muscolodigrano e celiachia

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1 pamela, 27/07/08 18:20

Sono intollerante al glutine e ho quindi sempre evitato il seitan. Ieri ho trovato questo:

http://www.muscolodigrano.biz/index.php?option=com_content&task=view&id=12&Itemid=30
Secondo il prof. Pecchiai la proteina del muscolo di grano è diversa da quella del glutine originaria e quindi non dà problemi agli intolleranti.
Per me è una bella notizia e voglio condividerla con tutti quelli che devono evitare il glutine. Al più presto farò un ordine e vi farò sapere se sopravvivo. ;-)

2 Tableboy, 27/07/08 22:16

in bocca al cacciatore!
Fai come coi funghi inizia con piccole dosi per sicurezza. Generalmente coi funghi si fanno mangiare prima ad un gatto ma, ciò non è vegan. Conosci nessuno celiaco che sia cacciatore o antivegan convinto?
;-)

3 pamela, 28/07/08 00:24

La mia gatta si sta aggirando nervosamente, a caccia di Table. Ha un sesto senso, quando qualcuno le manca di rispetto, se ne accorge.

Non conosco celiaci, cacciatori purtroppo qualcuno. Magari gli faccio assaggiare gli esperimenti che farò per cercare di riprodurre il muscolo di grano. La maionese a base di piselli l'ho gia riprodotta e mi è venuta bene, a parte il colore verdino, quindi la faccio assaggiare solo agli amici e parenti stretti.

A parte scherzi, non sono celiaca, solo leggermente intollerante, se non me lo dicevano non me ne sarei mai accorta. Avevo leggeri malesseri, cali di energie, che non sapevo a cosa attribuire. Però, adesso so che devo evitare roba troppo glutinosa, farine integrali ecc. Quindi il seitan non l'ho mai mangiato, anche se sono curiosa.
Questo muscolo di grano è una possibilità in più, per variare. Stavo anche pensando se non sia possibile, rispettando le proporzioni di cereali e legumi del muscolo, fare anche la pasta, ravioli ecc. buona per i celiaci e noi intolleranti e magari, perché no, il pane. Sarebbe una proteina dal cielo.

4 Tableboy, 28/07/08 05:52

Tranquillizza la tua gatta, tengo una gatta pure io più un gatto stravecchio (over 10) e altri gatti ma, sono randagi (scappano anche se uno a volte si lascia accarezzare vallo a capì)
ciao e salutamela.
La mia si chiama Akane ed ilgatto Toky e la tua ha un nome?

5 Raggio_verde, 28/07/08 11:38

ciao Pameladue,

penso che il seitan e il muscolo di grano non siano adatti a chi ha una seppur lieve intolleranza al glutine perché è un concentrato di questa proteina. Bisognerebbe chiedere all'AIC (Associazione Italiana Celiachia) cosa ne pensano. pensando all'articolo, e' piuttosto azzardato dire che è adatto ai celiaci se non è inserito nel loro prontuario. ho un'amica celiaca, chiederò a lei di informarsi. Poi vi faccio sapere.

Per quanto ne so (questo il riassunto di un articolo pubblicato su AAM Terra Nuova http://www.aamterranuova.it/article2208.htm) le varie intolleranze al grano e al glutine che si stanno sempre più diffondendo negli ultimi anni sono dovute alle pesanti manipolazioni a cui questo cereale è sottoposto per aumentarne il rendimento.

Io sto seguendo una dieta (da un paio di mesi) senza frumento proprio per una presunta intolleranza al grano. Mangio il kamut che non è manipolato (però c'è la storia del brevetto che non mi va affatto a genio :-( e poi costa un'enormità!). Al momento ho sospeso il consumo di seitan tradizionale (sono indecisa se prepararmelo con la farina di farro o di kamut , proprio per il fatto che c'è tanto glutine - anche se non sembrerebbe essere il glutine a darmi problemi) e di muscolo di grano, peraltro molto buono. vediamo come va.

ciao

Vale

6 Raggio_verde, 28/07/08 11:39

il link non funziona. vi copio-incollo l'articolo

Celiachia: colpa delle nuove varietà?
04/06/2008 - Giuliana Lomazzi

Nell’ultimo secolo il frumento che consumiamo in grandi quantità sotto forma di pane e pasta ha subito delle profonde trasformazioni, con possibili serie implicazioni per la nostra salute. Un’alternativa possibile è quella di recuperare le antiche varietà di grano.

Sono passati quasi 10.000 anni dalla nascita dell’agricoltura. In tutto questo tempo i cereali, alimento base dell’alimentazione umana, hanno subito una profonda evoluzione, che ne ha fatto un prodotto molto diverso da quello che alimentava i nostri lontani antenati, ma anche da quello che ha nutrito i nostri bisnonni. Le conseguenze sono varie e si riflettono in parte sulla nostra salute e in parte sul benessere ambientale – e quindi pur sempre sulla nostra salute.

Un’evoluzione lenta
I cereali selvatici sono stati consumati fin dai primordi, grazie alla facilità di trasporto e di conservazione e, soprattutto, alla capacità di saziare. Nel vicino Oriente, a cibare i nostri avi erano le forme selvatiche di orzo, frumento monococco e dicocco. Quando nella mezzaluna fertile si sviluppò l’agricoltura, tra le prime colture domestiche ci furono i frumenti vestiti, cui si dovette in seguito l’evoluzione di prospere civiltà. Anche l’orzo rivestiva un’importanza enorme, tanto che verso il 2500 a.C. i sumeri lo consideravano un valore di riferimento per le transazioni contabili.

Inizialmente, l’uomo raccoglieva e conservava per la semina successiva i semi più grossi, quelli che si sgranavano meglio e che consentivano la produzione di piante più grandi, perciò più competitive nei confronti delle infestanti. Per millenni, la produzione di cereali è proseguita senza grossi cambiamenti, la farina è stata macinata a pietra e il pane è stato prodotto con la pasta madre. Poi, a partire dal XIX secolo, sono subentrati dei cambiamenti che hanno rivoluzionato la produzione di cereali e la lavorazione della farina.

Le tappe dei cambiamenti
Nella seconda metà del XIX secolo ebbe inizio la raffinazione dei cereali, con la produzione di farine che si mantengono più a lungo e si lavorano meglio. Infatti le farine integrali, a causa del contenuto di grassi e altri nutrienti, si conservano al massimo per sei mesi, dopodiché cominciano a degradarsi. Invece la farina bianca si conserva per anni ma è un prodotto morto, privo di qualsiasi nutriente (fuorché gli amidi), tanto da essere stata paragonata al cemento in polvere.
Questa nuova macinazione si è imposta comunque solo gradualmente, nel ’900, quando le tappe dell’evoluzione dei cereali sono state bruciate. Negli anni ’20 sono iniziate le prime moderne selezioni allo scopo di ottenere varietà più produttive, che richiedevano però maggiori dosi di composti azotati e quindi di acqua: questo ha creato un ambiente più favorevole per le malattie e la necessità di usare fitofarmaci...

La versione completa dell'articolo "Celiachia: colpa
delle nuove varietà?" di Giuliana Lomazzi è disponibile
sul numero di Giugno di Terra Nuova.

7 pamela, 29/07/08 00:01

Ciao Raggio Verde. Non ho pensato di mettere in dubbio la dichiarazione del Prof. Pecchiai, perché lo conosco di fama per altre cose e in passato ho cercato, invano perché vecchiotto, un suo libro. Per quanto mi riguarda, se finora ho evitato accuratamente il seitan e le farine integrali, farò un grosso ordine di muscolo di grano, per la fiducia che ho in questo medico.

Spero che il muscolo di grano sia studiato da altri medici e strutture. Immagino ci siano delle procedure, dei tempi tecnici, degli esami di laboratorio da fare, prima che un prodotto nuovo sia inserito nella lista di cibi adatti ai celiaci. Bisognerebbe sapere se inseriscono anche cibi che non hanno una rete di distribuzione diffusa, prodotti in modo artigianale.
Aspetto altre informazioni, se riesci ad averle.

Io mangio raramente kamut, perché non mi piace e non mi sembra così innocuo per me. Cerco di alternare grano non integrale a riso e mais.

Table, ma che stravecchio, a 10 anni un gatto è un giovanotto!
La mia ne ha 15 e se li porta bene, sembra una ragattina. Si chiama Paolina ed è fifona e diffidente, però con me dolcissima e prodiga di fusa.

Ciao a tutti

pamela

8 Raggio_verde, 29/07/08 14:00

ciao Pamela,

io non conosco questo medico, ma ti ringrazio per la segnalazione.
Non so quali siano i criteri di inserimento dei cibi nei prontuari, certo è che se questo alimento verrà inserito i celiaci avranno di che gioire, perché il muscolo di grano è ottimo.

Ne parlo domani con la mia amica celiaca e cerchiamo di capire insieme la faccenda. si potrebbe chiedere anche alla Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (un mio amico conosce personalmente Luciana Baroni).

Grazie ancora, a presto

Vale

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