I poeti lavorano di notte; pagina 36

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526 Claire, 18/01/12 01:02

I miei incantesimi sono infranti

I miei incantesimi sono infranti.
La penna mi cade, impotente, dalla mano tremante.
Se il mio libro è il tuo caro nome, per quanto mi preghi, non posso più scrivere. Non posso pensare, né parlare,
ahimè non posso sentire più nulla,
poiché non è nemmeno un'emozione,
questo immobile arrestarsi sulla dorata
soglia del cancello spalancato dei sogni,
fissando in estasi lo splendido scorcio,
e fremendo nel vedere, a destra
e a sinistra, e per tutto il viale,
fra purpurei vapori, lontano
dove termina il panorama nient'altro che Te.
-- Edgar Allan Poe

527 Claire, 18/01/12 01:03

Lavorare stanca

I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco, interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia. Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

Cesare Pavese

528 Claire, 18/01/12 01:05

Chiedo silenzio

Ora, lasciatemi tranquillo
Ora, abituatevi senza di me.
Io chiuderò gli occhi.
E voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite.
Uno è l'amore senza fine.
La seconda è vedere l'autunno.
Non posso vivere senza vedere che le foglie
volino e tornino alla terra.
La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.
La quarta cosa è l'estate
rotonda come un'anguria.
La quinta cosa sono i tuoi occhi.
Matilde mia, bene amata,
non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io muto la primavera
perché tu continui a guardarmi.
Amici, questo è ciò che voglio,
È quasi nulla e quasi tutto.
-- Pablo Neruda

529 Claire, 18/01/12 01:06

Ai sospiri dell’amata
la notte intera si innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell’universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l’amore smarrito.

Rainer Maria Rilke

530 Nick, 18/01/12 01:13

Claire ha scritto:
e dei suoi temi: mi gustai la mostra dal primo all'ultimo documento, ma quando arrivai al cospetto della sua valigia, la valigia di cartone mezzo sfatta che aveva girato l'Europa con lui, mi misi a piangere come una bambina...

..commovente il tuo racconto, sarà perchè ti immagino alla mostra tra tutti i manoscritti di quel giovane genio (ne ha percorsa di strada), fino ad arrivare a quella valigia, che ne dice di cose...

Anch io ho letto molto Rimbaud diversi anni fa, tanti proprio tanti, un giorno a scuola scrivendo un tema in classe discussi di lui e ricordo che la mia insegnante non sapeva come valutarmi perchè oltre a esprimermi sulle opere ipotizzavo il come, il quando ed il perchè avesse scritto quelle cose, creavo una mia interpretazione dando origine ad un nuovo idolo, tutto mio naturalmente.
Arrivai a sostenere (sempre in quel tema) con tutta certezza che la citazione finale del film Blade Runner, quando il replcante spiegando la vita,muore, fosse totalmente ispirata da Rimbaud e che il regista R.Scott ne fosse pienamente inebriato...
fantasticherie di un 16enne

531 Claire, 18/01/12 01:17

:-)
la Poesia è il sale della vita.
La Poesia è lo zucchero della vita.
Non può esserne il fiele,
poiché essa è dolce e saporita
ma mai amara,
anche quando nasce dallo sconforto,
eleva l'anima e sublima il dolore.

532 Claire, 18/01/12 01:27

oooooohhhh
mi sta venendo in mente uno spin-off poetico/musicale!!

Ma non apro un thread apposito, continuerò qui, anche se non stasera, che sono stanchina, per ragionare con lucidità...

533 Nick, 18/01/12 01:32

La meta
Pur sempre lontana
Era impreziosita
Dall'ambito premio.

Poesia,
Come ultima scena,
Folgorante forma d'arte,
Ha bussato alla porta
E mi ha chiamato poeta.

534 Claire, 18/01/12 01:35

Nick ha scritto:
La meta
Pur sempre lontana
Era impreziosita
Dall'ambito premio.

Poesia,
Come ultima scena,
Folgorante forma d'arte,
Ha bussato alla porta
E mi ha chiamato poeta.

illuminami: autore?

535 Claire, 18/01/12 23:58

Oh, adesso che c'è un po' di quiete lavoro sul mio spin-off poetico.
Una parente che abbraccia anche la musica.

Tema: MUSICA E POESIA.

Ci sono alcune canzoni il cui testo è un chiaro rimando ad una poesia famosa.

La prima che mi viene in mente è:

"Valzer per un amore", nel testo della quale è facile riconoscere la poesia di Ronsard "Quand vous serez bien vieille"

http://www.youtube.com/watch?v=5vUx9xudqp0&feature=player_embedded
Il testo della canzone

Quando carica d'anni e di castità
tra i ricordi e le illusioni
del bel tempo che non ritornerà,
troverai le mie canzoni,
nel sentirle ti meraviglierai
che qualcuno abbia lodato

le bellezze che allor più non avrai
e che avesti nel tempo passato

ma non ti servirà il ricordo,
non ti servirà
che per piangere il tuo rifiuto
del mio amore che non tornerà.

Ma non ti servirà più a niente,
non ti servirà
che per piangere sui tuoi occhi
che nessuno più canterà.

Ma non ti servirà più a niente,
non ti servirà
che per piangere sui tuoi occhi
che nessuno più canterà.

Vola il tempo lo sai che vola e va,
forse non ce ne accorgiamo
ma più ancora del tempo che non ha età,
siamo noi che ce ne andiamo

e per questo ti dico amore, amor
io t'attenderò ogni sera,
ma tu vieni non aspettare ancor,
vieni adesso finché è primavera.

Il testo della poesia di Ronsard

Quand vous serez bien vieille, au soir, à la chandelle, Assise auprès du feu, dévidant et filant,
Direz, chantant mes vers, en vous émerveillant :
Ronsard me célébrait du temps que j’étais belle.

Lors, vous n’aurez servante oyant telle nouvelle,
Déjà sous le labeur à demi sommeillant,
Qui au bruit de mon nom ne s’aille réveillant,
Bénissant votre nom de louange immortelle.

Je serai sous la terre et fantôme sans os :
Par les ombres myrteux je prendrai mon repos :
Vous serez au foyer une vieille accroupie,

Regrettant mon amour et votre fier dédain.
Vivez, si m’en croyez, n’attendez à demain :
Cueillez dès aujourd’hui les roses de la vie.

536 Claire, 19/01/12 00:02

e questa canzone di Branduardi

"Confessioni di un malandrino", di Branduardi

Mi piace spettinato camminare
il capo sulle spalle come un lume
e mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.
Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria,
mi agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.
Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne e il muschio hanno sommerso
ed i miei che non sanno di avere
un figlio che compone versi;
ma mi vogliono bene come ai campi
alla pelle ed alla pioggia di stagione,
raro sarà che chi mi offende
scampi alle punte del forcone.
Poveri genitori contadini,
certo siete invecchiati e ancor temete
il Signore del cielo e gli acquitrini,
genitori che mai non capirete
che oggi il vostro figliolo è diventato
il primo tra i poeti del Paese
e ora in scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.
Ma sopravvive in lui la frenesia
di un vecchio mariuolo di campagna
e ad ogni insegna di macelleria
la vacca si inchina sua compagna.
E quando incontra un vetturino
gli torna in mente il suo concio natale
e vorrebbe la coda del ronzino
regger come strascico nuziale.
Voglio bene alla patria
benchè afflitta di tronchi rugginosi
m'è caro il grugno sporco dei suini
e i rospi all'ombra sospirosi.
Son malato di infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'Aprile,
sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.
Dal nido di quell'albero, le uova
per rubare, salivo fino in cima
ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima;
e tu mio caro amico vecchio cane,
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
e giri a coda bassa nel cortile
ignaro delle porte dei granai.
Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po' di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola l'uomo ed una il cane.
Io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi,
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi.
Buona notte alla falce della luna
sì cheta mentre l'aria si fa bruna,
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
La notte e` così tersa,
qui forse anche morire non fa male,
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale.
O Pegaso decrepito e bonario,
il tuo galoppo è ora senza scopo,
giunsi come un maestro solitario
e non canto e celebro che i topi.
Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome,
voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un paese senza nome.

http://www.youtube.com/watch?v=A-QgSm1Ti5A&feature=player_embedded
Tratta da una poesia di Sergej Esenin

Confessioni di un teppista

Non tutti son capaci di cantare
E non a tutti è dato di cadere
Come una mela, verso i piedi altrui.
È questa la più grande confessione
Che mai teppista possa confidarvi.
Io porto di mia voglia spettinata la testa,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace nella tenebra schiarire
Lo spoglio autunno delle anime vostre;
E piace a me che mi volino contro
I sassi dell'ingiuria,
Grandine di eruttante temporale.
Solo più forte stringo fra le mani
L'ondulata mia bolla dei capelli.
È benefico allora ricordare
Il rauco ontano e l'erbeggiante stagno,
E che mi vivono da qualche parte
Padre e madre, infischiandosi del tutto
Dei miei versi, e che loro son caro
Come il campo e la carne, e quella pioggia fina
Che a primavera fa morbido il grano verde.
Per ogni grido che voi mi scagliate
Coi forconi verrebbero a scannarvi.
Poveri, poveri miei contadini!
Certo non siete diventati belli,
E Iddio temete e degli acquitrini le viscere.
Capiste almeno
Che vostro figlio in Russia
È fra i poeti il più grande!
Non si gelava il cuore a voi per lui,
Scalzo nelle pozzanghere d'autunno?
Adesso va girando egli in cilindro
E portando le scarpe di vernice.
Ma vive in lui la primigenia impronta
Del monello campagnolo.
Ad ogni mucca effigiata
Sopra le insegne di macelleria
Si inchina da lontano.
Ed incontrando in piazza i vetturini
Ricorda l'odore del letame sui campi,
Pronto, come uno strascico nuziale,
A reggere la coda dei cavalli.
Amo la patria. Amo molto la patria!
Pur con la sua tristezza di rugginoso salice.
Mi son gradevoli i grugni insudiciati dei porci,
E nel silenzio notturno l'argentina voce dei rospi. Teneramente malato di memorie infantili
Sogno la nebbia e l'umido delle sere d'aprile.
Come a scaldarsi al rogo dell'aurora
S'è accoccolato l'acero nostro.
Ah, salendone i rami quante uova
Ho rubato dai nidi alle cornacchie!
È sempre uguale, con la verde cima?
È come un tempo forte la corteccia?
E tu, diletto,
Fedele cane pezzato!
Stridulo e cieco t'hanno fatto gli anni,
E trascinando vai per il cortile la coda penzolante,
Col fiuto immemore di porte e stalla.
Come grata ritorna quella birichinata:
Quando il tozzo di pane rubacchiato
Alla mia mamma, mordevamo a turno
Senza ribrezzo alcuno l'un dell'altro.
Sono rimasto lo stesso, con tutto il cuore.
Fioriscono gli occhi in viso
Simili a fiordalisi fra la segala.
Stuoie d'oro di versi srotolando,
Vorrei parlare a voi teneramente.
Buona notte! buona notte a voi tutti!
La falce dell'aurora ha già tinnito
Fra l'erba del crepuscolo.
Voglio stanotte pisciare a dirotto
Dalla finestra mia sopra la luna!
Azzurra luce, luce così azzurra!
In tanto azzurro anche morir non duole.
E non mi importa di sembrare un cinico
Con la lanterna attaccata al sedere!
Mio vecchio, buono ed estenuato Pégaso,
Mi serve proprio il tuo morbido trotto?
Io, severo maestro, son venuto
A celebrare i topi ed a cantarli.
L'agosto del mio capo si versa quale vino
Di capelli in tempesta.
Ho voglia d'essere la vela gialla
Verso il paese cui per mare andiamo.

537 Claire, 19/01/12 00:04

Inoltre ci sono testi di canzoni che possono essere visti e di conseguenza analizzati come vere e proprie poesie.

Per esempio "La guerra di Piero" di De André http://www.youtube.com/watch?v=CGGs26YhwsA&feature=player_embedded
Dormi sepolto in un campo di grano
Non è la rosa, non è il tulipano
Che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
Ma sono mille papaveri rossi.

«Lungo le sponde del mio torrente
Voglio che scendano i lucci argentati,
Non più i cadaveri dei soldati
Portati in braccio dalla corrente».

Così dicevi ed era d'inverno
E come gli altri verso l'inferno
Te ne vai triste come chi deve;
Il vento ti sputa in faccia la neve.

Fermati Piero, fermati adesso,
lascia che il vento ti passi un po' addosso,
Dei morti in battaglia ti porti la voce:
"Chi diede la vita ebbe in cambio una croce".

Ma tu non la udisti e il tempo passava
Con le stagioni, a passo di giava,
Ed arrivasti a passar la frontiera
In un bel giorno di primavera.

E mentre marciavi con l'animo in spalla
Vedesti un uomo in fondo alla valle
Che aveva il tuo stesso identico umore
Ma la divisa di un altro colore.

Sparagli Piero, sparagli ora,
E dopo un colpo sparagli ancora,
Fino a che tu non lo vedrai esangue
Cadere a terra a coprire il suo sangue.

«E se gli sparo in fronte o nel cuore,
Soltanto il tempo avrà per morire,
Ma il tempo a me resterà per vedere,
Vedere gli occhi di un uomo che muore».

E mentre gli usi questa premura,
Quello si volta, ti vede, ha paura
Ed imbracciata l'artiglieria
Non ti ricambia la cortesia.

Cadesti a terra senza un lamento
E ti accorgesti in un solo momento
Che la tua vita finiva quel giorno
E non ci sarebbe stato ritorno.

«Ninetta mia, a crepare di maggio
Ci vuole tanto, troppo coraggio,
Ninetta bella, dritto all'inferno
Avrei preferito andarci d'inverno».

E mentre il grano ti stava a sentire
Dentro alle mani stringevi il fucile,
Dentro alla bocca stringevi parole
Troppo gelate per sciogliersi al sole.

Dormi sepolto in campo di grano
Non è la rosa, non è il tulipano
Che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
Ma sono mille papaveri rossi.

13 strofe, ognuna composta da 4 endecasillabi.

Alcune figure retoriche come l'anafora (es. strofa 8 "vedere" e "morire" ripetuti più volte), un asindeto (strofa 9), svariate antitesi, qualche metafora (es di antitesi nella prima strofa, di metafora, nella seconda)
Il tempo che si dilata in alcuni versi e si muove velocemente in altri (il tempo della narrazione).

538 Claire, 19/01/12 00:06

E questa poesia di Friedrich Rückert

Gestillte Sehnsucht

In gold’nen Abendschein getauchet,
Wie feierlich die Wälder stehn!
In leise Stimmen der Vöglein hauchet
Des Abendwindes leises Weh’n.
Was lispeln die Winde, die Vögelein?
Sie lispeln die Welt in Schlummer ein.

Ihr Wünsche, die ihr stets euch reget
Im Herzen sonder Rast und Ruh!
Du Sehnen, das die Brust beweget,
Wann ruhest du, wann schlummerst du?
Beim Lispeln der Winde, der Vögelein,
Ihr sehnenden Wünsche, wann schlaft ihr ein?

Was kommt gezogen auf Traumesflügeln?
Was weht mich an so bang, so hold?
Es kommt gezogen von fernen Hügeln,
Es kommt auf bebendem Sonnengold.
Wohl lispeln die Winde, die Vögelein,
Das Sehnen, das Sehnen, es schläft nicht ein.

Ach, wenn nicht mehr in gold’ne Fernen
Mein Geist auf Traumgefieder eilt,
Nicht mehr an ewig fernen Sternen
Mit sehnendem Blick mein Auge weilt;
Dann lispeln die Winde, die Vögelein
Mit meinem Sehnen mein Leben ein.

Traduzione: Desiderio placato

Immersi nella dorata luce serale
come appaiono solenni i boschi!
Sulle delicate voci degli uccelli, leggera
soffia la brezza della sera.
Cosa sussurrano i venti e i piccoli uccelli?
Addormentano il mondo mormorando.

Voi desideri, sempre vi agitate
dentro il cuore senza riposo né sosta!
Tu nostalgia, che l’animo scuoti,
quando troverai riposo, quando ti placherai?
Al sussurrare dei venti, dei piccoli uccelli,
desideri ardenti, quando troverete la calma?

Che cosa arriva trasportato dalle ali del sogno?
Che cosa mi arreca ansia e dolcezza?
Arriva trasportato da luoghi lontani,
arriva sui riflessi dorati del sole.
Cosa sussurrando i venti, i piccoli uccelli,
il desiderio che arde, che brucia, e non trova riposo.

Ah, quando finalmente in dorate lontananze
non correrà più il mio spirito su piume di sogno,
e quando verso le eterne stelle lontane
non si poserà più il mio sguardo agognante,
allora i venti e i piccoli uccelli con il loro sussurro parleranno al mio desiderio e alla mia vita.

Musicata da Brahms

http://www.youtube.com/watch?v=K0U4LdHncds&feature=player_embedded

E riproposta da Battiato nel suo Album "Come un cammello in una grondaia"

http://www.youtube.com/watch?v=WgsHkH0OWTM&feature=player_embedded

539 Claire, 19/01/12 00:10

C'è un'intera opera poetica che è stata in più occasioni messa in musica

Romeo e Giulietta

L'opera di Gounod, di cui un pezzo qui:

http://www.youtube.com/watch?v=hO5FB1SR6H8&feature=player_embedded
C'è anche il balletto

Un brano qui:

http://www.youtube.com/watch?v=-ZWW5gkAYOQ&feature=player_embedded

C'è anche la canzone dei Dire Straits

http://www.youtube.com/watch?v=Lk4MZWLoLyM&feature=player_embedded

540 Claire, 19/01/12 00:15

e con ciò, finisco il mio spin off.
:-)

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!