Prodotti importati dal Giappone dopo Fukushima
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xalessandrax,
6/02/13 02:01
Buongiorno! mi sono iscritta oggi e sinceramente non ho guardato se esiste già qualche argomento a riguardo.
Vorrei informazioni sui prodotti importati dal Giappone dopo disastro Fukushima.
Ho comprato del miso che scade a gennaio 2014, pare del tipo prodotto proprio tra Fukushima e Tokio.... è troppo buono per buttarlo ma l'idea me lo rende un tantino ostile.
Non saprei neppure quale altro prodotto comprare per non avere dubbi. In generale comunque qualcuno si è posto il problema?? per esempio, è possibile fare un calcolo a ritroso sulla data di scadenza, per capire se è stato prodotto prima del disastro? e comunque per il futuro, ci si può fidare dei controlli? qualcuno conosce prodotti simili non provenienti dal Giappone?
Non ho trovato molte info girando sul web, ed i siti dei produttori e distributori sembrano ignorare il "dettaglio"....
beh.... sono stata anche fin troppo lunga...
saluti e semmai già grazie!
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AleVimukti,
6/02/13 12:42
Ciao, sai che proprio una settimana fa ne parlai con il mio erborista.
Sono una gran bevitrice di TèVerde (sempre e solo giapponese), sono andata da lui per acquistare questo prodotto gipponese e mi ha detto che per ora preferisce non fare rifornimento di prodotti provenienti dal Giappone proprio per il motivo che hai descritto prima.
Proprio stamattina avevo utilizzato l'ultimo cucchiaino del Te'Verde sfuso, ma non lo ricomprerò. Preferisco cambiare provenienza, per ora.
Ti capisco, ma credo che posso consigliarti una ricetta per produrre il Miso. Vado a controllare.
Torno subito!
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veganPOWER,
6/02/13 12:47
lo stesso vale per la birra giapponese tipo ASAHI e SAPPORO?
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AleVimukti,
6/02/13 12:50
Ecco la Ricetta per il Miso:
Gli ingredienti maggiormente usati per la preparazione di questa pasta sono la soia, il riso e il sale, sebbene ci siano delle varianti che utilizzano orzo, soia e sale o solo soia e sale.
La tecnica è semplice: si cuociono i fagioli di soia al vapore, finché non diventano morbidi, poi si aggiunge il koji, il sale e l’acqua, e si lascia fermentare il tutto.
Ma vediamo i vari procedimenti passo dopo passo…
Il koji utilizzato nella preparazione del miso, è un impasto di riso in cui si innesca la fermentazione, tramite l’utilizzo di una spora.
Si prepara con il riso macinato, che viene lavato accuratamente e lasciato a bagno per 17 - 20 ore, in acqua ad una temperatura di 17 - 20°C.
Dopo che si è ammorbidito e avrà assorbito acqua, aumentando di 2,2 volte il suo peso, viene fatto asciugare e scaldato a vapore, in un contenitore detto koshiki, posto su di una fornace.
Il riso deve essere cotto uniformemente, e deve presentarsi elastico e morbido fino al centro di ogni chicco. Inoltre deve essere correttamente gelatinizzato e i chicchi non si devono attaccare l’uno all’altro.
Dopo la cottura a vapore il riso viene lasciato raffreddare a 30 - 35°C, poi portato in una stanza dove la temperatura è mantenuta costante a 28°, e gli vengono inoculate delle spore di Aspergillus oryzae (kojikin), che si può trovare in commercio in un prodotto chiamato tane-koji. Il peso del tane-koji utilizzato è circa lo 0,1% del peso del riso cotto.
Dopo l’inoculazione il riso viene coperto con una stoffa e lasciato riposare per circa 10 ore, ad una temperatura di 30 - 35°. Durante questo tempo le spore germinano gradualmente producendo delle muffe. Tali muffe emettono calore e fanno aumentare la temperatura.
Esse vengono coltivate ancora per 6-7 ore e quando diventano ancora più attive, vengono trasferite in delle scatole di legno dette koji-buta.
Nei giorni successivi il koji deve essere accuratamente mescolato a mano, per introdurre aria fresca e prevenire un eccessivo aumento della temperatura. Dal momento in cui avviene l’inoculazione sono necessarie circa 40 ore affinché il koji venga ultimato.
Il koji verrà quindi unito alla soia, che nel frattempo sarà stata lasciata a bagno per una notte intera, e quindi cotto al vapore, preferibilmente in una pentola a pressione.
Dopo essere stati portati a temperatura ambiente, i fagioli cotti vengono mescolati col koji salato e dell’acqua, e messi in vasche o barili di legno.
Per assicurare una fermentazione uniforme e per introdurre l’aria, che previene la crescita di microrganismi anaerobici, è necessario girare spesso, o trasferire da una vasca ad un’altra il copmposto.
La fermentazione può essere eseguita normalmente, a temperatura ambiente (questo avviene nel periodo estivo), o con l’aggiunta artificiale di calore. Il processo dura dai 6 mesi ad un anno.
Prima di essere consumato, il miso così prodotto, va passato al setaccio.
Richiede molti mesi di fermentazione, ma si potrebbe preparare una bella scorta per tutto l'anno!
Guarda, credo che mi affascina molto questa ricetta. Credo che lo inserirò nella mia Agenda di "Ricette da preparare".
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fiordaliso09,
7/02/13 18:55
Io ho rinunciato con gran dispiacere al the bancha, arriva praticamente solo dal Giappone e qualche scrupolo me lo faccio, direi che non acquisto più zuppa di miso in busta e ho limitato molto il tofu (non ho approfondito se alcune marche lo producono in Italia), anche se pure prima non ne facevo grande uso. Inoltre non acquisto prodotti come gli spaghetti di soia o di riso al supermercato, peccato mi piacevano molto.
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fasguvh,
7/02/13 20:16
AleVimukti ha scritto:
La tecnica è semplice: si cuociono i fagioli di soia al vapore, finché non diventano morbidi, poi si aggiunge il koji,
che io sappia il koji non lo vende nessuno
tranne forse qualcuno all'estero ( deshima.eu )
se qualcuno sa qualcosa sulla reperibilita' in italia mi avvisa?
tempo fa lo distribuiva la Finestra sul Cielo ma ora non piu'
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fasguvh,
7/02/13 20:57
AleVimukti ha scritto:
Ti capisco, ma credo che posso consigliarti una ricetta per produrre il Miso. Vado a controllare.
Torno subito!
di miso prodotto in italia comunque ce n'e' eccome
ma anche francia o usa