Coerenza, Kamut e Akrux; pagina 3

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31 fasguvh, 19/09/12 09:22

danvegan ha scritto:
E dato che io adoro le verita' scomode...sara' solo un caso che i cibi per celiaci costano un occhio ???

costano un occhio anche al sistema sanitario visto che chi e' celiaco ha un "buono" da 160 euro mensile (forse la cifra varia da caso a caso) da spendere in prodotti senza glutine

forse per quello che hanno un prezzo elevato?

32 Andrea, 19/09/12 09:46

seitanterzo ha scritto:
Ragazzi, io non mi farei tante menate per un marchio registrato...certo, girano un po' le scatole, ma alla fine non si sono presi il monopolio su nulla, considerando che nemmeno si tratta dell'unico cereale esistente al mondo.

Infatti, è solo un marchio..

A me a dire il vero non girano neppure le scatole. Sono contento che quando compro una birra Menabrea so di avere una birra di qualità, e sono contento che uno non possa fare una birra scadente e darle lo stesso nome.

Allo stesso modo se una ditta garantisce una certa filiera produttiva e la qualità del prodotto finale e dà un nome al grano così prodotto affinché la gente possa riconoscerlo dagli altri mi pare una cosa buona.

Sarebbe del tutto diverso se avessero brevettato il loro metodo, e quindi impedito ad altri di fare lo stesso: questo blocca lo sviluppo e danneggia il consumatore. Ma non è così, chiunque può fare quello che fanno loro, solo che deve usare un altro nome e guadagnarsi la fiducia dei consumatori come hanno fatto loro.

Poi certo, il grano è sempre grano, ma questo spetta a chi acquista deciderlo. E comunque anche se non ho mai badato al grano usato per i prodotti che compro non mi stupirebbe se ci fosse una differenza notevole. In fondo anche una mela è sempre una mela ma tra quella del contadino e quella del supermercato passa una differenza enorme.

33 AQ, 19/09/12 09:54

seitanterzo ha scritto:
Però se cercavi dov'era il magna magna l'hai trovato: questi "buoni" si possono spendere soltanto per i prodotti reperibili nelle farmacie, in questo modo un soggetto celiaco è costretto a far da loro la propria spesa, dato che questa opportunità ai negozi biologici è sempre stata negata...

I buoni per celiaci puoi usarli anche nei supermercati, sicuramente Coop e Carrefour li accettano

34 Carlovegan, 19/09/12 13:56

Grazie anche per questi aggiornamenti, ho le idee più chiare!

35 fasguvh, 22/09/12 07:22

seitanterzo ha scritto:
Però se cercavi dov'era il magna magna l'hai trovato: questi "buoni" si possono spendere soltanto per i prodotti reperibili nelle farmacie, in questo modo un soggetto celiaco è costretto a far da loro la propria spesa, dato che questa opportunità ai negozi biologici è sempre stata negata...

non so in passato ma adesso sono spendibili in qualsiasi negozio ma solo per prodotti contenuti in un formulario (un elenco insomma)

Poi a quanto pare la trafila per ottenere il rimborso da parte dei negozianti e' tale da scoraggiare i piccoli a farne usufruire i propri clienti

36 Guest, 22/09/12 13:54

Andrea ha scritto:
Sono contento che quando compro una birra Menabrea so di avere una birra di qualità, e sono contento che uno non possa fare una birra scadente e darle lo stesso nome.

Allo stesso modo se una ditta garantisce una certa filiera produttiva e la qualità del prodotto finale e dà un nome al grano così prodotto affinché la gente possa riconoscerlo dagli altri mi pare una cosa buona.

Sarebbe del tutto diverso se avessero brevettato il loro metodo, e quindi impedito ad altri di fare lo stesso: questo blocca lo sviluppo e danneggia il consumatore. Ma non è così, chiunque può fare quello che fanno loro, solo che deve usare un altro nome e guadagnarsi la fiducia dei consumatori come hanno fatto loro.

Poi certo, il grano è sempre grano, ma questo spetta a chi acquista deciderlo. E comunque anche se non ho mai badato al grano usato per i prodotti che compro non mi stupirebbe se ci fosse una differenza notevole. In fondo anche una mela è sempre una mela ma tra quella del contadino e quella del supermercato passa una differenza enorme.

Giusto.

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