Naturalmente in onda alle ore piu' disperate perchè non vorrei mai che troppa gente le vedesse certe cose.... (mezzanotte inoltrata)
Dunque, si parla di virus H1N1, prima detta influenza A, prima ancora influenza suina (a cui è stato cambiato il nome dopo pressante richiesta degli allevatori, e almeno questo è stato detto chiaramente), in origine peste suina nel 2007.
I piu' grandi allevatori mondiai di suini sono situati in Messico, Romania e Polonia: in particolare a Timisoara una multinazionale americana acquistò gli stabilimenti appartenuti al governo comunista ancor prima della sua caduta ed andò ad investire diverse migliaia di dollari per ampliamenti e riconsolidamenti; risultato? nel 2007 origina la prima peste suina.
La famigerata SMITHFIELD, questo è il suo nome, declina ogni responsabilità e dopo aver pagato migliaia di euro di multa anche per inquinamento ed impatto ambientale (scaricavano liquami nei canali di irrigazione fra le case)abbatte la bellezza di 67.000 suini e non potendo trasportare "il materiale pericoloso" vengono arse le carcasse in un inceneritore appositamente ricavato alle spalle degli allevamenti. Ma non fu una grande perdita per un'azienda che sforna ben 2 milionidi capi all'anno.
L'amm.re delegato ha smentito le accuse rivoltegli dalle locali agenzie di controllo (il ns. equivalente di asl veterinaria credo)adducendo che la Romania è notoriamente una zona endemica di peste suina e che è noto che "i portatori delle malattie sono i cinghiali venuti in contatto con i suini" (avranno scavalcato i muri e oltrepassato le sbarre delle piccole finestre dei capannoni??? n.d.r.)
La conduttrice non ha detto chiaramente che il legame tra allevamenti intensivi e malattie sia molto stretto, ma non ha nemmeno difeso quel cretino del a.d. e anzi, la conduzione metteva costui abbastanza in cattiva luce finché (apriti cielo) hanno nominato e dato spazio alla contro informazione della COMPASSION WORLD FARMING ONG e mandato in onda un filmato agghiacciante (non per noi ormai) sulle ispezioni effettuate in u.s.a. ed europa, intervistando anche la loro rappresentante italiana ANNAMARIA PISAPIA che ha fermamente sottolineato la enorme sofferenza che gli animali patiscono in queste fabbriche. Sul link del filmato si conclude la trasmissione.
http://www.pigbusiness.co.uk/