Su La Stampa ho trovato quest' articolo.
Ma non capisco che senso ha; c'è qualcosa che mi sfugge. Qualcuno mi illumina?
TORINO, NON SGOZZATE I MAIALI
TORINO - Un gruppetto di contadini rincorre il maiale sino a inchiodarlo a terra. Uno di loro, mentre l’animale grugnisce e si dimena, gli pianta un ferro nella giugulare. Il sangue schizza fuori dalla gola, il maiale ha un ultimo sussulto. Ancora un rantolo, il muso affonda in una pozzanghera rossa, e muore.
No, non siamo in un cineforum dove si proietta un documentario votato alla causa animalista e ingresso rigorosamente riservato agli adulti, ma in un notissimo supermercato del Lingotto. Fra i più frequentati e chic, quasi uno di quei motivi che valgono il viaggio verso Torino. Il filmato, intenso come un thriller, si replica decine di volte al giorno al primo piano sotterraneo di Eataly, dov’è piacevole andar per birre rare e vini-gioiello, e dove si può cenare alla stellata «Casa vicina».
«Si proietta davanti a tutti, comprese le famigliole con bambini che all’inizio pensano di stare assistendo a un documentario istruttivo sulla vita agreste - accusa la capogruppo di Sinistra Democratica Monica Cerutti - e poi si ritrovano a coprire gli occhi del loro piccolo e fuggire via con il carrello».
Sono in tanti a lamentarsi di quei fotogrammi che comunque documentano una tradizione contadina sorvegliata dal marchio Slow Food. Ma stavolta non si tratta della solita mamma che scrive una lettera di protesta. Da ieri il caso del maiale trucidato più volte al giorno sui muri di Eataly è finito in Sala Rossa. L’interpellanza intitolata «Un esempio di crudeltà verso gli animali, da non pubblicizzare», infatti, depositata nella segretaria generale, verrà discussa lunedì. Il documento esordisce così: «Il Comune di Torino si è dotato di un regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città, che costituisce un modello culturale, educativo ed etico per una migliore e più solidale convivenza con gli animali della città. E dato che l’articolo 4 sui “Diritti degli animali” asserisce che “il Comune di Torino si adopera a diffondere e promuovere la tutela dei diritti attribuiti agli animali dalle leggi vigenti, denunciando e perseguendo ogni manifestazione di maltrattamento e di crudeltà verso gli stessi». Fatta questa premessa si passa alla descrizione del luogo del misfatto: «Eataly ,via Nizza, 230 interno 14 mostra, in questi giorni, un video in cui un maiale viene ucciso crudelmente prima per raccogliere il suo sangue e poi per sezionarlo, con immagini che turbano profondamente la sensibilità anche di chi non è un animalista convinto».
All’interpellanza dovrà rispondere l’assessore all’Ambiente (nonché ideatore del primo regolamento per la difesa e la tutela degli animali) Domenico Mangone che promette: «Non ho ancora visto il filmato in questione, ma prima di lunedì andrò a documentarmi». Ma come risponde a queste accuse il patron di Eataly Oscar Farinetti? Non si scompone per nulla: «La vita è fatta anche di queste scene, c’è la vita del maiale e c’è anche la sua morte - spiega - ma se questo filmato offende la sensibilità di qualcuno siamo pronti a toglierlo. Il nostro obiettivo era di tutt’altro genere. Se qualche mamma ha trovato che si trattasse di immagini troppo forti, non abbiamo alcun problema a sostituirlo». Basta che non lo sostituiscano prima che l’assessore Mangone riesca a vederlo, perché altrimenti, buonanotte interpellanza.
EMANUELA MINUCCI
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