Arnobio

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1 Spinoziano, 5/09/13 15:35

Riporto un brano del IV secolo, molto interessante e poco noto, che mi pare in linea con la filosofia anti-specista, tratto da: Arnobio, "Adversus nationes" (trad. Biagio Amata, Città Nuova Editrice, 2000, pp. 159-161):

Volete, o uomini, deporre l'innata vostra superbia e arroganza, voi che chiamate Dio padre e pretendete di avere la sua stessa immortalità? Volete ricercare, scrutare, investigare che cosa voi siete in realtà, a chi appartenete, chi sia ritenuto il vostro padre, che fate nel mondo, in qual modo nascete, per quale scopo di colpo veniate in vita? Volete deporre ogni parzialità e rendervi conto nel silenzio della vostra meditazione che noi siamo animali del tutto simili agli altri o non separati da eccessiva differenza? Che cosa indica, infatti, che noi siamo diversi e non somigliamo per nulla a loro? O quale superiorità è in noi così evidente da doverci sdegnare di essere annoverati nel numero degli animali? I loro corpi sono strutturati su ossa e tenuti legati da un sistema di muscoli: allo stesso modo i nostri corpi sono strutturati su ossa e tenuti stretti da un sistema di muscoli.
Prendono l'aria con le narici e per mezzo del respiro la introducono e la mandano fuori: anche noi introduciamo l'aria allo stesso modo e respiriamo con frequenti provviste di essa. Sono distinti in maschi e femmine: in altrettanti sessi siamo stati distinti anche noi da chi ci ha formato. Mandan fuori dall'utero i feti e generano mediante l'unione dei corpi: anche noi nasciamo mediante il coito dei corpi e siamo estratti ed espulsi dagli alvi materni. Si sostentano con cibi e bevande e cogli organi inferiori posti dietro emettono e scaricano il superfluo schifoso: anche noi ci sostentiamo con cibi e bevande e, per le stesse vie, espelliamo ciò che la natura ha ormai digerito. Si preoccupano tutti di non morire di fame e procurarsi attentamente il vitto indispensabile: che altro facciamo noi in tutte le occupazioni della vita se non procurarci i mezzi per evitare lo spettro della fame e allontanare l'ansia disperata per il vitto? Soffrono essi malattie e fame e alla fine si consumano nella vecchiaia: ebbene? Siamo noi forse immuni da tali mali e non veniamo spezzati allo stesso modo dai disturbi delle malattie e distrutti dalla consunzione della vecchiaia? Che se poi è vero, come si dice in taluni misteri particolarmente occulti, che le anime dei malvagi, una volta separate dai corpi umani, trapassano in bestie o in altri animali, più chiaramente si conferma che noi siamo ad essi vicini e non separati da distanze troppo grandi. Certamente per uno stesso e unico principio si afferma che noi e loro siamo creature animate e dotate di movimento vitale.
«Ma noi siamo esseri ragionevoli e superiamo con l'intelligenza l'intero mondo delle bestie, incapaci di parlare». - Potrei credere che ciò venga detto con verità assoluta se tutti gli uomini vivessero con prudenza e giudizio, osservassero il tenore dei loro doveri, si astenessero da quello che è illecito, non si mettessero in affari nefandi, né ci fosse chi, spinto da moventi depravati e dall'ignoranza cieca, desiderasse cose contrarie e dannose a lui stesso. Vorrei però sapere qual è questa ragione per cui noi valiamo di più di tutte le categorie di animali. Perché ci siamo fatti domicili per poter sfuggire ai freddi dell'inverno e ai calori dell'estate?
E che? Gli altri animali non provvedono a ciò? Non vediamo che alcuni si costruiscono dimore di piccoli nidi nei posti più adatti, altri si difendono e si fortificano su scogli e rupi scoscese, altri scavano il suolo della terra e si preparano ripari e tane sicure nei cunicoli infossati? E se madre natura li avesse voluti dotare anche di mani capaci di assecondarli, non ci sarebbe da dubitare che essi pure costruirebbero alti fastigi di mura e modellerebbero artistiche e originali creazioni. Tuttavia in quello che fanno coi rostri e con le unghie vediamo molti segni di un saggio discernimento, che noi uomini non possiamo imitare con nessun tipo di accorgimenti, sebbene abbiamo mani operose ed esperte per ogni sorta di prodotti perfetti.

2 azraphel, 5/09/13 17:52

Bello! Da dove hai detto che è tratto?

3 fasguvh, 5/09/13 18:20

azraphel ha scritto:
Bello! Da dove hai detto che è tratto?

forse qui?
http://tinyurl.com/k8dvf6r

4 Spinoziano, 6/09/13 14:40

sì, il testo è visibile su Google books; questa è la copertina:

http://books.google.it/books?id=LdWjov7PIuUC&pg=PA0

se, al posto dello "O" finale, mettete "159", visualizzate la pagina dove inizia il brano:

http://books.google.it/books?id=LdWjov7PIuUC&pg=PA159

"Papà, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

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