologica sarà la superficie, e il resto? Penso che la bioedilizia sia la necessita illusione per chi abbia messo il culo almeno due volte su un cantiere. Avranno presente cosa viene imposto a un costruttore dal comune a proposito di fosse biologiche per esempio a Firenze. Imposto, come atto dovuto di civiltà. Mi è capitato una volta di vedere in campagna uscire da un terreno in pendenza un liquido schiumoso e.. e niente, era tutto a norma. Beata stupidità("..MAYBE JUST HAPPY"). E
chi non lo è, si finga ("..BUT I CAN PRETEND"), o si
trovi un rifugio che lo protegga. Rinchiudetevi nell'utopia. Fatevi pure le canne, che so. Innamoratevi. Innamoratevi. Innamoratevi. Non lasciate che la vostra testa partorisca pensieri. Non restate fermi, andate lontano. "Testa in dentro -come diceva Freccia- che quaffuori è un brutto mondo"