I poeti lavorano di notte; pagina 17

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241 Claire, 19/05/11 23:11

Passeggiata domenicale

Io vado a spasso per la città,
senza una mèta vago qua e là.
In piazza Navona mi fermo a guardare
quelli che stanno il gelato a leccare.
In piazza Esedra reato incerto:
sentire gratis il concerto,
o sedermi, alla romana,
sull'orlo fresco della fontana?
Ma è zeppo, l'orlo di cemento:
ci siedono già persone duecento.
Si godono il fresco le famiglie,
la mamma, la suocere con le figlie.
E il babbo dov'è, per far pari?
E' a casa a fare gli straordinari.
Ogni domenica per la via,
si fa il passeggio dell'economia.

242 Claire, 19/05/11 23:12

Un uomo maturo con un orecchio acerbo

Un giorno sul diretto Capranica-Viterbo
vidi salire un uomo con un orecchio acerbo.
Non era tanto giovane, anzi era maturato,
tutto, tranne l'orecchio, che acerbo era restato.
Cambiai subito posto per essergli vicino
e poter osservare il fenomeno per benino.
"Signore, - gli dissi - dunque lei ha una certa età:
di quell'orecchio verde che cosa se ne fa" ?
Rispose gentilmente: " Dica pure che son vecchio.
Di giovane mi è rimasto soltanto quest'orecchio.
E' un orecchio bambino, mi serve per capire
le cose che i grandi non stanno mai a sentire:
ascolto quel che dicono gli alberi, gli uccelli,
le nuvole che passano, i sassi, i ruscelli,
capisco anche i bambini quando dicono cose
che a un orecchio maturo sembrano misteriose."
Così disse il signore con un orecchio acerbo
quel giorno sul diretto Capranica - Viterbo

243 Claire, 19/05/11 23:21

Storia del re sole

Filastrocche di poche parole
dove si parla del Re Sole.
Sulla Francia egli regnò
sessant'anni e ancora un po'..
Nel palazzo di Parigi
stava spesso il gran Luigi.
Se non c'era, non si sbaglia:
è un segno che stava invece a Versaglia.
Stesse qui o stessa là,
in campagna o in città,
stesse in guerra oppure a caccia
non si lavò mai la faccia.
Un batuffolo di cotone
gli faceva da acqua e sapone:
intorno agli occhi sul nasetto
glielo passava il suo paggetto,
e in baleno era fatta così
la pulizia del Re Louis.
Era il Re Sole, e certo brillava
di luce propria... ma non si lavava
perché non aveva una mamma o una zia
che ogni mattina, con energia,
gli ficcassero la capoccia
dentro una vasca o sotto la doccia.

244 Claire, 19/05/11 23:23

Il maestro giusto

C'era una volta un cane
che non sapeva abbaiare.
andò da un lupo a farselo spiegare,
ma il lupo gli rispose
con un tale ululato
che lo fece scappare spaventato.
Andò da un gatto, andò da un cavallo,
e - mi vergogno a dirlo -
perfino da un pappagallo.
Imparò dalle rane a gracidare,
dal bove a muggire,
dall'asino a ragliare,
dal topo a squittire,
dalla pecora a fare « bè bè »,
dalle galline a fare coccodè.
Imparò tante cose,
però non era affatto soddisfatto
e sempre si domandava
(magari con un « qua qua »...):
- Che cos'è che non va?
Qualcuno gli risponda, se lo sa.
Forse era matto?
O forse non sapeva
scegliere il maestro adatto?

245 Claire, 19/05/11 23:25

Promemoria

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

246 Claire, 19/05/11 23:28

Lo zampognaro

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?

“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.

Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?

“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”.

Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone?

“ Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.

Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente;

se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.

247 Claire, 19/05/11 23:29

Il castello del... cu qu cqu

Da qualche giorno ahimé, cosa succede?
Dall'acqua è scomparsa lo q.
Evaporata, si vede!
Ma intanto con quest'acua
dimmi tu che ci fai?
Non ci si può navigare,
non ci si può fare il bucato,
non fa girare le ruote dei mulini,
le pale dei battellini.
La cosa più lagrimabile
è che l'acua senza lo q... non è potabile!
La volete sapere tutta?
Si tratta di un 'acua asciutta.
Amici, che faremo? Di fame moriremo?
A vvisate il Comune, il Prefetto, il Presidente!
Oppure correggete l'errore:
coraggio non ci vuoI niente!

248 Claire, 19/05/11 23:35

Giocondo Corcontento

Giocondo Corcontento,
falegname di talento,
è un vero tesoro,
ha un carattere d'oro:
pacione pacioccone,
gentile e cordiale
con ogni sorta di persone.
Il suo segreto? Eccolo
in una parola:
egli s'arrabia sempre
con un "b" sola...
Così nessuno si offende,
nessuno se la prende.
In grazia di un errore
di ortografia
vive con tutti in pace
e in allegria.

249 Claire, 19/05/11 23:40

Il museo

Signore e signori
venite a visitare
il museo degli errori....
osservate da questa parte
lo strano animale gato:
ha tre zampe, un solo baffo
e dai topi viene cacciato.
Nel secondo reparto
c'è l'ago maggiore:
provate a fare un tuffo,
sentirete che bruciore.

Storia universale

In principio la terra
era tutta sbagliata,
renderla più abitabile
fu una bella faticata.
Per passare i fiumi
non c'erano i ponti.
Non c'erano sentieri
per salire sui monti.
Ti volevi sedere?
Neanche l'ombra di un panchetto.
Cascavi dal sonno?
Non esisteva il letto.
Per fare una partita
non c'erano palloni;
mancava la pentola e il fuoco
per cuocere i maccheroni,
C'erano solo gli uomini
con due braccia per lavorare,
e agli errori più grossi
si poté rimediare.
Da correggere però,
ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le mani:
c'è lavoro per tutti quanti!

L'ospite

Sul ramo più alto,
vicino alla stella,
c'è un passero vero
che cinguetta e saltella.
Ha visto dal davanzale
quest'albero fatato:
la finestra era aperta,
con un frullo è volato
sul ramo più alto,
proprio accanto alla stella,
il passero vivo
che cinguetta e saltella.
Fuori fa tanto freddo,
non lo cacciate via:
è l'ospite di Natale,
vi metterà allegria.
Di tutta la vostra festa
una briciola gli basterà,
sulla tovaglia rossa
un poco passeggerà,
poi tornerà sul ramo,
vicino alla sua stella,
il passero vero
che cinguetta e saltella.

250 Claire, 19/05/11 23:46

La galleria

La galleria è una notte per gioco,
è corta corta e dura poco.
Che piccola notte scura scura!
Non si fa in tempo ad avere paura

L'automobile del futuro

Qualche volta mi figuro
l'automobile del futuro.
Sarà una cosa straordinaria
e andrà per terra, per mare e per aria.
Sarà elettronica, automatica
brava in fisica e matematica.
Il conducente, durante il viaggio,
potrà dormire, guardare il paesaggio:
penserà l'auto a manovrare,
a trovarsi da parcheggiare
(a stare attenta nei sorpassi,
a schivare le buche e i sassi
(che saranno di sicuro
buche e sassi del futuro).
Avrà un cervello disciplinato,
ai regolamenti affezionato,
e se il Codice infrangerà
da se stessa si multerà.

Cavalier senza paura

O caro Don Chisciotte,
o Cavaliere dalia Triste Figura,
girasti il mondo in cerca d'avventura,
con Ronzinante e Sancio, il tuo scudiero
pronto a combattere senza paura
per ogni causa pura.
Maghi e stregoni ti facevan guerra,
e le pale incantate dei mulini
ti gettavano a terra,
ma tu, con l'ossa rotte,
nobile Don Chisciotte,
in sella rimontavi e, lancia in resta,
tornavi a farti rompere la testa. ..
In cuore abbiamo tutti un Cavaliere
pieno di coraggio
e pronto a rimettersi sempre in viaggio,
e uno scudiero sonnolento,
che ha paura dei mulini a vento...
Ma se la causa è giusta, fammi un segn
perché
magari con una spada di legno
andiamo, Don Chisciotte, io son con te

Se invece dei capelli sulla testa
ci spuntassero i fiori, sai che festa?
Si potrebbe capire a prima vista
chi ha il cuore buono, chi la mente trista.
Il tale ha in fronte un bel ciuffo di rose:
non può certo pensare a brutte cose.
Quest'altro, poveraccio, è d'umor nero:
gli crescono le viole del pensiero.

« ...Vorrei, direi, farei... »
Che maniere raffinate
ha il modo condizionale.
Mai che usi parole sguaiate,
non alza la voce per niente,
e seduto in poltrona
sospira gentilmente:
.« Me ne andrei nell' Arizona,
che ve ne pare?
O forse potrei
fermarmi a Lisbona...
« Vorrei, vorrei...
Volerei sulla Luna
in cerca di fortuna.
E voi ci verreste?
Sarebbe carino,
dondolarsi sulla falce
facendo uno spuntino...
« Vorrei, vorrei...
Sapete che farei?
Ascolterei un disco.
No, meglio, suonerei
il pianoforte a coda.
Dite che è giu di moda?
Pazienza,
ne farò senza.
Del resto non so suonare...
« Suonerei se sapessi.
Volerei se potessi.
Mangerei dei pasticcini
se ne avessi.
C'è sempre un se:
chissà perché
questa sciocca congiunzione
ce l'ha tanto con me ».

251 Claire, 20/05/11 00:03

Questa mi piace particolarmente:

Persone male informate
o più bugiarde del diavolo
dicono che tu sei nato
sotto a una foglia di cavolo.

Altri maligni invece
sostengono senza vergogna:
Sei venuto al mondo
a bordo di una cicogna.

Se mamma ti ha comperato
come taluni pretendono
dimmi: dov’è il negozio
dove i bambini si vendono.

Tali notizie sono
prive di fondamento,
ti ha fatto la tua mamma
e devi essere contento.

Il calamaio

Che belle parole
se si potessero scrivere
con un raggio di sole.

Che parole d'argento
se si potessero scrivere
con un filo di vento

Ma in fondo al calamaio
c'è un tesoro nascosto
e chi lo pesca scriverà parole
d'oro
col più nero inchiostro.

Anche questa è adattissima a noi :-)))

L'insalata sbagliata

Il professor Grammaticus
entrò nel ristorante
e ordinò al cameriere
un'insalata abbondante:
Metteteci l'indivia,
la lattuga, l'erbetta,
il sedano, la cicoria,
due foglie di ruchetta,
un mezzo pomodoro,
cipolla se ce n'è:
portate l'olio e il sale,
la condirò da me.
E il bravo professore,
con la forchetta in mano,
si accingeva a gustare
il pranzo vegetariano.
Ma tutta la sua delizia
fin dal primo boccone
si mutò in una smorfia
di disperazione.
Guardò meglio nell'ampolla
dell'olio e inorridì;
gli avevano servito
un « oglio» con la « g »!
Offeso e disgustato
fuggi dalla trattoria:
sono un pessimo condimento
gli errori d'ortografia.

Non trovate anche voi incantevole Rodari? Dice cose serie e intelligenti in rima...
Delizioso!

Teledramma

Signori e buona gente,
venite ad ascoltare:
un caso sorprendente
andremo a raccontare.

È successo a Milano
e tratta di un dottore
che è caduto nel video
del suo televisore.

Con qualsiasi tempo,
ad ogni trasmissione
egli stava in poltrona
a guardare la televisione.

Incurante dei figli
e della vecchia mamma
dalle sedici a mezzanotte
non perdeva neanche programma

Riviste telegiornali,
canzoni oppure balli
romanzi oppur commedie,
telefilm ed intervalli.

Tutto ammirava tutto
per lui faceva brodo
nella telepoltrona
piantato come un chiodo.

Ma un dì per incantesimo
o per malattia (che ne dite?
non può darsi che avesse
la televisionite?)

durante un intervallo
con la fontana di Palermo
decollò dalla poltrona
e cadde nel teleschermo

Ora è là in mezzo alla vasca
che sta per affogare:
parenti, amici in lacrime
lo vorrebbero aiutare.

Chi lo tira per la cravatta
chi lo prende per il naso
non c'è verso di risolvere
il drammatico telecaso.

Andrà in Eurovisione?
Diventerà pastore
di quei greggi di pecore
che sfilano per ore?

Riceverà i malati
da quella scatoletta?
Come farà dopo la visita
a scrivere la ricetta?

Ma tra poco, purtroppo
la trasmissione finisce:
e se il video si spegne
il misero dove finisce?

Fortuna che il suo figliuolo
studioso di magnetismo
per ripescarlo escogita
un abile meccanismo.

Compra un altro televisore
e glielo mette davanti
il dottore ci si specchia
e dopo poco istanti

per forza d'attrazione
schizza fuori da quello vecchio
e già sta per tuffarsi
nel secondo apparecchio.

Ma nel momento preciso
che galleggia nell'aria
più ù veloce di gabbiano
o nave interplanetaria,

il figlio elettrotecnico
svelto di mano e di mente,
spegne i due televisori
contemporaneamente

Cade il dottore per terra
un bernoccolo si fa:
meglio cento bernoccoli
che perdere la libertà.

252 Claire, 20/05/11 00:12

Questa è tenerissima

Il cappotto

O caso proprio strano
ma da giocarci al lotto
ho visto per la strada
camminare un cappotto.

Senza piedi, senza mani
se ne andava via di là
un piccolino
nella giacca del papà.

Il nome

E adesso che sai fare il tuo nome
in bella scrittura,
non avere premura
di metterlo dappertutto,
non graffiarlo col carbone, col mattone
sui muri delle scale,
sugli alberi del viale, sui chiusini,
sui busti dei letterati e patrioti
che fanno la guardia ai giardini
con le barbe di marmo e gli occhi vuoti.
Tu non lo fare.
Il nome è una moneta preziosa:
per le cose da poco non la spendere,
per oro e per argento non la vendere,
tienila sempre da conto
ma per le cose grandi
a gettarla sii pronto.

Il giornale dei gatti

I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull'ultima pagina
la Piccola Pubblicità.

Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perchè tirano la coda.

Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria.

Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio.
Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio.

I gatti senza casa
la domenica dopo pranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:

per un' oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
per i loro concerti.

Il giornalista (Anche questa è un piccolo gioiello)

O giornalista inviato speciale
quali notizie porti al giornale?
Sono: stato in America, in Cina,
in Scozia, Svezia ed Argentina,
tra i Sovietici e tra i Polacchi,
Francesi, Tedeschi, Sloveni, Polacchi,
ho parlato con gli Eschimesi,
con gli Ottentotti, coi Siamesi,
vengo dal Cile, dall'India e dal Congo,
dalla tribù dei Bongo-Bongo...
e sai che porto? Una sola notizia!
Sarò licenziato per pigrizia.
Però il fatto è sensazionale,
merita un titolo cubitale:
tutti i popoli della terra
han dichiarato guerra alla guerra

Il gatto pianista

Gustavo, gatto artista è un doppio pianista:
difatti suona il piano
a quattro zampe...
Gustavo danza
con eleganza
sui tasti neri,
sui tasti bianchi...
La sera, Gustavo
si suona la ninna nanna
e si addormenta
sulla tastiera.

Un poco di prato

Signori architetti
che fate progetti
di case e palazzi
di torri e terrazzi...
Un poco di prato
l'avete lasciato?
Su, siate gentili:
fate anche i cortili.
Pensateci un poco
ai campi da gioco...
Lasciateci appena
lo spazio, che poi
a far l'altalena
pensiamo da noi:
sarà cura nostra
farci anche la giostra.

Le armi dell'allegria

Eccole qua
le armi che piacciono a me:
la pistola che fa solo - pum
(o - bang - , se ha letto
qualche fumetto)
ma buchi non ne fa...
il cannoncino che spara
senza fare tremare
nemmeno il tavolino...
il fuciletto ad aria
che talvolta per sbaglio
colpisce il bersaglio
ma non farebbe male
nè a una mosca nè a un caporale...
Armi dell'allegria!

253 Claire, 20/05/11 00:16

La luna bambina

E adesso a chi la diamo
questa luna bambina
che vola in un "amen"
dal Polo Nord alla Cina?
Se la diamo a un generale,
povera luna trottola,
la vorrà sparare
come una pallottola.
Se la diamo a un avaro
corre a metterla in banca:
non la vediamo più
né rossa né bianca.
Se la diamo a un calciatore,
la luna pallone,
vorrà una paga lunare:
ogni calcio un trilione.
Il meglio da fare
è di darla ai bambini,
che non si fanno pagare
a giocare coi palloncini:
se ci salgono a cavalcioni
chissà che festa;
se la luna va in fretta,
non gli gira la testa,
anzi la sproneranno
la bella luna a dondolo,
lanciando grida di gioia
dall'uno all'altro mondo.
Della luna ippogrifo
reggendo le briglie,
faranno il giro del cielo
a caccia di meraviglie.

254 Claire, 20/05/11 00:26

Il libro da mangiare

Mi rendo conto benissimo
che vi sembrerà incredibile,
eppure eccivi pronto
il libro commestibile.
E' il libro dell'avvenire,
strabiliante invenzione,
ci si mangiano i problemi
insieme con la soluzione.
Un capitolo a pranzo,
un capitolo a cena,
e la Storia è digerita
con tutti i retroscena.
Una pagina al giorno
con un pò d'acqua minerale,
e al cervello via esofago
va l'analisi grammaticale.
Che bellezza con gli amici
far merenda in compagnia
sbocconcellando un trattato
di mineralogia....
Chi ha lo stomaco buono
può diventare dottore
studiando a due ganasce
in meno di ventiquatt'ore.
Ma in attesa che l'invenzione
ottenga il brevetto di Stato,
ti conviene studiare
come s'è sempre studiato.

Favole alla rovescia

C'era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto,
E in mezzo al bosco
dov'è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccettto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone..
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.

Qualche volta le favole
succedono all'incontrario
e allora è un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa
i nani della foresta,
la Bella Addormentata non si addormenta,
il principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella e fa
la guardia alla pentola.

L'avventura dello zero

C'era una volta
un povero Zero
tondo come un o,
tanto buono ma però
contava proprio zero e
nessuno
lo voleva in compagnia.
Una volta per caso
trovò il numero Uno
di cattivo umore perché
non riusciva a contare
fino a tre.
Vedendolo così nero
il piccolo Zero,
si fece coraggio,
sulla sua macchina
gli offerse un passaggio;
schiacciò l'acceleratore,
fiero assai dell'onore
di avere a bordo
un simile personaggio.
D'un tratto chi si vede
fermo sul marciapiede?
Il signor Tre
che si leva il cappello
e fa un inchino
fino al tombino...
e poi, per Giove
il Sette, l'Otto, il Nove
che fanno lo stesso.
Ma cosa era successo?
Che l'Uno e lo Zero
seduti vicini,
uno qua l'altro là
formavano un gran Dieci:
nientemeno, un'autorità!
Da quel giorno lo Zero
fu molto rispettato,
anzi da tutti i numeri
ricercato e corteggiato:
gli cedevano la destra
con zelo e premura
(di tenerlo a sinistra
avevano paura),
gli pagavano il cinema,
per il piccolo Zero
fu la felicità.

Gli odori dei mestieri

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio,
di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'è buon odore,
I fannulloni, strano però,
non san di nulla e puzzano un pò.

I colori dei mestieri

Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s'alzano prima degli uccelli
e han farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell'officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano un dito
ma il loro mestiere non è pulito.

255 Lifting_Shadows, 20/05/11 05:45

Mi hai riportato indietro alle elementari, quando ci insegnavano queste poesie :) e io le ripetevo in macchina ogni mattina, tanto che alla fine le imparò anche mamma, anche se avevamo un'inspiegabile predilezione per "Davanti San Guido" di Carducci.

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!