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271
Elna,
19/09/10 12:50
Ho letto da poco The Secret,che ho molto apprezzato.
Però più che leggere mi sto dedicando a scrivere il mio secondo libro!
273
pamela,
19/09/10 23:01
Leo ha scritto:
pamela ha scritto:
pamela ha scritto:
Il grande consumo di proteine animali che si fa oggi non ha > > precedenti nella nostra storia e penso si possa assimilare a > > quello che ne fanno i buddisti.
Scusate la fretta o la carenza di b12, oppure confusione > congenita.
Volevo dire: penso che il loro consumo fino alla seconda > guerra mondiale si possa assimilare a quello che ne fanno i > buddisti.
No, semplicemente perchè nel '800 noi avevamo già catene di smontaggio da 50 manzi l'ora, i popoli del tibet (tra cui uno quello di cui si parla nel libro che ti ho consigliato) macellavano uno yak ogni tanto, quando erano scarse le riserve di cereali e vegetali, dopo rituali che duravano una giornata intera, non 1 minuto e 6 secondi (il tempo che ci mettevano a macellare, dissanguare e tagliare un manzo nel 800).
Dubito anche che nel tibet si svegliassero alle 6 del mattino con gli spari di alcuni pazzi scatenati armati fino ai denti che per festeggiare l'inizio della mattanza dei volatili fanno strage appena esce una bagliore di luce. Buona mattinata e buona stagione di caccia a tutti!
Leo
Non sono documentata sul Tibet nell'800, un po' sul Tibet di oggi, ma mi vengono in mente una serie di dubbi. Non stiamo paragonando solo due culture e due religioni, ma stiamo anche parlando della fertilissima Europa e le sue grandi città e di un territorio di alta montagna, con piccoli insediamenti umani, in cui una preparazione tradizionale è fatto di tè, burro e orzo (non è un granché, ammettiamolo). C'era abbastanza foraggio per allevare un numero di yak sufficiente a creare una catena di montaggio? Il lungo rituale dell'uccisione e delle scuse non sarà anche dovuto alla rarità dell'evento?
274
Leo,
20/09/10 09:30
pamela ha scritto:
Leo ha scritto:
pamela ha scritto:
pamela ha scritto:
Il grande consumo di proteine animali che si fa oggi non ha > > > precedenti nella nostra storia e penso si possa assimilare a > > > quello che ne fanno i buddisti.
Scusate la fretta o la carenza di b12, oppure confusione > > congenita.
Volevo dire: penso che il loro consumo fino alla seconda > > guerra mondiale si possa assimilare a quello che ne fanno i > > buddisti.
No, semplicemente perchè nel '800 noi avevamo già catene di > smontaggio da 50 manzi l'ora, i popoli del tibet (tra cui > uno quello di cui si parla nel libro che ti ho consigliato) > macellavano uno yak ogni tanto, quando erano scarse le > riserve di cereali e vegetali, dopo rituali che duravano una > giornata intera, non 1 minuto e 6 secondi (il tempo che ci > mettevano a macellare, dissanguare e tagliare un manzo nel > 800).
Dubito anche che nel tibet si svegliassero alle 6 del > mattino con gli spari di alcuni pazzi scatenati armati fino > ai denti che per festeggiare l'inizio della mattanza dei > volatili fanno strage appena esce una bagliore di luce. > Buona mattinata e buona stagione di caccia a tutti!
Leo
Non sono documentata sul Tibet nell'800, un po' sul Tibet di oggi, ma mi vengono in mente una serie di dubbi. Non stiamo paragonando solo due culture e due religioni, ma stiamo anche parlando della fertilissima Europa e le sue grandi città e di un territorio di alta montagna, con piccoli insediamenti umani, in cui una preparazione tradizionale è fatto di tè, burro e orzo (non è un granché, ammettiamolo). C'era abbastanza foraggio per allevare un numero di yak sufficiente a creare una catena di montaggio? Il lungo rituale dell'uccisione e delle scuse non sarà anche dovuto alla rarità dell'evento?
Il libro parla della popolazione del Ladakh che fino agli anni '70 viveva con un'economia di sussistenza. L'autrice, sociologa, ha studiato per vent'anni i costumi della popolazione locale, ma soprattutto i cambiamenti avvenuti a causa dell'occidentalizzazione della regione che per vari motivi è avvenuta solo recentemente. cambiamenti che non sono stati per nulla positivi, come credo sia per qualsiasi altro passaggio "forzato" verso i nostri stili di vita.
La catena di smontaggio degli yak non era neanche immaginabile nella mente di quella popolazione, la loro cultura non prevedeva ne un'economia basata su simili obbrobri, ne una tale mancanza di rispetto verso gli esseri viventi. Nulla nella loro vita avrebbe richiesto che tale pratica diventasse necessaria, vivevano bene, di poco ma bene, campavano molto e molte malattie che falcidiano i popoli occidentali (tra cui il diabete) erano a loro sconosciute. Il rito dell'uccisione, oltre a rispettare un loro credo filosofico che prevede il rispetto degli animali, rientrava in una serie di usanze che permetteva a quei popoli di vivere in sintonia e armonia con la natura. sicuramente la rarità dell'evento permetteva questi rituali, oltre a una vita che lasciava loro molto tempo libero. da noi anche se fosse possibile effettuare un rituale al minuto nessuno lo farebbe, innanzitutto perchè il manzo da allevamento è considerato un oggetto senz'anima e soprattutto perchè è una perdita di tempo che costa danaro. insomma non avrebbe senso, non viviamo in armonia con gli animali ne con la natura.
Leo
275
Andrea,
20/09/10 11:31
Leo ha scritto:
Il rito dell'uccisione, oltre a rispettare un
loro credo filosofico che prevede il rispetto degli animali,
Mi stupisce molto leggere su un sito animalista che si possano rispettare degli esseri viventi uccidendoli..
rientrava in una serie di usanze che permetteva a quei popoli di vivere in sintonia e armonia con la natura.
Uccidendone gli abitanti?
Se vuoi dire che ci sono infinite differenze tra modo e modo di uccidere animali OK, ma continuare a parlare di gente che rispetta gli animali mentre li ammazza.. bah..
276
Leo,
20/09/10 13:49
Andrea ha scritto:
Leo ha scritto:
Il rito dell'uccisione, oltre a rispettare un
loro credo filosofico che prevede il rispetto degli animali,
Mi stupisce molto leggere su un sito animalista che si possano rispettare degli esseri viventi uccidendoli..
allora neanche un animalista ligio a tutto rispetta gli esseri viventi perchè camminando uccide le formiche. Fraintendi ogni cosa che scrivo. Cambio termine, ma sicuramente anche questo non ti andrà bene. Hanno una minore mancanza di rispetto.
ogni cosa che scrivo non ti va bene? francamento questo tuo accanimento nei miei confronti mi ha stufato. me ne hai dette di tutti i colori, mi hai offeso, mi attribuisci cose senza neanche conoscermi. solo perchè ho osato difendere la posizione di chi aderisce alla manifestazione del 25, dandoti ragione sui contenuti delle note riguardanti la direttiva.
rientrava in una serie di usanze che permetteva a quei > popoli di vivere in sintonia e armonia con la natura.
Uccidendone gli abitanti?
Se vuoi dire che ci sono infinite differenze tra modo e modo di uccidere animali OK, ma continuare a parlare di gente che rispetta gli animali mentre li ammazza.. bah..
continuo a dire ciò che dicono in molti, che ci sono differenze enormi tra la considerazione degli animali e il rapporto con essi tra diverse culture umane. E che la differenza ad esempio tra il buddismo e il cristianesimo (o meglio la cultura occidentale) è abissale.
Tu in questo forum fai distinzione tra le azioni umane in base a QUANTI animali si uccidono, salvo poi cambiare metro di giudizio e parlare semplicemente di uccisione, senza prendere minimamente in considerazione la quantità. Ignori bellamente che il nostro vivere quotidiano INDIRETTAMENTE uccide milioni di animali nei più svariati modi e non prendi neanche in considerazione che un'economia di sussistenza che non fa uso di insetticidi, pesticidi, fabbriche, inquinanti, allevamenti intensivi, esplosivi, è enormemente più rispettosa della vita di tutti, anzi soprattutto degli animali. Perchè a ben vedere, ma resta una questione di opinioni, il nostro stile di vita può far comodo solo agli uomini.
Leo
277
Rioken,
20/09/10 16:07
E' assurdo dire che non intercorre alcuna differenza tra uno stile di vita 'di sussistenza' ed uno come il nostro occidentale votato al consumismo ed alla massimizzazione del profitto (a danno di animali n.u., umani e ambiente).
Viene da sé (e nessuno qui ha detto il contrario) che un buddhista tibetano o un aborigeno della Papua Nuova Guinea sono entrambi SPECISTI se uccidono animali, ma vi è senza dubbio una differenza tra l'impatto che i diversi stili di vita hanno sugli altri animali e sull'ambiente (sia in termini puramente numerici, sia qualitativi).
Comunque sia, non è vero che le culture 'di sussistenza' sono tutte così rispettose degli animali non umani: a titolo di esempio, presso gli abitanti di Malekula (Melanesia), esiste un rito (maki) per cui un uomo sacrifica più volte nel corso della sua vita maiali maschi, allo scopo di garantirsi il congiungimento con i suoi cari nell'aldilà; presso la comunità Kachin (Birmania), nel corso di determinate ritualità viene sacrificata una coscia bovina al nuovo capo...gli esempi possono essere tanti, quanti quelli di popolazioni 'aborigene' che invece rispettano gli animali non umani (non sono un tutt'uno, ognuna è una realtà a sé stante).
Comunque sia, una società come la nostra che ha reso 'scientifica' la produzione in serie, modificazione genetica, cattività, tortura e uccisione di esseri senzienti al solo scopo di ottenerne un profitto economico, ha sicuramente un primato della crudeltà, dello specismo e della follia, su qualunque altra.
Ripeto, per evitare che si creino fraintendimenti: secondo me, neanche l'aborigeno è antispecista, ma c'è una bella differenza tra lui e un onnivoro occidentale.
278
Andrea,
20/09/10 16:10
Leo ha scritto:
allora neanche un animalista ligio a tutto rispetta gli esseri viventi perchè camminando uccide le formiche. Fraintendi ogni cosa che scrivo. Cambio termine, ma sicuramente anche questo non ti andrà bene. Hanno una minore mancanza di rispetto.
Tra uccidere involontariamente e volontariamente trovo ci sia una differenza abissale. Quello che dico è che nel momento in cui una persona decide di uccidere un essere vivente per un proprio vantaggio personale, che lo faccia seguendo un rituale religioso con cui chiede scusa alla sua anima o meno, per me è irrilevante. Non concepisco il concetto di "uccidere con rispetto", lo trovo ipocrita.
Se la religione X dice che si può uccidere se lo si fa con rispetto, che si uccidano tra di loro, all'animale non credo interessi molto la fede religiosa del suo assassino.
279
Andrea,
20/09/10 16:31
Rioken ha scritto:
Ripeto, per evitare che si creino fraintendimenti: secondo me, neanche l'aborigeno è antispecista, ma c'è una bella differenza tra lui e un onnivoro occidentale.
Non mi pare si parlasse di aborigeni, ma di buddisti, la maggior parte dei quali non mangia carne per sopravvivere, e comprende esattamente cosa sta facendo. Mi dispiace, ma come non giustifico il cattolico che mangia agnello per Pasqua, così non giustifico il buddista che mangia carne e poi chiede scusa all'anima dell'animale ucciso.
Non dico che l'impatto del "mondo buddista" sia uguale a quello del mondo occidentale, dico che di fronte a un singolo individuo, che non sa lottando per la sopravvivenza e decide di uccidere un animale non faccio differenza per quanto concerne le sue responsabilità.
Poi che sommando le azioni negative di un tipo di approccio all'uccisione di animali e le azioni negative di un altro tipo di approccio si ottengano risultati completmaente diversi è un altro discorso. Ma il concetto di "Tizio uccide un animale con rispetto" lo trovo spaventoso.
280
Rioken,
20/09/10 16:57
Andrea ha scritto:
Poi che sommando le azioni negative di un tipo di approccio all'uccisione di animali e le azioni negative di un altro tipo di approccio si ottengano risultati completmaente diversi è un altro discorso. Ma il concetto di "Tizio uccide un animale con rispetto" lo trovo spaventoso.
Su questo sono d'accordo, ma mi sembrava fosse stato citato anche il termine 'cultura di sussistenza', o forse ho letto male io O_o
Per quel che riguarda chi mangia animali per ragioni religiose, vado ot se dico cosa ne penso.
281
Leo,
20/09/10 17:32
Andrea ha scritto:
Leo ha scritto:
allora neanche un animalista ligio a tutto rispetta gli > esseri viventi perchè camminando uccide le formiche. > Fraintendi ogni cosa che scrivo. Cambio termine, ma > sicuramente anche questo non ti andrà bene. Hanno una minore > mancanza di rispetto.
Tra uccidere involontariamente e volontariamente trovo ci sia una differenza abissale. Quello che dico è che nel momento in cui una persona decide di uccidere un essere vivente per un proprio vantaggio personale, che lo faccia seguendo un rituale religioso con cui chiede scusa alla sua anima o meno, per me è irrilevante. Non concepisco il concetto di "uccidere con rispetto", lo trovo ipocrita.
Uccidono l'animale per necessità, quando non c'è altro cibo. Ovvio che ha un senso quando si parla di economia di sussistenza, parlando di economie e situazioni diverse non è difficile trovare buddisti che non mangiano carne e che affermano che budda era vegetariano e che non bisogna cibarsi di carne.
Il rituale di scuse nei confronti dell'anima dell'animale ha un importante significato per me che non sono buddista, perchè oltre a porre su un piano spirituale l'uomo e gli altri animali quasi allo stesso livello, ciò ha notevoli conseguenze:
- l'uccisione di un animale è visto quasi come un crimine, genera rimorsi di coscienza che l'uomo occidentale normalmente non ha.
- si uccidono pochissimi animali.
- l'antispecismo e l'etica vegana in una cultura con basi filosofiche simili potrebbero attecchire molto più facilmente
- si scelgono stili di vita ed economie con minor mancanza di rispetto nei confronti degli animali (e della natura).
- "Il buddista vieta la caccia, la sorte degli animali nei macelli e, ovviamente, la vivisezione. Non può nemmeno ammettere il concetto di animale nocivo e, come si dice nelle nostre campagne, di nemici delle colture, in realtà pretesti per uno sterminio radicale, per l’uso massiccio di pesticidi pericolosi per la salute umana e inefficaci contro gli insetti presi di mira.". sulla rete è pieno di queste considerazioni sul buddismo. nonostante non siano 100% vegan sono sicuramente anni luce avanti rispetto alla cultura occidentale media.
Leo
282
Andrea,
20/09/10 18:46
Leo ha scritto:
Uccidono l'animale per necessità, quando non c'è altro cibo. Ovvio che ha un senso quando si parla di economia di sussistenza
Ma come ho scritto prima non mi risulta esista, a parte il polo nord, un luogo in cui il cunsumo di carne sia più vantaggioso di quello dei cibi di origine vegetale quindi non concepisco il concetto di "uccidere un animale per necessità".
Non credo nemmeno che il 99.9 % dei buddisti sia vegetariano, neppure il Dalai Lama lo è.. C'è quindi una miriade di buddisti che mangiano carne senza alcun motivo, e non vedo perché dovrebbero essere visti diversamente da un non buddista che fa la stessa cosa.
283
Lifting_Shadows,
17/10/10 18:37
Ho letto tutto d'un fiato "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano. Non è certo allegro, ma mi ha presa tantissimo e non l'ho lasciato un attimo neanche mentre giravo il risotto, neanche in fila d'attesa, in
bagno...mai.
Poi è venuto il tutrno di "Il passato è una terra straniera" di Gianrico Carofiglio, ma rispetto agli altri suoi mi ha un po' delusa, e ora sto leggendo "La storia" di Elsa Morante. Stupendo...
284
Suffi,
17/10/10 19:36
Lifting_Shadows ha scritto:
Ho letto tutto d'un fiato "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano. Non è certo allegro, ma mi ha presa tantissimo e non l'ho lasciato un attimo neanche mentre giravo il risotto, neanche in fila d'attesa, in bagno...mai.
Idem, l'ho letto 2 estati fa in spiaggia: iniziava a far freddo e buio ma non mi sono mossa finché non l'ho finito; poi negli stessi giorni è venuta a trovarmi un'amica a cui l'ho passato: ha cominciato a leggerlo lì e ha fatto l'asociale escludendosi dal gruppo a leggere perché lo doveva finire!
L'ho consigliato/regalato ad altre persone e l'effetto è sempre quello :D
285
cane_vegan,
17/10/10 20:04
appena finito La Caduta dei Giganti di Ken Follett.. però ora dovrò aspettare che escano gli ultimi due libri della trilogia.. e allora dovrò rileggere tutto daccapo..
in ogni caso, stasera si inizia il Mahabharata.