Questione materie prime

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1 Jei, 27/03/18 20:02

Ciao.
Vorrei sapere di più sulla questione dei test sulle materie prime dei cosmetici.
Quando domando riguardo qualche azienda capita che mi venga risposto che "non aderiscono ad uno standard in quanto ritenuto ormai inutile. Questo perché in Europa non solo sono vietati i test sugli animali sul prodotto finito, ma anche sulle materie prima".
A quanto ho capito non si possono immettere nel mercato UE prodotti contenenti materie prime testate su animali.
Quello che cambia è che le ditte non aderenti allo standard possono fare test fuori Europa....però comunque per prodotti non commercializzabili in Europa.
Ho capito bene?
Diciamo che se io sapessi per certo che una tale ditta vende esclusivamente in UE, saprei per certo che non fa ne commissiona test su animali ne su prodotto finito ne su materie prime....indipendentemente dalla presenza allo standard (sto parlando per ipotesi,non perché voglia dire che lo standard non conta).
Chiedo per cercare di comprendere bene, anche per saper cosa rispondere quando mi danno quella risposta .
Grazie

2 Andrea, 27/03/18 21:22

Jei ha scritto:
Quando domando riguardo qualche azienda capita che mi venga risposto che "non aderiscono ad uno standard in quanto ritenuto ormai inutile. Questo perché in Europa non solo sono vietati i test sugli animali sul prodotto finito, ma anche sulle materie prima".

Purtroppo non è così. La risposta da dare a queste aziende o a chi le difende è questa:

Nel 2013 non sono stati vietati tutti i test sugli animali sulle materie prime, solo su quelle materie prime che sono state create appositamente per essere usate nei cosmetici. Se una materia prima viene realizzata per altri scopi (additivo alimentare, componente di una vernice, ecc. ecc. ) allora può essere testata su animali e poi usata anche nei cosmetici. Infatti non è che i cosmetici sono fatti solo con materie prime create appositamente per essi, si possono usare tutti gli ingredienti, anche quelli realizzati per altri scopi.

Si può procedere con l'auto-certificazione gratuita: non ci sono costi quindi se l'azienda è veramente cruelty-free non dovrebbe avere alcun problema a dimostrarlo a costo zero:
http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free.html

Per approfondire la normativa:
https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1360

3 Jei, 28/03/18 10:10

Grazie della risposta.
Ho letto l'articolo.
Ho una domanda...se una sostanza viene testata per altri scopi, per esempio per usi alimentari, può essere inserita in un cosmetico venduto in UE.
Fin qui ok (nel senso che ho capito non che sia veramente ok!).
Ma non può essere l'azienda cosmetica a gestire in alcun modo o a commissionare tale test? Giusto? Può solo usare ingredienti testati x altri scopi da altre ditte. O no?
Mi spiego: può una ditta cosmetica commissionare un test su animali per una sostanza, ma farlo passare per un test "a scopo alimentare" o ad altro scopo che non sia cosmetico?
Perchè se così fosse i modi di aggirare il regolamento sarebbero molti.

4 Andrea, 28/03/18 10:29

Non credo che la farebbero franca. se un produttore di cosmetici chiede l'introduzione di un nuovo ingrediente per uso alimentare e poi lo usa nei cosmetici è ovvio che stia imbrogliando.

Comunque le aziende di cosmetici, a parte i soliti colossi USA tipo P&G, non hanno il minimo interesse a commissionare tali test. Quello che viene chiesto loro è di scegliere ingredienti che non causino test su animali. Alcune accettano e aderiscono allo standard. La maggior parte invece preferisce poter usare tutti gli ingredienti esistenti.

5 Jei, 28/03/18 12:23

.. c'è però una cosa che non capisco. Alla luce di tutto ciò, in che modo acquistare cosmetici non aderenti allo standard alimenta i test sugli animali?
Se una ditta usa sostanze che sono state testate per altri scopi sta alimentando tale pratica? I suddetti test non sarebbero stati comunque fatti, con la stessa frequenza? Se anche tutte le ditte cosmetiche rifiutassero tutte le sostanze testate ad altri scopi ed aderissero allo standard....in che modo questo influenzerebbe i test tenuti da altre ditte x finalità non cosmetiche?

Lo chiedi proprio perché non capisco... mi pare chiaro che per vedere una differenza dovrebbe proprio cambiare la legge anche x test a scopo non cosmetico.

6 Marina, 28/03/18 15:20

Jei ha scritto:
.. c'è però una cosa che non capisco. Alla luce di tutto ciò, in che modo acquistare cosmetici non aderenti allo standard alimenta i test sugli animali?

Ci sono 2 osservazioni preliminari da fare e spero di riuscire a spiegarmi bene, perché non è semplice:

1. non è questione di alimentare i test su animali, non lo era nemmeno prima, quanto piuttosto di fare in modo che l'industria modifichi le sue procedure e non usi più animali nei test. Non è come per l'acquisto di ingredienti non vegan, che meno se ne acquistano, meno animali muoiono. Nel caso dei test, questi sono fatti una volta sola, quindi non è che si uccidono più animali se se ne comprano di più (o meno animali se se ne comprano di meno), ma quello che si deve fare è invece un'opera di boicottaggio affinché quei test non si facciano punto e basta, e cambino le leggi e le procedure dell'industria (che poi vanno di pari passo, perchè certo che l'industria deve rispettare le leggi, ma è anche vero che influenza il legislatore affinché le leggi siano fatte in un certo modo).

2. E' anche una questione di premiare le aziende che, mettendosi dalla parte del cruelty free, hanno fatto sì che le cose cambiassero, in questa battaglia che è durata oltre 20 anni. Un'azienda che non ha mai fatto nulla per essere cruelty free e che ora si fregia di esserlo perché adesso la legge impone così, beh, i suoi prodotti se li può tenere.

Detto questo, la risposta a questa domanda:

Jei ha scritto:
Se una ditta usa sostanze che sono state testate per altri scopi sta alimentando tale pratica? I suddetti test non sarebbero stati comunque fatti, con la stessa frequenza? Se anche tutte le ditte cosmetiche rifiutassero tutte le sostanze testate ad altri scopi ed aderissero allo standard....in che modo questo influenzerebbe i test tenuti da altre ditte x finalità non cosmetiche?

è:
Se le aziende cosmetiche rifiutassero di usare ingredienti testati su animali (qualsiasi sia il motivo dei test), le industrie produttrici degli ingredienti perderebbero una fetta di mercato e quindi sarebbe nel loro interesse modificare le proprie procedure per vendere di più e sarebbe anche un messaggio "politico" al legislatore affinché cambino le leggi.
Ora, io non conosco le percentuali di ingredienti non specifici per cosmetici usate nella cosmesi, né so la percentuale sul totale delle vendite dei produttori all'industria della cosmesi per ingredienti usati anche in altri settori, ma di certo non sono percentuali marginali o basse.

Come dicevo prima, lo scopo è quello di far cambiare le procedure e la normativa, e quindi più rifiutiamo ingredienti testati e più spingiamo in questo senso. Certo, si potrebbe anche dire "Eh, ma cosa vuoi che faccia mai un po' di boicottaggio...?". Ma questo allora si sarebbe potuto dire anche per la battaglia precedente, e sarebbe stato un errore, visti i risultati positivi ottenuti.

Per cui, per tutti questi motivi, è bene continuare a scegliere i cosmetici che aderiscono allo Standard, anche se adesso la battaglia per il "pezzo" che rimane sembra ancora più ardua di prima.

E non dimentichiamo i detersivi: quelli continuano ad avere ingredienti testati, quindi anche in questo caso vanno scelte le marche aderenti allo Standard.

7 Jei, 28/03/18 16:15

ora ho tutto chiaro... è una questione di boicottaggio.
Per cui non è che posso rispondere alle ditte che non aderiscono allo standard che alimentano i test su animali, perché di fatto non è così. Posso rispondere che potrebbero, con un comportamento diverso, collaborare ad arginare il fenomeno.
Grazie.

8 Marina, 28/03/18 16:39

Jei ha scritto:
Per cui non è che posso rispondere alle ditte che non aderiscono allo standard che alimentano i test su animali, perché di fatto non è così. Posso rispondere che potrebbero, con un comportamento diverso, collaborare ad arginare il fenomeno.

No, non è esatto.
Quello che valeva prima del 2013 vale anche adesso, non c'è nessuna differenza di sostanza, è che ora il boicottaggio è più difficile perché una parte dei test sono già stati eliminati. La risposta è esattamente come prima: acquistando ingredienti sottoposti a test su animali (che siano per uso cosmetico o no non importa) le aziende cosmetiche alimentano la vivisezione, perché utilizzando nuovi ingredienti che per essere prodotti richiedono test su animali.

Forse non ti è chiaro in cosa consiste lo Standard: c'è una cut-off-date, una data oltre la quale le aziende cosmetiche non possono acquistare nuovi ingredienti. Voglio dire: se un'azienda afferma "Io uso ingredienti prodotti fino al 2005", per esempio "e mi impegno a non acquistarne altri che siano stati messi in commercio dopo", tu sai che non sta incrementando la vivisezione, perché ogni ingrediente nuovo viene testato (se non è un ingrediente specifico per la cosmesi, mentre prima era testato anche se specifico per la cosmesi). Quindi, lo Standard con la cut-off-date è l'unico che può assicurare che quell'azienda non incrementa la vivisezione, adesso come prima del 2013.

Quando dicevo "non è questione di alimentare i test su animali", mi riferivo a noi consumatori, per il fatto che i test sono fatti una sola volta, il numero di animali uccisi non è proporzionale a quanto si consuma.
Siamo noi consumatori che dobbiamo boicottare, quello delle aziende non è un boicottaggio, è una scelta di mercato che fanno.

Insomma: le stesse ragioni di prima del 2013 valgono anche ora, è solo più difficile ottenere il risultato che vogliamo, perché altri settori sono coinvolti, non solo quello della cosmesi.

9 Andrea, 28/03/18 16:55

Oltre a quanto scritto da Marina..

Jei ha scritto:
Se una ditta usa sostanze che sono state testate per altri scopi sta alimentando tale pratica?

Sì. perché:
- più ditte comprano nuovi ingredienti che vengono testati più ne vengono messi in commercio
- più aziende di cosmetici aderiscono allo standard più clienti perde chi fa test su animali

Vale poi un ragionamento generale. Queste aziende stanno mentendo in modo spudorato dal 2013 facendo credere ai consumatori che TUTTI i test su animali per gli ingredienti presenti nei cosmetici siano proibiti, cosa non è vera. Se avessero valide motivazioni per non aderire perché ricorrere all'inganno? E' per colpa di queste aziende se ci sono voluti 20 anni per il risultato del 2013 ed ora continuano ostacolando anche futuri eventuali passi.

Questo lo fanno non solo non aderendo allo standard, ma - molto peggio - facendo credere alla gente che non serve e rendendo ogni miglioramento infinitamente più difficile. E' gravissimo quello che fanno, peggio rispetto al semplice fregarsene dei test su animali perché spingono quelle poche persone che vorrebbero evitare di contribuire alla vivisezione vivisezione a comprare prodotti che invece lo fanno.

10 Jei, 28/03/18 17:16

ho capito. Grazie

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!