Attivisti a rischio denuncia?
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CrazyNoise,
14/12/09 08:46
Ciao a tutti, venerdì ho preso parte ad un sit-in contro max mara, ad un certo punto è arrivata la digos facendoci presente che non si può usare il megafono in un centro cittadino e che il titolare del negozio max mara se vuole ci può pure denunciare per diffamazione in quanto distribuiamo volantini e scandiamo slogan in cui si dice che i negozi max mara vendono morte. Ovviamente poi non è successo nulla perchè il titolare del negozio sa benissimo che quello che diciamo è vero. Adesso vorrei chiedere se secondo voi questa cosa è plausibile, si rischia una denuncia per diffamazione anche se stiamo denunciando una verità che è sotto gli occhi di tutti? (Ovviamente i nostri sit-in sono regolarmente autorizzati dalla questura)
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piergiorgio,
14/12/09 09:17
Tecnicamente, si.
Chiunque, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.
Peraltro, ai sensi dell'art 596 del codice penale l'autore della diffamazione non è ammesso a provare la verità dei fatti.
Nel caso di un brand, la reputazione deve essere intesa come buona fama, rispettabilità.
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CrazyNoise,
14/12/09 09:41
In questo modo però in pratica non si può manifestare, oppure s deve stare li con cartelli e slogan generici contro le pellicce.
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Andrea,
14/12/09 09:54
piergiorgio ha scritto:
Chiunque, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.
Peraltro, ai sensi dell'art 596 del codice penale l'autore della diffamazione non è ammesso a provare la verità dei fatti.
OK, ma non credo si sia mai verificata una cosa del genere. Immagino che di fatto si rischi al massimo una multa.
Se non sbaglio tra l'altro in teoria ogni manifestazione dovrebbe essere preceduta da squilli di trombe a causa di una legge di decenni fa mai abrogata..
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Andrea,
14/12/09 09:58
CrazyNoise ha scritto:
In questo modo però in pratica non si può manifestare, oppure s deve stare li con cartelli e slogan generici contro le pellicce.
Diciamo che si mette in conto il rischio di una querela come si mette in conto il rischio di rompersi una gamba recandosi alla manifestazione, o qualunque altra sfiga non prevedibile.
Io non credo che se non ci sono veri e propri insulti qualcuno denunci chi dice che la pelliccia è crudeltà. Solo i circensi della notizia di cui sopra possono fare in modo da obbligare un giudice a dire che il circo è maltrattamento di animali!
Penso che su questo sito ci siano ogni settimana almeno 2-3 messaggi che possono portare a una querela, molti peraltro anche giustificata. Uno non può passare la vita a preoccuparsi di queste cose. Si fa solo il possibile per limitare i rischi.
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piergiorgio,
14/12/09 11:57
Andrea ha scritto:
piergiorgio ha scritto:
Chiunque, comunicando con più persone, offende l'altrui > reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con > la multa fino a euro 1032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto > determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, > ovvero della multa fino a euro 2065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi > altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena > è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non > inferiore ad euro 516.
Peraltro, ai sensi dell'art 596 del codice penale l'autore > della diffamazione non è ammesso a provare la verità dei > fatti.
OK, ma non credo si sia mai verificata una cosa del genere. Immagino che di fatto si rischi al massimo una multa.
Se non sbaglio tra l'altro in teoria ogni manifestazione dovrebbe essere preceduta da squilli di trombe a causa di una legge di decenni fa mai abrogata.
Complimenti, pensavo che questa non la ricordasse più nessuno.
Sarebbero tre gli squilli.
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piergiorgio,
14/12/09 11:58
"Pinco Pallo vende morte", NO.
"Chi vende pellicce vende morte", di fronte alle vetrine, SI.
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Marina,
14/12/09 12:17
Per quanto riguarda l'uso del megafono, questo va specificato nella notifica di presidio alla questura.
Se la questura non da' prescrizioni diverse, si puo' usare e nessuno puo' obiettare, ne' si va incontro a problemi legali.
Per quanto riguarda quel che se si dice al megafono, ciascuno si prende la responsabilita' di quel che dice. Se si insulta, si puo' essere querelati, ovviamente. Quindi uno decide se vuole rischiare la querela o no.
Per i testi su cartelloni e volantini, vanno sempre controllati bene in modo da mettersi al sicuro da querele per diffamazione, nel senso che poi uno la querela te la puo' fare lo stesso, ma almeno sei sicuro (o quasi, perche' la certezza non c'e' mai) di vincere.
Questo e' vero per qualsiasi volantino si distribuisca, su qualsiasi argomento.
Secondo me il comportamento piu' sicuro e' far controllare i testi da un avvocato (ma dopo un po' uno si fa esperienza e sa cosa si puo' scrivere e cosa no, che giri di parole usare per dire la stessa cosa senza che ci sia diffamazione), ben sapendo che una querela la si puo' ricevere lo stesso, anche quando non c'e' alcun fondamento.
Ma come diceva Andrea, se ci si fa frenare da questo non si fa piu' niente.
Beccarsi qualche querela e' da mettere in conto, non tanto come singolo manifestante (a meno che uno non urli insulti, nel qual caso la querela se la puo' beccare direttamente lui) quanto come responsabile legale del contenuto di un volantino.
Ciao,
Marina