Pisa, laureanda in Veterinaria accusata di maltrattamenti su levrieri

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1 tiziana, 11/01/07 20:30

spero di nn postare un doppione, ma nn mi pare di aver trovato in questo forum questa notizia

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Da un forum di appassionati di Rottweiler, si apprende la tragedia di una giovane studentessa di veterinaria all'università di Pisa, attiva anche nel mondo televisivo con consulenze di vario genere sugli animali, che, dopo aver preso in affido due levrieri, li ha maltrattati, non curandosi della loro salute e portandone uno alla morte. Inutili i soccorsi della clinica veterinaria "Cascina" - Via T. Romagnola, 338 - 56012 Fornacette (Pisa). Questa struttura, altamente professionale, ricca di ottimi veterinari per 15 gg ha ricoverato e tenuto sotto controllo medico, la femmina di greyhound maltrattata. Tutto staff di medici veterinari e ausiliari, hanno curato e amato la grey. (Sul sito di affidi si legge la storia: http://www.adozionilevrieri.it/spiegazione...rattamento.html) Ecco la vicenda: "Purtroppo è accaduta in data 4/12/06 una vicenda che mai ci saremmo aspettati, una storia che non ci ha fatto dormire, che ci ha fatto infuriare e che ci ha dato tanto dolore. Abbiamo dato in adozione due greyhounds, un maschio ed una femmina ad una persona che si è rivelata MOSTRUOSA. Avevamo valutato scrupolosamente la richiesta, chiesto ed avuto informazioni rassicuranti, referenze veritiere anche da parte di veterinari ….insomma ci sentivamo tutti tranquilli. E invece abbiamo scoperto un'atroce realtà, un caso di maltrattamento crudele nei confronti di due dolcissime creature", raccontano i
gestori del sito. E continuano: "Sentivamo molto spesso l'adottante ricevendo notizie rassicuranti e racconti di episodi idilliaci. Nessuna foto, però. Non che le foto ci lascino completamente tranquilli, ma in questo caso il ritardo ci aveva sorpreso. Così abbiamo iniziato ed insistere ed a proporre un incontro con una nostra volontaria Maria Paola. Tra un rinvio e l'altro è passato un po' di tempo fino ad arrivare al silenzio assoluto: nessuna risposta al telefono. La nostra volontaria in zona, che non ringrazieremo mai abbastanza, si è quindi rivolta ai carabinieri che hanno contattato questa persona invitandola a presentarsi in caserma l'indomani. Il giorno dopo uno di noi si è recato all'appuntamento……la persona
si è presentata con uno dei due cani, visibilmente denutrito ( 20 kg….era 30), e molto sporco e infestato da pulci". A questo punto interviene la legge: "Con non
poche insistenze i Carabinieri si sono fatti accompagnare all'abitazione e subito si è presentato uno scenario da incubo: stanze sporche di tutto, feci e urine ovunque, odore insopportabile..l'altro cane, una femmina, giaceva
in mezzo a pulci e sporcizia, tutti pensavano che fosse morta. E' difficile descrivere. I due sono stati subito portati in Clinica veterinaria, i medici pensavano che la femmina fosse morta, pesava 14 kg….. e aveva temperatura corporea di 36°- una femmina alta 70 cm di circa 32Kg al momento dell'adozione -Entrambi i cani erano ricoperti di pulci ed escrementi di pulci, il maschio è a casa nostra, lo stiamo curando per la denutrizione ed i vermi e speriamo che non abbia conseguenze. La femmina è ancora ricoverata in Clinica, non è ancora fuori pericolo e speriamo con tutto il cuore che ce la possa fare". Con tanta amarezza: "Cosa possiamo ancora dire, per noi è stata una tragedia incappare in un essere che riduca appositamente (nessuno aveva imposto i cani, che ovviamente avremmo subito ripreso se non potevano essere tenuti) degli animali in questo stato. Ora stiamo predisponendo la denuncia e speriamo che ci sia una punizione esemplare, (la persona che ha fatto tutto ciò è nel mondo cinofilo). Anche se noi ora abbiamo perso la serenità". Sul forum si legge: "Nessun cane, essere vivente, deve essere "analizzato" o toccato da questo mostro, che si spaccia per PROFESSIONISTA, e presto, se non viene fermata, si laureerà. Questa donna deve essere fermata, ho trovato diversi forum dove lei un giorno prima del ritrovamento dei nostri cani, dava CONSIGLI sul comportamento animale....ASSURDO, non è malata, è LUCIDISSIMA...mortalmente consapevole di ciò che ha fatto, non ha rimorsi, tanto che non ha mai contattato nessuno di noi. Noi siamo a buon punto...non dico di più, ma dobbiamo fare molte pressioni pubbliche con l'ateneo di Pisa, vi prego innondateli di mail...è una piccola cosa, che serve a far sentire che molta gente sa di questo grave episodio...che non si dimentica.... E' una cinofila toscana, molto conosciuta soprattutto nell'ambiente
'rott' di cui possiede esemplari. Uno di questi è morto
in circostanze ora sospette. Ha anche un sito, studia all'università di Pisa e stà per laurearsi. DEVE essere allontanata dall'ambiente, deve non sporcare l'identità
dei cinofili, della razza, deve essere trattata come merita. Magari ha scritto molto bene come sa fare (e questo è ancora più allucinante) su questo forum, decantando modi per far star meglio il cane, ecc".

2 tiziana, 11/01/07 20:31

Per leggere l'intera discussione:

http://www.rottweilermagazine.it/modules.p...ic=3986&forum=3 per vedere le foto (attenzione foto cruente per le persone sensibili)

http://www.adozionilevrieri.it/spiegazione_maltrattamento.html

3 tiziana, 11/01/07 20:32

aggiornamenti dicono che la femmina e' in seguito morta!

4 tiziana, 11/01/07 20:34

QUESTA E' LA RISPOSTA DEL PRESIDE DELLA FACOLTA' DI MEDICINA VETERINARIA DI PISA A CHI GLI HA SCRITTO PER CHIEDERE CHE QUESTO ESSERE NN SI LAUREI MAI!!!

Cari amici,
avrei voluto rispondere a ciascuno di voi singolarmente, ma la varietà di argomentazioni con le quali ciascuno di voi ha voluto - con giusta motivazione - evidenziare i fatti e sollecitarmi a provvedimenti, mi ha convinto ad una risposta "collettiva", che meglio mi consente di chiarire
a tutti voi la posizione mia personale e dell'Istituzione che rappresento.
Quindi questa mia non è una risposta burocratica, un banale "notify to sender" che non fa comprendere il grado di partecipazione mio e di tutta la mia Facoltà. Anzi, è esattamente il contrario: la rappresentazione di quanto questa terribile vicenda ha turbato e coinvolto tutti noi. Inutile che vi dica che è stato con profonda amarezza che sono venuto a conoscenza della tristissima vicenda che ha ridotto in fin di vita Lisa e Zucchero, i due levrieri dati in affidamento dalla Associazione Greyhound Adopt Center Italy, amarezza resa ancor maggiore dalla notizia che Lisa, due giorni prima di Natale, non è riuscita a farcela.
E, se possibile, mi amareggia ancora di più, come Preside e come docente della Facoltà di Medicina Veterinaria, venire a sapere che una nostra studentessa potrebbe essere implicata in questa terribile vicenda. Uso il condizionale non solo perché, in uno Stato di diritto, la colpevolezza - prima di poter essere dichiarata - deve essere accertata, e accertata dalla Magistratura; ma anche perché - ad oggi - non ho ancora potuto prendere visione della denuncia dei fatti che - a quanto mi risulta - dovrebbe essere stata presentata in questi giorni, e dalla quale emergerebbe l'effettivo coinvolgimento di questa nostra studentessa.
Ma la quantità di notizie che sto ricevendo - sia pure, per ora, in maniera frammentaria e del tutto informale - mi fanno temere che questa mia sia solo una flebile speranzaŠ In tutti questi anni di ricerca e di docenza, gli sforzi miei e di tutti i miei colleghi hanno sempre avuto lo scopo di formare professionisti seri sia nel campo della Medicina Veterinaria che - da tre anni a questa parte - in quello dell'allevamento e dell'addestramento del cane: proprio nell'intento di tutelare il benessere degli animali e di impedire che essi siano sottoposti a metodiche di addestramento coercitive e brutali.
Non vi nascondo che nutro la speranza - ma, temo, assai fievole anch'essa - che esista una qualche spiegazione a tutta questa triste vicenda: voglio continuare a sperare, solo perché conosco la passione e l'amore che i nostri studenti mettono nell'apprendere il "mestiere" di allevatore e di addestratore che noi, con altrettanta passione, cerchiamo di insegnare loro. E - ve lo posso assicurare - uno degli aspetti ai quali teniamo maggiormente è proprio quello dell'etica che deve stare alla base di questo "mestiere", che deve guidare i comportamenti dell'essere umano chiamato ad instaurare un rapporto di tipo anche professionale con altri esseri che - al pari suo - sono esseri senzienti.
In questo contesto, vorrei che veniste a vedere con quale dedizione, con quale affetto i nostri studenti lavorano - anche in orari "extrascolastici" - con i loro animali
negli spazi della Facoltà ad essi dedicati.
Io so perfettamente che per i nostri ragazzi la scelta di frequentare questa Facoltà costituisce motivo di realizzazione personale e coronamento di un desiderio fortificato nel tempo, che nella relazione con l'animale
ha un irrinunciabile aspetto della propria vita. Alcuni di voi hanno fatto fatica a credere che una persona abbia potuto compiere atti così crudeli; potrete, quindi, comprendere la mia incredula meraviglia di fronte all'idea che una nostra studentessa - una persona, cioè, che si sta formando nel nostro Corso di Laurea a contatto quotidiano con docenti e compagni ma, soprattutto, con un certo ideale di rapporto uomo-animale - possa essere arrivata a compiere consapevolmente azioni così raccapriccianti.
Ma, proprio per tutelare la passione, la lealtà e l'amore per gli animali che i nostri ragazzi mettono nel seguire i nostri corsi di studio, farò tutto quanto in mio potere per accertare la verità dei fatti e per prendere tutte le misure che la legge mi consente per sanzionare e per impedire il ripetersi di simili episodi. La gravità dei comportamenti segnalati in questa vicenda non deve indurre in alcun modo a ritenere che essi possano avere un qualunque tipo di rapporto con l'Istituzione che io rappresento, o con la formazione che la nostra Facoltà sta dando ai nostri ragazzi. Questa studentessa - se davvero ha commesso le azioni che le vengono imputate - rappresenta solo se stessa e in nessun modo deve essere collegata alla comunità cinofila e veterinaria dell'Università di Pisa. Per questo motivo, in attesa dell'avvio di un procedimento conseguente alla formalizzazione della denuncia di maltrattamento (tenete conto che questo è il primo atto formale che - solo - può dare l'avvio a qualunque tipo di procedimento, anche disciplinare), ho già preso contatti con l'Ufficio Legale e l'Ufficio Studenti del mio Ateneo per verificare quali siano eventualmente le procedure da seguire e gli aspetti disciplinari che possano essere eventualmente coinvolti qualora - ovviamente - sia accertato il coinvolgimento della nostra studentessa.
Come Preside mi preme altresì tutelare la futura professione dei miei ragazzi che rappresenta per loro il coronamento del sogno di una vita, e che essi hanno tutto il diritto di poter esercitare con l'orgoglio che deriva dalla consapevolezza di una lunga e faticosa preparazione universitaria. Per questo motivo, affinché essi possano continuare a camminare a testa alta, la nostra Facoltà tutelerà contro tutti (e in primis contro la studentessa, qualora sia ritenuta colpevole) l'immagine ed il "buon nome" dei nostri corsi di studio, intervenendo in tutte le sedi e con tutti gli strumenti legali che saranno necessari.
Su questo aspetto voglio essere estremamente chiaro: non è con le minacce, non è con la "giustizia fai da te" che si sanzionano (e si prevengono) comportamenti di questo tipo; e questo, purtroppo, temo stia già avvenendo: mi si dice che la studentessa abbia presentato denuncia per minacce ricevute.
Invece è solo con l'obiettivo accertamento dei fatti e con l'applicazione solo e di tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione che simili comportamenti vanno sanzionati, repressi e prevenuti. E questa - ve lo assicuro - è la strada che intendo percorrere con tutta la fermezza necessaria.

Nel ringraziarvi per le mail che mi avete voluto inviare, dalle quale traspare un sincero amore per gli animali - assolutamente condiviso, potete esserne certi, da tutto il personale della nostra Facoltà - vi invio i miei più sinceri saluti e l'augurio che l'anno appena iniziato in modo così traumatico possa riservare a tutti noi maggiori soddisfazioni nell'impegno comune di protezione e salvaguardia della vita e del benessere degli animali. Vittorio Tellarini

5 tiziana, 11/01/07 20:36

Ho letto sul suo sito questa che tipa nn studia medicina veterinaria ma un altro corso di laurea, ossia “Tecniche di allevamento del cane di razza ed educazione cinofila”. ..... se e' veramente colpevole, spero che nn la facciano piu' avvicinare a un animale in vita sua!

6 Andrea, 11/01/07 23:01

tiziana ha scritto:
..... se e' veramente colpevole, spero che nn la facciano piu' avvicinare a un animale in vita sua!

Saro' pessimista ma purtroppo ne dubito fortemente..

7 tabata, 12/01/07 18:42

ma qual'è il sito di sta tipa?

8 tiziana, 12/01/07 19:51

la tipa sta ricevendo molteplici minacce...quindi sarebbe meglio nn divulgare queste informazioni... per nn farla passare come una vittima alla fine!

9 Made_in_80s, 14/01/07 09:50

tiziana ha scritto:
la tipa sta ricevendo molteplici minacce...quindi sarebbe meglio nn divulgare queste informazioni... per nn farla passare come una vittima alla fine!

Vittima di che?!
Questa, male che le va, finirà per farsi convalidare gli esami altrove e laurearsi comunque.
Le minacce mi sembrano più che giustificate...magari giusto un po' inutili più che controproducenti.

10 Marina, 14/01/07 10:21

Se lei ti denuncia sono anche controproducenti, oltre che inutili, perche' vai incontro a un sacco di guai.

Ciao,
Marina

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!