fare profumi

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1 pamela, 16/02/14 21:57

Ancora non ne so abbastanza, ma voglio cominciare a dirvi questa cosa. Noi vegan non usiamo profumi, quelli delle case cosmetiche. Studiando l'argomento ho appreso che in genere i profumi non sono fatti con oli essenziali o altre cose di origine vegetale, ma spesso dentro ci sono materie sintetiche, oltreché derivati animali.
Avevo iniziato a studiare il modo casalingo di fare oli essenziali (distillazione in corrente di vapore) ma, mentre mi accorgevo che non è conveniente economicamente rispetto all'acquisto dell'o.e., a meno che non si abbiano le piante dal proprio giardino o campo in grande quantità, scoprivo che in passato si usavano altri metodi per estrarre l'essenza, metodi che ancora sono in uso per le resine, cortecce e legno.
Da qualche giorno ho in preparazione un'estrazione di incenso. Ho comprato l'incenso in grani, l'ho frullato e ho aggiunto uguale quantità di alcol. Io ho usato l'alcol per fare liquori, ma da qualche parte ho letto che è meglio la gradazione alcolica della vodka. Non so quale tra i due costi meno. Credo di essere in tempo ad aggiungere acqua, se necessario, per abbassare la gradazione. Scuoto il vaso almeno un paio di volte al giorno e vedo che già l'alcol è diventato torbido. Volendo, alla fine dell'estrazione, posso scoprire il vaso, mettendo sopra una garza per evitare che entrino impurità e polvere, e far evaporare l'alcol e l'eventuale acqua, ottenendo una sostanza profumata. Faccio questa preparazione dell'incenso, invece di bruciarlo, perché respirare i fumi della combustione fa male a me e alla mia gatta, quindi preferisco mettere qualche goccia dell'estratto nelle vaschette dei caloriferi e inoltre lo userò come componente di profumi.
Ci sarebbe anche un altro metodo per i petali di fiori molto delicati: l'immersione in olio. Non credo che la farò mai, perchè non avrei il coraggio di distruggere dei fiori belli come le rose. Poi ne servirebbero quantità industriali. L'immersione in olio può essere usata anche per le erbe, ma l'ho scartata perché il preparato ha la durata dell'olio, quindi molto più breve di quella di un'estrazione in alcol. Già ho un oleolito di calendula, che ho usato pochissimo, irrancidito, di cui non oso fare alcun uso.
Oggi volevo fare la distillazione in corrente di vapore della lavanda. Per la procedura più rudimentale, che pare garantisca solo un idrolato, ma se si è fortunati anche pochissimo olio essenziale, serve una grande pentola e altre attrezzature di cucina. Ho escluso a priori la cuscussiera,l'attrezzo ideale,ma che non ho mai usato, perché comprata in un moto di entusiasmo, senza considerare che è in alluminio. Fiduciosa nel mio corredo di pentole e affini, ieri avevo messo a bagno la lavanda secca, per poi scoprire che non andavano bene le misure, il vapore non circolava. Non sapevo cosa fare di questa lavanda bagnata, ma per fortuna ho trovato una ricetta risolutiva, che ha evitato alla lavanda la via del compost. L'ho bollita, la ricetta diceva mezz'ora, ma io non ho resistito tanto, il profumo di lavanda era troppo forte, avrà bollito un quarto d'ora. D'altra parte la ricetta non diceva di metterla a bagno preventivamente, quindi penso di essere in pareggio. Adesso la filtrerò con un filtro per caffè, estrarrò tutto l'estraibile con uno schiacciapatate e al liquido ottenuto aggiungerò uguale quantità di alcol per liquori. Link della ricetta:
http://aromaterapia.livejournal.com/

Ciao

pamela

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