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256 Elisa81, 17/09/10 15:16

manulayeye ha scritto:
ariel444 ha scritto:
Andrea ha scritto:
lauretta76 ha scritto:
Credo di essere rimasta l'unica in questo sito a non avere > > > mai letto"liberazione animale" e "Se niente importa".... > >

No, siamo minimo in due..

Tre.

tre e mezzo ("se niente importa" l'ho letto...)

Quattro ( "se niente importa l'ho letto pure io anche se non mi è piaciuto granchè)

257 fiordaliso09, 17/09/10 16:05

lauretta76 ha scritto:

ho cominciato a scandagliare gli scaffali e mi è
caduto l'occhio su quello contrassegnato con la targhetta "terrorismo" e...tataaaan..l'ho trovato,era proprio
lì.

Interessante il psto dove l'hai trovato! Che abbia un qualche significato?

258 Leo, 17/09/10 17:07

lauretta76 ha scritto:
ricettine sfiziose,ed è del 2005.Counque,sto finalmente leggendo "se niente importa" e lo trovo davvero interessante...meglio tardi che mai,no?

Avete letto "Un mondo sbagliato - Storia della distruzione della natura, degli animali e dell'umanità" di Jim Mason? E' il miglior libro sulle tematiche animaliste/ambientaliste che abbia letto. Riassume molti concetti già trovati in altri autori, tra cui Singer, Rifkin, Zerzan e altri, in modo chiaro, coerente e attuale. L'autore in passato ha collaborato con Singer alla stesura di altri libri. Un libro completo, mette in evidenza come lo sfruttamento degli animali sia collegato ad altri comportamenti umani e a un'ideologia/cultura ben precise.

Leo

259 pamela, 17/09/10 20:47

Leo ha scritto:
lauretta76 ha scritto:
ricettine sfiziose,ed è del 2005.Counque,sto finalmente > leggendo "se niente importa" e lo trovo davvero > interessante...meglio tardi che mai,no?

Avete letto "Un mondo sbagliato - Storia della distruzione della natura, degli animali e dell'umanità" di Jim Mason? E' il miglior libro sulle tematiche animaliste/ambientaliste che abbia letto. Riassume molti concetti già trovati in altri autori, tra cui Singer, Rifkin, Zerzan e altri, in modo chiaro, coerente e attuale. L'autore in passato ha collaborato con Singer alla stesura di altri libri. Un libro completo, mette in evidenza come lo sfruttamento degli animali sia collegato ad altri comportamenti umani e a un'ideologia/cultura ben precise.

Leo

Sarà sicuramente un libro interessante da leggere e mi ripropongo di farlo. Però mi sembra che lo sfruttamento degli animali sia trasversale alle culture e alle ideologie, non si salva neanche il Dalai Lama. Poi ci possono essere delle differenze locali, nate chissà come, che solo un occhio straniero rileva. Ricordo, ad esempio, in Tunisia, colonie di gatti felici e grassottelli nei dintorni di ogni albergo, mentre a Bodrum, in Turchia, vedevo ovunque gatti randagi affamati, mentre tutti i cani erano ben nutriti e vezzeggiati.

Ciao

pamela

260 Leo, 18/09/10 13:48

pamela ha scritto:
Leo ha scritto:
lauretta76 ha scritto:
ricettine sfiziose,ed è del 2005.Counque,sto finalmente > > leggendo "se niente importa" e lo trovo davvero > > interessante...meglio tardi che mai,no?

Avete letto "Un mondo sbagliato - Storia della distruzione > della natura, degli animali e dell'umanità" di Jim Mason? > E' il miglior libro sulle tematiche animaliste/ambientaliste > che abbia letto. Riassume molti concetti già trovati in > altri autori, tra cui Singer, Rifkin, Zerzan e altri, in > modo chiaro, coerente e attuale. L'autore in passato ha > collaborato con Singer alla stesura di altri libri. Un libro > completo, mette in evidenza come lo sfruttamento degli > animali sia collegato ad altri comportamenti umani e a > un'ideologia/cultura ben precise.

Leo

Sarà sicuramente un libro interessante da leggere e mi ripropongo di farlo. Però mi sembra che lo sfruttamento degli animali sia trasversale alle culture e alle ideologie, non si salva neanche il Dalai Lama. Poi ci possono essere delle differenze locali, nate chissà come, che solo un occhio straniero rileva. Ricordo, ad esempio, in Tunisia, colonie di gatti felici e grassottelli nei dintorni di ogni albergo, mentre a Bodrum, in Turchia, vedevo ovunque gatti randagi affamati, mentre tutti i cani erano ben nutriti e vezzeggiati.

Ciao

pamela

Premettendo che il mio era solo una breve introduzione al libro. Per quanto riguarda lo sfruttamento degli animale non è per nulla trasversale, il libro mostra chiaramente come esso si è diffuso insieme all'ideologia del dominio, comune a molte "culture" umane di oggi. Per quanto riguarda il buddismo non è neanche lontanamente paragonabile al rispetto degli animali delle culture occidentali e "cristiane". Ciò non toglie che anche loro si cibano di carne, ma in molti popoli buddisti ciò avviene raramente e con riti di scuse verso l'anima dell'animale. Qui da noi secondo i precetti del cristianesimo e del profitto gli animali oltre a non avere un'anima, sono oggetti da macellare in catene di smontaggio a ritmi possibilmente sempre maggiori. La stessa carne utilizzata dai buddisti con parsimonia da noi viene avanzata nei piatti, gettata nell'immondizia e consumata in quantità maggiore 1000 volte superiore.
Per quanto riguarda la cura e il rispetto degli animali d'affezione è meglio lasciar perdere, perchè noi occidentali che ci crediamo tanto superiori perchè abbiamo leggi che difendono gli animali d'affezione, nel contempo massacriamo miliardi di animali da macello, distruggiamo gli habitat ed estinguiamo con la furia distruttrice della nostro sistema economico/politico, moltissime specie di animali. La deforestazione dell'amazzonia che molti "animalisti" ignorano bellamente perchè tema da "ambientalisti" è la causa principale al mondo di estinzione di specie di animali. Il sottobosco amazzonico contiene tantissime specie che noi perfino ignoriamo e che sempre ignoreremo perchè per mangiare le bistecche e per far guadagnare i signori di mcdonalds, si sono estinte.

Leo

261 Leo, 18/09/10 13:58

Leo ha scritto:
pamela ha scritto:
Leo ha scritto:
lauretta76 ha scritto:
ricettine sfiziose,ed è del 2005.Counque,sto finalmente > > > leggendo "se niente importa" e lo trovo davvero > > > interessante...meglio tardi che mai,no?

Avete letto "Un mondo sbagliato - Storia della distruzione > > della natura, degli animali e dell'umanità" di Jim Mason? > > E' il miglior libro sulle tematiche animaliste/ambientaliste > > che abbia letto. Riassume molti concetti già trovati in > > altri autori, tra cui Singer, Rifkin, Zerzan e altri, in > > modo chiaro, coerente e attuale. L'autore in passato ha > > collaborato con Singer alla stesura di altri libri. Un libro > > completo, mette in evidenza come lo sfruttamento degli > > animali sia collegato ad altri comportamenti umani e a > > un'ideologia/cultura ben precise.

Leo

Sarà sicuramente un libro interessante da leggere e mi > ripropongo di farlo. Però mi sembra che lo sfruttamento > degli animali sia trasversale alle culture e alle ideologie, > non si salva neanche il Dalai Lama. Poi ci possono essere > delle differenze locali, nate chissà come, che solo un > occhio straniero rileva. Ricordo, ad esempio, in Tunisia, > colonie di gatti felici e grassottelli nei dintorni di ogni > albergo, mentre a Bodrum, in Turchia, vedevo ovunque gatti > randagi affamati, mentre tutti i cani erano ben nutriti e > vezzeggiati.

Ciao

pamela

Premettendo che il mio era solo una breve introduzione al libro. Per quanto riguarda lo sfruttamento degli animale non è per nulla trasversale, il libro mostra chiaramente come esso si è diffuso insieme all'ideologia del dominio, comune a molte "culture" umane di oggi. Per quanto riguarda il buddismo non è neanche lontanamente paragonabile al rispetto degli animali delle culture occidentali e "cristiane". Ciò non toglie che anche loro si cibano di carne, ma in molti popoli buddisti ciò avviene raramente e con riti di scuse verso l'anima dell'animale. Qui da noi secondo i precetti del cristianesimo e del profitto gli animali oltre a non avere un'anima, sono oggetti da macellare in catene di smontaggio a ritmi possibilmente sempre maggiori. La stessa carne utilizzata dai buddisti con parsimonia da noi viene avanzata nei piatti, gettata nell'immondizia e consumata in quantità maggiore 1000 volte superiore.
Per quanto riguarda la cura e il rispetto degli animali d'affezione è meglio lasciar perdere, perchè noi occidentali che ci crediamo tanto superiori perchè abbiamo leggi che difendono gli animali d'affezione, nel contempo massacriamo miliardi di animali da macello, distruggiamo gli habitat ed estinguiamo con la furia distruttrice della nostro sistema economico/politico, moltissime specie di animali. La deforestazione dell'amazzonia che molti "animalisti" ignorano bellamente perchè tema da "ambientalisti" è la causa principale al mondo di estinzione di specie di animali. Il sottobosco amazzonico contiene tantissime specie che noi perfino ignoriamo e che sempre ignoreremo perchè per mangiare le bistecche e per far guadagnare i signori di mcdonalds, si sono estinte.

Leo

scusate i notevoli errori ma sono di fretta :( ci tengo ad aggiungere che un'altro libro che analizza la "cultura della carne" ormai al tramonto perchè legata a doppio filo con economie al tramonto tra cui la nostra basata sul petrolio e sulla distruzione del pianeta, è Ecocidio di Rifkin, secondo me pietra miliare della letteratura animalista. Che andrebbe letto insieme a Entropia, altro libro dello stesso autore. Essendo un economista Rifkin non lascia nulla al caso o all'opinione, ogni sua affermazione è accompagnata da dati e statistiche, contro cui anche il più ottuso e materialista onnivoro non può controbattere in maniera obbiettiva.

Leo

262 Andrea, 18/09/10 14:28

Leo ha scritto:
Ciò
non toglie che anche loro si cibano di carne, ma in molti popoli buddisti ciò avviene raramente e con riti di scuse verso l'anima dell'animale.

Beh, questo è del tutto influente. Se mi uccidi tra atroci sofferenze il fatto che tu chieda scusa alla mia anima o meno lo trovo del tutto irrilevante..

E poi purtroppo non mi risulta che il mondo si divida in "occidentali" e "buddisti". Quasi tutti i non occidentali sono anche non buddisti.

Per quanto riguarda la cura e il rispetto degli animali d'affezione è meglio lasciar perdere, perchè noi occidentali che ci crediamo tanto superiori perchè abbiamo leggi che difendono gli animali d'affezione

Non confondere il non accettare che gli animali vengano strumentalizzati per fare politica (anche mediante interpretazioni forzate dei testi che hai citato) con il sostenere che gli occidentali siano soperiori.

Hai mai visto qualcuno sostenere una cosa del genere su questo forum?
Noi occidentali siamo solo più efficenti nell'uccidere animali, il che non è ovviamente un gran vanto.

263 pamela, 18/09/10 21:53

Leo ha scritto:
Premettendo che il mio era solo una breve introduzione al libro. Per quanto riguarda lo sfruttamento degli animale non è per nulla trasversale, il libro mostra chiaramente come esso si è diffuso insieme all'ideologia del dominio, comune a molte "culture" umane di oggi. Per quanto riguarda il buddismo non è neanche lontanamente paragonabile al rispetto degli animali delle culture occidentali e "cristiane". Ciò non toglie che anche loro si cibano di carne, ma in molti popoli buddisti ciò avviene raramente e con riti di scuse verso l'anima dell'animale. Qui da noi secondo i precetti del cristianesimo e del profitto gli animali oltre a non avere un'anima, sono oggetti da macellare in catene di smontaggio a ritmi possibilmente sempre maggiori. La stessa carne utilizzata dai buddisti con parsimonia da noi viene avanzata nei piatti, gettata nell'immondizia e consumata in quantità maggiore 1000 volte superiore.

Ho il privilegio di avere ricordi che risalgono a più di cinquant'anni fa. Abitavo in un piccolo centro, dove il latte probabilmente non era in vendita in bar, ma girava una tizia per il paese che lo vendeva. Probabilmente eravamo tra i pochi che lo compravano saltuariamente, invece a colazione prendevamo tè o orzo con acqua. Anche il burro si usava raramente perché non c'erano frigoriferi all'epoca. Uova se ne mangiavano spesso, perché mia nonna aveva un pollaio, con galline trattate benissimo e chiamate ognuna con il proprio nome, il che non le impediva di tagliare la gola ad una delle sue galline per un giorno di festa. Il pesce non si mangiava mai e la carne raramente. In epoca precedente alla seconda guerra mondiale, la razione di carne in questa famiglia di benestanti di paese era mezza salsiccia a testa la domenica. Nella famiglia degli altri miei nonni, invece, si faceva occasionalmente il sugo con un'unica salsiccia e si condiva la polenta con questo sugo. Al centro si metteva la salsiccia a pezzi. Gli otto bambini mangiavano scavando velocemente un tunnel nella polenta per raggiungere la salsiccia.
Il grande consumo di proteine animali che si fa oggi non ha precedenti nella nostra storia e penso si possa assimilare a quello che ne fanno i buddisti. Quanto al rispetto per l'animale e il chiedere scusa dell'uccisione, avevo letto questa cosa a proposito degli indiani d'America e, anche se all'epoca forse ero ancora onnivora, l'ho trovata una grande ipocrisia. Credo che all'animale ucciso importi poco delle scuse dell'assassino.
Leggerò comunque il libro perché l'argomento mi interessa molto, sperando anche di venire a conoscenza di qualche popolazione completamente vegan.

Per quanto riguarda la cura e il rispetto degli animali d'affezione è meglio lasciar perdere, perchè noi occidentali che ci crediamo tanto superiori perchè abbiamo leggi che difendono gli animali d'affezione, nel contempo massacriamo miliardi di animali da macello, distruggiamo gli habitat ed estinguiamo con la furia distruttrice della nostro sistema economico/politico, moltissime specie di animali. La deforestazione dell'amazzonia che molti "animalisti" ignorano bellamente perchè tema da "ambientalisti" è la causa principale al mondo di estinzione di specie di animali. Il sottobosco amazzonico contiene tantissime specie che noi perfino ignoriamo e che sempre ignoreremo perchè per mangiare le bistecche e per far guadagnare i signori di mcdonalds, si sono estinte.

Leo

Non ho detto che mi sento superiore in quanto occidentale. Ho solo rilevato strane differenze tra due situazioni appartenenti due diverse popolazioni musulmane, ma ce ne saranno migliaia di altre che non conosco. Avrei potuto anche parlare del nostro modo di trattare i cani e di quello che ho visto in una casa in Inghilterra, dove il cane aveva un divano tutto per lui, interdetto agli umani e nella migliore posizione davanti alla tv.

Ciao

pamela

264 Leo, 18/09/10 22:42

Andrea ha scritto:
Leo ha scritto:
Ciò
non toglie che anche loro si cibano di carne, ma in molti > popoli buddisti ciò avviene raramente e con riti di scuse > verso l'anima dell'animale.

Beh, questo è del tutto influente. Se mi uccidi tra atroci sofferenze il fatto che tu chieda scusa alla mia anima o meno lo trovo del tutto irrilevante..

Ritenere che gli animali abbiano un'anima come accade in alcune filosofie orientali rispetto all'utilitarismo del cristianesimo fa un'enorme differenza. Innanzitutto l'animale viene considerato un essere vivente come l'uomo, che può soffrire e amare. E non un mero oggetto da utilizzare per i fini utilitaristici dell'uomo. Le basi che il cristianesimo ha creato nel rapporto uomo-animale hanno permesso all'illuminismo e alla rivoluzione industriale di "creare" il metodo "scientifico" chiamato vivisezione così come noi lo conosciamo oggi.
Parlando di cose rilevanti, quantità di animali "ammazzati" o "salvati", la nostra cultura che non chiede scusa all'anima ha ammazzato 1000 volte tanti animali rispetto ad altre culture. Le catene di smontaggio, ovvero i mattatoi meccanizzati, abominio assoluto della cultura della carne, inventate da NOI occidentali e ispirazione della catena di montaggio industriale inventata da ford dopo aver visitato i mattatoi di chicago, in una cultura buddista non sarebbero potute neanche lontanamente essere concepite. per non parlare della vivisezione, del consumismo (diverso dal consumo per necessità) di capi in pelle e di altre pratiche a noi note.

E poi purtroppo non mi risulta che il mondo si divida in "occidentali" e "buddisti". Quasi tutti i non occidentali sono anche non buddisti.

la nostra cultura sta facendo scomparire il buddismo anche nei luoghi più remoti del pianeta. anche in questo siamo dei gran maestri, nel distruggere le diversità (culturali e per restare in tema animalista, biologiche) esportando il nostro stile di vita ovunque.
e cmq non esiste solo il buddismo...
l'islamismo ad esempio che si sta diffondendo nel mondo al pari della cultura cristiana, ha molto in comune con la nostra religione con cui condivide le radici e il monoteismo antropocentrico.

Per quanto riguarda la cura e il rispetto degli animali > d'affezione è meglio lasciar perdere, perchè noi occidentali > che ci crediamo tanto superiori perchè abbiamo leggi che > difendono gli animali d'affezione

Non confondere il non accettare che gli animali vengano strumentalizzati per fare politica (anche mediante interpretazioni forzate dei testi che hai citato) con il sostenere che gli occidentali siano soperiori.

eh? sto facendo politica? e quali sarebbero le interpretazioni forzate, appena ho tempo riporto le parole testuali contenute nei libri, così evitiamo queste inutili accuse.

Hai mai visto qualcuno sostenere una cosa del genere su questo forum?

che c'entra scusa? sto parlando di alcuni libri che ho letto e di un modo di pensare molto diffuso che si limita a considerare il rispetto verso gli animali solo per quelli d'affezione. Basti pensare a quanti si scandalizzano per una gatto al forno salvo poi ingozzarsi di conigli. Le nostre leggi in genere difendono gli animali solo in quanto possono essere utili all'uomo in altro modo (compagnia, o altro).

Noi occidentali siamo solo più efficenti nell'uccidere animali, il che non è ovviamente un gran vanto.

E' quello che ho detto, l'efficienza però ha delle cause, non ci siamo alzati da un giorno all'altro massacratori di animali. L'empatia fa parte del dna umano, certe culture riescono meglio di altre a reprimerla.

Leo

265 Leo, 18/09/10 23:06

pamela ha scritto:
Ho il privilegio di avere ricordi che risalgono a più di cinquant'anni fa. Abitavo in un piccolo centro, dove il latte probabilmente non era in vendita in bar, ma girava una tizia per il paese che lo vendeva. Probabilmente eravamo tra i pochi che lo compravano saltuariamente, invece a colazione prendevamo tè o orzo con acqua. Anche il burro si usava raramente perché non c'erano frigoriferi all'epoca. Uova se ne mangiavano spesso, perché mia nonna aveva un pollaio, con galline trattate benissimo e chiamate ognuna con il proprio nome, il che non le impediva di tagliare la gola ad una delle sue galline per un giorno di festa. Il pesce non si mangiava mai e la carne raramente. In epoca precedente alla seconda guerra mondiale, la razione di carne in questa famiglia di benestanti di paese era mezza salsiccia a testa la domenica. Nella famiglia degli altri miei nonni, invece, si faceva occasionalmente il sugo con un'unica salsiccia e si condiva la polenta con questo sugo. Al centro si metteva la salsiccia a pezzi. Gli otto bambini mangiavano scavando velocemente un tunnel nella polenta per raggiungere la salsiccia.
Il grande consumo di proteine animali che si fa oggi non ha precedenti nella nostra storia e penso si possa assimilare a quello che ne fanno i buddisti. Quanto al rispetto per l'animale e il chiedere scusa dell'uccisione, avevo letto questa cosa a proposito degli indiani d'America e, anche se all'epoca forse ero ancora onnivora, l'ho trovata una grande ipocrisia. Credo che all'animale ucciso importi poco delle scuse dell'assassino.
Leggerò comunque il libro perché l'argomento mi interessa molto, sperando anche di venire a conoscenza di qualche popolazione completamente vegan.

pre-cultu
Anche mia madre che ha vissuto nel dopoguerra mangiava raramente carne. Ma solo per una condizione economica del momento. Nei paesi anglosassoni il consumo di carne ha avuto un'esplosione con la conquista delle praterie americane che ha fatto crollare il prezzo del manzo per il quale non bastavano i pascoli europei, la rivoluzione industriale e la nascita dei mattatoi dove è stata inventata la prima vera catena di montaggio (o "smontaggio" a seconda dei punti di vista).
Più in generale alcuni autori hanno evidenziato come spesso i popoli più portati alla guerra di conquista sono anche stati dei gran consumatori di carne. e che spesso le guerre venivano fatte proprio per conquistare nuove terre di pascolo.
per quanto riguarda una popolazione buddista rispettosa degli animali e restia ad abbracciare la cultura occidentale c'è un bellissimo libro scritto da Helena Norberg-Hodge intitolato "il futuro nel passato". non si tratta di popoli vegan ma se riesci leggilo perchè è molto interessante.
per quanto riguarda il veganesimo alcune teorie antropologiche vogliono l'uomo primitivo dedito solo alla caccia-raccolta (la caccia più per necessità o saltuari rituali) e a un rapporto con gli animali quasi paritario (basato sul rispetto-rivalità, non sull'utilità e lo sfruttamento). la dieta ovviamente per un 90% o più vegana, come daltronde vuole la nostra natura, per nulla adatta al consumo e alla digestione della carne. nel libro di mason si parla di questo e anche del rapporto tra i sessi umani, paritario nelle società primitive, maschilista con l'avvento dell'allevamento, della guerra di conquista e delle società gerarchiche.

Non ho detto che mi sento superiore in quanto occidentale. Ho solo rilevato strane differenze tra due situazioni appartenenti due diverse popolazioni musulmane, ma ce ne saranno migliaia di altre che non conosco. Avrei potuto anche parlare del nostro modo di trattare i cani e di quello che ho visto in una casa in Inghilterra, dove il cane aveva un divano tutto per lui, interdetto agli umani e nella migliore posizione davanti alla tv.

I musulmani ci assomigliano molto, soprattutto per la mentalità antropocentrica. cmq non mi riferivo a te, ma in generale alla considerazione che noi occidentali abbiamo di noi stessi, di superiorità, che tanto ricorda quella che abbiamo nei confronti degli animali, e che si basa sul presunto rispetto che abbiamo nei confronti di esseri che continuiamo a considerare inferiori e che si limita solo ad esemplari che in qualche modo in vita possono tornarci utili.

Leo

266 Rioken, 18/09/10 23:48

Secondo me Andrea banalizzi molto la questione se metti sullo stesso piano una cultura radicalmente specista e deumanizzante come la nostra, che ha costruito vere e proprie 'catene di smontaggio' e considera gli animali come macchine per generare profitto, e culture molto diverse che vivono o hanno vissuto in contesti molto più vicini ad uno stato di natura, costretti dalle condizioni ambientali ad innescare una lotta biologica con gli altri animali, finanche cibarsene.

Io ci vedo una enorme differenza.

267 Andrea, 19/09/10 00:23

Leo ha scritto:
Ritenere che gli animali abbiano un'anima come accade in alcune filosofie orientali rispetto all'utilitarismo del cristianesimo fa un'enorme differenza. Innanzitutto l'animale viene considerato un essere vivente come l'uomo, che può soffrire e amare. E non un mero oggetto da utilizzare per i fini utilitaristici dell'uomo.

Quindi lo si ammazza lo stesso ma poi si chiede scusa alla sua anima.. vero, è molto diverso.

Rioken ha scritto:
Secondo me Andrea banalizzi molto la questione se metti sullo stesso piano una cultura radicalmente specista e deumanizzante come la nostra, che ha costruito vere e proprie 'catene di smontaggio' e considera gli animali come macchine per generare profitto, e culture molto diverse che vivono o hanno vissuto in contesti molto più vicini ad uno stato di natura, costretti dalle condizioni ambientali ad innescare una lotta biologica con gli altri animali, finanche cibarsene.

Non mi pare proprio che le polpolazioni buddiste che oggi mangiano carne (chiedendo poi scusa all'anima dell'animale ucciso) lo facciano per costrizione. Direi che a parte gli esquimesi, non esistono popoli per cui mangiare carne sia una necessità: il consumo di carne è sempre meno efficente del consumo di vegetali.

268 pamela, 19/09/10 01:11

pamela ha scritto:
Il grande consumo di proteine animali che si fa oggi non ha precedenti nella nostra storia e penso si possa assimilare a quello che ne fanno i buddisti.

Scusate la fretta o la carenza di b12, oppure confusione congenita.
Volevo dire: penso che il loro consumo fino alla seconda guerra mondiale si possa assimilare a quello che ne fanno i buddisti.

269 Leo, 19/09/10 09:02

pamela ha scritto:
pamela ha scritto:
Il grande consumo di proteine animali che si fa oggi non ha > precedenti nella nostra storia e penso si possa assimilare a > quello che ne fanno i buddisti.

Scusate la fretta o la carenza di b12, oppure confusione congenita.
Volevo dire: penso che il loro consumo fino alla seconda guerra mondiale si possa assimilare a quello che ne fanno i buddisti.

No, semplicemente perchè nel '800 noi avevamo già catene di smontaggio da 50 manzi l'ora, i popoli del tibet (tra cui uno quello di cui si parla nel libro che ti ho consigliato) macellavano uno yak ogni tanto, quando erano scarse le riserve di cereali e vegetali, dopo rituali che duravano una giornata intera, non 1 minuto e 6 secondi (il tempo che ci mettevano a macellare, dissanguare e tagliare un manzo nel 800).
Dubito anche che nel tibet si svegliassero alle 6 del mattino con gli spari di alcuni pazzi scatenati armati fino ai denti che per festeggiare l'inizio della mattanza dei volatili fanno strage appena esce una bagliore di luce. Buona mattinata e buona stagione di caccia a tutti!

Leo

270 fiordaliso09, 19/09/10 09:23

Me ne sono accorta stamattina, svegliata all'alba dagli spari. Una vergogna! Speriamo che anche quest'anno si diano il benvenuto fra loro, magari qualcuno rinuncia a cacciare.

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Cos'hanno in comune queste persone? Ciascuno di loro sta salvando migliaia di animali.

Siamo tutti diversi, trova il modo adatto a TE per aiutare gli animali!