Prodotti COOP ; pagina 3

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31 pluto_1973, 22/01/09 14:47

Lush morbidone al cocco :):)

usare per credere!

ciao

Dan

32 Suffi, 22/01/09 16:24

Erika100 ha scritto:
Suffi ha scritto:
Sto usando uno shampoo solido che, passato
solo una volta sulla cute, fa tantissima schiuma e lascia i > capelli super-morbidi.

Davvero??
Io uso quello rosso alla cannella, e di schiuma non ne fa per niente! Forse è per questo che a volte non lo sciaquo bene, e i capelli mi restano pesanti... anzi, proprio impataccati!

Quello che uso io si chiama Ultimate shine, io mi trovo benissimo; ho provato anche il Morbidone al cocco suggerito da Pluto e non è male pure quello :)

33 pier, 27/01/09 00:31

sinceramente io mi chiedo come si sia potuto certificare la linea coop, non voglio aprire una polemica, sia chiaro, non dubito che i prodotti coop rispettino ogni criterio della certificazione icea/lav, ma a questo punto non vale la pena interrogarsi sul significato stesso di cruelty free e di quali caratteristiche deve avere un prodotto per essere chiamato tale? davvero ci accontentiamo di una cut-off date? magari targata 2008, ma anche fosse di 20 anni fa, permettiamo di chiamare cruelty free prodotti contenenti l'80% di chimico? inquinare fiume e mari, uccidere ecosistemi vegetali e animali è o no cruelty? permettere di vendere prodotti con packaging inquinante e spesso non riciclabile che andrà ad aggiungere altro materia non decomponibile alla terra è o no cruelty?

Non voglio aprire l'ennesima polemica riguardo ai prodotti non testati, nè sminuire il lavoro che andrea marina e altre persone hanno fatto con VIVO, ma mi chiedo, e mi piacerebbe che tra i mille insulti, frasi inutili dehihihoho e altre, inviti al consumo di carne, si potesse usare lo spazio di questo forum per una sana discussione di quale sia il limite a cui si può etichettare un prodotto come cruelty free, sia chiaro non voglio proporre un ennesimo inutile bollino, ma solo capire se sono o meno il solo che crede che una cut off date, così da sola, sia davvero poca, poca cosa, seppur benvenuta.

34 Andrea, 27/01/09 09:13

pier ha scritto:
sinceramente io mi chiedo come si sia potuto certificare la linea coop, non voglio aprire una polemica, sia chiaro, non dubito che i prodotti coop rispettino ogni criterio della certificazione icea/lav, ma a questo punto non vale la pena interrogarsi sul significato stesso di cruelty free e di quali caratteristiche deve avere un prodotto per essere chiamato tale?

Il termine cruelty-free è poco felice ma lo standard comunque è chiaro e riguarda solo la vivisezione. Il discorso impatto ambientale, comercio equo ecc. esulano da questa (auto)certificazione.

E' come dire che un cibo è 100% vegetale: è una cos necessaria ma non sufficente, se il prodotto atrraversa mezzo mondo, con involucri in plastica, magari contiene cacao prodotto con mano d'opera minorile non sarà il massimo.

Sull'impatto ambientale comuqnue è un problema, tutti i chimici interrogati in proposito hanno detto che quasi tutti i dati di questo tipo sono assolutamente inattendibili in quanto frutto di ricerche su animali. Quindi magari è chiaro che un certo prodotto sia molto inquinante, o che un altro lo sia pochissimo, ma per la maggior parte è quasi impossibile dare una stima quantitativa.

35 pier, 27/01/09 09:29

Andrea ha scritto:
Il termine cruelty-free è poco felice ma lo standard comunque è chiaro e riguarda solo la vivisezione. Il discorso impatto ambientale, comercio equo ecc. esulano da questa (auto)certificazione.

E' come dire che un cibo è 100% vegetale: è una cos necessaria ma non sufficente, se il prodotto atrraversa mezzo mondo, con involucri in plastica, magari contiene cacao prodotto con mano d'opera minorile non sarà il massimo.

si, il problema è che sia per quanto riguarda il cibo, ma ancor di più per quanto riguarda i cosmetici, visto che qui c'è proprio una lista dei buoni con tanto di marchietto, questo concetto non è così chiaro a tutti, proprio per questo ponevo l'interrogativo, se non sia ora di guardare un po' oltre e associare al termine cruelty free significati che vanno un po' oltre la cut off date.

è un discorso che indubbiamente non riguarda solo i cosmetici, riguarda tantissimi aspetti dei nostri consumi, a partire dal concetto stesso di "consumo", forse come movimento dovremmo impegnarci un po' di più a insegnare il non consumo in luogo del consumo cruelty free, non è così scontato, almeno secondo me, ribadire alla gente concetti come: "non comprarlo, non ti serve", spesso ci prodighiamo anche qui sul forum a consigliare acquisti di prodotti vegan, mentre forse si potrebbe spesso consigliare di evitare semplicemente l'acquisto, di cose che magari non si ha alcun bisogno reale (ovvero il 90% dei normali
acquisti).

Faccio un esempio questa sezione si chiama "Cosmetici e abbigliamento Cruelty-Free, autoproduzione" a parte la sola stoica pamela quasi nessuno si è prodigato a parlare dell'ultima voce, mentre spesso si legge di cremine etc diciamo quantomeno non fondamentali, cerchiamo, per quanto possibile di riappropriarci di una parola come "decrescita" che oggi va meno di moda di qualche anno fa, ma forse mai come in un periodo di recessione andrebbe propagandata.

ok ho finito la mia monetina di rame con su la mole antonelliana.

36 Marina, 27/01/09 09:47

C'e' anche da dire che qui si cerca di dare info sulla scelta vegan e non su tutto lo scibile della sostenibilita'.... penso che queste info si trovino anche in molti altri posti, in tutti i siti ecologisti, mentre info oneste sul veganismo e i test su animali non e' che se ne trovino tante.

Poi per carita', ben vengano consigli sull'autoproduzione, abbiamo aggiunto apposta anche questo tema al forum, quindi chi ha da dire qualcosa sull'argomento, oltre che pamela che e' bravissima :-) dica!

Poi credo sia abbastanza ovvio che il non-consumo di un sacco di cose non necessarie e super-imballate sia meglio di qualsiasi riciclo si possa fare, non credo siano necessari molti ragionamenti su questo.

Ma va benissimo parlarne, senza dubbio.

Ciao,
Marina

37 Andrea, 27/01/09 11:35

Lo standard cruelty-free è importante perché le informazioni che racchiude non sono di facile accesso. Mentre chiunque può discutere su un forum di impatto ambientale, contenitori in plastica ecc. conoscere le date di messa in commercio di tutti gli ingredienti richiede una formalizzazione.

Per quanto riguarda il discorso riduzione dei consumi e autoproduzione è importante ma, dati alla mano, impatta molto meno della scelta vegan.

Cioé, se mangiare carne ha impatto 1000 (metto numeri indicativi solo per rendere l'idea, e trascuro per un attimo l'uccisione degli animali), mangiare seitan venduto in confezioni di plastica ha impatto 1 e mangiare seitan autoprodotto ha impatto 0,1. Noi ci dedichiamo soprattutto a portare la gente dal 1000 al 1, il rimanente passo se qualcuno ha consigli per farlo ben venga.

Sul discorso autoproduzione, è stato aggiunto sperando che il nominarlo esplicitamente nella descrizione porti più persone a parlarne. Io onestamente non ne ho mai saputo niente, quindi non potrei dare alcun contributo.

38 Nefertari74, 27/01/09 12:18

A proposito di impatto (anche se forse e' un po' OT), qualcuno sa quanti litri d'acqua sono necessari per produrre un chilo di seitan?

39 Lucik, 27/01/09 12:27

Dal punto di vista idrico circa un centimillesimo di impatto rispetto al mangiarsi una bistecca.

40 Nefertari74, 27/01/09 12:31

Avrei bisogno proprio del dato per una ricerca di mia nipote

41 Kalpoternit, 27/01/09 12:34

http://www.veganitalia.com/modules/news/article.php?storyid=1109

42 Lucik, 27/01/09 12:39

Ecco. 10 litri.

43 pluto_1973, 27/01/09 12:39

si ma anche li.....come se il seitan fosse fondamentale per la sopravvivenza di un vegano oppure nn fosse possibile senza seitan mangiare piatti gustosi e nutrienti.

ciao

Dan

44 valepi, 27/01/09 13:01

pluto_1973 ha scritto:
si ma anche li.....come se il seitan fosse fondamentale per la sopravvivenza di un vegano oppure nn fosse possibile senza seitan mangiare piatti gustosi e nutrienti.

Eh vabbè ragazzi..
E' vero, il seitan non è indispensabile, io non lo mangio (non mi piace molto) e per le proteine preferisco legumi, cereali integrali e frutta secca.
Però se di tanto in tanto una persona vuole farsi un pò di seitan non vedo cosa ci sia di male. (non dico che tutte le settimane deve farsi il seitan, ma se lo facesse una volta ogni due-tre mesi, non credo sia un danno irreparabile). Certo, sempre evitando gli sprechi, ma ogni tanto si può anche variare la dieta, no?
Per esempio a me capita di mangiare i salsiciotti di tofu, ma ovviamente la mia dieta si basa su alimenti più naturali (a parte il cioccolato;-)).

45 Kalpoternit, 27/01/09 13:05

... per una ricerca di mia nipote

...dèjà vu..

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!