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Andrea |
29 gennaio 2012; 14:35:28 |
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Prima c'è stato il problema che una buona parte del
pacchetto azionario è stato acquistato da una ditta che fa
vivisezione ma sono rimasti nello standard perché i loro
prodotti erano cruelty-free (in pratica era come comprare
cibi vegan da una ditta che vende anche carne: il prodotto
va bene ma si danno soldi a una ditta che uccide animali).
Poi però sono proprio usciti dallo standard perché hanno
iniziato ad esportare in Cina e per le loro leggi i prodotti
sono stati testati su animali.
Quindi assolutamente da evitare.
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danymals |
29 gennaio 2012; 22:20:21 |
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* Andrea ha scritto:
> Poi però sono proprio usciti dallo standard perché hanno
> iniziato ad esportare in Cina e per le loro leggi i prodotti
> sono stati testati su animali.
>
> Quindi assolutamente da evitare.
Una mossa geniale oserei dire.... pensavano che non
sarebbero mai stati scoperti?
Ciao,
Daniele
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seitanterzo |
29 gennaio 2012; 22:24:28 |
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* danymals ha scritto:
>
> Una mossa geniale oserei dire.... pensavano che non
> sarebbero mai stati scoperti?
>
Sapessi cosa gliene può fregare...se usavano il termine
cruelty-free era solo per distinguensi ed avere un'offerta
diversificata...
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diravel |
02 febbraio 2012; 16:15:31 |
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>
>
> > Ecco, però io capisco che non sia colpa di Yves Rocher la
> > situazione: non hanno venduto l'azienda a un marchio che fa
> > vivisezione come ha fatto Body Shop. L'azienda è quotata in
> > borsa e chiunque può comprarne le azioni.
> >
> > Però devono capire che se parte dei guadagno va a una ditta
> > che fa vivisezione a noi non va bene. Certo, loro non hanno
> > colpa, non possono decidere chi compra le loro azioni, però
> > nemmeno gli animali vivisezionati a causa dei loro azionisti
> > hanno colpe e tra un colosso del genere che perde pochi euro
> > dei nostri acquisti e un animale che prede la vita in un
> > laboratorio mi preoccupo esclusivamente del secondo.
io non capisco nulla di finanza...ma mi avevano spigato (a
grandi linee eh) che L'Oreal/Nestlè hanno parte delle azioni
in comune, in modo che, se L'Oreal dovesse fallire e quindi
che ne so essere venduta, nessuno avrebbe la maggioranza, nè
la proprietaria del marchio nè il consiglio di
amministrazione nè Nestlè..insomma una storia così :-) o
almeno questo è quello che ho capito io :-)..credo che qui
sia la stessa cosa..ma la Sanofi produce anche materiale
sanitario, (e tra le tante cose i reparti, ovviamente anche
quello che frequento, sono pieni....), quindi questa cosa
della Sanofi l'avevo considerata un po' impossibile da
gestire..da quanto ho capito è anche un modo per tutelare i
dipendenti e gli azionisti minori..quindi o accetti le
regole del mercato finanziario o ne stai fuori..ma per me
sta cosa della borsa è ancora un grande mistero quindi
magari non ho capito una beata mazza :-)
Il discorso della Cina non lo sapevo, so però che Cina e
Giappone hanno delle regole particolari, e che da loro i
prodotti vanno testati per forza, non so chi lo faccia, ma
penso l'azienda stessa..non penso esista un ente preposto a
questa cosa. se loro vogliono esportare dovranno dimostrare
prima di vendere i prodotti che rispettano gli standard.
Però potremmo provare a protestare, fino ad oggi hanno
adottato una certa politica, magari se pensano che il nuovo
comportamento possa creare un danno di immagine tornano
indietro..non credo che decidano di interrompere i rapporti
con uno stato, però...provare non costa nulla :-) e alla
fine l'immagine conta....
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diravel |
02 febbraio 2012; 16:18:33 |
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> Hai in oarte ragione, pero' rimane il fatto che nel settore
> "vivisezione", le aziende farmaceutiche sono un attore
> particolarmente odioso, quindi il sentimento "che schifo, i
> miei soldi non te li do" non e' cosi' fuori luogo.
>
> Per inciso, ricordiamo comunque che le aziende farmacetiche
> non sono l'attore peggiore nel macabro teatro della
> vivisezione: i peggiori in assoluto sono coloro che fanno
> "ricerca di base" (nelle universita', o finanziati dalle
> associazioni per la ricerca medica), loro sono arrivati a
> "consumare" quasi il 50% degli animali ammazzati in
> laboratorio.
> Leggete l'articolo:
> http://www.novivisezione.org/info/stats2011.htm
>
> E nel loro caso non c'e' nemmeno un obbligo di legge, quindi
> la cosa e' ancora piu' aberrante.
>
> Ciao,
> Marina
nella mia università usano i maiali..nel reparto di
fisiologia. un maiale=0,33 crediti extra, per avere un
credito 3 maiali. ovviamente non ho mai
partecipato..............
addirittura so che lo fanno a veterinaria........
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| 171 |
diravel |
02 febbraio 2012; 16:41:12 |
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* seitanterzo ha scritto:
> * danymals ha scritto:
>
> >
> > Una mossa geniale oserei dire.... pensavano che non
> > sarebbero mai stati scoperti?
> >
>
> Sapessi cosa gliene può fregare...se usavano il termine
> cruelty-free era solo per distinguensi ed avere un'offerta
> diversificata...
ma non penso che volessero tenerlo segreto..è che secondo me
tutte queste aziende non hanno capito che ad alcune persone
queste cose interessano così tanto..ci sottovalutano in
pratica :-)
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Andrea |
03 febbraio 2012; 20:28:58 |
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Ho cancellato il mail di Yves Rocher perché è illegale
pubblicare un mail senza autorizzazione, comunque
confermavano le cose dette fin qui sui test per il mercato
cinese.
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| 173 |
diravel |
03 febbraio 2012; 20:50:21 |
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* Andrea ha scritto:
> Ho cancellato il mail di Yves Rocher perché è illegale
> pubblicare un mail senza autorizzazione, comunque
> confermavano le cose dette fin qui sui test per il mercato
> cinese.
>
>
ah ops scusa..avevo visto altre risposte copiate in
precedenza non pensavo fosse un problema.
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| 174 |
kikkakikka |
27 febbraio 2012; 21:38:16 |
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> > ho letto tutti i post.. ma ancora non ho capito bene.. vabbè
> > la prossima volta meglio scegliere una marca che è
> > sicuramente "creuelty-free" come lush,l'erbolario ecc.
> > peccato che non ce ne siano vicino da me =(
> >
>
> Il punto è che Yves Rocher, di per sé, è cruelty-free perché
> aderisce allo standard. Purtroppo una quota della Yves
> Rocher è stata acquistata da una ditta farmaceutica, che
> invece non è affatto cruelty-free. Diciamo che non è
> "sbagliato" comprare prodotti della Yves Rocher (nel senso
> che aderiscono allo standard) ma molti di noi preferiscono
> dare soldi ad altre ditte, per non finanziare indirettamente
> la Sanofi Aventis.
Ragazze, non so se è ancora aperto il discorso o se a
qualcuno interessa ancora ma la famiglia Rocher si è ripresa
la maggior parte delle quote azionarie quindi è totalmente
indipendente dalla Sanofi..in poche parole la Sanofi non ha
né voce in capitolo sulle decisioni dell'azienda e né si
becca un euro dalla vendita dei prodotti. E' stata
momentaneamente tolta dalla lista gocruelty per il fatto dei
prodotti in Cina, come qualcuno ha già scritto, ma non è
Yves Rocher che fa i test per vendere i prodotti in Cina, è
la Cina che acquista prodotti esteri e poi fa i test come
richiesto dalla legge. Purtroppo le aziende non possono
ribellarsi in questo. L'azienda Rocher ha tolto dal
commercio cinese la maggior parte dei prodotti per questo
motivo, ma da quel che so io vende maggiormente tramite
consigliere, quindi credo che ci voglia tempo per vietare a
chiunque di far arrivare i loro prodotti...alla fine se un
privato si mette in contatto con un azienda o un negozio
cinese e gli vende prodotti Yves Rocher, tecnicamente può
farlo...quindi credo sia impossibile che l'azienda possa
controllare ogni singola persona che fa la consigliera..poi
magari mi sbaglio èh.... per il fatto delle api invece non
so...mi sono informata sui prodotti e non ci sono più a base
di miele...ma su questo non ho notizie confermate quindi non
ci metto la mano sul fuoco!
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Andrea |
27 febbraio 2012; 22:46:39 |
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> E' stata
> momentaneamente tolta dalla lista gocruelty per il fatto dei
> prodotti in Cina [ ... ]
Di norma non delego mai agli altri, ma la BUAV è sampre
stata esemplare da questo punto di vista quindi lascio a
loro fare un'analisi del problema e valutare questa ed altre
aziende.
Per il fatto che il loro modello di vendita renda difficile
il controllo su questo spetto è un problema loro. Preferisco
"punire ingiustamente" una ditta che fa il possibile per
essere cruelty-free ma non può piuttosto che comprare
cosmetici che vengono testati.
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Adrienne8588 |
04 marzo 2012; 02:39:48 |
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Kikkakikka, è interessante la notizia che hai postato, per
questo vorrei approfondire meglio. Puoi citare o linkare
qualche fonte?
E' da un bel po' che io non acquisto da YR, sia per il fatto
di Sanofi sia per la Cina: finché la cosa resterà in dubbio,
continuerò a tenerla in "stand-by" e a guardare ad altre
marche che danno garanzie su questi punti. Grazie, è giusto
per capire meglio e far chiarezza.
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AndreaIris |
11 marzo 2012; 18:03:26 |
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Ho appena scoperto l'esistenza su facebook di pagine
"pubblicitarie" di Yves Rocher in cui si vantano di non fare
test su animali e di non usare ingredienti derivati da
animali, salvo smentirsi da soli in altre parti della pagina
quando dicono che usano "solo" prodotti derivati dalle
api... -.- io davvero non ho parole.. non riesco proprio a
credere che pensino che la gente sia così stupida da non
accorgersi delle contraddizioni!
per chi volesse darci un occhio si può trovare a questo
indirizzo:
https://www.facebook.com/pages/Dorothy-per-Yves-Rocher/164216847030132
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Adrienne8588 |
12 marzo 2012; 03:31:26 |
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Mah, queste cose mi lasciano perplessa... Pur di vendere! Io
voglio notizie *sicure*; finché son solo voci di corridoio o
notizie inesatte, quei prodotti continuo a lasciarglieli
sullo scaffale.
Pure nelle pagina ufficiale di YR Italia girano notizie
"pasticciate", evidentemente postate da persone che non
hanno le idee molto chiare e tendono a rendere la questione
ancora più confusa. Eppure mi ci ero sgolata, a spiegare la
questione del cruelty-free, della partecipazione di
Sanofi-Aventis, della recente uscita dallo standard causa
vendita in Cina... Mah!
Se arrivassero buone notizie (sicure), ne sarei ben felice,
ma le voci di corridoio, no. Oltretutto, imprecisioni come
"100% vegetale", e poi figurano prodotti contenenti prodotti
dell'alveare, no (tra l'altro, erano proprio i prodotti che
evitavo).
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