"Anche le piante soffrono"

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1 Luigi97, 19/11/16 12:13

Quanti di voi si sono sentiti dire "anche le piante soffrono"? di solito voi cosa rispondete a questa domanda?
io dico: mettiamo caso che se anche le piante soffrissero per davvero, resta comunque il fatto che un qualcosa pur dobbiamo mangiare, no? per non avere impatto negativo su altri esseri viventi credo che dovremmo soltanto suicidarci, ma non credo che sia questo il senso della vita. Inoltre, la sofferenza va limitata... non è che visto che le piante soffrono e per coltivarle si uccidono insetti (almeno per adesso) allora tanto vale ammazzare anche altre forme di vita che potremmo benissimo lasciarle in pace, no?
Detto ciò poi non è che gli animali allevati campano d'aria, comunque gli viene loro dato del cibo vegetale, quindi se si è onnivori è come moltiplicare la sofferenza per tante altre volte... anche perché gli animali che vengono massacrati ogni anno ne sono a MILIARDI!
Per non parlare poi del fatto che se dai una coltellata ad un animale non è certamente la stessa cosa di quando taglia un'insalata... gli animali sono fatti di carne, quando li tagli cola un fiume di sangue, si dimenano, piangono, urlano... insomma, non ci vuole molta intelligenza per comprendere che ci sia qualcosa di diverso nell'uccidere un animale e nell'"uccidere" una pianta (che comunque queste ultime, ovviamente, vanno sempre rispettate e dobbiamo sempre essere grati del fatto che grazie a loro possiamo nutrirci, non è che visto che le piante non soffrono allora possiamo giocare con il cibo. Credo che il cibo, a prescindere da cosa esso sia, credo che sia sempre un qualcosa a cui dobbiamo mostrare immenso rispetto).

ecco... credo che quanto appena detto sopra sia un ragionamento logico e sensato, ma perché poi questo non entra nella testa di alcune persone??? perché alcune persone, dopo che gli hai fatto un discorso del tipo sopracitato, continuano a sostenere "anche le piante soffrono quindi non ha senso essere vegan"? io inizio a pensare che tali persone continuano a pensarla così solo perché hanno voglia di provocare o, comunque, visto che sono talmente schiavi da non riuscire a fare a meno dei prodotti di origine animale, allora si costruiscono le più assurde e insensate teorie almeno per non sentirsi troppo in colpa con la loro coscienza... ammesso che tali persone abbiano una coscienza.

Voi sul tema in questione cos'è che direste?

2 Andrea, 21/11/16 10:07

Luigi97 ha scritto:
io inizio a pensare che tali persone continuano a pensarla così solo perché hanno voglia di provocare o, comunque, visto che sono talmente schiavi da non riuscire a fare a meno dei prodotti di origine animale, allora si costruiscono le più assurde e insensate teorie almeno per non sentirsi troppo in colpa con la loro coscienza... ammesso che tali persone abbiano una coscienza.

Probabilmente è così..

Voi sul tema in questione cos'è che direste?

Sostanzialmente le cose che hai detto tu: le piante non soffrono, ma se anche soffrissero mangiando vegan ne "uccidiamo" (mi sento idiota solo a scriverlo) 16 volte di meno.

3 Puzzola, 21/11/16 13:02

Innanzitutto resta valido il discorso di Andrea: una dieta vegana è comunque quella a minor impatto anche sulla vita delle piante. Secondariamente, circa l'80% delle piante che mangiamo sono frutti e semi, ovvero organi della pianta e non l'intera pianta. Dei legumi si colgono i baccelli, il grano è secco e morto quando si miete, e non ho ancora visto nessuno tirare un morso al tronco di un melo. Le piante da foglia, come insalate, coste e cavoli, teoricamente possono anche essere raccolte senza uccidere la pianta (anzi nelle bietole assicura una produttività più alta).

Sulla sensibilità delle piante ci sono studi sempre più interessanti, è un ramo che mi affascina moltissimo. Tempo fa ho letto un libro molto bello a riguardo si chiama "quel che una pianta sa"
(http://www.greenews.info/rubriche/quel-che-una-pianta-sa-laffascinante-intelligenza-delle-piante-20131008/)

L'autore è un biologo e ricercatore nel campo della botanica, nel libro sviscera diverse capacità "inedite" delle piante, come ad esempio i sensi, la memoria... qui c'è anche un'intervista interessante -> https://www.scientificamerican.com/article/do-plants-think-daniel-chamovitz/

In questa intervista, per chi non avesse voglia di leggerla, a Chamovitz viene chiesto se le piante sono in grado di pensare. La sua risposta è no, non pensano e non provano dolore, perchè sono attività legate alla presenza di un cervello (Just as a plant can’t suffer subjective pain in the absence of a brain, I also don’t think that it thinks.)

Questo è un altro articolo che parla espressamente del "dolore" delle piante (http://www.vice.com/read/we-asked-a-botanist-how-sure-science-is-that-plants-cant-feel-pain-302) e anche qui il biologo dice che non ha senso parlare di dolore in botanica. Le piante naturalmente sono in grado di percepire il danno o il pericolo, e reagiscono al danno, ma il loro sistema di allarme non contempla il dolore:
"Q:Right, and isn't sensing damage, even without a neural system, essentially pain?
A: The idea that damage has to be pain is mistaken. We feel pain because we have specific types of receptors called nociceptors which are programmed to respond to pain, not to touch. People can have genetic malfunctions where they feel pressure but never feel pain because they don't have pain receptors."

Naturalmente questo è a beneficio della nostra personale curiosità, perchè quasi certamente chi ti fa il discorso "ma anche le piante soffrono" non è interessato alla sofferenza delle piante né a quella degli animali, vuole solo scassare i maroni. E allora la risposta può essere tranquillamente di alzare gli occhi al cielo e cambiare interlocutore.

4 Fabau, 21/11/16 15:17

Risposta molto esaustiva e aggiungerei definitiva, grazie..
Brava puzzola ;)

5 Arturizzato, 27/11/16 15:35

Ma la scienza non può dimostrare che le piante soffrono, cioè in realtà può farlo. Mi spiego meglio.
Si è scoperto che molte piante hanno micro ricettori che rispondondono alle vibrazioni dell'aria e molti usano per esempio la musica di Mozart per far stare meglio i vigneti, e pare che funzioni. Ecco, qui la scienza può solo affermare che la pianta abbia questi ricettori, invece si assimilano questi ricettori a una sorta di orecchie della pianta. Il problema nasce quando si dice che a quelle piante piace Mozart. Si trovano delle similitudini e gli si appioppano nomi umani, le orecchie della pianta. Siccome non sono collegate a nessun cervello perche ne sono prive, a volte aggiungono " una sorta".
Per il dolore è uguale. Le piante magari soffrono, a modo loro, e trovo molto difficile scoprire sia il come e sia il quanto se è a modo loro, visto che non possiamo definire cos'è un altro modo di provare il dolore che non sia quello tra la combinazione di un sistema nervoso centrale e un cervello collegato ad esso. Quindi si può solo paragonare un mondo addirittura privo di questi due elementi chiave che per noi contraddistinguono il dolore, con il nostro, cercando di trovare altre cose per cui possiamo affermare che provano dolore, il che è davvero dura proprio perchè dovremmo concepire un altro tipo di dolore che noi non possiamo provare.
A questo punto per me anche un sasso è vivo, fa parte di un grande organismo chiamato pianeta, che forma nuovi coralli e montagne sottomarine piano piano, ogni giorno. Come essere facente parte di un tutto è vivo anche quel minerale, però da lì a dire che quel sasso prova dolore ne passa. Per le piante è più affascinante questo tipo di discorso ma chi fa queste affermazioni lo fa solo per provocare o per trovare una giustificazione per ciò che è abituato a fare visto che sicuramente non gli è mai interessato se una pianta soffrisse, anzi sicuramente avrà sempre pensato che un animale soffra come noi mentre una pianta no, solo che ora è in discussione il suo comportamento e scatta quindi il meccanismo di difesa.

6 eli92, 5/01/17 01:59

Io sono convinto che sia per etica, salute, impatto ambientale, la scelta migliore sia il fruttarismo..

7 Puzzola, 5/01/17 09:21

contando che la frutta non mi piace e mi fa venire acidità e fastidio di stomaco, credo che morirei di fame :)

8 Salvatore9191, 9/11/20 19:18

Il distaccamento del frutto vegetale o foglia é la tecnica evolutiva della pianta senza il quale non si riprodurre be, si usa infatti la potatura per ciò che non é commestibile o comunque non riutilizzabile.
Ricambiamo il favore quando muoriamo e torniamo terra.
Il mondo vegetale e animale sono il puro cerchio della vita
Gli individui che si nutrono di qualcosa di animato sono stati costretti dalle loro condizioni nei posti che abitavano con climi torridi e privi di vegetazione...

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!