LA LOTTA CONTINUA!
di Walter Bond
Sono stato condannato a scontare cinque anni di detenzione in una prigione federale, la minor pena possibile nel mio caso. Mentre scrivo questo saggio, è passato un giorno dal pronunciamento della mia sentenza. La prossima fermata è Salt Lake City, dove avrà luogo la prima udienza del processo che mi vedrà imputato per l'attacco incendiario contro AETA. Non ho ancora avuto modo di sentire i media, ma sembra che mi abbiano dipinto come un “assassino di cuccioli”. A questo punto, sono stato infangato così tanto sotto ogni fronte che certe calunnie non mi fanno più alcun effetto.
Sono stato accusato di essere un ladruncolo, omofobo, mangiacadaveri, e di aver ucciso il cane di uno spacciatore di metanfetamine nell'incendio che mi è costato il carcere nel '97 (il tutto basandosi sulle dichiarazioni di mio fratello divenuto informatore federale, e non su verbali di processo)! E ancora non ho capito di quali cuccioli stiano parlando.
Ad ogni modo, se potessi tornare indietro e cambiare qualcosa del mio passato, mi condannerei per aver partecipato alla costruzione di mattatoi, e non per un'azione giusta e legittima a danno di uno spacciatore. Quanto meno dal mio punto di vista, ho molta più colpa per il fatto che quei macchinari che io stesso ho installato nel 1995 stanno ancora uccidendo animali innocenti, mentre sono qui a scrivere.
Nel corso di questi ultimi 7 mesi di prigionia, ho dovuto affrontare diverse tragedie personali: la morte della mia amata nonna Gwen; mio fratello, Trapper Zuehlke, che cerca di distruggere la mia esistenza per 35.000 dollari di ricompensa ed una malsana invidia nei miei confronti (ostilità che dura da quando eravamo più giovani, e francamente non ne ho ancora capito il motivo); mi sono ritrovato giornalisti che nel corso delle interviste uscivano con frasi del tipo “c'è un posto speciale all'inferno per i piromani come te” e vari altri insulti e provocazioni con il solo scopo di farmi venire la schiuma alla bocca di fronte alla telecamera. Tutto questo mentre cerco di resistere allo stress della gabbia e della corte.
Chiunque creda che io mi goda la posizione di rilievo che ho assunto all'interno del movimento radicale di liberazione animale può prendere quest'idea e dimenticarsela subito. Indosso una tuta arancione e dal 22 luglio trascorro 19 ore al giorno tutti i giorni in una cella a due posti. Nel mio breve saggio “La Tribù dei Lupi Vegani”, ho ringraziato i miei sostenitori. A questo giro, vorrei ringraziare i miei detrattori, senza fare sconti.
Chiunque abbia seguito i miei scritti dovrebbe sapere bene che dico quello che penso senza mezzi termini. Ringrazio i nemici che mi hanno preso a calci quando ero a terra perché mi avete insegnato qualcosa su me stesso. Molte persone spendono tutta la loro vita a domandarsi quale sia lo scopo della loro esistenza. Ho passato buona parte della mia vita in quella maniera. Alla fine, l'ho accettata come una cornice della vita quotidiana o più semplicemente come parte della condizione umana.
Ma se c'è una cosa di cui sono certo, è che la lotta per la liberazione animale è radicata nel mio cuore. Nessuno potrò mai farmela rinnegare! Né i media, né i falsi amici o fratelli, né tanto meno il Governo Federale o il sistema carcerario. L'anno scorso diramai un comunicato che iniziava così:
"L'incendio all'azienda di pellami è stato un atto in difesa ed in onore di tutti gli animali innocenti che sono morti atrocemente per mano degli oppressori umani."
Questo è il motivo per cui sono divenuto un A.L.F. Questa è la ragione per cui scrivo e mi pronuncio, questa è l'unica ragione. E l'ho capito quando il Sistema ha cominciato a colpirmi non solo per demonizzarmi, ma per intimorirmi, attraverso la coercizione del mio corpo e per mezzo della loro autorità istituzionalizzata. Devo ammettere che senza la loro oppressione, non avrei mai creduto di poter resistere a tanto. Ma tutto questo è facile da capire ed affrontare.
La cosa più difficile da sopportare è la natura pretenziosa e accusatoria di molti membri dei nostri cosiddetti Movimenti di Liberazione - animale, umana o totale -. Pensavo che se combatti la più giusta delle battaglie con tutto il coraggio e la rabbia che hai in corpo, il Movimento ti restituirà accettazione e addirittura amore. Ma la realtà che ho scoperto è ben diversa.
L diffidenza, la pretenziosità, l'elitarismo di molti cosiddetti vegani, anarchici ed ambientalisti radicali sono il motivo per cui le prospettive e i numeri di questi “movimenti” non cresceranno mai. È già abbastanza dura sacrificare la tua incolumità, la tua libertà, la tua sicurezza, per gli altri. Ma è difficile il doppio se il messaggio che passa agli aspiranti guerrieri è che se non ti conformi alla melma politica, verrai demonizzato dai tuoi “compagni” come potresti aspettartelo da FOX News (addirittura peggio). Sono le masse riottose che abbattono ogni forma di oppressione, non piccoli gruppi di intellettuali ed esperti di scienze politiche!
L'evidenza di quanto appena detto mi si è palesata durante la sentenza di ieri. Mentre so che ci sono persone che mi dichiarano solidarietà da ogni parte del globo e in tantissimi manifestano il loro supporto morale su internet, dopo che da tre mesi si richiedeva la presenza di attivisti in aula per il pronunciamento della mia sentenza, se ne sono presentati solo una dozzina.
Ciononostante, è stato il giorno più vittorioso della mia vita per più di una ragione.
Primo, sono un ragazzo sensibile e vedere quelli che si sono presentati in aula sapendo di tutto il lavoro organizzativo che c'era dietro ad opera di Elizabeth mi ha sciolto in lacrime davanti alla giuria. Non mi sono sentito solo ed ho percepito chiaramente tutto il loro amore.
Secondo, nonostante l'Accusa mi abbia dipinto come uno psicopatico armato di accendino, e del resto è il loro lavoro, il giudice non ha mostrato nessun risentimento personale nei miei confronti e mi ha persino definito “intelligente” ed ha ammesso di aver apprezzato i miei scritti. Ha detto che spera abbandonerò la mia carriera di piromane e mi dedicherò a tempo pieno alla stesura di saggi in favore della mia causa.
Inoltre, ho detto chiaramente quello che penso in riferimento alla corte, all'azienda di pellami, ai miei sostenitori e all'azione diretta per la liberazione animale. Facendo questo, non solo ho preso posizione dalla parte degli animali oppressi, ma ho vinto la mia battaglia personale non scendendo mai a compromessi sui miei valori nonostante tutte le avversità.
Infine, voglio dire che so che ci sono molte persone che mi ammirano, immagino sia quello di cui hanno bisogno. Ma, in realtà, io non sono il Gesù della Liberazione Animale esattamente come non sono uno psicopatico armato di accendino. Sarò il primo ad ammettere che sono, a questo punto, un piromane seriale. Ancora, sia quel che sia.
Ciò che sono in fondo è un uomo di 34 anni che viene da un'infanzia traumatizzante e disfunzionale e che in conseguenza di ciò, dopo aver subito in prima persona e pesantemente la violenza e il sopruso, provo rabbia verso qualsiasi forma di oppressione.
Nonostante non abbia frequentato oltre la terza media, ho ottenuto il mio Diploma di scuola superiore completando la scuola commerciale. Sono diventato vegano perché ci tengo. E gli unici moventi delle mie azioni e delle mie parole sono l'amore che nutro per i nostro fratelli non umani il mio odio per quelli che traggono profitto dalla loro morte. L'unica promessa che posso fare è che questo sarà il fulcro dela mia esistenza. Questo è ciò in cui credo. Sarò vegano finché avrò respiro, perché questo è ciò che sono...
Chi diavolo sei tu?!
Liberazione Animale, ad Ogni Costo!
Walter Bond
Press Officer
North American Animal Liberation Press Office
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