Life Ursus, c'è da vergognarsi!

Gli utenti registrati possono scrivere una risposta

1 Carlovegan, 6/08/12 06:32

Sono contento che AgireOra abbia inviato nella mailing list che cosa sta accadendo qui in Trentino con questo progetto Life Ursus.
La morte del povero orso JJ5 a causa dell'anestesia, la morte del povero orso KG2G1 che annegò nel lago di Molveno perché sotto l'effetto dell'anestetico, la presunta morte di un altro orso che si vocifera che "si sarebbe impiccato" con il radiocollare sprovvisto di distacco rapido, la proposta di associazioni - che si dicono vicine agli animali (ma non è così) - di "affidare" agli allevatori trentini i cani da guardiania.
Ecco, queste ed altre orride cose sono il frutto della gestione perversa di questo progetto, Life Ursus, che ha voluto introdurre l'orso nei boschi del Trentino ed allo stesso tempo ha preteso di controllarlo arrivando persino a cagionare la morte di 3 orsi su 11 catturati.
Vergogna!

2 Tritone, 7/08/12 00:29

ciao,
che il progetto sia stato gestito - in molte fasi - male o con leggerezza è purtroppo evidente. E condivido i sentimenti e la rabbia.
Però... non possiamo ridurre la cosa in modo così "semplicistico", e mi spiego.
Da quasi "addetto ai lavori" (non su specie come questa, però!), che ha seguito con trepidazione il progetto, desidererei precisare un paio di cose:

- i primi ad essere dispiaciuti (e a vergognarsi) di quanto è accaduto e sta accadendo sono i tecnici zoologi (soprattutto quelli del Parco naturale dell'Adamello-Brenta, versante trentino) che stanno lavorando con passione e sacrificio da svariati anni su questo progetto;

- per inciso, si tratta di una "reintroduzione", e non di una "introduzione": può sembrare una precisazione semantica "da professore", ma non è così perchè mentre nel primo caso si cerca faticosamente di riportare una specie in un ambiente dove in passato esistevano popolazioni vitali (poi estinte per cause naturali o, come nel caso delle Alpi, antropiche=caccia), con la semplice introduzione si portano specie animali dove "storicamente" non sono mai vissute;

- questo e altri Life relativi alla reintroduzione di specie animali sono progetti molto complessi e assai delicati, per la cui gestione ottimale tutti i soggetti coinvolti devono cooperare al meglio e non sempre i buoni propositi si trasformano in risultati (di errori, in buonafede, ne sono stati fatti tanti e altri se ne faranno);

- oltre ai problemi "fisiologici", i tecnici del Parco naturale Adamello/Brenta sono stati - purtroppo - i soli a lavorare con le competenze tecniche e la passione necessaria; gli altri enti coinvolti (Provincia di Trento in primis) in diverse situazioni hanno compiuto errori madornali (che hanno portato ad alcune delle tragiche vicende citate...) e purtoppo sappiamo bene che il "peso politico" di un'Amministrazione quale la Provincia è ben maggiore di quello di un tecnico di un parco!
Questi errori, peraltro, si sommano alla presenza di bracconieri e ai decessi "naturali", quindi il quadro è veramente drammatico...

- alcuni orsi del progetto Life Ursus vengono dalla vicina Slovenia, dove l'Orso bruno è da sempre in ottima salute, tanto che il governo locale ogni anno decide di aprire la caccia (!)a pagamento (!!) ad un numero programmato di poveri orsi...

- dato il trend veramente negativo per l'Orso in Italia (e visto anche il grande "richiamo" turistico di questo stupendo animale, simbolo di una montagna che in Italia - evidentemente - non c'è più...), l'auspicio per il futuro è che si dia più "peso" (e maggiori risorse) a chi si occupa di biologia e meno ai miopi politicanti comunal-provinciali.
Utopia?

Insomma, il quadro è più complesso e articolato di quello che sembra, anche se resta il fatto che se in Italia vogliamo salvare veramente l'Orso bruno bisogna fare ancora mooooolta strada.
un saluto

3 Andrea, 7/08/12 08:27

OK, ma mi chiedo a priori perché prendere degli orsi che vivono in natura da una parte e portarli poi da un'altra. Mi pare la tipica arroganza umana.

4 Marina, 7/08/12 11:59

Però, Tritone, il fatto è che da una parte si dice "reintroduciamo l'orso nei boschi", dall'altra però gli orsi che non si comportano secondo le regole umane ma si compotano da orsi vengono catturati e imprigionati, quando non uccisi, come è già successo, e questo è davvero ingiustificabile!

Ciao,
Marina

5 Tritone, 7/08/12 17:15

Avete ragione, Andrea e Marina. In ogni progetto "umano" ci sono limiti ed errori: anche quelli che nascono con "buoni propositi" (riportare una specie laddove era presente, prelevando esemplari che rischierebbero di essere comunque uccisi dall'uomo - come nel caso degli orsi presi dalla Slovenia e portati in Italia dove, in teoria, dovevano essere tutelati) spesso producono diversi danni (...agli stessi animali!).
E' che per convivere pacificamente con queste ed altre specie animali non siamo ancora "pronti" e, forse, non lo saremo mai...

un saluto

PS: alcuni progetti, per fortuna ed incrociando dita a più non posso, vanno bene.Anzi... vanno ancora meglio di quanto si potesse pensare: è il caso della reintroduzione del Camoscio appenninico nei Sibillini. Si tratta di una specie a rischio estinzione, con un limitato numero di esemplari pressochè consaguinei che fino ad una decina di anni fa vivevano solo in Abruzzo. http://www.sibillini.net/primoPiano/indexCamoscio.html

Oggi sono anche nelle Marche (siamo arrivati a quasi 40 esemplari, con parecchi nuovi nati) e nel tempo si costituiranno piccole neo-colonie anche nel Lazio: in questo modo si spera di recuperare questa specie simbolo di un'Appennino che riacquista, seppur a fatica, un po' di "wilderness".

6 Carlovegan, 7/08/12 20:15

Io la penso allo stesso modo di Andrea e Marina, sai Tritone?

Sicuramente Tritone hai più informazioni di me e conosci direttamente i tecnici zoologici che "stanno lavorando con passione" a questo progetto, non lo metto in dubbio.
Però leggere che "in ogni progetto 'umano' ci sono limiti ed errori" fa male! Questi errori sono costati la vita di questi poveri animali per (cito Andrea) "l'arroganza umana" di strappiantarli dal loro habitat per portarli qui in Trentino sotto rigido controllo, neanche se fossero dei burattini.

Per non parlare poi di questa cosa vergognosa e cioè la "reintroduzione" dell'Orso a San Romedio con bene placito del clero e della provincia autonoma, naturalmente!
Ma dalla povera orsa Jurka non si era imparato che quello spazio recintato è angusto per un orso (che è abituato a fare spostamenti anche superiori ai 200Km)? Non si era imparato che le condizioni climatiche, imprevedibili, di San Romedio non sono adatte?

http://www.ladige.it/articoli/2012/08/06/orso-eremo-ok-curia

7 Guest, 13/08/12 10:13

Tritone ha scritto:
..riportare una specie laddove era presente,
prelevando esemplari che rischierebbero di essere comunque uccisi dall'uomo - come nel caso degli orsi presi dalla Slovenia e portati in Italia dove, in teoria, dovevano essere tutelati) spesso producono diversi danni (...agli stessi animali!).

Si.. potiamo quelli della Slovenia..per poi uccidere quelli che già sono da noi (ok, saranno pure orsi diversi, ma è una contraddizione continuare a non fare nulla per gli orsi uccisi nel territorio abruzzese e il tentativo di reinserimento di orsi presi dalla Slovenia!!); riporto un articolo di un giornaletto di pubblicità e altro gratuito locale:

""""""""""""""""""""""""""""""""
Situazione critica dell'orso marsicano:
L'orso è una priorità e vanno fatti sforzi straordinari. Ora, non domani.

L'orso bruno marsicano è una sottospecie presente al mondo solo in Appennino centrale; circa 40 individui, un numero critico di femmine riproduttive, alta mortalità spesso per cause imputabili all'uomo, bassa natalità: grande rischio di estinzione. Alle istituzioni è stato chiesto lo scorso 14 Marzo di prodigarsi con impegno e costanza per attuare le strategie di conservazione già previste dal <patom> e dal <life arctosl>: azioni relative a caccia, orsi confidenti, situazione sanitaria e causa di mortalità legate ad attività umane. Ad oggi nessuna risposta è pervenuta da parte della Giunta Regionale. I referenti per queste azioni sono la Regione Abruzzo, Il Parco Nazionale d'Abuzzo, Lazio, Molise, il Corpo Forestale dello Stato, il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra. Si era portata l'attenzione sulle cause di mortalità delle orse (5 adulte morte in 5 anni) che sono in gran parte dovute a cause antropiche contrastando perciò con l'adesione della Regione al piano di tutela per questa specie. Lipu e Altura chiedono conto della situazione riguardo a caccia, aree contigue, orsi confidenti, situazione sanitaria e cause di mortalità. """"""""""""""""""""""""""""""""""

Cioè..non facciamo nulla per contrastare i maledetti cacciatori per salvare gli orsi che sono in Italia.. e poi li portiamo qui dalla Slovenia..

8 Tritone, 14/08/12 01:09

Guest ha scritto:
Cioè..non facciamo nulla per contrastare i maledetti cacciatori per salvare gli orsi che sono in Italia.. e poi li portiamo qui dalla Slovenia..

Che non si faccia nulla per l'orso in Italia non è assolutamente vero, diciamo che non fa notizia, altrimenti la sottospecie marsicana dell'orso bruno si sarebbe già estinta nei primi anni del '900(estinzione che, se non cambia qualcosa a livello socio-politico, accadrà comunque nei prossimi 50-100 anni visto che ad oggi si contano appena una quarantina di esemplari "confinati" in poche migliaia di kmq di territorio ancora "idoneo"...).
Come su qualsiasi altro argomento, suggerirei di andare un po' più in profondità di quanto non si possa leggere in un giornale qualsiasi (senza nulla togliere ai giornalisti/articolisti che ci lavorano!), così da farsi un'opinione più realistica.

Per le Alpi il discorso è diverso(e in parte è già stato raccontato). Per l'Appennino, dove per l'appunto è presente la sottospecie marsicana, sin da quando è stato istituito il Parco nazionale d'Abruzzo - e siamo a cavallo tra i due conflitti mondiali - e in particilare dal secondo dopoguerra, chi lavora sul campo si sta facendo il "mazzo" per salvare il salvabile con i mezzi e le risorse a disposizione, tanto che... siccome c'era chi lavorava bene ed otteneva risultati tangibili, c'è stata una vera e propria epurazione (direttore del parco e alcuni tecnici collaboratori).

Tra le gocce nel mare dell'indifferenza: sono state piantumate migliaia di piante da frutto appetite dalla specie; sono stati installati centinaia di alveari "a perdere" (per evitare che l'orso attacchi quelli gestiti da apicoltori); sono stati realizzati progetti di educazione ambientale e sensibilizzazione; sono stati erogati finanziamenti a fondo perduto per allevatori & agricoltori (per recinzioni elettrificate, per colture a perdere, per miglioramenti ambientali, per risarcimenti, ecc. ecc.)...
Se non fossero stati realizzati questi interventi, oggi non staremmo qui a confrontarci sull'argomento.
Purtroppo il delicato lavoro di anni ed anni può essere mandato all'aria in un sol giorno da un politico che segue la sua claque portavoti (cacciatori, allevatori, ecc.), o da qualche fomentatore di professione (articoli "fanatici" su giornali di presunti danni da orsi, interviste allarmiste in TV, ecc.): è in corrispondenza di questi eventi si registra una recrudescenza del fenomeno del bracconaggio.
Chi controlla il territorio, poi, ha le armi spuntate: spesso decine di ore di appostamenti e settimane di lavoro sotto copertura per cogliere con le mani nel sacco un bastardo d'un bracconiere o un vigliacco d'un avvelenatore sono rese vane da un intervento di 5' in tribunale di un buon avvocato penalista...

Chi volesse leggere qualcosina di più approfondito sull'orso marsicano, per capire "cosa si sta facendo e dove stiamo andando" può scaricare questo documento: http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/allegati/biodiversita/orso/piano_azione_orso_marsicano_patom.pdf
un saluto

Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!