Le cose che odiate di più; pagina 77

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1141 thundergoat, 1/02/12 17:33

@ Andrea:

Sei un pozzo di sapienza! Grazie per le delucidazioni, evidentemente non avevo compreso bene le leggi.
I dati comunque erano crittografati, solo le cose di pubblico dominio non le crittografo.

@ Amexis:
Grazie per il link all'articolo, spero ci sia qualche possibilità per riavere i file per i non residenti negli stati uniti.

Io aspiro ad una società dove non esista il denaro e che tutto il sapere, software ecc.. sia di dominio pubblico, con licenza GPL.
Ovviamente tenendo la proprietà privata.
Devo dare però ragione ad Andrea, non è possibile, almeno attualmente e in questa società, avere il copyleft su musica, cinema e il resto del contenuto multimediale frutto di un gruppo di lavoro ristretto.
Purtroppo non avendo una conoscenza approfondita in merito non posso dare ulteriori giudizi. Approfondirei anche, ma in futuro, ora devo rimanere concentrata su sto schifo di scuola.

1142 ghiekorg, 1/02/12 18:09

thundergoat ha scritto:
Io aspiro ad una società dove non esista il denaro e che tutto il sapere, software ecc.. sia di dominio pubblico, con licenza GPL.
Ovviamente tenendo la proprietà privata.
Devo dare però ragione ad Andrea, non è possibile, almeno attualmente e in questa società, avere il copyleft su musica, cinema e il resto del contenuto multimediale frutto di un gruppo di lavoro ristretto.

sì, è un po' come il discorso "sarebbe bello vivere tutti liberi però senza polizia oggi non si può stare" che è corretto. però non vedo la soluzione nell'aumentare il numero di poliziotti. [il mio è un esempio, spero di non essere andato fuori policy].

secondo me si potrebbe avere se accostato ad un incoraggiamento alla libera offerta, o ad altre forme di guadagno. tanti amici che suonano mi hanno detto "eh non ci fosse la siae faremmo più soldi".
Lo stesso stallman ha proposto una tassa sulla connessione internet ripartita tra gli artisti usando la radice cubica. questo ha già più senso. vedo più utile una cosa così che una legge per chiudere l'inchiudibile. come trovo giusto il poter condividere e provare qualcosa prima di comprarlo.

a mio avviso comunque stallman nell'articolo parla di "free" inteso come 4 libertà. infatti dice "Modifying [2a libertà] art can be a further contribution to art, but it is not crucial to be able to do that today. If you had to wait 10 years for the copyright to expire, that would be ok" quindi non parla di sharing. infatti l'articolo finisce con "Elsewhere Richard has mentioned that the minimal freedom everyone should have with digital works is non-commercial sharing".

magari però ho capito male il discorso :D

1143 Lifting_Shadows, 1/02/12 20:12

Nick ha scritto:
...per forza se i vecchi non insegnano un pò di educazione, chi orienta Noi giovincielli..

Ecco un po' di cazziatoni del passato

Evitiamo le chat OT https://www.veganhome.it/forum/questo-sito/evitiamo-chat/

Non postate immondizia https://www.veganhome.it/forum/questo-sito/non-postate-immondizia/
Predica sul quoting https://www.veganhome.it/forum/questo-sito/predica-sul-quoting-leggete-tutti/
Contenuti illegali nei post https://www.veganhome.it/forum/questo-sito/contenuti-illegali-nei-post/
Notare che mi è venuto da ridere a leggere tutte le simpatiche canagliate che combiniamo, però devi sapere che c'è una formula magica che ci fa tornare subito seri ed è "chiudere il forum", infatti Marina l'ha usata nella sua ultima predica e come puoi ben notare, a differeza dell'atra, nessuno ha neanche risposto.

Abbiamo però l'assicurazione di Carlo sul suo profilo https://www.veganhome.it/profili/carlovegan/

1144 Nick, 1/02/12 20:46

Lifting_Shadows ha scritto:
Ecco un po' di cazziatoni del passato

hahahaha grande Lif carina la carrellata:))

Abbiamo però l'assicurazione di Carlo sul suo profilo https://www.veganhome.it/profili/carlovegan/

ahahhaha, mi chiedo però se ha veramente rispettato la promessa!?
Va bè Carlo ne ho io una giusta giusta per te:

Dobbiamo imparare bene le regole, in modo da infrangerle nel modo giusto. (Dalai Lama)

1145 Guest, 1/02/12 21:15

Lifting_Shadows ha scritto:
... a differeza
dell'atra, nessuno ha neanche risposto.

Nessuno HA OSATO rispondere!

1146 Andrea, 1/02/12 23:58

ghiekorg ha scritto:
Quello che intendo è che se io scrivo un libro e questo libro viene scaricato da milioni di persone diventerò molto famoso. E la fama porta soldi indirettamente (ti invitano ad un festival, fai una presentazione, ecc).
[ ... ]

A questo e alle altre osservazioni analoghe che non cito per non appesantire rispondo con due cose già dette:

1) Non possiamo giudicarlo noi. Chi ha dedicato la vita al software libero, le persone assolutamente più intransigenti in merito hanno ammesso che per loro non c'è la possibilità di avere musica, libri, cinema ecc. ecc. senza vietarne la copia. Addirittura ammettono l'uso di musica e grafica non libera nei videogiochi se il motore del gioco è software libero. E si parla di musica per videogiochi, non di un CD musicale in sé.

E si tratta di persone che, diciamolo, hanno sperato di arrivare alla conclusione opposta.

2) Le decisione spetta agli autori, non a noi.

Un po' come i gruppetti sconosciuti che regalano i dischi per farsi pubblicità. mi viene in mente truce baldazzi, zero talento, ma solo perchè ha messo gratis le sue "opere" in giro ora farà un tour e farà qualche soldo. se avesse fatto un cd che uno doveva pagare 20 sacchi sarebbe ancora a casa.

Infatti abbiamo sempre più musica, film e libri da zero talento! Io spero invece che ci sia sempre gente che può stare 2 anni a scrivere un romanzo a tempo pieno e poi pubblicarlo. Gruppi di 5 persone che possono comporre musica per 2 anni e poi sfornare un disco ecc. ecc. I miei musicisti preferiti suonano ore al giorno per fare pratica, la musica deve dare un guadagno

chiunque lo fa ad inizio carriera (che faccia il cantante o lo scrittore o il grafico), fa pagare poco per farsi pubblicità.

Esatto, ma è una sua scelta e lo fa ad inizio carriera. Anche se apri un'azienda d'altra parte lavori qualche anno in perdita per farti conoscere, questo non autorizza qualcun altro a farti lavorare in perdita per tutto il resto della vita.

si qui hai ragione. però parlando delle grandi aziende io sto più dalla parte del ragazzino che non c'ha i soldi per i dischi che da quella degli attori che guadagnano miliardi. [ ... ]
a me piacerebbe farmi delle collezioni di dischi [ ... ] loro non so se rinuncerebbero a tutti i privilegi.

Il ragazzino che non ha i soldi però è solo uno dei tanti che scaricano. (Inoltre il ragazzino medio spende centinaia di euro l'anno in piani tariffari per gli smartphone basta guardare quanti ne hanno sugli autobus e il costo minimo mensile di questi apparecchi).

Quando paghi un film o un CD non stai pagando solo la star miliardaria ma tutti, dall'operaio che rischia al vita ogni giorno per montare il set di un film, a chi pulisce i bagni della troupe. Mi sa che il 90% di chi scarica vive meglio del 90% di chi lavora per produrre il materiale scaricato

Inoltre quando paghi un film o CD stai dando soldi a chi lo fa per guadagnarci e, dal punto di vista egoistico, fai sì che ne girino/producano altri. Le case discografiche ecc. non sono dei mecenati, producono se conviene
economicamente.

i dischi sono sempre stati un furto anche prima. non è un discorso che amo particolarmente, però se la universal o la warner invece di lucrare così tanto fossero un pò' più oneste forse più gente comprerebbe film e musica.

Io non credo, chi pagherebbe quello che può avere gratis? Poi mi pare che in realtà costino pochissimo. 15-20 EUro per un CD è una cifra molto bassa. Una pizza e una birra ti costano di più, hanno un prezzo all'origine praticamente nullo e non ti danno emozioni per anni e anni (parto dal presupposto che la gente riscopra la musica e non che scarichi quello che capita.)

Se poi si va su cose più vecchie per 5-10 euro trovi dischi che hanno fatto la storia della musica. Un CD storico dei Led Zeppelin costa quanto un'applicazione stupida per il cellulare, o quanto 5 caffè. E una manciata di dischi del genere hanno reso la mia vita migliore. Io non ho mai avuto molti soldi ma non riesco a pensare a una spesa migliore rispetto a libri e musica (escluse attività benefit ovviamente).

non capisco questo passaggio, perchè prima si adesso no? (forse è questo il punto in cui non siamo d'accordo)
io non vedo le case discografiche in rovina, le sw house, le etichette...

Prima facevi la copia a un amico ma questa non si diffondeva a macchia d'olio. Io ad esempio ammetto di averlo fatto (registrato e fatto registrare per me). Ma alla fine la maggior parte dei dischi li dovevi comprare perché non conoscevi nessuno che li aveva. Quindi c'era un equilibrio: io compravo le cose che mi piacevano di più, i miei amici lo stesso, e poi qualcosa ci si copiava a vicenda. Le vendite non ne erano influenzate, era pubblicità per i musicisti.

Ora pochi minuti dopo l'uscita di un album lo trovi su internet. Questa non è più pubblicità, semplicemente nessuno compra più dischi.

Come dicevo la posizione che mi apre più sensata è quella di limitare la condivisione quanto basta per garantire la sopravvivenza della forma d'arte o intrattenimento. Questo per inciso è lo scopo del copyright nella costituzione statunitense se non sbaglio.

Per fare un esempio in un intervista gli Helloween parlavano di un loro album la cui pubblicazione era stata annullata dalla casa discografica, che aveva semplicemente valutato che non sarebbero mai rientrati nei costi sostenuti. I loro fan sono insorti e per rispondere il gruppo ha fatto un sondaggio tra di loro: una cosa tipo il 95% di loro (fan storici del gruppo, non persone qualunque) lo avevano scaricato senza pagarlo.

io non amo un certo tipo di discorso comunque. Però credo che le idee siano informazioni. e che sia più importante informarsi e migliorare intellettualmente che far guadagnare miliardi alle aziende.

Ci sono vari problemi:
- non paghi le aziende ma tutta una serie di lavori dal più "umile" alla star strapagata
- se le aziende non guadagnano più dalle opere che ci informano e migliorano intellettualmente noi restiamo senza

- si potrebbe obiettare che ci sono tante opere che arricchiscono e che non sono fatte da aziende che guadagno miliardi ma è ancora peggio: hanno ancora meno possibilità di produrle senza gli introiti delle vendite

condivisione. ok hai ragione, non su tutto. però lo vedo nella musica. nell'informazione.
io credo che se il mondo funzionasse perfettamente secondo il copyright vivremmo in un mondo forse con gente più ricca ma con molta meno cultura.

Pare sia il contrario: la cultura legata a musica, libri attuali, film ecc. non ha possibilità di andare avanti senza un copyright restrittivo. Non ci sono mai stati esempi contrari (vedi sopra il discorso di Stallman e FSF su musica e arte libere).

per dire, tutte le info di questo sito hanno richiesto molta fatica. però se vi faceste pagare per entrare saremmo un centesimo credo.

Questo sito è un lavoro collettivo, le ricette, le informazioni sul forum, il database dei locali ecc sono inserite da voi utenti. E' un lavoro collettivo come il software, non un'opera come un romanzo o un disco.

Ma poi qui non si parla di far pagare o meno (il software libero spesso si paga) ma di far riprodurre o meno. Sposto quindi l'esempio ai materiali prodotti da AgireOraEdizioni (non quelli che ci limitiamo a distribuire e sul cui copyright non abbiamo controllo): noi ne permettiamo la redistribuzione ma è un'attività non-profit. Questo si fa per gli animali, si lavora di giorno e si fa attivismo la notte. Non lo farei mai per far leggere alla gente un romanzo. O meglio, potrei farlo per il primo, che potrei decidere di cedere al pubblico, ma poi dovrei trarne minimo il sostentamento.

invece io credo che se leggo 10 libri poi posso scriverne uno anche io o possiamo scriverne uno insieme migliore.

OK, però nessuno è riuscito a farlo e a guadagnarsi da vivere facendolo. Stephen King aveva fatto un esperimento del genere fallendo. Neppure un autore così famoso è riuscito ad andare in attivo (nel suo caso ovviamente non è un problema ma lo sarà per il prossimo Stephen King ancora in erba).

ok infatti se ci guadagni è giusto che paghi. però non puoi denunicare un ragazzino che usa photoshop per levarsi gli occhi rossi. infatti la adobe mette già i programmi interi da scaricare cosi uno lo prende, cerca una crack e lo usa. e se un domani avrà un azienda comprerà quello perchè lo conosce già.

Questo però è un caso particolare, è come dire che rubare nelle case va sempre bene perché nel raro casi in cui sei un poveraccio e vedi la porta aperta in casa di un mafioso non fai niente di male.

come faccio però a crearmi da zero una cultura di libri se i libri non ho i soldi per leggerli?

Come ha fatto la FSF: hanno comprato OS proprietari e ci hanno costruito sopra software libero rimpiazzando pezzo per pezzo.

Ascolti musica alla radio, compri qualche CD (Anche se spendi 2000 euro in CD è niente in confronto al costo del tempo che dedichi a comporre musica tu), vai in biblioteca a leggere libri, te li fai prestare dagli amici, li compri alle bancarelle dell'usato e poi crei tu nuove opere di cui permetti la ibera condivisione. Perché a differenza del software nessuno lo hai mai fatto con successo?

è un po' come "come
faccio a crearmi un sw se hanno brevettato alcune stringhe?"

Ripeto che i brevetti non c'entrano. Chiaro che se qualcuno brevettasse l'idea di mettere una spia come protagonista si un libro o un innamorato respinto al centro di un film sarebbe impossibile creare nuove opere. Questo è quello che cercano di fare coni brevetti sul software: brevetto il concetto di filtro che toglie gli occhi rossi quindi nessuno può fare un filtro con questa funzionalità tranne me. Ma non esistono brevetti per libri, cinema, TV, musica quindi questo argomento non c'entra. Se ci fossero proposte in tal senso dovremmo ovviamente combattere per bloccarle.

1147 Andrea, 2/02/12 00:02

thundergoat ha scritto:
Io aspiro ad una società dove non esista il denaro e che tutto il sapere, software ecc.. sia di dominio pubblico, con licenza GPL.
Ovviamente tenendo la proprietà privata.
Devo dare però ragione ad Andrea, non è possibile, almeno attualmente e in questa società, avere il copyleft su musica, cinema e il resto del contenuto multimediale frutto di un gruppo di lavoro ristretto.

Mi pare che Stallman abbia proposto un copyright limitato a 10 anni (20 per i film perché richiedono investimenti enormi) ma che possa variare a seconda dell'oggetto trattato. In pratica chi vuole le novità le paga e non le può condividere liberamente per non danneggiare gli autori ma dopo un certo periodo di tempo quando chi le ha create ha avuto il suo guadagno diventano patrimonio collettivo.

Questa cosa mi piacerebbe molto.

Per i libri magari 5-10 anni. Per la musica non saprei onestamente. Per l'attualità anche pochi giorni, sarebbe bello se dopo 1 settimana i telegiornali fossero redistribuibili tanto non si fa concorrenza agli originali in questo caso, nessuno dice: "non guardo il telegiornale perché saprò tra 7 giorni cosa è successo oggi".

Chi non può permettersi film, videogiochi, libri ecc. devo solo accontentarsi di essere qualche anno indietro rispetto alle novità, che comunque non è un problema, se ogni anno escono N nuovi libri allora ogni anno ci sono N nuovi libri di 5 anni prima che diventano condivisibili e avremmo tutto N libri a disposizione ogni anno.

Per le serie televisive magari 1-2 anni sarebbero sufficenti.

Stallman, sempre se non sbaglio, suggeriva di partire con un tempo relativamente lungo (diverso a seconda dell'opera tutelata) e poi accorciarlo il più possibile valutando man mano la sostenibilità per gli autori e fermandosi quando si inizia a rendere difficile creare nuove opere.

Credo che sarebbe il compromesso ideale che accontenterebbe un po' tutti.

1148 Guest, 2/02/12 00:17

Andrea ha scritto:
Ora pochi minuti dopo l'uscita di un album lo trovi su internet. Questa non è più pubblicità, semplicemente nessuno compra più dischi.

E' logicamente ovvio che non si può parlare di pubblicità.. però è anche vero che tu parli di disco quando in realtà credo che la maggior parte delle persone non scarichi mai l'intero disco di un cantante (a meno che quel cantante piace parecchio).. cioè... la musica è diventata talmente "monotona" che difficilmente andrai a cercare un brano che fa parte del disco ma che non ti è mai stato propinato già in tv o alla radio... (sto parlando di musica commerciale eh.. non altro genere..).. in questo modo ascolti i brani che ti piacciono con meno di 1 euro... in un solo cd fatto in casa..piuttosto che spendere 30 euro per 30 brani dei quali sarebbero stati ascoltati (forse) una decina.. (parlo sempre del "commerciale..")..

Diciamo pure che la colpa è anche della musica...
scadente..

Perchè in fin dei conti che apprezza la musica (o comunque tutte le melodie dell'intero disco in vendita) fa già quello che dici tu!
Ovvero comprare il cd!

1149 ghiekorg, 2/02/12 00:55

Andrea ha scritto:
Mi pare che Stallman abbia proposto un copyright limitato a 10 anni (20 per i film perché richiedono investimenti enormi) ma che possa variare a seconda dell'oggetto trattato. In pratica chi vuole le novità le paga e non le può condividere liberamente per non danneggiare gli autori ma dopo un certo periodo di tempo quando chi le ha create ha avuto il suo guadagno diventano patrimonio collettivo.

Questa cosa mi piacerebbe molto.

sono d'accordissimo (a me fa pure schifo la roba di adesso, quindi sarebbe perfetto :D )

Chi non può permettersi film, videogiochi, libri ecc. devo solo accontentarsi di essere qualche anno indietro

qui però secondo me c'entra il discorso di informazione e bene comune. ok, la musica è un pessimo esempio, e effettivamente hai ragione, è sbagliato se uno non vuole (anche se secondo me non ha tutto questo danno come dicono, anzi. però questo è un mio pensiero). però le grandi invenzioni che possono migliorare le cose andrebbero condivise subito.
se passa troppo tempo chi paga sarà avantaggiato. un po' come il numero chiuso delle università. se uno paga entra. sennò rimane capra (e non è vero che ci sono le borse di studio. io l'ho presa 3 anni su 3 e con 1000 euro ci vivo giusto 3 mesi (solo perchè sono ligure, sennò uno normale ci fa se va bene un mese e mezzo)). vogliamo che chi insegna ci guadagni? troviamo un altro modo, ma non impediamo alla gente di apprendere.

e poi, ultima cosa sennò diventa un 3d sul copyright, è vero che pago anche l'operaio col cd. però la fetta grossa che fa la differenza la prende l'etichetta. ed è quello che non voglio. arricchire chi ne approfitta. io i soldi li voglio dare a chi voglio io, a chi ha fatto il lavoro. io compro i libri anche se sono gratis e scaricabili perchè è giusto supportare un artista che ti piace. però non voglio pagare la super azienda (infatti li prendo da editori sconosciuti).
il futuro secondo me sarà offerte libere (ma bisogna istruire la gente. o sennò lo capirà da sola quando non ci saranno più dischi) e scambio libero.

1150 thundergoat, 2/02/12 00:56

Io se posso evito di comprare. Se trovo delle cose che mi piacciono in Creative Commons allora non ci penso due volte a scaricare, altre volte (ma con gruppi che distribuivano la loro roba gratuitamente ma poi il link di scaricamento era scaduto) ho mandato delle mail chiedendo gentilmente una copia della loro canzone.

Comprare l'ho fatto poche volte, sempre da siti online perché la musica che ascolto io non la trovo nei negozi di città, ho bisogno di cose specifiche.

La maggior parte delle volte invece mi fiondo su youtube, lastfm, librefm, jamendo ecc... e ascolto da lì.

1151 ghiekorg, 2/02/12 01:07

thundergoat ha scritto:
Comprare l'ho fatto poche volte, sempre da siti online perché la musica che ascolto io non la trovo nei negozi di città, ho bisogno di cose specifiche.

io ho comprato un disco di un chitarrista francese sconosciuto e ho aspettato due mesi prima che arrivasse. però adesso ho un cd fantastico che non uso nemmeno (l'ho passato in mp3 per non usarlo). e mi va bene così.
però credo che chiunque possa ammettere che non comprerebbe tutto quello che scarica (la roba utile sarà l'1%). lo fa perchè può. quindi non è un passivo nel bilancio. esser stronzi è quando non si vogliono cacciare mai i soldi e voler continuare ad avere lo stesso. a me infatti frega poco che megavideo non ci sia più. però sicuro non vado al cinema adesso. quindi di fatto nel mio caso per loro è cambiato poco. in compenso vado ai concerti

1152 Andrea, 2/02/12 01:21

Guest ha scritto:
Diciamo pure che la colpa è anche della musica... scadente..

Perchè in fin dei conti che apprezza la musica (o comunque tutte le melodie dell'intero disco in vendita) fa già quello che dici tu!
Ovvero comprare il cd!

Il problema è ceh è proprio la musica scandente a non soffrire della "pirateria" perché costa poco e molti la comprano per moda quindi preferiscono il CD con le foto come fosse un gadget. Ma la musica non commerciale fatta con strumenti veri e con i suoi tempi per la composizione (esempio degli Helloween) la vedo male..

1153 ghiekorg, 2/02/12 01:34

Andrea ha scritto:

Ma la musica non commerciale fatta con
strumenti veri e con i suoi tempi per la composizione (esempio degli Helloween) la vedo male..

però non si rischia di chiuderla ancora di più (proprio perchè non commerciale ha bisogno di pubblicità per vendere)?
voglio dire gli spiral architect hanno impiegato 5 anni a fare un disco. e dal 2001 lavorano al prossimo ( -.-'). se ci fosse un copyright stretto venderebbero 4 dischi a 4 scappati di casa in norvegia. invece sono riusciti anche a fare un tour.
forse ci vorrebbe un equilibrio per permettere ai piccoli di emergere (aprendo il copyright) e ai grandi di non subire perdite enormi (chiudendolo).
a me piace l'idea della ripartizione in base alla radice cubica. sei famoso 1000? prendi 10, sei famoso 500? prendi 8.

1154 Andrea, 2/02/12 09:16

ghiekorg ha scritto:
(anche se secondo me non ha tutto questo danno come dicono, anzi. però questo è un mio pensiero)

Però, ripeto, il tuo parere o il mio contano poco rispetto a chi per tuta la vita ha cercato di trovare modelli sostenibili per la condivisione di musica e cinema senza riuscirci.

però le grandi
invenzioni che possono migliorare le cose andrebbero condivise subito.
[ ... ]

Questo non lo metto in dubbio, ma questo non c'entra con musica, cinema e lettura! I brevetti sulla tecnologia, scienza e informatica e il copyright su arte e intrattenimento sono cose completamente diverse.

è vero che pago anche l'operaio col cd. però la fetta grossa che fa la differenza la prende l'etichetta. ed è quello che non voglio. arricchire chi ne approfitta.

Per me va benissimo, però allora non si comprano i prodotti delle grandi aziende. Si rinuncia a una cosa che si vorrebbe per seguire la propria etica, benissimo.

Ma poi cosa vuol dire "chi ne approfitta"? Nessuno obbliga un autore o un musicista a firmare con qualcuno piuttosto che con un altro. Se firmano con le major è perché conviene anche a loro. Se non ci fosse "chi ne approfitta" non avremmo il 99% della musica, cinema, libri.

Non so, è come se tu dicessi che è giusto usare gratis i servizi di una (ipotetica) grossa azienda per cui lavoro perché non vuoi dare i soldi a loro. Non che mi fai un grande piacere perché a quel punto il mio lavoro diventa superfluo e lo perdo.

Oltre al fatto che trovo giusto che il grosso del guadagno vada a chi ha rischiato per mettere su una realtà in cui io vado a lavorare comodo comodo senza rischi. Non ho mai avuto problemi con questo. Ci sono artisti che decidono di lavorare con distributori indipendenti altri che firmano con le major sapendo che il grosso dei soldi va ad altri. Scelta loro, non nostra a mio avviso.

Non hai modo di pagare l'operaio e non il produttore strapagato: o paghi entrambi o nessuno dei due.

io
compro i libri anche se sono gratis e scaricabili perchè è giusto supportare un artista che ti piace. però non voglio pagare la super azienda

Ma è la super azienda che paga lo stipendio all'artista. E comunque o compri e paghi entrambi o non compri e non paghi nessuno. Oppure compri solo da piccole realtà indipendenti però anche se in fatto di musica non ho gusti molto commerciali praticamente tutto quello che ascolto è prodotto da major.

1155 Andrea, 2/02/12 09:38

ghiekorg ha scritto:
però non si rischia di chiuderla ancora di più (proprio perchè non commerciale ha bisogno di pubblicità per vendere)?

Ripeto (poi però lascio questa discussione perché stiamo ripetendo le stesse cose all'infinito :) ):

1) Pare di no. Mi fido del fatto che entrambi gli opponenti (industria cinematografica discografica ecc.) e sostenitori della libera condivisione (nel senso di FSF, non di "voglio scaricare tutto gratis") dicano che al contrario la ucciderebbero.

Quando non c'era internet a la copia era manuale tra amici le case discografiche l'hanno sempre tollerata, proprio perché era pubblicità Ora non più, su questa scala non lo è più.

2) Non possiamo deciderlo noi. Se tu hai uno studio grafico e io penso che mettere a disposizione tutti i lavori che fai come template riutilizzabili sia un aiuto per la tua attività e per la collettività posso suggerirtelo, ma se tu non vuoi farlo non posso mettermi a distribuirli per te. Piuttosto posso creare dei template miei e metterli a disposizione (se riesco anche a guadagnarci e dimostrarti la fattibilità della cosa magari tu e altri seguite il mio esempio, questo è appunto il modo in cui è nato il software libero)

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!