Abitudine; pagina 2

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16 sberla54, 5/12/05 20:13

Abitudine e tradizione sono solo due modi per indicare il bisogno dell'uomo di avere certezze e la sua ricorrente paura di guardare avanti e migliorare...

17 micia74, 5/12/05 22:31

condivido tutto cio' ke hai scritto,complimenti Luciano,parole cosi mi fanno essere ancora piu' felice di essere come sono,ciao

18 Lucik, 5/12/05 23:03

Già... capisco quello che vuoi dire...
Grazie tante... ciao.

19 hokusai77, 30/10/06 22:51

Molto bello, e molto vero, quello che hai scritto.

20 Lucik, 30/10/06 23:58

Ciao. Grazie.

21 koyaanisqatsi, 31/10/06 01:22

Sei un ganzo, Lucik.

22 sarasara, 31/10/06 13:30

Lucik ha scritto:
Ho sintetizzato in uno scritto.....

Sul "sintetizzato" avrei qualche dubbio.... :D

Cmq tutto vero,son d'accordo. Sei un grande quando fai queste considerazioni così profonde..

23 ilakira_manuelita, 31/10/06 16:09

ciao, tutto quello che hai scritto, Lucik, riflette perfettamente tutto quello che penso...dovresti farne una raccolta di tutte le tue riflessioni...ogni tanto leggerle fa sentire meno soli...
grazie...

24 FABIO_B2D, 31/10/06 19:31

perchè non ci scrivi tipo un libro?

25 Lucik, 31/10/06 20:24

Grazie per la considerazione, ma preferisco più il frangente rispetto a un'espressione a cui dedicarsi con prolungata continuità.

26 pinklady, 1/11/06 11:55

Lucik ha scritto:
I greci distinguevano l'intelletto dall'azione... una volta compresa una questione con l'esercizio dell'intelletto dovevano realizzarla con il proprio agire (un espempio "moderno" - lo riporto - è quando una persona punta la sveglia a una certa ora, sapendo razionalmente che quella dovrebbe essere l'ora in cui alzarsi... quando suona, l'azione può essere più o meno coerente con quello che si sa di dover fare...) e l'allenamento che gli antichi greci facevano consisteva non solo nello sviluppare le proprie capacità mentali e di riflessione, ma anche nel temprare la coerenza dell'azione rispetto alla decisione...

Mah, non so... probabilmente dipende in quale epoca. Socrate, ad esempio, diceva il contrario: secondo lui il male era conseguenza dell'ignoranza; non aveva mai preso
in considerazione l'ipotesi che qualcuno possa fare del male consapevolmente. Per entrare nell'esempio che hai proposto tu, non considerava che uno sebbene sappia di doversi alzare a una certa ora, rimanga a dormire ancora un po'. Se lo fa e` perche` ignora che sarebbe meglio alzarsi quando suona la sveglia.

Invece il tuo discorso generale si avvicina molto ad Aristotele. Anche lui riteneva che i valori fossero conseguenza dell'abitudine e dell'educazione.

Complimenti davvero, ho letto anche l'altro tuo post sul plusvalore animale e condivido appieno tutto quello che hai scritto. Ammiro molto anche la tua capacita` di esporre in modo chiaro i pensieri e le idee. Io non ci riesco molto bene...

27 LordSalad, 1/11/06 12:43

Lucik ha scritto:
Grazie per la considerazione, ma preferisco più il frangente rispetto a un'espressione a cui dedicarsi con prolungata continuità.

E allora perchè non scrivi in certi frangenti, come questi? poi li rileghi e pubblichi un libro. Almeno così sappiamo di non essere soli e, soprattutto, troviamo l'espressione tramite parole di quello che sentiamo e proviamo e che non riusciamo (o almeno io non riesco) ad esprimere in modo così preciso.

Grazie e sinceri complimenti per quello che scrivi....

28 Lucik, 2/11/06 14:07

Grazie a ognuno di voi. Anche se non ve lo scriverò ogni volta, vi leggo.
E comunque... per il fatto di scrivere... scrivo qui, no? :-)

Ciao, Luciano.

29 shivers, 2/11/06 15:45

propongo di intitolare la raccolta "in certi frangenti"
:-)

30 LordSalad, 2/11/06 15:46

buono... appoggio (ma non spingo)
:-D

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