Profilo personale dell'utente 'Didi189'
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//1// "Come un pendolo la vita oscilla tra il dolore e la noia". //2// "La vita è una continua lotta per l'esistenza, con la certezza della sconfitta finale". //3// "Gli eventi della vita sono come le immagini di un caleidoscopio in cui ad ogni rotazione si può vedere qualcosa di nuovo, sebbene in realtà si abbia davanti agli occhi sempre la stessa cosa". //4// "Tutti gli uomini aspirano a vedere la fine di ciò di cui si occupano e per cui si adoperano; sono impazienti di giungere al termine e lieti di esservi giunti. Soltanto la fine totale, la fine di tutte le fini, si augurano di raggiungerla il più tardi possibile". //5// "Non a torto il mito racconta che Cronos, dio del tempo, era costretto ad ingoiare e a digerire sassi, poiché soltanto il tempo digerisce tutto ciò che altrimenti sarebbe indigeribile, ogni tristezza, ogni dispiacere, ogni perdita e offesa". //6// "Si è certamente irragionevoli e sconsiderati per non accorgersi che gli animali, nelle cose essenziali e principali, sono assolutamente la stessa entità che siamo noi, e che la differenza si trova negli aspetti accidentali, ma non nella sostanza, che è la volontà di vivere". //7// "Sull'abolizione della pena di morte. A coloro che vorrebbero abolirla, bisogna rispondere: "Abolite prima l'omicidio dal mondo, poi potrete abolire anche la pena di morte". //8// "Ciò che l'uomo chiama comunemente destino è costituito per lo più dalle sue ottuse gesta". //9// "Una fortuna costante rende gli individui estranei alla sofferenza, al punto che non riescono più a provare compassione". //10// "La maggior parte degli uomini, per natura, non è in grado di considerare con serietà nessun'altra attività se non mangiare, bere e accoppiarsi. Tutto ciò che, invece, è stato creato dalle rare nature superiori, si tratti di religione, scienza o di arte, verrà utilizzato dagli uomini da poco come strumento per i loro scopi meschini, facendone per lo più la propria maschera". //11// "La così detta forza dell'abitudine è, in verità, basata sull'inerzia, la quale intende risparmiare all'intelletto e alla volontà la fatica di una nuova scelta". //12// " L'invidia è alla base dell'alleanza dovunque fiorente e tacitamente stipulata, senza previa intesa, di tutti i mediocri contro il singolo individuo eccellente di qualsiasi specie". //13// "La soggettività degli uomini è miserabile e desolante: essi riferiscono ogni cosa a sé stessi e da ogni pensiero risalgono immediatamente a sé in linea diretta. Una dimostrazione di ciò è offerta dall'astrologia, la quale riconduce la rotta dei grandi corpi celesti al meschino individuo e mette in collegamento le comete del cielo con le pene e le sciocchezze terrene". //14// "L'uomo di norma non ha abbastanza facoltà di giudizio e, spesso, ha anche troppa poca conoscenza per esplorare da sé la sua strada; per questo ripercorre volentieri le orme degli altri". //15// "E' inutile contestare qualsiasi opinione di un uomo, e si tenga a mente che se si volesse dissuaderlo da tutte le assurdità in cui crede, si potrebbe raggiungere l'età di Matusalemme, senza ottenere alcun successo". //16// "Pigrizie, egoismo e vanità sono ciò che in gran parte contribuiscono a formare la nostra fiducia sugli altri: la pigrizia, se ci fidiamo di qualche altro per non essere noi stessi ad indagare e a vigilare; l'egoismo, se il bisogno di parlare dei nostri affari ci induce a confidare qualcosa ad un altro, e la vanità, se questo qualcosa fa parte delle cose di cui ci facciamo vanto". //17// "E' inutile far trapelare ira e odio dalle parole o dai propri atteggiamenti, bisognerebbe sempre mostrarli solo attraverso le azioni".
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//18// L'amore è un torto e un inganno. Questo turbamento che vi travolge, questa serietà e questo silenzio non sono che frutto di un piano del genio della specie. Ammirate, se volete, le sue evoluzioni; ma non dimenticate che esso non pensa che a colmare i vuoti, a riparare le crepe, a mantenere l'equilibrio tra le provviste e la spesa, a tenere sempre abbondantemente popolata la stalla in cui il dolore e la morte recluteranno presto le vittime". //19// "Il desiderio sessuale, soprattutto quando si concentra nell'innamoramento, fissandosi su una donna determinata, è la quintessenza dell'imbroglio di questo nobile mondo; perché promette così indicibilmente, infinitamente e straordinariamente tanto e mantiene poi così miseramente poco". //20// "Trovare una donna veramente sincera,che non finga, è forse impossibile. Ma per lo stesso motivo le donne scoprono senza difficoltà la finzione altrui e non è consigliabile tentare di ricorrervi nei loro riguardi". //21// "Nel nostro continente monogamico, sposarsi significa dimezzare i propri diritti e raddoppiare i doveri". //22// "Sposarsi significa fare il possibile per venire a nausea l'uno all'altro". //23// "Il fine del matrimonio non è l'intrattenimento intellettuale, bensì la generazione dei figli; esso è una unione dei cuori, non dei cervelli. per una donna, sostenere di essersi innamorata dell'intelligenza di un uomo è una pretesa vana e ridicola". //24// "Per scoprire il proprio autentico atteggiamento nei riguardi di una persona, si presti attenzione alla prima impressione che produce in noi una lettera non ancora aperta, arrivata per posta dalla persona in questione". //25// "Solo se non si ha bisogno degli altri in alcun modo e se si mostra ciò si ottiene la superiorità nei rapporti con gli uomini. Per questo motivo è consigliabile far sentire di tanto in tanto a chiunque, sia uomo sia donna, che si può fare benissimo a meno di lui". //26// "Se ascoltassimo solo per poco come la maggior parte dei nostri buoni conoscenti parla di noi in nostra assenza, non scambieremmo più una sola parola con essi". //27// "C'è un unico errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per essere felici". //28// "Affinché il mondo, oppure l'uomo, raggiunga la suprema e vera felicità, sarebbe prima di tutto necessario fermare il tempo". //29// "Una volta accaduta, qualsiasi disgrazia non si può più cambiare; oltretutto non un secondo si dovrebbe sprecare con il pensiero che le cose potevano andare diversamente o addirittura essere evitate: ciò infatti aumenta il dolore fino a renderlo insopportabile". //30// "Ciascun uomo definisce dettami della ragione tutte quelle proposizioni che ritiene vere senza indagarle e delle quali si crede così fortemente convinto che non riuscirebbe a sottoporle a rigoroso esame in quanto dovrebbe per un attimo dubitarne". //31// "L'intelletto non è una grandezza estensiva bensì intensiva: perciò un solo individuo può tranquillamente opporsi a diecimila, e un'assemblea di mille imbecilli non fa una persona intelligente". //32// "Nel tentare di far progredire la conoscenza e l'intelligenza umana si incontra sempre la resistenza dei contemporanei, come fosse un fardello che si deve trascinare. Sarà allora di consolazione la certezza che, se i pregiudizi sono contro di noi, abbiamo con noi la verità, la quale, dopo essersi unita al suo alleato, il tempo, è pienamente certa della sua vittoria, se non proprio oggi, sicuramente domani". //33// "Il mondo è pieno di cervelli banali; ciò di cui essi sono sprovvisti sono due capacità molto affini: quella cioè di saper giudicare e quella di avere pensieri propri". //34// "E' una cosa piuttosto spiacevole che la verità suoni strana alle orecchie degli uomini, ma ciò non può valere come criterio di misura". //35// "Per far risaltare la propria intelligenza con stolti e con i pazzi vi è una sola possibilità ed è quella di non parlare affatto con loro" //36// "Non solo l'uomo comune ha in orrore la fatica fisica, ma ancor più aborre quella intellettuale: per questo è così ignorante, così privo di idee, così incapace di giudizio". //37// "La religione: l'umanità sta stretta nella religione così come un bambino, crescendo, diventa troppo grande per il suo vestito; e non c'è niente da fare, il vestito si strappa". //38// "Se un dio ha creato questo mondo, non vorrei essere quel dio: la miseria del mondo mi spezzerebbe il cuore". //39// "Appena qualcuno parla di dio, non si sa più di cosa si stia parlando!". //40// "Il mondo: il mondo è una mia rappresentazione". //41// "Il mondo è ed è proprio come si vede. Vorrei solo sapere chi ne trae vantaggio". //42// "Il mondo è un inferno e gli uomini solo, da una parte, le anime tormentate e, dall'altra, i diavoli". //43// "La regola a questo mondo è, dovunque, la marmaglia". //44// La massa possiede occhi e orecchie, ma non ha davvero molto altro: essa ha pochissimo giudizio, nonché poca memoria". //45// "La verità è che, nel mondo, gli uomini sono diavoli e gli animali le anime dannate". //46// "I così detti uomini, quasi senza eccezione, non sono altro che brodino con po' di arsenico". //47// "La maggior parte degli uomini sono come i frutti dell'ippocastano: hanno l'aspetto delle castagne vere, ma non sono commestibili". //48// "Eccetto l'uomo, non esiste al mondo animale che torturi un altro al solo scopo di torturare: questo è ciò che rende diabolico il carattere dell'uomo, cosa di gran lunga peggiore del carattere puramente animalesco". //49// "Non c'è altro animale che come l'uomo arrechi dolore agli altri, senza altro scopo che appunto il dolore. Gli altri animali, se lo fanno, è solo e unicamente per soddisfare la fame o a causa della collera in combattimento". //50// "Colui che ingenuamente si aspetta che nel mondo i diavoli vadano sempre in giro con le corna e i buffoni con i campanelli, ne sarà sempre la vittima e lo zimbello". //51// "Nelle azioni più irrilevanti e nei semplici atteggiamenti si potrà notare nell'uomo un egoismo smisurato che non consce il minimo riguardo per gli altri". //52// "L'orgoglio nazionale è un genere di superbia tra le più meschine. Esso infatti rivela, in chi ne è affetto, la completa mancanza di qualità individuali delle quali potrebbe andare orgoglioso; altrimenti non avrebbe bisogno di ricorrere a ciò che condivide con tanti milioni di individui". //53// "E' possibile esporre discorsi intelligenti soltanto in una società intelligente; in quella comune, invece, i pensieri brillanti risultano odiosi poiché per piacere a questa è assolutamente necessario essere superficiali e di cervello limitato". //54// "Un uomo intelligente costretto a vivere insieme agli stolti somiglia a colui che ha un orologio che va bene in una città le cui torri hanno tutte orologi che vanno male. Lui solo sa l'ora giusta, ma ciò non gli frutta nulla. Tutti quanti si regolano secondo gli orologi che segnano l'ora falsa, persino coloro i quali sanno che soltanto il suo l'orologio segna l'ora esatta". //55// "Per proteggere gli animali contro la massa rozza e insensibile, spesso più che bestiale, la polizia deve prendere il posto della religione". //56// L'uomo è l'unico essere falso e bugiardo esistente al mondo. Ogni altro essere è genuino e sincero, perché si mostra schiettamente per quello che è, manifestandosi nel nodo in cui si sente, senza artifici. Una dimostrazione emblematica è il fatto che tutti gli animali vanno attorno nel loro aspetto naturale, mentre l'essere umano, a causa del suo abbigliamento, è diventato la caricatura di sé stesso, una creatura orribile, la cui vista è nauseante". //57// "La vita sociale in generale è una continua commedia recitata: nessuno si mostra per quello che è, ognuno indossa una maschera e recita una parte. Per tale ragione la vita di società risulta insipida a persone il cui spirito è ricco; mentre le persone superficiali se ne compiacciono assai".
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DIALOGO DI UN FOLLETTO E DI UNO GNOMO : FOL: "Oh sei tu qua, figliuolo di Sabazio? Dove si va? GNO: Mio padre m'ha spedito a raccapezzare che diamine si vadano macchinando questi furfanti degli uomini; perché ne sta con gran sospetto, a causa che da un pezzo in qua non ci danno briga, e in tutto il suo regno non se ne vede uno. Dubita che non gli apparecchino qualche gran cosa contro, se però non fosse tornato in uso il vendere e comperare a pecore, non a oro e argento; o se i popoli civili non si contentassero di polizzine per moneta, come hanno fatto più volte, o di paternostri di vetro, come fanno i barbari; o se pure non fossero state ravvalorate le leggi di Licurgo, che gli pare il meno credibile. FOL: "Voi gli aspettate invan : son tutti morti", diceva la chiusa di una tragedia dove morivano tutti i personaggi. GNO: Che vuoi tu inferire? FOL: Voglio inferire che gli uomini sono tutti morti e la razza è perduta. GNO: Oh cotesto è caso da gazzette. Ma pure fin qui non s'è veduto che ne ragionino. FOL: Sciocco, non pensi che, morti gli uomini, non si stampano più gazzette? GNO: Tu dici il vero. Or come faremo a sapere le nuove del mondo? FOL: Che nuovo? che il sole si è levato e coricato, che fa caldo e freddo, che qua o là è piovuto o nevicato o ha tirato vento? Perché, mancati gli uomini, la fortuna si ha cavato via la benda, e messosi gli occhiali e appiccato la ruota a un arpione, se ne sta colle braccia in croce a sedere, guardando le cose del mondo senza imperi che vadano gonfiando e scoppiando come le bolle, perché sono tutti sfumati; non si fanno guerre, e tutti gli anni si assomigliano l'uno all'altro. GNO: Né anche si potrà sapere a quanti siano del mese, perché non si stamperanno più lunari. FOL: Non sarà gran male, che la luna per questo non fallirà la strada. GNO: E i giorni della settimana non avranno più nome. FOL: Che, hai paura che se tu non li chiami per nome, che non vengano? O forse ti pensi, poiché sono passati, di farli tornare indietro se tu li chiami? GNO: E non si potrà tenere il conto degli anni. FOL: Così ci spacceremo per giovani anche dopo il tempo; e non misurando l'età passata, ce ne daremo meno affanno, e quando saremo vecchissimi non istaremo aspettando la morte di giorno in giorno. GNO: Ma come sono andati a mancare quei monelli? FOL: Pare guerreggiando tra loro, parte navigando, parte mangiandosi l'un l'altro, parte ammazzandosi non pochi di propria mano, parte infracidando nell'ozio, parte stillandosi il cervello sui libri, parte gozzovigliando, e disordinando in mille cose; in fine studiando tutte le vie di far contro la propria natura e di capitar male. GNO: A ogni modo, io non mi so dare ad intendere che tutta una specie di animali si possa perdere di pianta, come tu dici. FOL: Tu che sei maestro in geologia, dovresti sapere che il caso non è nnovo, e che varie qualità di bestie si trovarono anticamente che oggi non si trovano, salvo pochi ossami impietriti. E certo che quelle povere creature non adoperarono niuno di tanti aritifizi che, come io ti diceva, hanno usato gli uomini per andare in perdizione. GNO: Sia come tu dici. Ben avrei caro che uno o due di quella ciurmaglia risuscitassero, e sapere quello che penserebbero vedendo che le altre cose, benché sia dileguato il genere umano, ancora durano e procedono come prima, dove si credevano che tutto il mondo fosse fatto e mantenuto per loro soli. FOL: E non volevano intendere che egli è fatto e mantenuto per i folletti. GNO: Tu folleggi veramente, se parli sul sodo. Eh, buffoncello, va via. Chi non sa che il mondo è fatto per gli gnomi? FOL: Per gli gnomi, che stanno sempre sotterra? Oh questa è la più bella che si possa udire. Che fanno agli gnomi il sole, la luna, l'aria, il mare, le campagne? GNO: Che fanno ai folletti le cave d'oro e d'argento, e tutto il corpo della terra fuor che la prima pelle? FOL: Ben bene, o che facciano o che non facciano, lasciamo stare questa contesa, che i tengo per fermo che anche le lucertole e i moscerini si credano che tutto il mondo sia fatto a posta per uso della loro specie. E però ciascuno si rimanga col suo parere, che niuno glielo caverebbe di capo: e per parte mia ti dico solamente questo, che se non fossi nato folletto, io mi dispererei. GNO: Lo stesso accadrebbe a me se non fossi nato gnomo. Ora i saprei volentieri quel che direbbero gli uomini della loro presunzione, per la quale, tra l'altre cose che facevano a questo e a quello, s'inabissavano le mille braccia sotterra e ci rapivano per forza la roba nostra, dicendo che ella si apparteneva al genere umano, o che la natura gliel'aveva nascosta e sepolta laggiù per modo di burla, volendo provare se la troverebbero e la potrebbero cava furoi. FOL: Che maraviglia? quando non solamente si persuadevano che le cose del mondo non avessero altro uffizio che di stare al servigio loro, ma facevano conto che tutte insieme, allato al genere umano, fossero una bagatella. E però le loro proprie vicende le chiamavano rivoluzioni del mondo, e le storie delle loro genti, storie del mondo: benché si potevano numerare, anche dentro ai temrini della terra, forse tante altre specie, non dico di creature, ma solamente di animali, quanti capi d'uomo vivi: i quali animali, che erano fatti espressamente per coloro uso, non si accorgevano però mai che il mondo si rivoltasse. GNO: Anche le zanzare e le pulci erano fatte per benefizio degli uomini? FOL: Sì erano; cioè per esercitarli nella pazienza, come essi dicevano. GNO: In verità che mancava loro occasione di esercitar la pazienza, se non erano le pulci. FOL: Ma i porci, secondo Crisippo, erano pezzi di carne apparecchiati dalla natura a posta per le cucine e le dispense degli uomini, e, acciocché non imputridissero, condite colle anime invece del sale. GNO: Io credo in contrario che se Crisippo avesse avuto nel cervello un poco di sale invece dell'anima, non avrebbe immaginato uno sproposito simile. FOL: E anche quest'altra è piacevole; che infinite specie di animali non sono state mai viste né conosciute dagli uomini loro padroni; o perché elle vivono in luoghi dove coloro non misero mai piede, o per essere tanto minute che essi in qualsivoglia modo non le arrivavano a scoprire. E di moltissime altre specie non se ne accorsero prima degli ultimi tempi. Il simile si può dire circa al genere delle piante, e a mille altri. Parimente di tratto in tratto, per via de' loro cannocchiali, si avvedevano di qualche stella o pianeta, che insino allora, per migliaia e migliaia di anni, non avevano mai saputo che fosse al mondo: e subito lo scrivevano tra le loro masserizie: perché s'immaginavano che le stele e i pianeti fossero, come dire, moccoli da lanterna piantati lassù nell'alto a uso di far lume alle signorie loro, che la notte avevano gran faccnde. GNO: Sicché, in tempo di estate, quando vedevano cadere di quelle fiammoline che certe notti vengono giù per l'aria, avranno detto che qualche spirito andava smoccolando le stelle per servizio degli uomini. FOL: Ma ora che ei sono tutti spariti, la terra non sente che le manchi nulla e i fiumi non sono stanchi di correre, e il mare ancorché non abbia più da servire alla navigazione e al traffico, non si vede che si rasciughi. GNO: E le stelle e i pianeti non mancano di nascere. FOL: E il sole non s'ha intonacato il viso di ruggine: come fece, secondo Virgilio, per la morte di Cesare: della quale io credo ch'ei si pigliasse tanto affanno quanto ne pigliò la statua di Pompeo.
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//1// "Vediamo la morte di fronte a noi e invece gran parte di essa è alle nostre spalle; appartiene alla morte la vita passata". //2// "Non ha alcuna importanza la quantità di tempo che viene assegnata; se non c'è una base su cui appoggi, essa passa via attraverso animi sconnessi e bucati". //3// "Seneca [lettere a Lucilio]: ...Ma io, anche quando ero sul punto di soffocare, ho sempre trovato conforto in pensieri lieti e forti. 4 "Che c'è?" mi dico, "La morte mi mette alla prova tanto spesso? Faccia pure: l'ho sperimentata a lungo." "Quando?" mi chiedi. Prima di nascere. La morte è non esistere. E ormai so com'è: dopo di me sarà ciò che fu prima di me. Se nella morte c'è tormento, ci fu necessariamente anche prima che venissimo alla luce; ma allora non sentimmo nessuna sofferenza. 5 Ti chiedo: se uno pensasse che per una lucerna è peggio quando è spenta che prima di essere accesa, non lo giudicheresti veramente stupido? Anche noi ci accendiamo e ci spegniamo: in quell'intervallo proviamo qualche sofferenza; prima e dopo, invece, c'è una profonda serenità. Questo, se non m'inganno, è il nostro errore, Lucilio mio: crediamo che la morte ci segua e, invece, ci ha preceduto e ci seguirà. Tutto quello che è stato prima di noi è morte; che importa se non cominci oppure finisci, quando il risultato in entrambi i casi è questo: non esistere..."
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[A tutti quelli che si offendono per le nostre parole:] Riflettendovi, potete notare che il mondo è così: non sta lì sempre a consolarvi e a rendervi felici, sicuri, e positivi. La vita è piena di cose che possono offendere, fare del male, ferire o distruggere. Così è la vita. E' fatta così. Se qualcuno vi parla con tono adirato, vi risentite. Ma poi la mente può a andare oltre e sentirsi offesa: " Mi ha fatto proprio male sentirla parlare così; non è un tono di voce molto gentile. Mi sono sentito ferito. Io non le ho fatto niente di male". La mente prolifera e va avanti così, non è vero? Voi siete stati distrutti, feriti, offesi! Ma se riuscite a contemplare la situazione, vi accorgerete che è solo suscettibilità. Quando contemplate in questo modo, non state cercando di non sentire. Quando qualcuno vi parla in tono di voce poco gentile, ve ne risentite, eccome! Non dobbiamo cercare di diventare insensibili, ma piuttosto cerchiamo di non dare un'interpretazione sbagliata, DI NON PRENDERE TUTTO COME UN FATTO PERSONALE. [[ Infatti sono gli animali a morire e soffrire!]] Se site tra quelli che si sentono sempre offesi o feriti, dovreste allora isolarvi e nascondervi, oppure dovreste circondarvi solo di ossequiosi adulatori, di gente che dice: " Oh, Tizio caio sempronio, sei meraviglioso". "Sono veramente così meraviglioso?" "Oh, sì" "Lo stai dicendo così per dire, vero?" "Oh no, proprio dal profondo del cuore". "Eppure quel tipo là non pensa affatto che io sia meraviglioso". "Beh, è uno stupido!" "E' proprio ciò che pensavo"... Insomma è come la favola dei vestiti nuovi dell'imperatore. Per essere al sicuro, per non sentirvi minacciati, dovreste circondarvi solo di genete che approvi sempre tutto ciò che fate o siete. [[ Per questo c'è la terrapromessa dove chi non deve essere nominato lascia libertà di pensiero e parola in totale democrazia e in un ambiente bucolico dove le mucche offrono all'uomo il loro latte e le pecore devono essere tosate sennò hanno caldo!]]
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//1// Il medico: <Emotivamente come vi sentite?> Thatcher: <Emotivamente come mi dovrei sentire?!; le persone non pensano più, sentono: come ci si sente? "Oh, oggi non mi sento bene" [...]; lei lo sa qual è uno dei grandi problemi al giorno d'oggi? E' che siamo governati da persone che danno più peso alle sensazioni, invece di dare peso ai concetti e alle idee; i concetti e le idee!.. queste sono le cose che mi interessano. Mi chieda che cosa penso!" "Cosa pensa Margaet?" "Cura i pensieri: diventeranno parole. Cura le tue parole: diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni: diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini: diventeranno il tuo carattere e cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino. Diventiamo quello che pensiamo">. (dal film "The Iron Lady") //2// Jiddu Krishnamurti: La scelta c'è dove c'è confusione. Per la mente che vede con chiarezza non c'è necessità di scelta, c'è azione. Penso che molti problemi scaturiscano dal dire che siamo liberi di scegliere, che la scelta significa libertà. Al contrario, io direi che la scelta significa una mente confusa, e perciò non libera. //3// Affermiamo di non essere capaci di uccidere - che non andremo in Vietnam o in altri posti a uccidere, ma non abbiamo niente in contrario all'uccisione degli animali, se doveste uccidere con le vostre mani l'animale che mangiate, e sentiste tutta la crudeltà di questa uccisione, mangereste lo stesso quell'animale? Ne dubito fortemente. Ma non avete niente in contrario che il macellaio lo uccida perché voi poi lo mangiate; che immensa ipocrisia che si cela in questo atteggiamento! J. Krishnamurti (La domanda impossibile) //4// Attenzione significa cura, affetto, considerazione, diligenza. Tutte cose che vanno assieme alla responsabilità, che la società contemporanea nega recisamente. J.K (Un modo diverso di vivere) //5// E l'accettazione di una credenza non è, in definitiva, proprio questo: un modo di mettere a tacere la paura di non essere nulla, di essere vuoti? Dopo tutto, però, una tazza è utile soltanto quando è vuota; e una mente piena di credenze, di dogmi, di asserzioni, di citazioni, non è certo una mente creativa, è semplicemente ripetitiva. Sfuggire a quella paura - la paura del vuoto, la paura della solitudine, la paura del ristagno, la paura di non arrivare, di non riuscire, di non ottenere qualcosa, di non essere qualcosa, di non diventare qualcosa - è certamente una delle ragioni per cui aderiamo alle varie credenze con tanto entusiasmo, con avidità. E attraverso l'accettazione di una credenza, comprendiamo forse meglio noi stessi? Al contrario. Una credenza, religiosa o politica, ostacola ovviamente la comprensione di noi stessi. Agisce come uno schermo attraverso cui ci guardiamo. J.K. (La ricerca della felicità) //6// L’amore non è sentimento: Ovviamente l’amore non è sentimento. Essere sentimentali, emotivi, non è amore, perché il sentimentalismo e l’emozione sono soltanto sensazioni. Una persona religiosa che si commuove a proposito di Gesù o Krishna, del suo guru o qualcun altro, è soltanto sentimentale, emotiva; è una persona che indulge nella sensazione, che è un processo del pensiero, e il pensiero non è amore. Il pensiero è il risultato della sensazione, quindi la persona sentimentale, emotiva, non può affatto conoscere l’amore. Non siamo forse emotivi e sentimentali? Il sentimentalismo, l’emotività sono soltanto una forma di espansione di sé. Essere pieni di emozione non è amore, perché una persona sentimentale può essere crudele quando i suoi sentimenti non vengono corrisposti o non possono sfogarsi. Una persona emotiva può mescolarsi con l’odio, la guerra, le stragi. Una persona sentimentale, pronta a commuoversi per la sua religione, certamente non ha amore. J.K. //7// La libertà non implica scelta La libertà non implica scelta. Si pensa di essere liberi perché si può scegliere. Non so se avete mai pensato alla questione della scelta. Avete una vasta schiera di persone di fronte a voi: i vari insegnanti, gli yogi, i filosofi, gli scienziati, gli psicologi, gli analisti, che bombardano le vostre menti, costantemente, giorno dopo giorno. E da questa schiera voi sceglierete quelli che pensate sia meglio seguire, quelli a cui pensate di dover dare ascolto. E la vostra scelta si basa sulla vostra confusione, naturalmente: chi seguire, quale maestro ascoltare, quale guru, quale filosofo, così cominciate a dipendere da voi stessi, pensando di essere liberi di scegliere. Lo sfondo della scelta è invariabilmente la confusione. Non siete forse confusi quando dovete scegliere? Non siete forse incerti quando dovete scegliere qualcuno in mezzo a tutti? Quindi la vostra scelta è essenzialmente il prodotto della confusione. J.K //8// Un sentire per tutte le cose viventi E’ strano che abbiamo così poco contatto con la natura, con gli insetti, le rane saltellanti, il gufo che lancia il suo richiamo sulla collina alla ricerca della sua compagna. Pare che non sentiamo nulla per tutti gli esseri viventi della terra. Se potessimo stabilire una profonda e durevole relazione con la natura, non uccideremmo mai un animale per sfamarci, non potremmo ferire, o praticare la vivisezione su una scimmia, un cane o una cavia a nostro beneficio. Troveremmo altri modi per guarire le nostre ferite, per curare il nostro corpo. Ma la guarigione della mente è una cosa completamente diversa. E’ una guarigione che avviene gradualmente se siete in contatto con la natura, con le arance sull’albero, con il filo d’erba che si fa strada nel cemento e con le colline coperte e nascoste dalle nuvole. //9// Il disordine è essenzialmente conflitto Politicamente, legalmente e socialmente, noi cerchiamo di portare ordine nel mondo esteriore in cui viviamo, ma interiormente siamo confusi, insicuri, ansiosi e in conflitto. Senza ordine interiore ci sarà sempre pericolo per la vita umana. Che cosa intendiamo per ordine? L’universo, in senso assoluto, non conosce disordine. La natura, per quanto terrificante possa sembrare all’uomo, è sempre in ordine. La natura diventa disordinata solo quando gli esseri umani interferiscono con essa ed è soltanto l’uomo che, fin dall’inizio dei tempi, sembra essere in costante conflitto. L’universo ha il suo movimento del tempo. Solo quando l’uomo mette in ordine la sua vita si rende conto dell’ordine eterno. Perché l’uomo ha accettato e tollerato il disordine? Perché tutto quello che tocca si guasta, si corrompe e diventa confuso? Perché l’uomo si è staccato dall’ordine della natura, delle nuvole, dei venti, degli animali e dei fiumi? Dobbiamo imparare che cosa sono il disordine e l’ordine. Il disordine è essenzialmente conflitto, contraddizione dentro di sé e divisione fra il divenire e l’essere. J.K //10//