l' hennè è vegan?; pagina 2
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yaeles,
6/11/13 15:23
buongiorno, mi chiamo Alessandra e visto che vorrei cominciare a tingere i capelli con henne mi sto informando sulla questione cruelty free. mi chiedo come è possibile che l'henne sia stato testato su animali quando marche di tinture bio (tipo logona) che contengono henne siano certificate cruelty free?
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yaeles,
6/11/13 15:39
questa informazione l'ho trovata navigando con google::" Henna : il colorante “naturale” sicuramente testato su animali ".
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Andrea,
6/11/13 16:02
Tutto viene testato su animali, troverai esperimenti su acqua (esatto, normalissima acqua), sale, zucchero, ecc. ecc. Ma non c'è nessuna relazione tra il nostro utilizzo di questi prodotti e il fatto che altri li testino.
Evitare tutto ciò su cui qualche vivisettore malato ha fatto test è impossibile e inutile.
Per intenderci, non è che non compriamo i coltelli perché qualcuno li usa per uccidere; non è che se noi li compriamo per tagliare il pane allora incrementiamo il numero di uccisioni da coltello, sono cose indipendenti. Così non è che se compriamo l'acqua, o l'hennè incrementiamo il numero di esperimenti su animali, sono rpodtti che già si usano.
Per cosmetici, farmaci, prodotti per la casa c'è tutta una serie di test in più, e possiamo evitare di contribuirvi. In questo caso i test vengono fatti per la messa in commercio e se compriamo questi prodotti li incentiviamo. Il fatto che li compriamo e gli esperimenti non sono indipendenti: gli esperimenti servono a poterceli vendere, questa è la differenza.
Con una veloce ricerca su google credo di aver trovato il sito di cui parli e se non lo confondo con un altro me l'hanno segnalato più volte per articoli di odio nei confronti del cruelty-free (non parlo di chi è contro la vivisezione e attacca le tante diciture ingannatrici, ma di odio per chi cerca di non contribuire alla vivisezione) quindi non mi stupisce un articolo del genere.
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yaeles,
7/11/13 09:58
Grazie per la risposta, ma non ho capito bene: tu dici che i prodotti tra virgolette cruelty free come in questo caso ad esempio l'henne di cui stiamo parlando nn incentivano la vivisezione perchè già li usiamo. cosa vuol dire ? io credo che quando si parla di un qualsiasi prodotto esistente o no, ogni nuovo lotto o stock va testato (cruelty o no cruelty), magari mi sbaglio, scusa l'ignoranza in materia!!!!!
ho scritto a vivo-consumo consapevole per avere un chiarimento ma nn mi hanno ancora scritto....
Mi hai anche detto , sempre se nn ho capito male che questo sito dove ho trovato questa informazione nn è attendibile e addirittura è contro la filosofia cruelty-free, ma se fosse così a che scopo direbbe questa notizia??!!
Ho scritto anche a loro e mi hanno risposto che è provato che l'henne è sperimentato su animalie che le liste nn sono attendibili ma le varie marche si nascondono dietro dichiarazioni a doppio senso.
La mia replica è stat che queste ditte, tra cui ad es. Logona che produce henne compaiono nelle liste di vivo che hanno certificazioni ICEA PER lAV quindi nn ci capisco veramente più niente!
Grazie s evorrai rispondermi.
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yaeles,
7/11/13 10:44
in quel sito ho trovato documenti ufficiali: OPINIONE DEL COMITATO SCIENTIFICO EUROPEA PER I PRODOTTI COSMETICI SULL'UTILIZZO DELL'HENNA NELLE TINTURE PER CAPELLI , SULL'INDIGO E LAWSONE.
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Marina,
7/11/13 13:30
Allora, yaeles, cerco di fare il riepilogo per punti della situazione, in modo da chiarirti le idee:
- per prima cosa, siti come quello che citi, o anche vari altri, tipo Promiseland e VeganOK, fanno disinformazione assoluta e ostacolano la battaglia contro la vivisezione, in quanto fanno credere che il cruelty-free non esiste, sia una bufala. Invece e' proprio grazie alla battaglia per il cruelty-free nei cosmetici che si e' riusciti a ottenere la direttiva europea che vieta i test su animali in questo settore. Percio' quando leggi affermazioni del genere devi ignorarle: di solito si basano su ignoranza o su interesse commerciale (vendere i propri prodotti o quelli che vengono sponsorizzati anziche' quelli veramente cruelty free).
- tutte le sostenze usate in un cosmetico venivano in passato testate su animali, e proprio per questo serve lo Standard cruelty-free, perche' le aziende che vi aderiscono si impegnano a non usare ingredienti testati su animali dopo una certa data. Non possono impegnarsi a usare ingredienti MAI testati su animali, perche' non ne esistono, ma possono impegnarsi a non comprarne piu' di nuovi, questo significa "non incrementare la vivisezione", come diceva Andrea. Quindi se tu compri da una ditta X che si e' impagnata con una cut-off-date (e' la data di cui parlavo prima), sai che quella rimane fissa e che non verranno fatti test su animali per tutti i prodotti futuri:
Leggi per favore questa pagina, all'inizio, e' spiegat meglio:
http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/standard_internazionale.html - proprio perche' i test su animali si fanno su ogni cosa e' importante comprare solo marche cruelty free, per non incentivare la vivisezione; con quelle vai sul sicuro, di qualsiasi prodotto o ingrediente si parli.
- invece NON e' vero che ogni lotto di prodotto viene testato: viene testato un dato ingrediente quando viene usat per la prima volta, non e' che ogni singolo lotto di produzione venga ritestato. Questo obbligo non c'e' nemmeno per i farmaci. E' un obbligo che esiste solo per i vaccini.
- quei pareri di quella commissione europea su una data pianta di henne' si riferiscono ad anni passati. In quello del 2013 si spiega che la Francia ha richiesto una deroga alla direttiva del 2013 per poter fare ancora test su animali e le e' stato risposto di NO.
- e' vero che esistono varie liste cruelty-free di fantasia, e questo e' un grosso problema. Ma se fai riferimento a quella di VIVO e a quella della BUAV non ci sono problemi e vai sul sicuro.
Ciao,
Marina
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Andrea,
7/11/13 14:51
Comunque ho visto quella pagina.. questo dice che quando scrivono che un prodotto non è testato su animali ti prendono in giro perché è chiaro che se una sostanza è sullo scaffale davanti a te non può essere in un laboratorio.
Sembra una barzelletta.. è chiaro che non si sta dicendo che quel particolare esemplare che hai in mano non è stato testato (il che è ovvio) ma che non si sono fatti test per quel tipo di prodotto.
Poi dice che i test possono non essere fatti dall'azienda ma commissionati a terzi. Questo è falso, lo standard lo proibisce.
Poi dice che il divieto di test di alcuni mesi fa dimostra che il cruelty-free sia sempre stato una bufala il che non ha nessun senso. Al contrario, il divieto è stato ottenuto anche grazie al cruelty-free.
Evita poi accuratamente di dire che il divieto in questione non comprende tutti gli ingredienti dei cosmetici, ma solo gli ingredienti sviluppati apposta per i cosmetici. Ma se un ingrediente viene sviluppato per uso generico e usato anche per i cosmetici non rientra nel divieto.
Parla di interessi economici quando la lista da te segnalata è gestita da volontari che avrebbero di meglio da fare nella vita che controllare pacchi di documentazione delle
aziende.
Come dicevo: è un sito contro il vero cruelty-free che prende alcune critiche che è giusto fare ai truffatori che su queste cose ci marciano, ma che lui estende al vero cruelty-free.
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yaeles,
7/11/13 18:56
Grazie Marina e grazie Andrea, comincio ad intravedere una luce e risposte alle mie domande!
In realtà ho visto che il sito in questione (*****)
e chi mi ha risposto, il Sig. ***** opera
nell'ambito della cosmesi, quindi potrebbero esserci degli interessi diversi da quelli etici nel divulgare una data notizia. Quello che mi aveva spiazzato e' stato, leggendo tutto il faldone di pdf allegato come supporto a quella tesi e redatto dal comitato scientifico SCCP, che nonostante io abbia ben visto che le sperimentazioni su animali siano state fatte negli anni'80 e'90, le conclusioni sono che non si puo' attestare la non tossicita' e mutagenicita' dell' henne e indigo e per tanto necessitano altre sperimentazioni.
scusatemi per la mia disinformazione e scetticismo, ma mi sto avvicinando da poco a questo mondo e voglio capire bene per poter fare le scelte giuste.
comunque siete stati tutte e due molto gentili, chiari e disponibili, e quello che mi avete scritto mi sembra logico e attendibile. Grazie ancora e buona serata.
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yaeles,
8/11/13 10:02
visto che siete così disponibili e gentili mi azzardo a fare qualche altra domanda: ho trovato su forumetici che la certificazione migliore è quella icea per lav (anche se nn riesco a scricare da nessuna parte la lista delle ditte certificata icea per lav).
La lista di vivo consumoconsapevole sarebbe un pò meno attendibile xchè comprende anche ditte autocertificate. infine la certificazione BDIH è l'equivalente della certificazione italiana ma ancora più severa.volevo sapere se secondo voi è tutto correttoe come mai per esempio la marca di henne khadi pur avendo la certificazione BDIH non compare nelle liste delle ditte cruelty free?
vi ringrazio anticipatamente per i chiarimenti che spero vogliate continuare a darmi e mi scuso per la mia pedanteria....... :)
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Andrea,
8/11/13 11:17
yaeles ha scritto:
La lista di vivo consumoconsapevole sarebbe un pò meno attendibile xchè comprende anche ditte autocertificate.
Non è meno attendibile, perché dice quali sono certificate e quali auto-certificate quindi dà semplicemente più informazioni. Se a uno non basta l'auto-certificazione basta che scelga solo le ditte certificate. Inoltre dà molti aiuti per individuare gli ingredienti animali ed evitarli. Infine, cosa non trascurabile, è possibile trovarla, mentre quella della LAV è una delle 10 pagine più difficile da trovare della storia di internet, tutti sanno che esiste ma si arrendono dopo aver perso ore a cercarla.
infine la certificazione BDIH è l'equivalente della certificazione italiana ma ancora più severa.
volevo sapere
se secondo voi è tutto correttoe come mai per esempio la marca di henne khadi pur avendo la certificazione BDIH non compare nelle liste delle ditte cruelty free?
Purtroppo BDIH non dice niente sulla sperimentazione animale, se ne parla qui:
https://www.veganhome.it/forum/cosmetici-abbigliamento/bidh/Comunque la lista consumo consapevole è per le ditte italiane, per quelle straniere rimanda al sito GoCrueltyFree:
http://gocrueltyfree.org/search?product-type=cosmetics&country=231basta che inserisci il nome sotto la scritta che si trova a destra:
"Is your favourite brand cruelty free? Enter brand name:"
Solo alcune ditte straniere molto diffuse sono state incluse nella lista di consumo consapevole, metterle tutte sarebbe un lavoro enorme.
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yaeles,
8/11/13 11:49
grazie!!!!
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yaeles,
12/11/13 16:47
Ciao, avrei una domanda: ho trovato in rete che l'unico simbolo valido per attestare il cruelty free e'il coniglietto con le due stelline, allora come mai ho trovato una marca (italiana) che riporta tale simbolo sull'etichetta dei suoi prodotti ma questa marca nn compare nell'elenco di vivo?
Grazie!
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Andrea,
12/11/13 17:01
Se il logo è proprio questo:
https://www.veganhome.it/cosmetici-cruelty-free/dicci di che marca si tratta.
Può essere una ditta che è appena diventata cruelty-free e ancora non è in elenco oppure una che lo utilizza senza autorizzazione, ce ne sono alcune che lo fanno.
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Marina,
12/11/13 21:34
Oppure ci sono dei casi in cui il produttore originario è certificato cruelty free, ma il prodotto viene diffuso con un altro nome (quello del committente). Sono i casi più complicati, perché si deve risalire la catena fino ad arrivare al produttore reale.
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AndreaIris,
13/11/13 15:23
In questo periodo poi c'è un'azienda che, a quanto dice la LAV, ha iniziato a mettere il logo in etichetta prima che l'iter di adesione fosse completo, quindi per ora non è ancora ufficialemtne nelle liste, ma le confezioni riportano già il logo..