Approccio

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1 Raincloud, 5/07/07 23:04

Dopo un decennio di veganismo mi domando ancora su quale sia l'approccio migliore per discutere delle mie scelte
con chi non ne sa nulla.
Oggi ho colto la palla al balzo con i colleghi mentre pianificavano il pranzo da McDonald's.
In pochi minuti sono emersi tutti (o quasi) i luoghi comuni derivanti dall'industria alimentare, tipo: l'uomo mangia carne perché l'ha sempre mangiata, le mucche producono latte a ciclo continuo perché sono fatte così, l'essere umano non si può alimentare senza carne, ecc. ecc.
Quindi, puntuali, stringate e con pacatezza, sono arrivate le mie repliche... e lo sconcerto degli uditori.
"Basta, smetti sennò non mangio più". E mi sono accorto
che la questione consapevolezza è cosa seria. Potenzialmente (ed è confortante) ci sono tante sensibilità inclini all'ascolto e - chissà - a valutare eventuali revisioni del loro attuale stile di vita.
Ho acconsentito alla richiesta di interrompere le mie repliche, però mi domando se sia stata la mossa giusta. In parte credo di sì, perché se avessi continuato mi sarei alienato le simpatie di colleghi e colleghe; d'altra parte m'interrogo su come e quando potrà riemergere l'occasione per discutere di nuovo di veganismo ed illustrarne il significato.
Voi come vi sareste comportati?

2 Andrea, 5/07/07 23:32

Io sono assolutamente incapace di parlare di alimentazione vegan di persona. Ovviamente se mi vengono fatte domande rispondo, ma in linea di massima preferisco dare alle persone interessate qualche spunto che le attiri e poi un riferimento: un opuscolo o un libertto a seconda dell'interesse della persona. Se si tratta di qualcuno che usa molto il computer segnalo un sito.

Non dico che sia il metodo migliore, ma mi spazientisco subito quando mi vengono fatte obiezioni stupide e perdo la pazienza.

Poi ho visto che di persona la gente tende ad essere sulla difensiva (questo tendo a farlo anch'io: se una persona ha fatto una scelta etica e io no, mi sento "in difetto" e
mi viene istitivo pensare velocemente a delle giustificazioni, che per fortuna ho il buon senso di tenere per me e non esternare). Di fronte a del materiale stampato o su web questo succede molto di meno.

Lo spunto per toccare il discorso dipende dall'interlocutore: se ama molto gli animali da compagnia si puo' partire da li'.. soliti discorsi sui cinesi che mangiano cani, si fa notare che noi occidentali pero' non siamo meglio.. e arriviamo al punto.

Se una persona e' attenta al lato salutistico si puo' partire da li' e cosi' via.

Come materiale prediligo:

Opuscolo: https://www.agireoraedizioni.org/prodotto.php?id=107

Libretto:
https://www.agireoraedizioni.org/prodotto.php?id=73

Sito:
https://www.vegfacile.info

Opuscono e libretto sono scaricabile gratuitamente

Mi pare che Lucik avesse aperto un thread sul'argomento tempo fa, con varie esperienze del genere.

3 Marina, 6/07/07 10:02

Anch'io non inizio mai il discorso a voce, di persona.

Solo se nel discorso che si sta facendo si cade li', o se ci sono domande specifiche, fatte con gentilezza, rispondo (se fatte con strafottenza rispondo in modo sarcastico e faccio rimanere male l'interlocutore, il che e' quel che
si merita :-) ), ma non succede mai che inizi io il discorso, gia' ne devo parlare abbastanza via mail, sui siti, o alle conferenze, che lo faccia anche nella "vita normale", non esiste proprio ;-)

Credo comunque che alle persone che si dimostrano piu' interessate sia molto utile, come dice Andrea, passare del materiale informativo cartaceo o un link a un sito, cosi' possono guardare le cose per conto loro e non sentirsi pressate, perche' quando si sentono pressate si mettono sulla difensiva e fanno l'obiezione stupida della carota che soffre e comagnia bella.

La cosa piu' importante, se proprio si vuole parlarne a voce, e' essere rilassati, a certe cose stupide rispondere ridendo e con un minimo di sarcasmo (poco, pero', il sarcasmo cattivo va riservato a chi vuole attacar briga), sulle cose serie rispondere dando degli spunti, ma senza fare un "comizio" lunghissimo... chi e' interessato davvero, verra' colpito comunque, chi non lo e' non lo verrebbe nemmeno da una brillantissima conferenza, quindi, tanto vale... :-)

Ciao,
Marina

4 GreenSoul, 6/07/07 12:04

La domanda che mi sono sentita fare più spesso è " ma allora cosa mangi?"

Se fatta in buona fede e con la voglia di saperne di più, spiego brevemente che c'è un mondo oltre all'insalata e come funziona l'alimentazione vegana. Magari consiglio qualche sito.
Di solito suscito curiosità.

Se fatta in cattiva fede e magari è preceduta da un discorso come " l'uomo mangia la carne da sempre",
propongo la visione del dvd di saicosamangi, così faccio passare la fame a sti imbecilli : quanto è troppo è troppo, mo magnate sta bistecca. grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

5 Lucik, 6/07/07 12:37

Mi pare che Lucik avesse aperto un thread sul'argomento tempo fa, con varie esperienze del genere.

Facile, dimmi quale thread non ho aperto...
Grazie della citazione.
Infatti ne avevo aperto più d'uno sull'argomento, sia sui modi di porsi, sia sulle frasi e le risposte "migliori"
che risulassero più efficaci...

6 Lucik, 6/07/07 12:42

La domanda che mi sono sentita fare più spesso è " ma allora cosa mangi?"

Lo hanno chiesto anche a me. Di recente me lo ha chiesto una persona. Quando ha letto la mia mail, per passarla agli organizzatori del servizio ristorazione dei 4 giorni di summer school che farò a brevissimo, riguardante le mie esigenze alimentari, mi ha scritto... WOW, queste cose interessano anche a me...
:-)
La mial l'ho postata anche qui sul forum.

7 Lucik, 6/07/07 12:43

Mial, mail... che differenza fa.

8 Kalpoternit, 6/07/07 13:23

Ma esiste un approccio migliore dell'altro....?O tutto dipende dalle persone e dalle situazioni?Per persone mi riferisco sia chi vuole approcciare e ovviamente chi deve essere approcciato,è una cosa che va un po' a "pelle",lo
si sente come relazionarsi,lo si intuisce....o sbaglio?

Quest'inverno un tipo che fa il commerciante ambulante di vestiti scarpe ecc...mi ha proposto un affare unico, (a suo dire) un paio di anfibi in pelle di vitello a un prezzo "galattico",gli ho risposto...."li prendo e te li tiro dietro"....troppo?
Perchè io comincio poi a credere che debbano poi anche essere gli altri a porsi delle domande prima di fare proposte,visto che esistiamo anche noi,partendo anche dalla certezza che NON siamo noi a sbagliare.

9 Andrea, 6/07/07 13:28

Kalpoternit ha scritto:
Ma esiste un approccio migliore dell'altro....?

No infatti.. dipende dal vegan, dalla persone che chiede informazioni e dalla situazione..

10 Lucik, 6/07/07 14:23

Questo non toglie che ci siano degli idealtipi di persone, e delle reazioni comuni. Quindi ci sono degli approcci "migliori" statisticamente parlando... i commercianti,
gli uomini d'affari, i politici, i sociologi, gli
psicologi e chi ha a che fare spesso e ricorrentemente con le persone lo sa...
Poi si, dipende da chi parla, da chi ascolta, dalla situazione.

11 GreenSoul, 6/07/07 16:07

ahahahah

mial, mail, maial...

12 Tableboy, 6/07/07 18:22

GreenSoul ha scritto:
ahahahah

mial, mail, maial...

ni hao a tutti e miao a Lucik anzi miaol. :-)
cio che conta è la volontà di ascoltare da parte
dell'altro io non spreco fiato coi sordi e chi pone
domande con tono d'offesa, insulto la risposta è solo " Fuck you".

13 Raincloud, 6/07/07 22:58

Quando un gruppo, piuttosto di una singola persona, commentano e/o mi domandano qualcosa riguardo alla scelta vegan mi sento in imbarazzo perché in un confronto numericamente impari: come alcuni di voi, anch'io tendo ad andare sulla difensiva e solitamente invece di "contrattaccare" mi chiudo in un pacifico silenzio.
Questa volta però sono stato fortunato. Perché ho trovato delle persone aperte ad ascoltare posizioni differenti dalle loro.
E' vero: hanno sfoderato i classici luoghi comuni, sorprendendosi poi al racconto sui "retroscena" dell'industria alimentare; non sono stato prolisso, anzi molto stringato limitandomi all'essenziale, il ché ne ha facilitato l'ascolto e l'attenzione.
E' stato solamente un breve scambio di poche battute, ma sembra avere lasciato il segno, suscitando curiosità ed/od interesse... e timore.
Timore di comprendere quale sia la realtà, preferendo rifuggire in un mondo di apparenze che mostra solamente dei prodotti alimentari, e non le sofferenze alle quali sono costretti degli animali.
Interesse e curiosità verso questo argomento probabilmente sono caratteristiche della sensibilità di queste persone, che oggi mi hanno domandato ancora brevi chiarimenti, ricevendo brevi risposte.
Ci tengo ad essere breve, per non essere/sembrare insistente o noioso.
Se desiderassero informazioni approfondite, solo in quel caso li indirizzerei verso altre fonti dove potrebbero "muoversi da soli".
Comunque è stata la prima volta che "degli onnivori" mi hanno posto domande senza sarcasmo. Eh... sono soddisfazioni! :-)

14 pinklady, 7/07/07 12:03

Beh, io non so quale sia l'approccio migliore per parlare della nostra scelta, perche' secondo me dipende da molti fattori (come han gia' detto Andrea e Lucik) e quindi non ci puo' essere un discorso "standard" da fare. Credo ci voglia molta esperienza e un po' di accortezza per stabilire il da farsi a seconda della situazione in cui ci si trova.
Per me e' una cosa un po' difficile, anche perche' ho notato che pure le persone veramente interessate a quello che ho da dire sono piene di pregiudizi. E questo senza accorgersene e senza farlo apposta. Diciamo che il veganismo per molti e' una cosa del tutto sconosciuta e la maggior parte di quelli con cui ne parlo crede che essere vegan sia strettamente legato al fare parte di un'associazione o gruppo religioso (se non addirittura di una setta). Io poi non sono molto brava a parlarne perche' mi sembra che ci siano troppe cose da dire per spiegare bene la questione, mentre io non riesco a condensarle in poche frasi.
In conclusione Raincloud, non ti ho aiutato per niente :-)

15 Raincloud, 7/07/07 14:25

Beh, se dovessi trarre le somme, mi pare di capire che, più che un approccio migliore di un altro... in linea di massima evitate proprio alcun tipo di approccio, se non ché finite sulla difensiva oppure glissate.
Certo, è meglio il silenzio piuttosto di una pessima risposta, però è assolutamente vero che la situazione varia molto a seconda dell'interlocutore.
Piuttosto, anche gli interlocutori si meritano una chance, nel senso che rimandarli ad altre fonti oppure tacere alle loro domande preclude il dialogo ed è pregiudiziale da parte nostra, nel senso che non necessariamente essi debbano essere sarcastici od avere altrettanti pregiudizi in antitesi.
Comunque vi ringrazio tutti per i suggerimenti.

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