Autocostruzione case e arredi
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pamela,
11/01/09 16:39
Da parecchio tempo meditavo e studiavo se fosse possibile autofabbricare cartongesso, legnocemento e altri materiali compositi, perché ho una casa ancora da completare e spazi strani e inoltre mi piace, per quanto possibile, sfuggire alle logiche del mercato: vado a montare dei tavoli carini ma economicissimi presi in un noto negozio estero e scopro che dentro c'è qualcosa di simile a segatura incollata. Penso che allora di segatura me li potevo fare da sola. Nel negozio vado ad aprire un divano letto e vedo spuntare un pezzo di legno grezzo bruttissimo e il divano costava anche caro.
Studiando e cercando ho trovato dei materiali, di cui in Italia non si parla, con cui è possibile costruire anche una casa. Si chiamano papercrete, paper adobe e hybrid adobe. Se digitate papercrete su google usciranno centinaia di siti e foto di case costruite a partire da mattoni e pannelli autocostruiti. E' un materiale composto da carta di recupero (io uso vecchi giornali), cemento e acqua.
Quest'estate ho fatto i primi esperimenti e realizzato i primi pannelli. E' consigliabile avere uno spazio all'aperto, perché respirare cemento non è il massimo della salute e comunque è bene mettere una mascherina. Attenzione anche a lavorare lontano da animali domestici, almeno finché il cemento è in polvere o non bene asciugato.
Il papercrete è quello che ho sperimentato io e richiede pazienza: farlo è velocissimo, ma ci vuole qualche giorno prima che asciughi completamente ed eventualmente la possibilità di spostare il tutto all'interno se minaccia pioggia (se ha già cominciato a solidificarsi e piove non succede niente, ma i tempi di asciugatura si allungano).
In USA sono in vendita grossi frullatori per frullare la carta insieme al cemento, ma nei ferramenta in cui sono andata, non hanno niente di simile. La mia difficoltà è stata esclusivamente quella di sminuzzare abbastanza la carta, ma penso si può acquistarre un tritadocumenti. Avevo un grosso timore di rovinare con il cemento le mattonelle del terrazzo, perché nelle foto su internet si vede gente che lavora in giardini o comunque all'aperto, ma quello che esce dalle forme è solo acqua e le piastrelle sono come nuove. Quindi penso che i primi esperimenti si possano fare in piccola scala anche in un piatto doccia o nella vasca da bagno, facendo attenzione a versare il cemento in polvere non in interni.
Ho fatto i primi piccoli pannelli, con cui ho intenzione di costruire dei mobiletti, ma mi sono bloccata perché non avevo forme di cartone a sufficienza (ho usato il fondo di scatole di cartone in cui ho praticato dei tagli per far uscire l'acqua) e mi è mancato il tempo e la tranquillità, ma c'è da dire che io faccio e vorrei fare troppe cose. Ho cominciato a collezionare piccole scatole di cartone, perché ho bisogno di mobili piccoli e ora sono pronta a
riprendere.
Ho trovato pochi siti sulla costruzione di mobili con il papercrete, solo qualche esempio di mobili da giardino. Alcuni dicono che il papercrete per i mobili va rinforzato con qualcosa, potrebbero essere bambù, legno o metallo inserito nell'impasto. Io comunque non ho messo niente, perché i piccoli pannelli che ho costruito non dovranno reggere un gran peso e li ho fatti abbastanza spessi.
Al posto e oltre alla carta si possono usare altri materiali: segatura, polvere di legno, sabbia e anche fibre vegetali. Il prossimo esperimento sarà con cemento e segatura.
Ciao
pamela
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Winnyna,
11/01/09 16:46
Bello...
però sempre di alberi si tratta :)
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pamela,
11/01/09 17:06
Si, ma la carta è di recupero. Può essere carta di giornali, vecchi elenchi del telefono, cartone da imballaggio che viene buttato, lettere sgradite, vecchie agende ecc. Io ho quantità enormi di carta spazzatura e potrei anche fare una colletta cartacea tra i vicini e parenti.
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pamela,
11/01/09 17:09
La polvere di legno non so se i falegnami te la fanno pagare, penso dipenda dalla generosità o meno del falegname in questione e dal fatto se sei un cliente, ti conosce ecc.. Comunque è un sottoprodotto del taglio del legno, una cosa che, se non la richiede nessuno, viene buttata via.
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Winnyna,
11/01/09 17:10
Mi sa che visto il prezzo e la qualità dei miei mobili, anche quelli sono fatti con materiali di recupero! :P Comunque sarebbe bello avere il tempo per fare queste cose! :)
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pamela,
11/01/09 18:12
Qui mi contraddico, ma mi spiego meglio. Non ci vuole molto tempo, anzi pochissimo, a fare un gettata (non so se posso chiamarla così) di papercrete. Credo che, nonostante l'inesperienza e qualche prova, in una mezz'ora avevo fatto tutto, cinque, sei pannelli 40 per 30. Poi si tratta solo di aspettare qualche giorno che asciughi e fare una piccola quantità di altro papercrete per incollare fra loro i pezzi. Il tempo l'ho perso a tagliare la carta, perché pensavo che dovessi spezzarla con le mani, come si fa per la cartapesta e non avevo ancora trovato la dritta del tritadocumenti. Il tempo lo perdi anche a procurarti i materiali, a ricordarti che devi comprare il cemento, magari un pigmento per cemento, se vuoi il mobile colorato, a progettare, perché ad esempio bisognerebbe prevedere dei buchi, inserendo bastoncini nell'impasto, se sono necessari. Il papercrete si può bucare ma è difficoltoso, è un materiale molto resistente.
Il tempo l'ho perso a raccogliere informazioni, a fare un file dedicato, a scegliere quale materiale era conveniente provare per primo, carta, polvere di legno, a decidere quale tra le tante cose che mi servono era meglio fare per prima, ad adattare esempi e foto su terreno al mio terrazzo, a pensare anche a cose non immediatamente necessarie, tipo come fare una forma di cartone tonda, se volessi fare mobili tondeggianti, a pensare quante migliaia di cose ci posso fare: mobili per esterno, capanno attrezzi, mobilini per il bagno scaffali intermedi in cucina, fioriere.
Poi, naturalmente, ti deve piacere pasticciare con questi materiali, altrimenti diventano lavori forzati, anche se brevi.
Dimenticavo di dire che l'impatto ecologico è molto basso, perché la quantità di cemento è inferiore alla carta, l'acqua può essere recuperata per fare altro papercrete. Se, al posto del cemento usi altri materiali, come la terra, nel hybrid adobe, non ricordo se sia possibile fare mobili, a meno che non siano rinforzati, ma sicuramente pannelli, pareti,allora l'impatto ecologico è ancora minore.
Ciao
pamela
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Lucik,
11/01/09 23:54
La segatura viene raccolta e ci fanno o legno in compensato, o pellets per la stufa, o la vendono in sacchi che si usano come "asciugante" in quanto assorbe l'acqua.
La carta recuperata... di solito si ricicla. Buttarla è incivile.
Quindi si, sempre di alberi si tratta.
Ma non vuol dire che questi lavori non vanno bene. Tutt'altro.
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sarasara,
12/01/09 11:16
se mi mettessi io a fare sto tipo di lavori mi sa che ci rimarrei cementata dentro pure io come minimo.
sei bravissima pamela, proprio una tuttofare.
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Kalpoternit,
12/01/09 12:35
sarasara ha scritto:
se mi mettessi io a fare sto tipo di lavori mi sa che ci rimarrei cementata dentro pure io come minimo.
Come si chiama questo tipo pannello?
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Lucik,
12/01/09 12:58
Peranchino :-)
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pamela,
12/01/09 14:06
Lucik ha scritto:
La segatura viene raccolta e ci fanno o legno in compensato, o pellets per la stufa, o la vendono in sacchi che si usano come "asciugante" in quanto assorbe l'acqua.
La carta recuperata... di solito si ricicla. Buttarla è incivile.
Quindi si, sempre di alberi si tratta.
Ma non vuol dire che questi lavori non vanno bene. Tutt'altro.
La segatura è una cosa diversa dalla polvere di legno, che è proprio tipo polvere. Non ho mai sentito che la polvere di legno venga riutilizzata, ma forse è così. A pensarci bene, è probabile che ci facciano il legnocemento o altri materiali compositi. A questo punto se me li faccio da sola o li vado a comprare è lo stesso. Anzi, se riesci a farti un mobile in legnocemento (finora ne ho visto uno solo, in un sito di design svizzero, da lì mi è partita l'idea di farmi da sola materiali compositi) risparmi tutto il legno che non viene usato per costruire lo stesso mobile tutto in legno. Anche la carta che usi, per quanto provenga dagli alberi, è in quantità estremamente inferiore al legno che servirebbe per costruire lo stesso oggetto, perché dimenticavo di dirvi che il materiale risultante, anche se molto resistente, è leggerissimo e pieno di buchi internamente, prodotti quando l'acqua evapora e la carta si asciuga. La superficie rimane ruvida e va rifinita, a meno che non si tratti di mattoni, ma non è bucata.
Comunque per i puristi ci sono altri materiali, come la polvere di roccia, che non so bene dove andare a cercare, sabbia, frammenti di ceramica, sassolini e vetri levigati dal mare, fibre vegetali che adesso non ricordo oppure non ho tradotto. Qualcuno ha provato ad usare la calce al posto del cemento, oppure argilla, per motivi ecologici. E' tutto molto sperimentale. Là fuori c'è un mondo di gente che si costruisce case, prova nuovi ingredienti, si scambia consigli e noi qui in Italia non sappiamo niente, se non ci imbattiamo per caso nelle informazioni.
Sul papercrete ci sono due brevetti contemporanei, ma gli inventori hanno rinunciato ai diritti.
Ci sarebbe un altro materiale, di cui non ho ancora parlato, che sarebbe il mio preferito, il grancrete. Questo però è coperto da brevetto. Costa pochissimo, ma in Europa non è ancora arrivato. Ogni tanto vado a controllare sul sito se c'è qualcuno in Europa che lo commercializza. E' una ceramica che, quando si indurisce, diventa una pietra.
http://www.grancrete.net/
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pamela,
12/01/09 14:19
Ciao sarasara, no, non sono bravissima, però sono curiosa e vado in fissa (come diciamo a Roma) per le cose che mi piacciono e ossessiono tutti quelli che frequento con le mie manie. Ho vari amici geometri che ultimamente sono scomparsi, perché non volevano più parlare del papercrete e di materiali compositi in genere. Altri, non geometri, sono scomparsi lo stesso. Qualcuno mi telefona e mi dice: "Però non parliamo del papercrete". In realtà tutto nasce dalla mia atavica paura di usare il trapano. Con il papercrete non ce ne dovrebbe essere bisogno o comunque puoi fare in modo che non ce ne sia bisogno. I pezzi si incollano tra loro con lo stesso papercrete, allo stato liquido.
Ciao
pamela
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Andrea,
12/01/09 16:32
pamela ha scritto:
Là fuori c'è un mondo di gente che si
costruisce case, prova nuovi ingredienti, si scambia consigli e noi qui in Italia non sappiamo niente, se non ci imbattiamo per caso nelle informazioni.
Penso che influisca anche il fatto che qui nella nostra repubblica delle banane hai una serie di limitazioni enormi a quello che puoi costruire o installare, penso anche a una semplice tettoia nel proprio giardino. OK, restano gli arredi interni, ma avere già questi limiti penso freni un po' l'interesse delle riviste, programmi televisivi ecc. a parlarne.
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pamela,
12/01/09 18:30
Andrea ha scritto:
pamela ha scritto:
Là fuori c'è un mondo di gente che si
costruisce case, prova nuovi ingredienti, si scambia > consigli e noi qui in Italia non sappiamo niente, se non ci > imbattiamo per caso nelle informazioni.
Penso che influisca anche il fatto che qui nella nostra repubblica delle banane hai una serie di limitazioni enormi a quello che puoi costruire o installare, penso anche a una semplice tettoia nel proprio giardino. OK, restano gli arredi interni, ma avere già questi limiti penso freni un po' l'interesse delle riviste, programmi televisivi ecc. a parlarne.
Si, ma per tutto ciò che non ha bisogno di permessi, ad esempio arredi esterni:tavoli, panche, ricovero attrezzi, fioriere, potrebbero segnalarlo.
Fino a quest'estate c'era un solo sito italiano che ne parlava, insieme ad altri materiali compositi. Non diceva che era possibile autocostruirlo e forniva un indirizzo in USA dove acquistarlo.
Un attimo fa ho fatto una ricerca con google e vedo che diversi siti italiani lo citano come materiale da costruzione (quindi con alta probabilità è ammesso). E' un peccato che ci siano questi ritardi. In USA ci sono case autocostruite in papercrete da vent'anni, a costi irrisori rispetto ai costi di costruzione normali.
Ciao
pamela
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sarasara,
13/01/09 13:12
pamela ha scritto:
Ho vari amici geometri che ultimamente sono
scomparsi, perché non volevano più parlare del papercrete e di materiali compositi in genere. Altri, non geometri, sono scomparsi lo stesso. Qualcuno mi telefona e mi dice: "Però non parliamo del papercrete".
ahaha madò che strage! :-D