Lucik ha scritto:
E se quelli che fanno
delle cose buone possono attraverso un marchio conosciuto avere accesso al pubblico vasto bisogna chiedersi se essere contenti per il fatto che, con delle contraddizioni pendenti, ci siano comunque campagne ed eventi positivi, o se preferire che non ci sia piuttosto nulla.
Si' ma cosa dicono al pubblico vasto? Consideriamo l'alimentazione vegan: non penso di sbagliare se dico che nessun progetto per la sua diffusione proviene da associazioni animaliste ma solo da singoli volontari o piccolissime realta'.
Perche' associazioni con milioni di euro di fatturato non hanno mai lanciato un progetto del genere? Invece cosa fanno? Dicono: "se volete aiutare le mucche uccise per il latte dateci dei soldi.": nemmeno un accenno al fatto di smettere di bere latte, ne' al rapporto latte-uccisione di animali.
Che poi
bisogna anche valutare il peso delle contraddizioni. Cioè se fai 9 cose stupide e 1 buona, forse è meglio condannarla in toto. Se ne fa 7 buone e 3 contrdditorie, allora tocca dividere le cose.
Ci sono eccezioni. Ad esempio l'OIPA ha fatto delle cose che trovo decisamente discutibili, altre che reputo inutili, altre probabilmente positive. Infatti non la critico.
Ma nel caso delle grandi associazioni il rapporto e', volendo essere generosi, 10 cose dannose, 5 inutili, 1 buona.
E non si parla di "cose stupide", si parla di canili con animali che muoiono di fame, di cani usati per i combattimenti riabilitati, pronti ad essere adottati, che sono "spariti" perche' il governo aveva stanziato fondi
per la loro riabilitazione e quindi per prendere i soldi occorreva rifare il trattamento (nonostante gli psicologi avessero detto che i risultati sarebbero statai devastanti).
Si parla di camere a gas usate per sopprimere illegalmente animali.
Si parla di adozioni a distanza di animali mai esistiti, truffa scoperta perche' le foto che mandavano erano scaricate da internet.
E si puo' andare avanti per ore.
Il punto e' che queste associazioni non vengono gestite da animalisti, quindi nonostante la buona fede dei singoli attivisti, chi le manda avanti sono dirigenti d'impresa
che devono solamente aumentarne il fatturato. Questo e' anche naturale: non gestisci una struttura con centinaia di sedi, centinaia di dipendenti, leggendo un libretto di gestione aziendale. Pero' alla fine si trasformano in imprese che sfruttano gli animali a tutti gli effetti.
Sempre Paul Watson ha detto che la strategia di Greenpeace e' molto intelligente; ci sono due modi per guadagnare dalla morte delle balene: il primo e' ucciderle e venderne la carne. Il secondo e' filmarne la morte, muovere la
gente a compassione, e chiedere soldi. Il secondo metodo
e' piu' furbo, perche' fai piu' soldi. ma guai a
salvare le balene, perche' e' la balena che muore che fa sganciare i soldi, non la balena salvata.
Allo stesso modo, puoi guadangare soldi dalla morte delle mucche ammazzandole e vendendone la carne. Oppure puoi fare un filmato delle povere mucche e dire: "ti dispiace? dacci un po' di soldi".
Guai a dire "Ti dispiace? Allora smetti di mangiare
carne", perche' non puoi dire a una persona che e' la
causa della morte inutile di un animale e poi chiederle soldi.
Per inciso le grandi associazioni sono una minoranza, ci sono migliaia di piccole realta' che fanno con 4-5 persone piu' di quanto abbiano fatto queste altre in 30 anni.