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301 chaval, 31/10/10 15:39

Lifting_Shadows ha scritto:
aspettiamo con trepidazione di sapere quali sono le paure di Chaval...

non è vero. cmq io uso il termine "paura", soprattutto pronunciato in quel "tono", in senso lato (ma sempre associandovi il gesto delle dita che si aprono e si chiudono introdotto nella cultura gggiòvane da fabio del luigi nella sua imitazione di carlo lucarelli (http://www.youtube.com/watch?v=mb5No5lP7Ow)) però più o meno si tratta di quello che hai detto.. è uno degli scrittori per antonomasia, il suo nome si associa subito ai più alti gradi della letteratura mondiale nella storia dell'umanità.. adesso che ci penso forse ho anche un po' paura di rimanere deluso.. cmq sono solo dei racconti, la vera prova (per fedor, non per me) saranno i celeberrimi romanzoni che campeggiano nella hall of fame dell'arte..

302 chaval, 31/10/10 16:32

dimenticavo.. naturalmente anch'io ho letto tre uomini in barca prima di tre uomini a zonzo. è ovvio che non c'è paragone, il primo è spumeggiante, il secondo l'ho trovato un po' più malinconico, la vena umoristica un po' più forzata, poi è ambientato in germania, quindi non si tratta più di autoironia, dal momento che è tutto incentrato sul delineare le caratteristiche del popolo tedesco.. forse le generalizzazioni e le banalizzazioni che fa dopo un po' stancano..

una cosa che non posso fare a meno di notare nei libri da quando sono vegano è ovviamente il rapporto con gli animali e con il cibo che hanno i personaggi, e in generale come se ne parla.
prima "la mia famiglia e altri animali", di cui ho parlato più sopra, ora in tre uomini in barca (più che nel secondo) ho "notato" (non so che altro verbo usare) che i personaggi si strafogano sempre di carnazza. sarà la cultura anglosassone magari, non saprei, ma il libro è stato scritto nel 1889, è possibile che già mangiassero carne a ogni pasto?? e non è neanche da dire che l'autore e i suoi amici appartengano a una classe sociale particolarmente benestante.. boh, forse essendo sempre più avanti di noi in tutto, è per lo stesso motivo che ora l'inghilterra è un paese molto più "a misura di vegetariano" del nostro..

303 Guest, 4/12/10 22:53

Ho da poco finito di leggere
-Cominciare ad imparare (Jiddu Krishnamurti)
-..un libro veramente carino che ho letto
(più che altro "visto" perché ci sono molte immagini)
un pò di tempo fa è .. I messaggi dall'acqua (di Masaru Emoto).

304 fasguvh, 4/12/10 23:11

inizio giusto or ora "Una vita da eroe" di R. Doyle http://snipurl.com/1l1m5i

305 Tableboy, 5/12/10 10:43

è da un pò che non leggo un libro, mi sto dedicando completamente ai manga ne leggo ben trenta.

306 bionespolina, 5/12/10 18:34

Ciao

io ultimamente pi che leggere rileggo, ovvero miè preso il trip di rivedere i libri che mi erano piaciuti anni fa per "controllare" se ancora mi piacciono, così di seguito il maestro e margherita, tropico del cancro, i fiori blu...

chaval ha scritto:
una cosa che non posso fare a meno di notare nei libri da quando sono vegano è ovviamente il rapporto con gli animali e con il cibo che hanno i personaggi, e in generale come se ne parla.
prima "la mia famiglia e altri animali", di cui ho parlato più sopra, ora in tre uomini in barca (più che nel secondo) ho "notato" (non so che altro verbo usare) che i personaggi si strafogano sempre di carnazza. sarà la cultura anglosassone magari, non saprei, ma il libro è stato scritto nel 1889, è possibile che già mangiassero carne a ogni pasto?? e non è neanche da dire che l'autore e i suoi amici appartengano a una classe sociale particolarmente benestante.. boh, forse essendo sempre più avanti di noi in tutto, è per lo stesso motivo che ora l'inghilterra è un paese molto più "a misura di vegetariano" del nostro..

io sono diventata vegana grazie ad un libro "il ristorante dell'amore ritrovato" nel quale il maiale-amatissimo animale di famiglia viene trucidato e smembrato per un matrimonio...certamente il seme c'era già stavo pensando di tornare vegetariana ma poi mi sono resa conto che era troppo poco, per cui eccomi qua.

Oggi mi hanno regalato l'eleganza del riccio, è un bel libro?

307 Suffi, 5/12/10 18:47

bionespolina ha scritto:
Oggi mi hanno regalato l'eleganza del riccio, è un bel libro?

A me è piaciuto, scorre via veloce, con dei momenti di riflessione; e poi ho pianto un sacco (tra l'altro mentre ero in treno, solite figuracce!)

308 Marina, 5/12/10 19:30

bionespolina ha scritto:
Oggi mi hanno regalato l'eleganza del riccio, è un bel libro?

E' bello, ma c'e' qualcosa di brutto sugli animali, che ora non ricordo perche' ho rimosso, ma che mi ha fatto rimanere male e decidere di non leggere piu' nulla dello stesso autore (pero' mi devo segnare il nome, non me lo ricordo piu' e magari poi ci ricasco).

Ciao,
Marina

309 bionespolina, 5/12/10 20:08

Ciao Marina

ho il libro qua...si chiama Muriel Barbery,allora non lo leggo aspetto un momento in cui mi sento meno sensibile.

Grazie ciao

310 Marina, 5/12/10 22:17

bionespolina ha scritto:
Ciao Marina

ho il libro qua...si chiama Muriel Barbery,allora non lo leggo aspetto un momento in cui mi sento meno sensibile.

Ma guarda che non e' che il libro sia pieno di violenza sugli animali, no, c'era solo una cosa, che non ricordo cosa sia, che mi ha lasciato l'amaro in bocca.

Se aspetti di essere meno sensibile mi sa che non lo leggi mai, perche' col tempo si "peggiora" soltanto ;-(

Ciao,
Marina

311 Lifting_Shadows, 8/05/11 09:57

Finalmente è arrivato il momento di consigliarvi non un libro, ma IL libro. Si intitola "Vita e destino", di Vasilij Grossman, Adelphi.
Costa 34 sbleuri, ma sono 827 pagine ed è anche l'unica edizione in commercio, per il momento, della prima traduzione ben fatta a partire dal manoscritto con le correzioni autografe dell'autore.
La storia di questo romanzo è una testimonianza di come la verità non la possa fermare nessuno: è stato pubblicato dopo trent'anni dalla sua stesura, dopo essere stato nascosto nella cantine in mezzo alle patate, negli specchietti dei bagni, sotto ai letti, fino ad arrivare con nonchalance in Occidente a finalmente vedere la luce. Grossman infatti non ha scritto con intenti rivoluzionari, ma per "dire la verità", convintissimo che sarebbe stato pubblicato. Invece il redattore, morto di paura, si affrettò a consegnare il manoscritto alle autorità e quelle un bel giorno hanno fatto la perquisizione in casa Grossman, gli hanno portato via tutto, anche i nastri della macchina da scrivere, perchè di Vita e destino non doveva restare traccia. Se fosse stato ancora vivo Stalin neanche di Grossman sarebbe rimasta traccia, ma era il periodo del disgelo e quindi si imprigionavano le parole, per lasciare "libero" chi le aveva dette. Libero fra virgolette perchè Grossman fu totalmente isolato, e morì tre anni dopo, di cancro, ma sicuramente influì anche l'idea di essere stato privato del suo romanzo al quale in totale aveva lavorato per dieci anni. E' stato la sua vita e il suo destino. Quando andò a protestare gli dissero con la calma che solo i burocrati sovietici potevano esibire, dall'alto della loro superiorità sugli inermi cittadini -il burocrate più ignorante aveva più potere dello scienziato geniale o dello scrittore più affermato- gli dissero che il suo romanzo sarebbe stato pubblicabile non prima di 250-300 anni, per via dei danni che avrebbe potuto arrecare all'Urss.
Ma che c'è di tanto tremendo in questo romanzo? La verità, come ha detto Grossman. Ha tratteggiato la parte di seconda guerra mondiale che verte intorno alla battaglia di Stalingrado (quella in cui i sovietici, dopo rovinose disfatte, riuscirono effettivamente a fermare l'avanzata nazista e a imprimere una svolta alla guerra), raccontando le vicende della famiglia Strum-Šapošnikov. Leggendolo a volte restavo con gli occhi sbarrati a chiedermi "ma davvero ha scritto una cosa del genere pensando di poterla pubblicare?". Ha osato dire la verità sui piani quinquennali. Sulle purghe e sui processi farsa del Trentasette. Sul Holodomor, l'olocausto ucraino, quando il regime ha fatto letteralmente morire di fame i contadini. Sulle delazioni, e la paura di parlare, e questa voglia di parlare in libertà che proprio non vuole farsi sopprimere, e costringe poi a vivere nella paura che quella persona con cui ci si è confidati andrà a fare la spia. Sui campi di concentramento, quelli nazisti e quelli comunisti, con i prigionieri russi dei nazisti che arrivano a dire che in fin dei conti loro stanno bene, chi sta male sono i russi che sono stati fatti prigionieri dai russi stessi. Su questi ultimi, convinti di essere stati arrestati "per un errore", sottoposti a interrogatori violenti, privati della loro dignità, ma che non riescono a non credere più all'utopia, al piano, all'idea. Per non parlare dell'interrogatorio fra la SS Liss e il bolscevico Mostovskoj, dove si dice che nazismo e comunismo sono due facce della stessa medaglia...Ma anche senza qeusta scena ci sarebbe comuqnue tutto il resto del libro a dimostrare questa equazione, nei fatti quotidiani.
Uno dei capitoli più forti è il 18esimo della prima parte: la lettera che la madre di Strum, ebrea, gli scrive dal ghetto sapendo che sarà uccisa di lì a poco. Ne hanno fatto anche uno spettacolo teatrale.
Insomma leggero non è, però il messaggio è positivo. La cosa che mi piace di Grossman è che nonostante abbia visto tutto quello che ha visto (è stato fra i primi a scoprire gli orrori dei campi di concentramento, e il suo libro su Treblinka è stato usato come testimonianza a Norimberga) nonostante tutto si sia convinto ancora di più che il bene è insopprimibile. E' solo un piccolo semino dentro l'uomo, è inspiegabile, senza nome (infatti guai a volerlo inglobare in una dottrina, in un credo o simili) ma proprio per questo non si può estirpare. E ciò che rende l'uomo umano. E poi mi piace perchè dice che il destino esiste sì, ma che i padroni siamo noi. Uno dei prigionieri si rifiuta di lavorare per le camere a gas e viene ucciso. Altri no, con la scusa che "seguivano gli ordini dei superiori". Per Grossman appunto sono solo scuse. L'alternativa più digitosa c'è sempre, basta avere il coraggio di seguirla (e di morire). Un po' quello che ha fatto lui: poteva tacere invece ha parlato, ha parlato per amore degli uomini e ha pagato con la sua tranquillità e con la vita.

312 dantalian1976, 9/05/11 03:16

Stavo leggendo "I racconti di Kolima" di Varlam Salamov... solo che ho smesso: negli ultimi giorni quando ho a che fare con robe che mi richiamano qualcosa di russo mi viene la nausea...
E pensare che gli autori russi sono stati quelli che ho amato di più!

313 eweg, 9/05/11 12:08

Prevedo scontro all'ultimo sangue fra Lifting Shadows e Dantalian. So che non dovrei aizzare questo genere di cose, ma sono troppo curioso.

314 dantalian1976, 9/05/11 12:26

eweg ha scritto:
Prevedo scontro all'ultimo sangue fra Lifting Shadows e Dantalian. So che non dovrei aizzare questo genere di cose, ma sono troppo curioso.

C'è poco da scontrarsi! :-)
Se ho avuto a che fare con un mezzo russo che s'è comportato talmente da schifo da farmi venire nausea anche di ciò che ho sempre amato, ha poco da farci Lifting Shadows! :-)

315 dantalian1976, 9/05/11 12:26

eweg ha scritto:
Prevedo scontro all'ultimo sangue fra Lifting Shadows e Dantalian. So che non dovrei aizzare questo genere di cose, ma sono troppo curioso.

C'è poco da scontrarsi! :-)
Se ho avuto a che fare con un mezzo russo che s'è comportato talmente da schifo da farmi venire nausea anche di ciò che ho sempre amato, ha poco da farci Lifting Shadows! :-)

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"Mamma, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."

La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.

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