Un progetto di AgireOra - Informazioni e progetti animalisti

Logo Vegan Home

- La casa dei vegan

» Home | Collabora | Novità | Contatti «

I HAVE A DREAM..ecovillage vegano ;) (pagina 5)

76 messaggi; pag. 5 di 6 « Precedente12 ... 456Successiva »
61 pamela 03 settembre 2011; 18:48:03
Io in un villaggio senza animali non ci vorrei stare. Mille
volte mi sono rimproverata di aver preso un appartamento
invece che una casa con giardino, dove avrei potuto ospitare
molti animali in difficoltà. Sono un tipo asociale e forse
in un villaggio non riuscirei proprio a stare, a meno che
non assomigli ad un quartiere di case individuali e l'unica
utilità che vedo nel villaggio è quella di salvare più
animali possibile e accudirli meglio.
Altre motivazioni non ne vedo. Se vuoi fare il contadino, ti
compri il tuo ettaro di terra e te lo coltivi, ti documenti
e studi. Se vuoi mettere in comune saperi e abilità
artigianali, tieni o segui corsi, giri su internet e trovi
tutto.
Per gli animali, invece, c'è bisogno di persone che si
alternino e collaborino, perché l'impresa non sia troppo
titanica e sia possibile ogni tanto assentarsi o dedicarsi
anche ad altre attività. Poi magari non ti allontani mai,
perché non vuoi separarti dai tuoi amati animali.
62 Andrea 03 settembre 2011; 19:32:01
* Lucioveg ha scritto:

> Per me no, e non per questo non sono etico. E' una questione
> in primo luogo di scelte personali oltre che organizzative:
> posso anche semplicemente decidere di fare scelte etiche ed
> ecologiche di alimentazione, di stile di vita e di acquisti
> 8 oltre che di donazioni), che sono quelle che numericamente
> fanno la differenza, rispetto al salvare di persona qualche
> animale (magari nemmeno adatto per quell'habitat) creandomi
> problemi che non riuscirei a gestire, in una situazione
> sperimentale di campagna che è molto difficile di per sè.  

Non so, vedo molto utopistico riuscire a creare un
ecovillaggio, vivere in modo etico e avere anche abbastanza
soldi per contribuire in modo significativo a salvare
animali.

Personalmente lo vado un progetto esclusivamente finalizzato
a vivere meglio. Il che non è una cosa negativa. non c'è
niente di male nel voler vivere il meglio possibile
rispettando i propri valori.

Però pensando ai recenti resoconti di salvataggi, l'idea che
gente come Vento, Six, Tritone si riuniscano in un
ecovillaggio invece di stare nel mondo reale ad aiutare gli
animali mi atterrisce. Diverso sarebbe se mentre ci si crea
un nuovo modo di vivere lo si crea anche per animali
sfortunati. 

Per questo dico che dubito sia possibile trovare 6-15 vegan
etici che si riuniscono intorno a un progetto del genere
senza che la maggioranza voglia prevedere anche un rifugio
per animali (che possono anche essere all'inizio animali
poco impegnativi come galline e altri animali da cortile:
capisco che attrezzarsi per ospitare 10 mucche sia un
casino).


> Se per i partecipanti l'animalismo è un valore importante,
> com'è molto probabile, mi organizzo nei limiti delle mie
> possibilità per coltivarlo in maniera significativa: una
> donazione consapevole e documentata, ad un autorevole ente
> specifico organizzato, secondo criteri intelligenti, può
> salvare molti più animali e meglio di quanto potrei fare io
> personalmente, e rispettando anche altri equilibri che io
> magari nemmeno conosco non essendo del ramo.

No, questo non lo credo possibile. Le vere realtà animaliste
ti dicono sempre che se vuoi aiutare animali è infinitamente
meglio che te li curi tu piuttosto che dare loro dei soldi.
E non stravolgi nessun equilibrio creando un ampio recinto
per oche e galline, o se hai la possibilità, un'area in cui
tenere delle mucche.


> Stesso dicasi
> anche se voglio adottare qualche animale salvato,
> potendomelo permettere e se la situazione lo consente. A
> quel punto però se voglio posso farlo da solo o in gruppo,
> non può essere una cosa imposta anche ad altri.

No, certo non puoi imporlo, ma è questo che mi lascia
perplesso: che una comunità di vegan etici veda questa come
un'imposizione e non come una condizione indispensabile per
coltivare il proprio sogno. Onestamente è l'ultimo posto in
cui vorrei vivere.


63 Lucioveg 03 settembre 2011; 20:11:03
Cerco di rispondere a tutt*, vedo che bene o male comunque
l'argomento interessa.

>scusate, forse sono io che sono troppo semplicistica, ma se
>un gruppo si organizza in due sottogruppi, di cui uno porta
>avanti il progetto oasi e l'altro l'ecovillaggio vegan,
>ognuno con la sua autonomia, risorse indipendenti ecc, e poi
>ovviamente ci sono sinergie?

In teoria sarebbe fattibile, in pratica, se ci pensi, tempo
e risorse sono limitati e o fai una cosa seriamente o ne fai
un altra. Non posso mandare avanti un ecovillaggio con tutte
le attività agricole ed artigiane che garantiscono (forse!)
una certa sussistenza, ed un ricovero. Potrebbe essere
possibile una volta avviate e consolidate le attività,
coordinate bene le energie, rinsaldati i rapporti, ecc.. ma
si parla di processi che prendono anni. In ogni caso ripeto,
sarebbe sempre una cosa simbolica (mettiamo, quanto animali?
20? Anche se fossero 50 sono sempre molti meno di quelli che
potremmo salvare se avessimo delle attività produttive e
donassimo ad associazioni contro i macelli e/o per la
salvaguardia ambientale -pensa comunque quanto avresti
contribuito a cambiare le cose facendo, per dire, vestiti
etici ed ecologici a prezzi realmente abbordabili, seitan,
tofu, alimentari e sostitutivi vari a prezzo inferiore a
quello del pollo e di formaggio, e parte del ricavato
POTRESTI donarlo a chi vuoi, oltre che mantenerti! Il tutto
vivendo in un ambiente naturale, avendo comunque il tuo/i
tuoi domestico/i, e se nel (poco, all'inizio) tempo libero
ti avanzano energie puoi fare ciò che vuoi, volontariato in
un oasi seria ed attrezzata, o qualsiasi altra cosa! Se la
cosa andasse bene, con l'aiuto di tutti e con un po' di
fortuna, questo lo potresti fare, ma richiederebbe
senz'altro tutto il nostro impegno perchè purtroppo penso
che nessuno di noi navighi nell'oro.
 
>all'interno di un progetto del genere la teoria vale solo
>fino ad un certo punto, e tutti dovranno fare tutto,
>altrimenti non si va avanti. Sopratutto quando saltano gli
>schemi.

E' uno dei problemi principali che dev'essere minimizzato il
più possibile, con un accurata e costante organizzazione. Ci
sono molti modi per facilitare la cosa, ma non voglio
scendere troppo nel tecnico. Se ti interessa approfondire
chiedi tranquillamente, confrontiamo le nostre conoscenze.

>> poi anche io penso che nel momento in cui un veg trova uno
>> spazio di questo genere, alla prima occasione 9 su 10 non
>> diranno di no all'animale da salvare...

>però questo puo essere fatto quando ci si ritrova a gestire
>qualche animale domestico, e già sarebbe complicato, per il
>resto non si può lasciare nulla al caso, dato che si sono
>costi da sostenere, sia per cibo che per cure veterinarie, e
>strutture in cui devi farti conoscere ben prima
>dell'emergenza. In più non si può decidere di andare tutti
>al mare per 10 giorni, gli animali vanno gestiti in ogni
>caso.

Esatto. Concordo pienamente: prima ne si prende atto meglio
è. Sanguina il cuore a dire di no ad un salvataggio, ma ci
sono delle priorità se si vuole fare una cosa sensata
all'interno di questo progetto. Le altre, ripeto all'interno
di questo progetto, non sarebbero soluzioni, ma solo un modo
per mettersi a posto la coscienza nell'immediato senza aver
risolto davvero il problema. Senza contare che il progetto
che propongo può essere d'esempio a molti - e ripeto, sono i
numeri a fare ahimè la differenza, ciò che conta è che per
ogni onnivoro che mangia seitan invece che cadaveri, a
differenza di tutto il resto,  per un attimo si ferma
davvero la devastazione del mondo, oltre che la barbarie sui
nostri fratelli- un modello di vita perfino invidiabile per
certi aspetti. Sarebbe un invito che potrebbe invogliare
molte persone a sperimentare delle pratiche giuste, e poi
chissà... Chiudo qui l'argomento, spero ci saranno migliaia
di ricoveri gestiti come si deve, ma qui sto parlando di
qualcos'altro.


>Io in un villaggio senza animali non ci vorrei stare.

Ci sarebbero, ma sarebbero al massimo i nostri domestici e i
selvatici del luogo.

>Sono un tipo asociale e forse
>in un villaggio non riuscirei proprio a stare, a meno che
>non assomigli ad un quartiere di case individuali

Credo di capirti, e penso che asociale nel senso che intendi
tu siamo in molti qui. In realtà è probabile che abbiamo una
sensibilità e/o esigenza di libertà che non riusciamo ad
integrarci davvero nella società, ma solo con chi ci
somiglia in questi fattori, ossia una sparuta minoranza.
Tuttavia l'isolamento totale, oltre che impossibile,non
sarebbe una soluzione in quanto non soddisfa il pur minimo
bisogno di contatto che tutti abbiamo, e non dà i vantaggi
che un gruppo si persone simili a noi offre. Se devi
isolarti in campagna e sei completamente diverso da tutti
quelli che ti circondano, non andrai lontano. Alla prima
difficoltà non puoi contare su nessuno, non hai nessuno con
cui parlare senza essere giudicato strano, nè condividere le
tue esperienze, nessuno che ti apprezzi... Sono fattori che
hanno un grande peso. Se vedi i miei post precedenti vedrai
che la mia idea è praticamente quella che hai descritto tu,
dove viene comunque prima la libertà e l'indipendenza del
singolo, e poi eventualemente la condivisione, laddove
ognuno vuole e nel rispetto di TUTTI gli altri, non solo
della maggioranza.
64 Lucioveg 03 settembre 2011; 21:33:21
* Andrea ha scritto:

> > Se per i partecipanti l'animalismo è un valore importante,
> > com'è molto probabile, mi organizzo nei limiti delle mie
> > possibilità per coltivarlo in maniera significativa: una
> > donazione consapevole e documentata, ad un autorevole ente
> > specifico organizzato, secondo criteri intelligenti, può
> > salvare molti più animali e meglio di quanto potrei fare io
> > personalmente, e rispettando anche altri equilibri che io
> > magari nemmeno conosco non essendo del ramo.
> 
> No, questo non lo credo possibile. Le vere realtà animaliste
> ti dicono sempre che se vuoi aiutare animali è infinitamente
> meglio che te li curi tu piuttosto che dare loro dei soldi.
> E non stravolgi nessun equilibrio creando un ampio recinto
> per oche e galline, o se hai la possibilità, un'area in cui
> tenere delle mucche.

Sulla base di quello che so, non potrei pensarla più
diversamente. Non posso salvare i tonni e i delfini
personalmente, le foche, gli animali da vivisezione magari
dall'altra parte del globo, e le specie a rischio, e come me
non possono la maggior parte delle persone, anche quelle più
sensibili alla causa. Per non parlare del disboscamento e
del fitoplancton, che non sono animalismo ma sono
strettamente connessi e per l' equilibrio degli ecosistemi
sono altrettanto importanti, sui quali pure sono posso agire
personalmente. Forse anche potendo non lo farei perchè c'è
qualcuno di cui mi fido che lo sa fare meglio di me, ed ha
deciso di dedicare la sua vita a questo. Non mi risulta
inoltre che nessuna associazione, seria o non (questo è
tutt'altro paio di maniche ovviamente) abbia mai rifiutato
un aiuto economico o scoraggiato in tal senso. 


65 dantalian1976 03 settembre 2011; 21:58:45
* Lucioveg ha scritto:
 Ma
> Francine e le altre che fine hanno fatto?

Beh, io ho lasciato stare il discorso semplicemente perchè
un ecovillaggio come lo vedi tu non mi suscita il minimo
interesse. Io non ci verrei a stare. Se mi dovesse capitare
di salvare un animale mi ritroverei nelle stesse condizioni
in cui mi sono trovata tante volte: disperarmi per trovargli
il posto in cui stare. E pensare che intorno a me ci sono
dei veg che avrebbero potuto creare un piccolo rifugio
all'interno della loro piccola comunità, mi susciterebbe
solo rabbia nei loro confronti. 
66 pamela 03 settembre 2011; 23:29:11
* Lucioveg ha scritto:

> 
> 
> >Io in un villaggio senza animali non ci vorrei stare.
> 
> Ci sarebbero, ma sarebbero al massimo i nostri domestici e i
> selvatici del luogo.

Io avrei voluto poter salvare la capretta che ho visto in
Marocco, legata ad un albero vicino ad un bar in mezzo al
nulla. Il suo belato era come il pianto di un neonato e mi
chiedeva di portarla via. Se avessi avuto un posto adatto
per lei, avrei lasciato volentieri il tour e me la sarei
portata in Italia, sfidando le burocrazie. Vorrei andare a
prendere anche i gatti randagi che ho visto in Turchia e
quelli di Cipro Nord.
Vorrei salvare anche la mucca tedesca fuggita e quella
iraniana di cui ho letto anni fa, che ha sfondato la porta
del macello per andarsi a riprendere il vitellino.
> 
> 
> Tuttavia l'isolamento totale, oltre che impossibile,non
> sarebbe una soluzione in quanto non soddisfa il pur minimo
> bisogno di contatto che tutti abbiamo, e non dà i vantaggi
> che un gruppo si persone simili a noi offre.

Veramente io quando posso mi isolo, un po' perché tutte le
mie attività del tempo libero si fanno in solitudine, un po'
perché non mi dispiace affatto stare da sola.

 Se devi
> isolarti in campagna e sei completamente diverso da tutti
> quelli che ti circondano, non andrai lontano. Alla prima
> difficoltà non puoi contare su nessuno, non hai nessuno con
> cui parlare senza essere giudicato strano, nè condividere le
> tue esperienze, nessuno che ti apprezzi... Sono fattori che
> hanno un grande peso. Se vedi i miei post precedenti vedrai
> che la mia idea è praticamente quella che hai descritto tu,
> dove viene comunque prima la libertà e l'indipendenza del
> singolo, e poi eventualemente la condivisione, laddove
> ognuno vuole e nel rispetto di TUTTI gli altri, non solo
> della maggioranza.

C'è naturalmente un grande vantaggio a vivere vicino ad
altri vegan e ne parlavo con un'amica tempo fa. Ma pensavamo
soprattutto agli animali, il resto ci interessava poco.
Apprezzamento altrui, condivisione di esperienze, essere
giudicati strani, non mi preoccupano affatto.
Mi vado sempre più convincendo che nella mia vita gli
animali vengono prima di tutto e credo che la maggior parte
degli utenti del forum condividano questa convinzione.

67 Andrea 04 settembre 2011; 00:25:55
* Lucioveg ha scritto:

> Sulla base di quello che so, non potrei pensarla più
> diversamente. Non posso salvare i tonni e i delfini
> personalmente, le foche, gli animali da vivisezione magari
> dall'altra parte del globo, e le specie a rischio, e come me
> non possono la maggior parte delle persone, anche quelle più
> sensibili alla causa. Per non parlare del disboscamento e
> del fitoplancton, che non sono animalismo ma sono
> strettamente connessi e per l' equilibrio degli ecosistemi
> sono altrettanto importanti, sui quali pure sono posso agire
> personalmente.

OK, però non capisco cosa c'entri con il fatto di rispondere
"arrangiati" a una mucca che sta per finire al macello se
una struttura non l'accoglie.


> Forse anche potendo non lo farei perchè c'è
> qualcuno di cui mi fido che lo sa fare meglio di me, ed ha
> deciso di dedicare la sua vita a questo.

Scusa, senza offese, ma evidentemente non consoci
minimamente questo ambiente. Le persone di cui ti fidi
probabilmente con i tuoi soldi si pagano lauti stipendi. E
più sono lontani i destinatari dei tuoi soldi da te più stai
certo che i soldi finiranno in tutt'altra direzione.

Conosco tante persone che si fidano del WWF per salvare gli
animali in via d'estinzione. Peccato che il WWF sia tra i
maggiori sostenitori del mondo della vivisezione, che
organizzi battute di caccia e pesca.


> Non mi risulta
> inoltre che nessuna associazione, seria o non (questo è
> tutt'altro paio di maniche ovviamente) abbia mai rifiutato
> un aiuto economico o scoraggiato in tal senso. 

Non è che rifiutano donazioni, anche perché sanno che la
maggior parte della gente preferisce dare un po' di soldi
per lavarsi la coscienza che fare qualcosa di concreto (non
alludo ovviamente al tuo progetto, ma a chi tira dritto
quando vede un animale bisognoso ma poi regala 10 euro a
Natale al rifugio vicino casa). Però le associazioni serie
(che sono un'esigua minoranza) ti dicono che come prima cosa
devi fare TU qualcosa per gli animali. Se trovi un gatto
bisognoso di un rifugio devi dargli tu una casa, non
portarlo a un rifugio e fargli una donazione. Certo che
piuttosto che niente accetteranno la donazione. 


Intendiamoci, non ce l'ho con chi vuole realizzare un
ecovillaggio vegan, così come non mi sognerei mai di
criticare chi organizza una bella vacanza tra la natura,
solo non facciamo credere che si aiutino gli animali in
questo modo.


Diverso se si prevede un rifugio: quello sì che sarebbe un
esempio: portare i bambini a vedere come vivono gli animali
che fino ad ora hanno visto solo raffigurati sulla
confezione di carne in scatola.

Anche se non lo considero n modo efficiente per salvare
animali facendo un rapporto tra risorse investite e
risultati.

68 Andrea 04 settembre 2011; 00:28:29
* Lucioveg ha scritto:

> In teoria sarebbe fattibile, in pratica, se ci pensi, tempo
> e risorse sono limitati e o fai una cosa seriamente o ne fai
> un altra. Non posso mandare avanti un ecovillaggio con tutte
> le attività agricole ed artigiane che garantiscono (forse!)
> una certa sussistenza, ed un ricovero. 

Esatto, quindi resto nella schifosa società in cui mi trovo
e cerco di salvare più animali possibile, di sensibilizzare
il maggior numero di persone possibile ecc. ecc. 

Sono convinto che la mia vita sarebbe infinitamente più
felice  chiudendo veganhome, tutti gli altri progetti
animalisti ecc. ecc. e dedicando la mia vita a cercare di
vivere più vicino alla natura. Ma sarebbe una scelta
assolutamente egoistica.


> Potrebbe essere
> possibile una volta avviate e consolidate le attività,
> coordinate bene le energie, rinsaldati i rapporti, ecc.. ma
> si parla di processi che prendono anni. In ogni caso ripeto,
> sarebbe sempre una cosa simbolica (mettiamo, quanto animali?
> 20? Anche se fossero 50 sono sempre molti meno di quelli che
> potremmo salvare se avessimo delle attività produttive e
> donassimo ad associazioni contro i macelli e/o per la
> salvaguardia ambientale -pensa comunque quanto avresti
> contribuito a cambiare le cose facendo, per dire, vestiti
> etici ed ecologici a prezzi realmente abbordabili, seitan,
> tofu, alimentari e sostitutivi vari a prezzo inferiore a
> quello del pollo e di formaggio, e parte del ricavato
> POTRESTI donarlo a chi vuoi, oltre che mantenerti! 

No, mi spiace, non so niente di ecovillaggi ma so abbastanza
di associazioni per garantirti che l'unica cosa che farai in
questo modo sarà pagare gli stipendi di qualche
mangiacadaveri che finge di occupasi di animali.

E comunque non credo minimamente che sia possibile creare un
progetto del genere e non solo non andarci in perdita ma
avere soldi da donare a destra e a manca.


> Il tutto
> vivendo in un ambiente naturale, avendo comunque il tuo/i
> tuoi domestico/i, e se nel (poco, all'inizio) tempo libero
> ti avanzano energie puoi fare ciò che vuoi, volontariato in
> un oasi seria ed attrezzata, o qualsiasi altra cosa!

Dubito anche di questo. Trovo già inconcepibile conciliare
una seria attività di volontariato con un lavoro impegnativo
(nonostante lavori 18 ore al giorno quasi 365 giorni
l'anno), figuriamoci imbarcarsi in un'impresa del genere e
fare attivismo.

 
> Esatto. Concordo pienamente: prima ne si prende atto meglio
> è. Sanguina il cuore a dire di no ad un salvataggio, ma ci
> sono delle priorità se si vuole fare una cosa sensata
> all'interno di questo progetto.

Esatto ci sono delle priorità e secondo me un attivista
animalista deve scegliere se salvare animali (e non 20-30 ma
decine di migliaia l'anno solo convincendo 15-20 persone
l'anno a diventare vegan, operazione fattibilissima con poco
tempo) oppure dedicarsi all'ecovillaggio.

Ma non possiamo dire che per gli animali siano due cose
confrontabili. Passare da una vita nella società attuale
minimizzando l'impatto (mezzi pubblici, no sprechi, cibo
comprato nei piccoli negozi e provenienza locale) a un
idilliaco ecovillaggio cambia molto poco per gli animali.
Cambia molto per le persone che fanno questa scelta.

In compenso togliere risorse agli animali è un danno
irreparabile. Di solito la gente cerca di fare il contrario,
ad esempio passare da tempo pieno a part-time per avere più
tempo per gli animali, non certo imbarcarsi in un'operazione
del genere. Io alterno periodi di lavoro a periodi in cui
faccio solo attività animaliste. Sarei tentato di dedicarmi
solo al lavoro e dare i soldi in più agli animali ma sarebbe
una scelta assolutamente egoistica.


> Le altre, ripeto all'interno
> di questo progetto, non sarebbero soluzioni, ma solo un modo
> per mettersi a posto la coscienza nell'immediato senza aver
> risolto davvero il problema. 

Ma è esattamente il contrario! L'ecovillaggio è una cosa che
ci illude di aiutare gli animali e l'ambiente quando il modo
migliore per aiutarli è starsene nella "normale" società e
cercare di cambiare la abitudini di più persone possibile.
Anche perché parliamoci chiaro: se metà degli abitanti di
Milano si trasferisse in ecovillaggi gran parte delle aree
disabitate verrebbe riempita di umani. Se metà degli
abitanti di Milano andassero a vivere in campagna
cambierebbe (in negativo) la morfologia della Lombardia. Chi
veramente vuole minimizzare il proprio impatto dovrebbe
vivere in un monolocale in città e consumare il meno
possibile. Andare a vivere nella natura è bello per noi ma
non per la natura, per quanto si viva nel suo rispetto. Per
questo mi pare d'obbligo "ripagare" ospitando il maggior
numero possibile di animali. 


> Senza contare che il progetto
> che propongo può essere d'esempio a molti - e ripeto, sono i
> numeri a fare ahimè la differenza, ciò che conta è che per
> ogni onnivoro che mangia seitan invece che cadaveri, a
> differenza di tutto il resto,  per un attimo si ferma
> davvero la devastazione del mondo, oltre che la barbarie sui
> nostri fratelli- un modello di vita perfino invidiabile per
> certi aspetti. Sarebbe un invito che potrebbe invogliare
> molte persone a sperimentare delle pratiche giuste, e poi
> chissà... Chiudo qui l'argomento, spero ci saranno migliaia
> di ricoveri gestiti come si deve, ma qui sto parlando di
> qualcos'altro.

Esatto, si parla di due cose diverse, ma non vorrei che
passasse il messaggio che sono due modi diversi per aiutare
gli animali: un ecovillaggio è un modo per aiutare sé stessi
prima di tutto.

E' questione di essere realisti: già realizzare il progetto
dell'ecovillaggio è un'impresa veramente ardua, pensare di
avere tempo libero per fare attivismo e soldi per salvare
tanti animali all'esterno mi apre assolutamente
impossibile.

Non so, è come se io decidessi di comprare una casa in
campagna, con un bel terreno intorno, dedicarmi anima e
corpo a renderla abitabile, e poi dicessi che lo faccio per
gli animali. Non sarebbe vero, lo farei per vivere in un
posto che mi piace di più. Però a quel punto dovrei almeno
avere il buon senso di dare asilo al maggior numero
possibile di animali.

69 Andrea 04 settembre 2011; 00:29:03
* dantalian1976 ha scritto:

> Beh, io ho lasciato stare il discorso semplicemente perchè
> un ecovillaggio come lo vedi tu non mi suscita il minimo
> interesse. Io non ci verrei a stare. Se mi dovesse capitare
> di salvare un animale mi ritroverei nelle stesse condizioni
> in cui mi sono trovata tante volte: disperarmi per trovargli
> il posto in cui stare. E pensare che intorno a me ci sono
> dei veg che avrebbero potuto creare un piccolo rifugio
> all'interno della loro piccola comunità, mi susciterebbe
> solo rabbia nei loro confronti. 

Esatto, è esattamente quello che intendevo dicendo che è
l'ultimo posto sulla terra in cui vorrei stare. Se sono in
mezzo a 10 colleghi stronzi che non mi aiutano a soccorrere
un animale ferito me ne faccio una ragione (poi ovviamente
gli spezzo le braccine uno ad uno finché qualcuno non mi dà
una mano). Ma se a una cena vegan succedesse lo stesso mi
dispiace ma non potrei mai accettarlo.

70 Lucioveg 04 settembre 2011; 14:01:49
E' il mio ultimo post sull'argomento. Non continuerò questa
discussione perchè non intendo convincere nè insegnare
niente a nessuno. L'animalismo non è il motivo principale
per cui sono vegan, e questo evidentemente rende
inconcilabile il mio progetto con le vostre esigenze. Fare
un processo a quali valori siano più importanti e quale
progetto sia più fattibile porterebbe solo ad una sterile
diatriba, e credetemi è l'ultima cosa che voglio. Mi
dispiace vedere quanto facilmente si diano giudizi
sull'etica altrui. La cosa che propongo è basata su un lungo
studio ed una certa esperienza (non solo mia ovviamente), è
realistica e molto sensata in un'ottica sociale ed
ambientale, cosa  che per me è prioritaria, fa la differenza
più di molte altre iniziative, e se ben organizzata e
gestita ci sono buone probabilità che sia anche un modo per
vivere davvero una vita migliore. 
Pace a tutti, se a qualcuno interessa seriamente la cosa mi
contatti in privato.
71 seitanterzo 04 settembre 2011; 18:48:46
* Lucioveg ha scritto:

>L'animalismo non è il motivo principale
> per cui sono vegan, e questo evidentemente rende
> inconcilabile il mio progetto con le vostre esigenze. Fare
> un processo a quali valori siano più importanti e quale
> progetto sia più fattibile porterebbe solo ad una sterile
> diatriba, e credetemi è l'ultima cosa che voglio. Mi
> dispiace vedere quanto facilmente si diano giudizi
> sull'etica altrui.

Lucio, non credo che si tratta di esigenze altrui, la
maggior parte dei vegan vede prima di tutto le esigenze
degli animali, che da soli non decidono nulla e dipendono
dalle nostre idee. Non c'è un'etica mia e una altrui.


se ben organizzata e
> gestita ci sono buone probabilità che sia anche un modo per
> vivere davvero una vita migliore. 

L'obiettivo del tuo progetto è questo e va bene, però nel
nostro caso (me incluso) c'entra poco, perchè io come altri
lavoreremmo ad un progetto che ospita e soccorre noi e gli
animali, un altro tipo di discorso.
Quello che potremmo discutere è l'autogestione,
colltivazione, ecc., e scambi di consigli simili che
servirebbero in entrambi i casi, ma solo sui forum, dato che
non si potrebbero creare coesistenze reali. 
72 Andrea 04 settembre 2011; 23:19:47
* Lucioveg ha scritto:

> E' il mio ultimo post sull'argomento. Non continuerò questa
> discussione perchè non intendo convincere nè insegnare
> niente a nessuno.

Calma. Il thread è nella sezione "Come costruire un mondo
vegan" ed era partito come un progetto volto appunto a
diffondere questi ideali e/o salvare animali (umani o non).
Quello che proponi tu è tutta un'altra cosa. Non è una cosa
negativa, anzi, ma è come se si parlasse di organizzarsi per
aiutare animali in difficoltà o fare un'iniziativa per
diffondere la scelta vegan e tu proponessi una pizza vegan
tra amici. Non ho niente contro la pizza vegan tra amici, ma
resta il fatto che è altro rispetto a quello di cui si
parlava prima e non puoi pretendere che non venga fatto
notare.


> Fare
> un processo a quali valori siano più importanti

Scusa ma qui si sta di nuovo facendo confusione.
L'ecovillaggio come lo concepisci tu è un bellissima cosa,
ma per gli umani che lo creeranno. L'ecovillaggio come lo
concepiscono gli altri salverebbe delle vite. Non sono due
iniziative confrontabili.
Sarebbe come paragonarne fare l'iniziativa per la diffusione
della scelta vegan di cui sopra e l'andare a mangiare la
pizza.. Non sono diversi valori, una è una cosa che si fa
per gli altri, l'altra una cosa che si fa per sé stessi.


> Mi dispiace vedere quanto facilmente si diano giudizi
> sull'etica altrui.

Non mi pare che siano stati dati giudizi affrettati: abbiamo
solo detto che non ci sembra che un progetto del genere
possa coinvolgere chi è vegan principalmente per gli
animali. Tu stesso hai detto che non sono gli animali il
motivo principale per cui sei vegan quindi abbiamo fatto
un'ipotesi che si è rivelata essere vera.


> La cosa che propongo è basata su un lungo
> studio ed una certa esperienza (non solo mia ovviamente), è
> realistica e molto sensata in un'ottica sociale ed
> ambientale, cosa  che per me è prioritaria, fa la differenza
> più di molte altre iniziative

Di altri ecovillaggi non vegan sicuramente, ma non puoi far
credere che si aiutino gli animali o l'ambiente in questo
modo più che con altre iniziative di quelle di cui era
parlato. Insomma, è un insulto a chi dedica la propria vita
agli animali far credere che costruirsi la vita idilliaca in
mezzo alla natura sia più utile per gli animali del vero
attivismo.


> e se ben organizzata e
> gestita ci sono buone probabilità che sia anche un modo per
> vivere davvero una vita migliore. 

Nessuno lo mette in dubbio, basta che sia chiaro che è una
vita migliore per noi e che non aiuta minimamente gli
animali né l'ambiente e non confonderla con le iniziative
che invece lo fanno.

73 francine 25 settembre 2011; 01:32:38
Ciao cari,
scusate la mia assenza ma sono stata impegnata con
l'avviamento di un servizio e l'opera di contrasto alla
stagione della caccia.
In questi giorni per me è più importante agire su questi
fronti.
Nel frattempo ho trovato due posti in Emilia Romagna che
potrebbero andare bene per il progetto di ecovillaggio ma il
terreno non corrisponde ai criteri necessari per una
coltivazione naturale.
Prossimamente ne vedrò altri. 
Chi fosse interessato scriva una e-mail alla mia amica e
collaboratrice veg.con una breve descrizione dell'idea
dell'ecovillaggio che vorrebbe. Raccoglieremo le descrizioni
e contatteremo le persone non appena il progetto si farà più
concreto.
Nel nstro progetto c'è comunque l'idea anche di
un'oasi-rifugio per gli animali e di pet therapy come
conoscenza degli animali (avvicinamento e rispetto non
condizionamento animale).Scriveteci solo se siete in linea
con questa idea. Non è questione di selezione ma dobbiamo
almeno partire con una base comune, nel rispetto comunque di
chi la pensa diversamente.  
Scrivete a millyaccardo@virgilio.it
Sono molto contenta però che sia emerso il bisogno comune di
condividere la scelta veg.
Un abbraccio a tutti, non arrabbiatevi se risponderò in
ritardo ;)
74 Drifoadr 25 settembre 2011; 13:58:28
ciao! io se si tratta di una sorte di "comune" quindi dove
poter vivere, ci sono. dove sarebbe cmq?
75 moon 12 dicembre 2011; 16:35:46
Riesumo questo thread molto interessante.
Per tre anni circa ho investito le mie energie in un
progetto di co-housing in romagna,naufragato proprio in
questi giorni ma durante questo percorso ho conosciuto
persone molto interessanti con cui ho mantenuto i contatti
per poter ripartire con un progetto nuovo. 
Per ora siamo 4 nuclei,tutti in zona romagna a parte una
coppia sicula ma modenese di origine che vuole tornare in 
e.-romagna.
Il collante è il sogno di una vita in collina o
campagna,puntando alla decrescita e progetti animalisti.
Abbiamo una cultura libertaria,siamo atei e tutti vegani a
parte il sottoscritto ancora vegetariano ma in transizione.

Sto cercando altre persone affini,ma soprattutto motivate e
realiste, per poter avere un confronto con loro e le loro
idee.Il tutto è nella fase embrionale. Dovremmo incontrarci
tutti insieme per la prima volta durante le vacanze di
inizio\fine anno e cominciare a conoscerci ed esporre le
proprie idee.
Personalmente ho girato quasi tutti gli ecovillaggi,da
urupia a bagnaia,campanara,torri ed elfi.
Ora non mi dulungo ma chi volesse maggiori informazioni mi
contatti. L'unione fa la forza,piantiamo un seme oggi per
far si che cresca un bel albero
76 messaggi; pag. 5 di 6 « Precedente12 ... 456Successiva »